domenica 12 giugno 2011

Gli 'articoli di fondo' - Le espansioni

Le espansioni, scritto da Polloviparo e Pinco11

Ogni giocatore ha sempre, tra i vari titoli che possiede, alcuni preferiti, dei quali oramai conosce a menadito i meccanismi ed ha elaborato ottime strategie, dedicando loro innumerevoli partite: spesso però quei giochi, nelle serate con gli amici, restano sugli scaffali, perchè sono considerati oramai come 'finiti' o più semplicemente perchè la voglia di novità spinge sempre a provare qualcosa di diverso. C'è però un modo per rivitalizzare quei titoli e le case produttrici sembrano negli ultimi anni averlo ben capito, ossia di produrne delle 'espansioni', ossia dei prodotti destinati ad ampliare l'esperienza del titolo originario, aggiungendo allo stesso nuovi materiali e/o regole.
Di solito le espansioni dal punto di vista pratico contengono un mini set di regole addizionali, grazie al quale i giocatori sono costretti a modificare le precedenti strategie, in quanto i meccanismi di nuova introduzione tendono proprio a combattere le tecniche consolidate, per indirizzare diversamente l'esperienza di gioco, vivificando così il prodotto. Economicamente il prezzo è di solito ragguardevole, nel senso che si colloca dal 50 % in su rispetto al prezzo del prodotto completo, contenendo invece relativamente pochi pezzi, oppure si avvicina, in altri casi al prezzo pieno, ove contenga più parti nuove (ma mai al livello del prodotto stand alone).
Resta ora da capire ed è questo uno dei temi della conversazione (o monologo, a seconda dei commenti che posterete o no) se le espansioni rappresentino una benedizione per i giocatori o se invece siano solo un mezzo per spillare quattrini ai gamer, rallentando la diffusione di nuovi titoli.
Lascio quindi la parola al nostro 'relatore' di oggi, ossia Polloviparo, il quale ha scelto per primo di occuparsi di questo interessante tema.


Le espansioni, croce e delizia di tutti i giocatori. Ho partecipato a diverse discussioni su forum dove si trattava questo “bollente” argomento, visto che, sebbene siano sempre esistite, oggi assistiamo ad un vero e proprio “proliferare” di queste “scatolette aggiuntive”, tanto che ho deciso di scrivere queste due righe, sempre nella speranza di coinvolgere proprio voi, i nostri lettori, nel dibattito.
Nell’ambito delle discussioni cui ho partecipato, mi è capitato di leggere le opinioni più disparate in merito: c'è chi ritiene le espansioni sempre un’aggiunta positiva al gioco base, chi le ritiene inutili, chi semplici manovre commerciali, chi uno strumento per mantenere contenuto il prezzo del gioco base, chi un mezzo dell’autore per correggere lacune del regolamento, chi un’aggiunta per aumentare la longevità del gioco base,  ma chi avrà ragione alla fine?
Potremmo provare a isolare le varie tipologie di pensiero ed analizzarle singolarmente.



Sono sempre un aggiunta positiva – Questo è il punto di vista generalmente degli “irrimediabili” collezionisti. Quelli che acquisterebbero di tutto. Quelli che al solo annuncio di una nuova espansione pensano: “Oh no… ho un gioco incompleto, devo procurarmi assolutamente questa irrinunciabile espansione ! Senza di essa il gioco non ha più ragione di esistere !”
Sono inutili – Questo è il punto di vista di che pensa che un gioco debba essere completo alla sua data di uscita e nella sua versione “base”: qui si reputa i contenuti delle espansioni come inutili “fronzoli” che vanno a complicare inutilmente il gioco originale.
Sono semplici manovre commerciali – Di solito questo pensiero si genera quando si ha la sensazione che dal gioco base siano stati “furbescamente” rimossi dei contenuti, per una successiva pubblicazione in veste di espansione. O ancora quando vengono pubblicate espansioni di dubbio valore, che poco o nulla aggiungono al gioco originale.
Sono uno strumento per mantenere contenuto il prezzo del gioco base – Questo è generalmente il punto di vista degli editori. Ritengono che includere il contenuto delle espansioni all’interno del gioco base, influirebbe negativamente sul prezzo di quest’ultimo, facendo levitare troppo.
Sono un mezzo dell’autore per correggere alcune lacune del regolamento – E’ di quest’idea chi pensa che un gioco possa nel tempo mostrare il fianco a qualche “problemuccio” e che le espansioni siano un buono strumento per mettervi una pezza.
Sono un’aggiunta per aumentare la longevità del gioco base – Chi tende a stufarsi molto velocemente di un gioco, spera sempre di trovare nuova “linfa vitale” in un’espansione.

