mercoledì 19 maggio 2010

Metropoli - prova su strada

Poco tempo fa abbiamo visto insieme una anteprima assoluta, ossia la presentazione del nuovissimo titolo della Editrice Giochi, Metropoli, destinato a sostituire nel catalogo della casa il vecchio Monopoli. Trattandosi di una preview, mi limitavo in quell'occasione a presentare il gioco sulla base di una disamina delle regole e delle illustrazioni disponibili: ora, dopo averlo avuto tra le mani per un periodo accettabile , sono in grado di fornire alcune indicazioni ulteriori, con impressioni uscite direttamente dal mio gruppo di gioco. Visto che parliamo di un prodotto che ha ottime potenzialità di vendita e diffusione, ho pensato potesse essere gradito ai lettori un approfondimento su di esso.

Primi cenni sulle dinamiche di gioco

Prima di tutto una visione d'insieme si tratta indubbiamente, in radice, di una variante del classico gioco da 'tira i dadi e muovi il segnalino', nel senso che alla base c'è il girare su di un percorso con il proprio trippolo, che si muove, appunto, delle caselle indicate dai dadi; da qui a dire che il tutto si svolge semplicemente però ce ne passa. Il gioco è stato nel complesso gradito da tutti quelli che vi si sono applicati, i quali hanno avvertito con chiarezza reminescenze del loro passato da monopolisti, ma non troppo, avendo quasi tutti manifestato la volontà di provarne subito, finita la prima partita, una seconda.
Il regolamente è infatti tutto sommato semplice, in quanto in definitiva si acquistano in asta, che si apre quando qualcuno vi capita sopra, i contratti (concessioni) relativi alle singole caselle colorate disponibili sul tabellone e nel prosieguo del gioco si ha la possibilità di far aumentare il reddito che alla sosta degli altri giocatori su tali caselle si ottiene, costruendo in corrispondenza delle stesse, nelle caselle centrali, degli edifici a più piani. Non sempre però, visto che ogni concessione ha un valore base, determinato dal quartiere nel quale si trova, conviene così tanto sperperare denaro nel costruire, visto che in certe sezioni della mappa il ritorno non è sempre elevato.
L'asta garantisce una elevata interazione tra i giocatori, tenendo tutti svegli anche quando è il turno altrui e questo rappresenta uno dei cardini del gioco, visto che si dovrà porre estrema attenzione nello spendere il denaro a disposizione, risorsa che nel corso del gioco si rivelerà estremamente limitata e quindi da gestire in modo oculato.
La durata è proposta, nella media, intorno ai 90 minuti, ma è facile sforare, visto che le altalenanti fortune dei giocatori, la difficoltà a controllare troppe concessioni e la possibilità di costruire già possedendo anche solo un contratto, senza dover previamente conseguire una 'terna' come era in Monopoli, contribuiscono ad allungare l'estensione della partita.

I materiali: sensazioni tattili ed impatto visivo

A livello visivo l'impatto è complessivamente buono: dominano indubbiamente, con il procedere della partita, gli edifici che sono costruiti grazie ai piani in plastica, ad incastro, che rappresentano il pezzo forte della componentistica.
Mano a mano che il gioco si sviluppa trovano infatti spazio nella parte centrale del tabellone i vari palazzi, rendendo il panorama cittadino decisamente simpatico: meno in risalto è invece il tabellone - base, il quale, vagamente retrò, presenta l'uso di tonalità sul chiaro e che sembra tradire la chiara mission di non far dimenticare troppo il predecessore al quale Metropoli in un modo o nell'altro si rapporta. Carine ed eleganti risultano le macchinine cromate che sono utilizzate come segnalini, anche se nel gioco pratico il fatto che sia colorata solo una parte dell'auto (il cofano) rende visivamente meno immediato riconoscere, soprattutto quando il tabellone diviene più caotico per la presenza di parecchi palazzi (che a volte possono davvero 'fare ombra'), il proprio segnalino. Personalmente sono molto tentato di ripitturarle integralmente, anche se finora mi dissuade il fatto che la nuova tinta sarà in questo modo opacizzata.
Discreta la qualità delle carte, ma forse potrebbe essere auspicabile un loro relativo inspessimento, per evitare lo sfogliamento (ricordo anche che ad alcuni piace, nelle trattative, tenere in mano le concessioni, sottoponendo a 'stress' le carte). Le tabelle riassuntive dei valori delle concessioni, che quasi tutti consultano continuamente nelle prime partite, risultano un pò piccoline, per cui per future edizioni mi sentirei di consigliare di sostituirle con una scheda di riferimento in cartoncino per giocatore. Sempre soddisfacenti sono poi le banconote, anche se fornite in quantità non esattamente strabordante, soprattutto con l'aumentare dei giocatori.
Ottima, infine, l'idea di rendere estraibili gli inserti di plastica che contengono denaro e pezzi degli edifici: anche qui l'unico consiglio può essere quello di realizzarli in materiali leggermente più spessi, per evitarne l'altrimenti rapido degrado.

