mercoledì 30 settembre 2009

Horse Fever preview (3) - Intervista con i creatori del gioco !


Dopo aver presentato il, per noi, oramai noto Horse Fever con una prima presentazione del titolo e dopo avergli dedicato un approfondimento legato al suo aspetto grafico, andiamo ora, con questo ultimo (almeno finchè non avremo in mano il gioco in sè, cosa che darà l'occasione per chiudere definitivamente il discorso ...) articolo ad affrontare il tema legato a quella fase che sta dietro all'uscita di un gioco, ossia la sua preparazione, a come l'idea alla sua base si sviluppa e a chi spera con il succeso del gioco di raggiungere chissà quali obiettivi.

Ho quindi pensato di fare conoscenza con la banda di amici che si è allegramente imbarcata nella avventura della produzione di giochi e gli ho proposto una serie di domande, alle quali si sono gentilmente sottoposti.

Ecco a voi l'intervista ai creatori/produttori, arricchita dalla presentazione di alcune immagini di carte presenti nel gioco. Come potrete leggere il cammino del game designer è sempre irto di ostacoli, ma con un pò di perseveranza si può ottenere tutto. Non reata ora che vedere quali saranno i risultati di questa scommessa imprenditoriale, scusandomi per il gioco di parole .. ;)
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-Come vi è venuta l'idea di questo gioco ?
È capitato durante una serata in cui ci stavamo annoiando terribilmente, dopo la quarta birra abbiamo deciso di inventare un gioco per trastullarci, dato che ormai avevamo già depredato il frigo. Abbiamo preso gli oggetti che avevamo a disposizione (6 cavalli di plastica, un quaderno, un righello spezzato e una matita senza punta) e abbiamo creato la prima versione di Horse Fever che al tempo si chiamava, con scarsa fantasia, “Cavalli”.
-Vi siete ispirati a qualcosa di esistente ?
Non sapremmo mai spiegare il perché, ma siamo giunti alla conclusione che l'ispirazione sia venuta da Guerre Stellari, Indiana Jones e Conan!
-Avete ideato prima i meccanismi o l'ambientazione?
Diciamo che le meccaniche base sono nate intorno all'idea che sarebbe stato un gioco di corse e scommesse...in un primo momento volevamo fare un gioco sulle corse di cammelli... Comunque lo stile vero e proprio del gioco, tra il noir e il grottesco, è venuto fuori dopo giorni di schizzi e bozzetti con Giulia Ghigini, la nostra amata illustratrice dalla pazienza infinita!
-E' molto tempo che ci lavorate sopra?
L'idea è nata circa un anno fa, un po' per “gioco”. La prima versione di Horse Fever era semplicissima, ma grazie a infiniti playtest da Dicembre a Luglio siamo riusciti ad arrivare al giusto equilibrio tra tattica e sorte. All'inizio avevamo cercato di eliminare l'elemento fortuna, ma trattandosi di corse di cavalli, e dopo aver testato l'esperienza di un vero ippodromo a nostre spese, ci siamo resi conto che nelle scommesse anche il “culo” è fondamentale!
-Come è nata l'iniziativa di fondare una casa di produzione autonoma?
L'idea di una casa autonoma è nata dal fatto che volevamo poter dire ai nostri amici: “Il mio lavoro? Produco giochi!" Diciamo che in più c'era una carriera universitaria timida e traballante...e la scarsa voglia di stare in un laboratorio a fare i biologi...
-E' un lavoraccio? Parlate delle difficoltà che la cosa crea …
Appena intrapresa questa nuova esperienza ci siamo accorti che lavorare per sé stessi è molto più duro, sebbene molto più gratificante, che lavorare per qualcun altro. (Viviamo in settimane senza sabati e domeniche!!!) Le principali difficoltà sono dovute al fatto che per creare qualsiasi cosa dal nulla c'è più lavoro dietro di quanto ne avresti mai immaginato. Ora guardiamo un accendino e pensiamo con commozione e solidarietà alle 50 persone che hanno sgobbato per crearlo!
-Avete già preso accordi per la commercializzazione all'estero ?
Abbiamo già parlato con vari distributori...ma fino ad Essen è tutto in sospeso! (Incrociamo le dita!)
-Quale sarà (è stata) la tiratura del gioco?
La tiratura è stata di “solo” 2000 scatole...che stanno comodamente adagiate nei nostri salotti...
-E' possibile pensare di far diventare la creazione di giochi un vero lavoro full time, oppure la produzione resta, a questi livelli, soprattutto una soddisfazione personale?
In realtà anche a questi livelli è comunque un lavoro full time! Dobbiamo solo sperare che resti tale... ossia che i sudati frutti del nostro arduo lavoro ci permettano di portare a casa la pagnotta e pensare a imbarcarci nella creazione di un fratellino minore di Horse Fever! O due! O tre! O...

--- Nota: questo è il terzo articolo dedicato a Horse Fever comparso su questo forum. Per ulteriori info cerca l'altro, utilizzando i menù a destra (etichette) .. --

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