Ora è vero che ogni caso andrebbe valutato a se stante, però penso che si possa svolgere qualche considerazione di carattere generale.
Anzitutto non rientro nella categoria che reputa le espansioni sempre “una ventata d’aria fresca”, anzi a dirla tutta sono sempre molto dubbioso quando ne viene annunciata una ed il pensiero che un gioco debba essere completo alla sua pubblicazione un po’ mi appartiene.
Concordo sul fatto che esistano delle espansioni che correggono alcuni “bug” del gioco, ma questo è indice solitamente di scarso “playtest”: penso ad esempio all’espansione “A clash of kings” del gioco base “A game of throne”, che introducendo i porti, risolve un “mancanza” del gioco originale, ma potrei citare anche la “Mitology expansion” di “Mare nostrum” che “riscrive” il regolamento, e “corregge” delle carte per bilanciare il gioco base, altrimenti carente in questo senso.
Nella maggior parte dei casi, comunque penso che le espansioni siano delle mere manovre commerciali. Per carità, del tutto legittime, ma comunque tali e non voglio nemmeno parlare di quelle espansioni che si limitano a introdurre il supporto al quinto o al sesto giocatore… e non voglio nemmeno sentir dire che includendo qui pezzi nella scatola il gioco sarebbe costato troppo.
Caos nel vecchio mondo” è a mio avviso un gioco bellissimo, forse uno dei migliori che ho recentemente acquistato ed è stata recentemente annunciata la prima espansione: “The Horned Rat” che introduce appunto la componentistica per il quinto giocatore e carte sostitutive.
Io “Caos nel vecchio mondo” (edizione italiana) l’ho pagato 59 euro, per cui non mi venite a dire che includere i pezzi dell’espansione avrebbe alzato troppo il prezzo perché potrei diventare particolarmente aggressivo. Proprio la questione prezzo poi ultimamente mi sta particolarmente a cuore: a parte un innalzamento generale del costo dei giochi da tavolo, trovo ci siano alcune espansioni che stiano rasentando i limiti dell’accettabile.
E’ da poco in commercio l’espansione di Shogun: “Tenno's Court”, potete trovarla in alcuni negozi ad un prezzo di 39 euro, ma vi posso assicurare che una volta aperta la scatola vi sbellicate dalle risate per il contenuto (se non ne siete il possessore ovviamente) o, ancora, “Defenders of the Realm: The Dragon Expansion”: componentistica piuttosto limitata e prezzo pari a 49 euro.
Per non parlare dell’imminente espansione di 7 Wonders: “Leaders” un mazzo di 40 carte proposto ad un prezzo di 19,90 euro.
Pensare che fino a poco tempo fa’ con una cifra del genere, compravo un gioco completo di plancia, trippoli (mi sto abituando a chiamarli così anch’io) in legno, carte e quant’altro. Quindi ho sempre più la sensazione che quando viene pubblicato un gioco, venga “distrattamente” lasciata indietro qualche cosa, riservandosi poi, in caso di successo, di buttare fuori l’espansione.
Per carità come ho scritto del tutto legittimo, anche perché di fatto nessuno obbliga all’acquisto, la mia vuole essere semplicemente una disamina sul “politically correct”: poi ovviamente nemmeno io sono immune al fascino di alcune espansioni e anche se un po’ in lotta con la mia conoscenza mi ritrovo ad acquistarle, dispiace solo che il continuo aumento del prezzo costringa sempre di più a rinunciare a tutta una serie d’acquisti che proprio a causa di un costo proibitivo non vengono nemmeno presi in considerazione.
Sul discorso 'aumento della longevità', comunque, non è a mio avviso un aspetto scontato. Ci sono giochi ovviamente che nascono per le espansioni (qualcuno ha detto “Dominion” ?), ma altri non ne hanno assolutamente bisogno, anzi io penso che più un gioco sia valido e meno necessiti di espansioni, in caso contrario evidentemente il titolo, di per se, soffre di una certa ripetitività.
Guardate un po’ i nostri nonni è da una vita che giocano a “briscola” e non hanno mai avuto bisogno di espansioni ! ;)  .. e, a proposito, un mazzo di carte da briscola, composto da 40 carte, costa all’incirca 3 euro: scusate lo so, a volte sono un po’ polemico, ma oggi è particolarmente caldo (il termometro segna 30 gradi) quindi cercate di portare un po’ di pazienza.
Alcune volte poi concordo anche sul fatto che le espansioni complichino eccessivamente giochi per loro natura più semplici.