Le regole e le strategie

Sulla costruzione degli edifici si innesta forse l'unica reale difficoltà che è stata percepita dai giocatori: sia chiaro, niente di trascendentale, ma il meccanismo di calcolo della rendita (valore dato dall'incrocio, su di una tabella, dell'altezza del palazzo più alto del distretto con la somma dei piani dei palazzi costruiti sulle tre caselle corrispondenti alla concessione in questione) è risultato di fatto ostico da comprendere (i più smaliziati dopo qualche partita facevano però il calcolo a mente, senza usare la tabella, per cui può essere un problema più psicologico che reale) e di conseguenza anche la determinazione del valore da offrire nell'asta ne ha risentito. Dopo qualche partita però entrambe le problematiche sono andate risolvendosi, sostituite da nuove riflessioni, ossia quelle legate al così detto piano regolatore, ovvero al limite di altezza per i palazzi.
Sulla base delle regole infatti in ogni distretto (così si chiama ognuna delle quattro sezioni nelle quali è divisa la città) può avere palazzi di altezza massima rispettivamente di 2,3,4 e 5 piani. Il primo che costruisce un palazzo a due piani ottiene il tetto, che rende quel palazzo un grattacielo, fissando in due piani il limite di altezza per i palazzi di quell'area: ciò può accadere anche nel primissimo turno di gioco ed il giocatore in questione sceglie infatti quasi sempre una concessione e vi costruirà due cubetti, visto che fruisce in questo modo del bonus legato alla presenza di un grattacielo, gettando nella disperazione i proprietari di almeno quattro delle concessioni della zona (la quinta beneficia a sua volta del grattacielo stesso), le quali diverranno, automaticamente, le zone meno pregiate (o quasi, dovendosi valutare anche il valore - base del quartiere) del tabellone. Esse infatti godranno di una rendita aggiuntiva massima, dopo aver collocato su di esse sei piani (due per ciascuna delle tre caselle corrispondenti alla concessione) di costruzione (spendendo quindi 600.000$), di 240.000 $ (altezza totale edifici massima=6 ; altezza edificio più alto =2), ossia una schifezza (chi può costruire fino al quinto piano gode di una rendita base, costruendo dieci piani, spendendo 1.000.000$, di 1.000.000$, per cui la differenza è palese) .
Per chi magari (come mi è capitato) possiede due di quelle concessioni all'inizio della partita significa trovarsi già a partire con un handicap enorme al primo tiro di dadi.
A livello strategico, preso atto che la edificabilità sulle singole concessioni ha quasi azzerato gli scambi di concessioni tra giocatori, il fulcro della lotta di cervelli è rappresentato, a mio avviso, dall'asta, giocandosi la lotta tra i giocatori proprio sulle fluttuazioni dei valori delle concessioni nel corso del gioco, sulla base della liquidità disponibile. Alcuni infatti scelgono di rinunziare ai primi acquisti, di solito troppo costosi, per cercare di speculare in seguito, richiando però di impoverirsi con il semplice visitare le concessioni altrui, senza godere nel contempo di apprezzabili probabilità di essere visitati da altri. A livello di numeri dico che i valori di aggiudicazione delle concessioni sono stati, per i distretti con limite NON di due di altezza, dai 900.000 $ in su, ma, come detto, questo discorso ha un senso assoluto solo nelle prime fasi del gioco, mentre in seguito i prezzi variano, potendo salire anche fino ai 2 milioni (quando si deve evitare che qualcuno faccia il 'tris' o per farlo) o scendere anche a poco più di 100.000 $, quando il contante in giro è poco.
Seconda chiave del gioco, che si può intuire sulla base di quanto si è detto sinora, sta proprio nella limitatezza del denaro. Ad ogni giro infatti i giocatori sono incoraggiati a spendere 200.000 $, per costruire i due blocchi che hanno diritto di piazzare, così come ad ogni asta se ne vanno centinaia di migliaia di dollari: se si tiene conto che rientrano nel 'giro economico' solo dai 250.000 $ ai 500.000 $ a giro compiuto per ogni giocatore, si comprende come il 'flottante', che parte da 20.000.000 $ per una partita, ad esempio, da 4 giocatori, vada rapidamente assotigliandosi, tanto che in molte fasi di gioco ne rimane in giro anche molto meno della metà. Quanto detto, chiaramente, può variare a seconda delle tecniche adottate dai vari gruppi di gioco, per cui avrei piacere di avere feedback su diversi approcci.
Per chi volesse approfondire, ecco qui ancora il link del regolamento.

Varianti ?

Come dicevo il mix complessivo è piaciuto, per cui il titolo si può sicuramente definire come interessante e piacevole. A margine di ciò abbiamo intravisto alcuni aspetti a nostro avviso migliorabili (per il gusto del mio gruppo di gioco e lo sottolineo), per cui ci siamo subito applicati.
Lo spirito che ci ha spinti è quello di cercare di mitigare il fattore fortuna, che ha dominato apertamente le prime partite, decretando la vittoria dell'uno o dell'altro giocatore sepre nel giro di 4-5 tiri di dado, focalizzati nella fase più delicata della partita e sulla durata delle partite, cercando di diminuirla leggermente.
Il primo aspetto sul quale è stato più facile intervenire è stato appunto quello legato alla durata della partita in quanto per noi eurogamers il tempo totale dei primi match, assestatosi ben oltre le due ore, è risultato decisamente eccessivo: in particolare in tutte le prime partite alcuni dei giocatori si erano trovati ben presto a corto di denaro, trascinandosi letteralmente per decine e decine di minuti verso il fallimento che però, visto che il numero totale di concessioni che ognuno aveva in mano non superava di troppo quello degli altri (ricordo che il denaro è davvero una risorsa limitata), tardava terribilmente ad arrivare, senza reali possibilità di vittoria per il malcapitato. In un paio di partite ricordo quindi di aver dilapidato, quasi inutilmente, 200.000$ a turno per costruire piani di palazzo che non mi servivano più di tanto, al solo fine di accellerare la fine della partita. Una prima correzione apportata è stata quindi quella di ridurre di venti il numero di piani da costruire perchè giunga la fine della partita: grazie a questo intervento le partite si attestano ora intorno all'ora di durata, cosa che ha consentito, per esempio, in un pomeriggio, di fare 2-3 partite, rendendole decisamente più 'sbarazzine'.
Secondo intervento di modifica è stato legato alla casualità della dotazione iniziale di due concessioni che vengono distribuite ai giocatori ad inizio partita: avendo verificato che in alcuni casi la fortuna aveva concesso ad alcuni di avere due concessioni particolarmente 'ricche' (ossia in distretti dal valore base di 300.000$) e ad altri più 'sfortunate' (vedi una coppia di ponti o concessioni da 100.000$), abbiamo previsto che le concessioni ricevute all'inizio debbano essere PAGATE dai giocatori al valore del distretto. In questo modo chi ha avuto più fortuna perlomeno avrà meno denaro a disposizione.
Terza variante inserita è stata poi quella legata al meccanismo di asta. Il fatto che chi è finito sulla casella della concessione goda del diritto di prelazione si è risolto nella automatica assenza di quel giocatore dall'asta (visto che tanto per solo 50.000 $ dollari in più la può comprare), cosa che, in fasi di gioco avanzate, ha ridotto drasticamente i rilanci. Inoltre quella prelazione faceva si che in pratica chi aveva la fortuna di capitare su concessioni libere avesse, per larghe fasi del gioco, la possibilità di aggiudicarsele, mentre chi non godeva di tale fortuna in molti casi è andato avanti a lungo con le sue due concessioni base, potendo solo scegliere se 'svenarsi' per impedire agli altri di lasciarlo al palo. Abbiamo così pensato di aumentare il prezzo aggiuntivo da versare a carico del giocatore di turno per poter esercitare il diritto di prelazione, portandolo a 200.000 $. Questo ha automaticamente comportato il rientro nell'asta del giocatore di turno: stiamo valutando se sia corretto lasciare il prezzo aggiuntivo a 200.000 o se ritoccarlo leggermente in ribasso.
L'effetto finale delle tre varianti è stato apprezzato, nel senso che abbiamo in questo modo influito un attimo sulla aleatorietà, che rimane comunque forte, ma che è stata lievemente mitigata, nonchè sulla durata del gioco, riportandolo a tempistiche per noi più apprezzabili.
Credo però che la fantasia ed abilità dei giocatori possano condurre ad ulteriori interventi, per cui prego chi ci si fosse cimentato di darne notizia !!