Sembra comunque che ci siano espansioni imprescindibili dal gioco base. Se parlate con un qualsiasi appassionato di Twilight Imperium 3ed, vi dirà che non ha senso giocare al gioco senza l’espansione “Shattered empire”.
Aggiungete che è stata recentemente annunciata la nuova espansione “Shards of the Throne” e potete già immaginarvi un elevato numero di possibili acquirenti: non a caso la “Fantasy Flight games” è rinomata per aver improntato le proprie politiche commerciali sulle espansioni.

Queste non sono altro che mie riflessioni sull’argomento, o forse un semplice delirio causato dal caldo. Motivo per il quale forse è meglio che mi dedichi ad una bella bibita fresca e passi a voi la palla per sentire le vostre opinioni in merito.

Riagguanto al volo la palla per poche osservazioni conclusive sul ragionamento impostato da Polloviparo, che ritengo piuttosto completo, avendo messo in luce le principali tematiche emerse dalle discussioni tra appassionati sull'argomento.
Personalmente devo dire di aver maturato con il tempo una idea di massima contraria alle espansioni, pur potendo apprezzare alcune eccezioni a questa sorta di regola: per me direi quindi che in generale nutro una certa ostilità verso l'idea in sè degli add on, ma mantengo, per titoli di particolare attrattiva, una disponibilità di massima a valutare con attenzione cosa è proposto (fermo restando che ordino solo quando sono convinto!).
Questa posizione direi che per me è il frutto soprattutto dell'insensato acquisto che ho fatto di un pacchetto di espansioni di Carcassonne,  non ricordo con precisione ma devo averne prese almeno cinque (senza contare quelle 'mini'): ad un certo punto ho realizzato che le regole erano diventate, per un titolo che fa della semplicità e linearità il suo maggior pregio, un enorme guazzabuglio ed ho iniziato a darle via, tenendone giusto un paio. Lo stesso Chicago Express, uno dei miei titoli favoriti è uscito a sua volta con una mini espansione, venduta a suo tempo a prezzo quasi da gioco pieno e di sovente preferisco lasciarla nella scatola. Completo la mia storia personale accennando però doverosamente alla Road to Legend , espansione del noto Descent, la quale introduce una evoluzione notevolissima nelle dinamiche di gioco, permettendo di sperimentare, avendone il tempo, una campagna, con crescita delle statistiche dei propri personaggi, rappresentando a mio avviso ul non plus ultra del gioco da tavolo miscelato con gli elementi dell'RPG. Non a caso, seguendo il discorso di polloviparo, si tratta qui di un prodotto della FFG.
In definitiva quindi direi che mi schiero in linea di massima anche io dalla parte di polloviparo, ritenendo che i due terzi almento delle espansioni risponda a ragioni di ordine commerciale e sia quindi da considerare negativamente: sono però conscio del fatto che ne esistono anche di meritevoli, per cui il mio non è giudizio negativo totale e tranciante. Fenomeno a parte, che non considero affatto come incluso nel discorso fatto finora, è invece quello delle mini espansioni gratuite, da scaricare, che considero come delle ottime inizative, tese a mantenere fresco il gioco e delle quali, si, auspico lo sviluppo (come dimostra il fatto che di recente ne abbiamo ospitata qui una, ossia una carta extra per Jerusalem, ideata dal buon Michele Mura). Come dimenticare poi il lavoro di decine di appassionati, che si impegnano per dare vita a scenari, mappe o carte aggiuntive per un sacco di titoli, o addiritura ad incidere sulla loro grafica (vi ricordate cosa successe per Puerto Rico o Ticket to Ride ?): questo è secondo me il vero spirito delle espansioni e non certo il tenere da parte pezzi di gioco già elaborati sin dall'uscita, per proporli poi a 'pezzi' !