Metropoli e Monopoli
Premetto che non gioco a Monopoli da anni, o meglio da decenni, risalendo la mia pratica di quel gioco agli anni delle scuole superiori, quando si avevano monti di tempo da riempire, soprattutto d'estate. Come ho già specificato nella presentazione i due titoli sono assimilabili in senso generale, ma le differenze sono talid a renderli due prodotti totalmente distinti: poichè molti però ameranno fare confronti, sintetizzo qui le principali differenze tra i due titoli:
- scompare il concetto di 'gruppo' di contratti che contraddistingueva il vecchio gioco, per cui ora ogni singola concessione (ovverro possesso di una casella) consente di costruire ;
- la costruzione su di una casella beneficia anche una concessione corrispondente in senso ortogonale, che può essere propria od altrui: questo scatena nuove dinamiche, anche in ordine al versamento di 'contributi' di costruzione ;
- è inserito un concetto di tridimensionalità (più o meno astratto), visto che oltre alle due dimensioni, lineari, degli 'incroci' tra concessioni, è ora presente la terza, data dall'altezza dei palazzi, che determina il valore delle concessioni ;
- ora ci sono tre dadi, invece che due: la cosa rende molto più imprevedibile il movimento dei giocatori, andando però anche un poco perduto il thilling del pre-lancio tipico del Monopoli, dove prima di tirare si facevano sempre i conti di cosa si POTEVA fare e di dove NON si doveva andare ;
- non c'è più Vicolo Corto, nè Parco della Vittoria ...
Potrei andare avanti all'infinito, ma anche volendo riassumere le attinenze tra i due titoli potrei scrivere molto ... pensandoci però è meglio che mi fermo, perchè credo che quanto potrei scrivere eccederebbe la voglia di leggere di chi sta seguendo il discorso ..

Conclusioni
Confermo in buona sostanza le impressioni che avevo tratto in sede di preview, alle quali quindi vi rimando, ribadendo che si tratta di un titolo che propone un ottimo rapporto qualità - prezzo (in vendita intorno alla trentina di euro) e che risulta indirizzato ad un pubblico piuttosto ampio, ambendo a divenire uno dei quattro - cinque titoli base che ogni famiglia possiede o ha posseduto o ai quali ogni potenziale gamer ha comunque accesso (per averlo amici, parenti, ...).
E' un gioco che ha la potenzialità di affascinare anche i geek dei boardgame, anche se, evidentemente, non vuole avere la profondità strategica e di riflessione propria, ad esempio, dei più strutturati gestione risorse tipici nella categoria degli eurogame. A livello di longevità, trattandosi di un titolo che presenta una certa aleatorietà e che si fonda molto sulla interazione (grazie alle aste), non c'è una strategia vincente in assoluto, risultando quindi difficile da 'finire'. In definitiva è quindi un prodotto valido ed interessante, che può essere giocato a lungo.
A titolo personale segnalo che spesso giocarci mi ha fatto arrabbiare, perchè mi ha trasmesso un certo senso di impotenza di fronte agli scherzi del destino (vedi alla voce 'dadi'), rendendo impossibile controllare come avrei voluto l'andamento del gioco: ciò nonostante non mi sono mai opposto a chi voleva rigiocarci, per cui penso di aver sviluppato un rapporto conflittuale con Metropoli, che a livello conscio non mi attrae troppo, scoraggiandomi la eccessiva alea, mentre a livello inconscio mi attira, forse memore delle infinite giornate passate al Monopoli (ma quante partite avevo davvero 'finito' con la bancarotta di tutti ?). Solo la prova 'scaffale' (ossia quanto tempo resterà sulla mensola dove tengo i titoli che gioco più di frequente) potrà dirmi quindi se diventerà o meno uno dei miei favoriti: per ora, come detto, sono combattuto.
Un saluto a tutti e buon divertimento !!!