Bene, lascio ai lettori la parola, dandovi appuntamento al prossimo 'articolo di fondo'.

I titoli citati nell'articolo, se avete difficoltà a trovarli, possono essere in genere reperiti sul negozio online Egyp.it.

--- Le immagini sono tratte dai regolamenti o dal sito della casa produttrice da copie del gioco o, talvolta, da BGG. Tutti i diritti appartengono alle case produttrici dei giochi citati : le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di pubblicizzazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta ---

9 commenti:

  1. Credo che la necessità di espansioni dipenda fondamentalmente dal tipo di gioco. In giochi con scenari prestabiliti come DESCENT, MEMOIR 44, il nuovo LE CASE DELLA FOLLIA le espansioni sono assolutamente necessarie per evitare la ripetibilità del gioco, ed è una cosa che va assolutamente considerata in fase di acquisto. Personalmente le espansioni non mi disturbano, anzi parecchi giochi hanno guadagnato nuovo splendore dopo l'uscita dell'espansione, TI3, kingsburg, il trono di spade, Warrior knight, Arkham Horror.... poi sta al consumatore capire cosa effettivamente vale l'acquisto e cosa invece va assolutamente lasciato sullo scaffale, è sempre meglio POTER SCEGLIERE.
    Massi

    RispondiElimina
  2. Francamente trovo completamente fuori luogo il paragone sulla briscola, la briscola nasce in un altro contesto socio-culturale ed economico. La briscola costa poco perchè è "free" (il gioco) e quindi esiste solo il mercato dei componenti. Non paghi la proprietà intelletuale di chi l' ha inventata e diffusa.
    Proviamo ad immaginare se la briscola fosse stata inventata oggi e non nel '500.
    Ovviamente il mazzo non costerebbe 3 euro per il semplice motivo che per il solo fatto di aver ideato della nuove carte io ho diritto ad una tutela intellettuale, ho dei costi per produrla e distribuirla e voglio inoltre (legittimamente) guadagnarci sopra anche perchè la legge mi tutela offrendomi un monopolio.
    Probabilmente costerebbe sui 15-19 euro. E ci sarebbe ovviamente un regolamento che spiega il gioco.
    Immaginiamo che la briscola nasca nella edizione a due. Ora dopo un anno esce il regolamento per la versione a 4 (costo 5 euro) non ti vendono componentistica ma solo il regolamento, quanti giocatori di briscola che fino ad allora l'avevano immaginata a 2 riuscirebbero a trattenersi dal comprarlo? E l'anno dopo quando esce la versione a 5? Che per altro ne innova in parte anche le dinamiche di gioco. Costo 10 euro (sempre solo per comprare regole senza neppure una carta in più). Siamo sicuri che conoscendo la bellezza della briscola a 5 (per chi ama la briscola ovvio) non lo compreremmo?
    Pensiamoci. Certo le espansioni possono essere delle bieche commercialate e anche per questo esiste l'informazione di settore. Non credo che tutti i giochi vengano deliberatamente "spezzettati" anche perchè magari nella testa dell'autore o durante il play testing emergono delle potenzialità che vengono esplorate in un secondo tempo (il play testing non è altro che la R&S in ambito ludico).

    Provate anche a pensare al contrario fra 100 anni, decade la proprietà intellettuale di Carcassone, il regolamento è disponibile on line, le tessere (ammesso che siano ancora materiali) possono essere prodotte liberamente da più persone, magari in più stili grafici, io compro solo le tessere, non il gioco, chiaramente il prezzo non potrebbe che scenderebbe.

    RispondiElimina
  3. Per Massi:

    Penso di aver già ampiamente espresso la mia opinione sull’argomento, tanto che nel rispondere temo di essere ridondante, comunque ci provo:
    Non sono della tua stessa opinione. Non reputo nessuna espansione “necessaria” nel senso stretto del termine. Anche perché se effettivamente il gioco necessitasse obbligatoriamente di espansioni, significherebbe che qualcosa non va.
    Dunque i giochi con scenari prestabiliti, tu citi MEMOIR 44 io posseggo BATTLELORE e non ho mai sentito la necessità di acquistare espansioni.
    Se poi le espansioni evitano un “problema” di ripetitività è chiaro che un problema esiste.
    Citi KINGSBURG e qui sfondi una porta aperta. Alle prime partite il gioco mi è piaciuto molto. Poi mi sono accorto che effettivamente soffriva molto di una certa ripetitività, sottolineata dal fatto che le strategie dei giocatori, tendevano a convergere e a ripetersi.
    Effettivamente l’espansione va a limitare e correggere questi aspetti, ma a questo punto mi chiedo, non era forse il caso di includerla nel gioco base ?
    Detto questo le espansioni non è che mi infastidiscano ed è ovvio che si ha la possibilità di scegliere, però bisogna stare attenti, perché se si innescano meccanismi quali “questo non lo metto nella scatola base perché così faccio un espansione” oppure “il playtest posso farlo poco, tanto se mi accorgo di difetti li correggo con un espansione” non penso siano da considerarsi un bene per noi giocatori.

    RispondiElimina
  4. Per KaosMaster:

    Mi dispiace che trovi il paragone fuori luogo. Si tratta ovviamente di una forzatura e non nascondo che la mia volesse essere una provocazione.
    Tuttavia, il mio “sfogo” si limitava ad un semplice confronto numerico.
    Se vogliamo addentrarci comunque nel termine di paragone (che in questo caso ci viene offerto dall’espansione “Laders di 7 wonders”) concordo che vadano riconosciute la componentistica più ricca, le illustrazioni di prim’ordine, la proprietà intellettuale, i margini di profitto, ma ti sembra che la somma di questi fattori possa determinare una differenza di prezzo così consistente?
    A mio avviso si tratta di una semplice speculazione che sfrutta il successo commerciale del prodotto.
    Ripeto comprensibile da un punto di vista commerciale, ma meno digeribile da un punto di vista di acquirente.
    Ricordo che qualche anno fa ho acquistato DOMINION nuovo, appena uscito e l’ho pagato 26 euro.
    Le illustrazioni ci sono, le carte sono 500 invece di 40, la scatola è di dimensioni più generose, il regolamento c’è, la proprietà intellettuale pure e allora ?
    A questo punto non possiamo poi nemmeno sottrarci da un’analisi dei materiali.
    Ho acquistato un mazzo di carte da briscola al costo di 1 euro. Le carte sono plastificate ed estremamente resistenti a qualsiasi tipo di sollecitazione. Le carte di 7 wonders (al pari di quelle di Dominion) cominciano a “sfogliarsi” dopo due o tre mischiate, tant’è che è necessario proteggerle con delle bustine.
    Bustine che guarda caso devono essere di una misura apposita poiché le carte sono fuori standard e quei millimetri di bustina in più sempre guarda caso, hanno una forte incidenza sul prezzo.
    Azzarderei anche una domanda: “Pensi che Leaders” non potesse già essere incluso all’interno del set base ? Avrebbe innalzato di troppo il prezzo del gioco? E’ un’idea nata successivamente ? Sono domande che è lecito porsi.
    Tornando alla briscola è il chiaro esempio che un gioco ben congeniato non necessita di espansioni. I nostri nonni ci giocano da una vita e probabilmente non conoscono nemmeno il significato della parola espansione in termini ludici.
    L’esigenza delle espansioni è un qualcosa che ci hanno “inculcato” attraverso capaci operazioni di marketing.
    Tornando al tuo esempio se mi vendessero la briscola a due giocatori e poi mi vendessero il regolamento per quattro giocatori e successivamente quello da cinque io mi sentirei preso in giro, tu no?
    E’ proprio quello il problema di cui parlo, vendere un qualcosa di incompleto (o semicompleto) per poi propormi a rate dei contenuti aggiuntivi…