Il gioco è reperibile nei negozi di giochi (sia specialistici che nella grande distribuzione) sui 33 euro ed online è disponibile sul sito Egyp.it a 32,90 euro.

- Le immagini sono tratte dal manuale, riprese dal gioco e/o dal sito della casa produttrice (Editrice Giochi) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco, salvo quella della copertina Monopoly, gioco i cui diritti spettano alla Hasbro. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

9 commenti:

  1. Ho una domanda...il valore delle concessioni a fine partita è calcolato come dice il libretto in base al distretto a cui appartiene senza considerare blocchi e trust,ma quanto vale il distretto?Sarebbe il valore del quartiere o della somma dei 2 quartieri che lo compongono?

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  2. Alla prima domanda la risposta è si: il valore della concessione è solo quello della carta che si trova alla sua base (museo - parcheggio - ..). Quindi solo del lato sul quale si trova la concessione.

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  3. Dalla recensione penso che i problemi di questo gioco siano stati evidenziati bene. Del resto il vecchio Monopoli con il suo regolamento un po' farraginoso (tutto sommato nemmeno così semplice, mi sono sempre chiesto come abbia fatto tanto successo) è ora che lasci il passo a qualcosa di più moderno, e se c'è un grosso ruolo della fortuna, per tanti giocatori occasionali va bene così.

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  4. Come l'autore diceva l'idea di 'svecchiare' un pò l'idea del Monopoli la EG la aveva da tempo, visto che del resto è un titolo che sente il peso degli anni. La Hasbro, che ne possiede i diritti, sta cercando di farlo, virando però sulla strada della semplificazione, tanto che stanno per uscire selve di varianti con carte, con tabelloni dalle diverse forme ed addirittura una con un percorso ad esagoni di plastica dalla lunghezza desiderata dai giocatori (e con pezzi in plastica raffiguranti particolari edifici). Concordo sul fatto che la presenza di un forte fattore fortuna spesso involgi l' 'occasionale' ad avvicinarsi maggiormente al tavolo ;)

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  5. Domanda chiarificatrice:
    Ma Io posso costruire edifici in qualsiasi quartiere, anche se non son proporietario di nessuna concessione in quel quartiere?
    Il blocco/edificio (un cubetto rosso per capirci) GRATUITO, è solo quello che metto nelle mie concessioni, e solo quando ne metto uno isolato?

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  6. Prima domanda: il regolamento non sembra vietarlo, anche perchè si specifica che i palazzi, una volta costruiti non appartengono ai giocatori, ma alla città ... A volte, ad esito di trattative o per far finire prima il gioco (per esaurimento dei blocchi), è capitato di farlo, ma non così spesso ..
    Seconda domanda: si, nel senso che quando capiti su una TUA concessione (credo tu ti riferisca a questo), puoi piazzare, subito un cubetto gratuito su una delle tre caselle corrispondenti (p. 9 regolamento). Nella fase seguente dello stesso turno, ossia dopo aver mosso il tuo segnalino e piazzato il cubetto omaggio, puoi sempre collocare, nel rispetto del piano regolatore, i tuoi due cubetti addizionali dove ritieni, ma non sopra a quello omaggio, perchè il punto 10 del 'piano regolatore' (pag. 12 manuale) lo vieta ...
    Così almeno è come ci comportiamo noi ;)
    Sul sito della casa (http://www.editricegiochi.it/) c'è comunque anche un apposito forum, nel quale, se hai piacere puoi verificare se abbiano già risposto (spesso l'autore stesso) a dubbi similari !!
    Grazie per aver letto l'articolo ed un saluto ;)

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  7. Esaurientissimo e kiaro! Grazie! :-)

    Questo gioko mi sta divertendo davvero tanto...

    Bye!

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  8. quante carte di concessione bisogna dare a ogni giocatore all inazio del gioco?

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