    Grazie ad entrambi per il vostro contributo.
    Sono qua per ulteriori scambi di opinioni! ;)
    Alessandro

    RispondiElimina
  5. Secondo me continuiamo a guardare le cose in maniera diversa.
    Ametto benissimo che ci possono essere strategie opportuniste da parte degli editori di giochi, ma alla fine tutto si riduce al fatto che il cliente compra o meno. Secondo me il discorso non è se l'espansione di 7 wonders vale quel prezzo (gioco che conosco solo per recensioni ma non ho mai giocato), ma se ludicamente vale quel prezzo. Puoi anche spendere 1 Euro per un mazzo da briscola ma se non ci giochi mai hai buttato 1 Euro, puoi spendere 100 Euro per un gioco ma se lo giochi quattro volte al mese, con soddisfazione, per anni il costo si ripaga velocemente. Il prezzo è adeguato al prodotto? Purtroppo essendo un opera intellettuale non puoi trovare un gioco esattamente uguale per poterlo sostituire a meno, quindi quello lo devi prendere come un prezzo "dato" da accettare o rifiutare.
    Dopodichè non dimentichiamoci che anche i giocatori possono metterci del loro, che gli editori abbiano tutto l'interesse a sfruttare il collezionismo è vero, ma alla fine è un "problema" del giocatore quello di avere un approccio collezionistico ai suoi acquisti. (dove per collezionismo intendo l'atteggiamento di chi comprando un gioco sa gia da prima che ha poche possibilità o nessuna di poterla giocare in maniera adeguata)

    RispondiElimina
  6. Premesso che l'impostazione di fondo che abbiamo riguardo alle espansioni è diversa, stai toccando alcuni temi che saranno oggetto di future discussioni già in programma ;)
    Per certi aspetti il discorso sul rapporto qualità - prezzo può essere a sua volta marginale, nel senso che hai detto, però, visto che il mercato offre un bel ventaglio di scelte e che a nessuno piace comunque sprecare dei soldi, è giusto il problema porselo: poi tanto tutte le nostre case sono piene di acquisti compulsivi dei quali ci pentiamo cinque secondi dopo averli fatti senza pensarci sopra troppo ... ;)

    RispondiElimina
  7. Mah, sinceramente tendo ad avere una visione un pelo più flessibile: se reputo che un'espansione sia in grado di contribuire in modo positivo all'esperienza di gioco la compro eccome, in caso contrario resta sullo scaffale!

    Se posso fare a meno dell'80% delle espansioni di Carcassonne, ad esempio - tra le tante - Contadini della Brughiera per Agricola (35 €, più di diversi giochi completi) si sta rivelando una bella sorpresa dopo decine di partite al gioco base (che per KaosMaster sono ancora di più - siamo "compagni di merende"), e si tratta di una corposa variante al gioco.
    Questo per dire che tenderei a non fare di tutta l'erba un fascio, ma di valutare caso per caso se un'espansione può o non può contribuire a migliorare/rendere più longeva l'esperienza.

    Sul costo invece possiamo anche essere d'accordo, sarebbe interessante sentire il parere degli editori; anche se non credo ci sia bisogno bisogno di sentirsi dire: tirature inferiori perché non tutti le compreranno > prezzo maggiore.

    Che ci siano espansioni fregatura (Carcassonne regna incontrastato da questo punto di vista) o giochi che sono incompleti senza è un dato di fatto, ma - ribadisco - non farei di tutta l'erba un fascio.

    Ps. IMHO Leaders è una corposa variante che modifica in modo non indifferente il gioco base, ergo stava bene a se e non nella scatola base. Sarà caruccia, ma - devo ancora testarla - ma per quel mazzetto di carte, la plancetta e le monetine di cartone se ci riuscirò a giocare con continuità lo considererò abbondantemente ripagato (Semenza/Bohnanza con tutte le partite che ci abbiamo fatto ad esempio si è più che ripagato - sorvolando sul fatto che mi è stato regalato)

    RispondiElimina
  8. Sono lietissimo, come penso lo sia prima di me Polloviparo, che l'articolo abbia suscitato un dialogo, intento primario di queste divagazioni generali e do' quindi il benvenuto, nella logica del contributo di tutti alla discussione, anche ai pareri di KaosMaster, Lucabri e Massi ! Aggiungo solo che spesso le espansioni sono vissute come occasioni per 'rivitalizzare' ed attrarre nuovamente l'attenzione su titoli da tempo in commercio, avendo esse spesso un effetto trainante anche sulle vendite del gioco base ...

    RispondiElimina
  9. Trovo questo articolo molto interessante e mi sento in accordo per lo più con la linea di pensiera di Polloviparo.
    Proprio dal suo articolo mi pare di cogliere come possano emergere però delle eccezioni, che lui stesso si ferma a considerare.
    E vorrei chiederti Polloviparo: ritieni che Runewars con la sua espansione Banners of War possa essere una di queste piacevole eccezioni?
    Dalle informazioni che ho potuto raccogliere mi sembra che l'espansione corregga il gioco base nel regolamento, favorisca inoltre un maggior numero di battaglie (cosa gradita a mio punto di vista), e ne modifichi altri elementi di gameplay migliorandoli ulteriormente in vari modi (eroi/comandanti più attivi in battaglia, altre dinamiche di gioco cambiate e migliorate..).
    Oltre a fare tutto questo facendo sì che il gioco "giri meglio" introduce anche nuovi elementi, dalle miniature a nuovi elementi scenici e ancora carte, magie eccetera.
    Esaminando tutto ciò e ripensando ai giudizi dati al gioco base che "lasciava una sensazione di qualcosa di incompiuto", si può dire in questo caso che la FFG (come nel caso citato di Descent) abbia fatto centro con questa espansione perfezionando tutto ciò che non andava nel gioco base o correggendolo o introducendo elementi nuovi che vanno a colmare le mancanze precedenti in modo alternativo?
    Certo forse sarebbe stato meglio che il gioco base fosse stato concepito in modo migliore prima di uscire sugli scaffali (oppure essere testato meglio per il bilanciamento e la varietà di azioni di gioco) ma ora sta di fatto che l'espansione è uscita ed è lì pronta per fare il suo compito.
    Quindi, analizzando l'intero gioco così rivisto alla luce di questa correzione+espansione, possiamo dire infine di trovarci di fronte a un Giocone?!? Perchè questo importa alla fine, tornando più in aderenza con l'articolo qui sopra, come giustamente altri fanno notare: se in un modo o nell'altro riusciamo ad avere tra le mani un gran bel prodotto che piace al nostro gruppo, diverte tutti e si ha sempre una gran voglia di rigiocarlo, saremo disposti a sborsare anche cifre considerevoli per accappararci questa perla semplicemente perchè è il meglio che c'è nel suo genere, con le sue meccaniche e stile di gioco, con tutte quelle sue particolari miniature e quel campo di battaglia così composto, con quella ambientazione, con quella durata, con la sua scalabilità.
    Qui chiedo a Polloviparo se può confermare le mie sensazioni a riguardo, dato che mi pare sia fortunato possessore del gioco + espansione.
    Oltretutto ho apprezzato tantissimo la Tua recensione su Caos nel Vecchio Mondo che è piaciuto tantissimo al mio gruppo, in qualità di primo gioco da tavolo un po' più profondo del risiko, e ci giochiamo sempre: è il nostro stile di gioco: bell'ambientazione, ottima interazione e grandissimo divertimento e pianificazione strategica. Per questo gioco per ora non sentiamo neanche lontanamente bisogno di un'espansione perchè gira troppo bene così! (o siamo noi che riusciamo a farlo girare bene).

    RispondiElimina