martedì 13 luglio 2010

Preview - Rio de la Plata

Rio de la Plata, il titolo del quale siamo oggi a parlare, rappresenta la novità per Essen 2010 per la Giochix (la quale, proporrà anche de vulgari eloquentia, di Mario Papini): incuriosito mi sono rivolto all'autore, Michele Quondam, per chiedere informazioni e lui, gentilmente, mi ha fornito in anteprima assoluta il manuale di gioco, mettendomi ora nelle condizioni di presentare il titolo ed ha acconsentito a rispondere ad alcune domande.

Iniziamo subito dicendo che i giocatori dovranno vestire i panni di novelli colonizzatori spagnoli del XVI secolo,  guidati da Juan de Garay ed impegnati nel tentativo di fondare un insediamento nella zona del Rio de la Plata, dove sorge, per capirci, l'odierna Buenos Aires. L'impresa si preannunzia sin dall'inizio come difficile, in quanto già mezzo secolo prima un tentativo di quel genere era andato fallito, a causa degli attacchi degli indigeni Guarani e degli ostacoli derivanti dal clima e dai luoghi. A livello di dinamiche si tratta di un titolo di gestione risorse molto strutturato, all'interno del quale i giocatori devono sfruttare al meglio la monodopera a loro disposizione (cinque omini da impiegare in ognuno dei venti turni nei quali si articola il gioco), cercando di sviluppare il più possibile le proprie sostanze e possedimenti, trovandosi spesso costretti a stringere alleanze tra loro per resistere ai continui attacchi che vengono rivolti dall'esterno nei confronti dell'insediamento, oggetto delle attenzioni di corsari ed indigeni.

I materiali
Il tabellone di gioco presenta, come d'uso, sul bordo esterno la traccia dei punti e nalla parte superiore quella dei turni di gioco (venti).
Procedendo verso l'interno si trovano quindi svariate griglie o locazioni speciali , destinate ad accogliere nel corso della partita le pedine - lavoratori dei giocatori (dieci a testa, per giocatore, una delle quali utile solo per tenere traccia dell'ordine di gioco):
collocando al loro interno le pedine i giocatori otterranno materie prime (di tre tipi, pietra, legno e materie pregiate, cui corrispondono le tre pile di cubetti a disposizione), denari (anche qui abbiamo una manciata di monete d'argento e d'oro), punti vittoria e potranno costruire gli edifici più importanti della città (ai quali corrispondono altrettanti tasselli) e le infrastrutture della stessa (strade e mura, rappresentate dai bastoncini di legno pure presenti nella scatola). Nella parte centrale del tabellone trova, infine, posto una griglia 16x10, all'interno della quale sarà fisicamente costruita la città, collocandovi le infrastrutture, nonchè le abitazioni destinate ad accogliere i coloni (13 tesserine quadrate per ogni giocatore), nonchè gli edifici per la produzione, difesa ed abbellimento della città (ai quali corrispondono un'altra ventina di tesserine).
Completano quindi la dotazione due dadi a sei facce, una ventina di pedine che rappresentano gli invasori esterni, 12 tesserine - personaggi (corrispondenti agli incarichi che si possono ricoprire nel corso del gioco) ed alcune pedine segnapunti / tempo.
Il regolamento
Si tratta, come accennavo, di un titolo piuttosto profondo, per cui mi limito a brevi cenni sulle dinamiche di gioco, per evitare di impelagarmi in una sintesi delle otto fitte pagine del manuale. Ad esso rinvio quindi per chi volesse approfondire: per ora (mentre scrivo) non è ancora in linea, ma è facile che mentre leggerete sia già stato messo online sul sito della casa, che ho linkato a tal scopo.
Semplificando molto dico solo che ad ogni turno (venti) i giocatori si trovano a dover collocare sino ad un massimo di 5 omini (pedine) sul tabellone all'interno delle locazioni che ho descritto nel parlare dei materiali. In sostanza si deve scegliere tra il cercare di acquisire materie prime (di tre tipi) o denaro, oppure ottenere direttamente punti vittoria, contribuendo alla costruzione degli edifici più importanti della città ed alle sue infrastrutture (strade e mura). In alternativa si potrà iniziare ad espandere i propri possedimenti sulla mappa, prima prenotando gli spazi per la costruzione di capanne e case e poi edificandole: fatto ciò si potrà poi scegliere di costruire anche edifici commerciali o artigianali et similia, grazie ad i quali si potranno elaborare e moltiplicare le proprie risorse. Una volta disponibile il porto si potrà anche scegliere di dedicarsi al commercio con la madre patria ed appena raggiunta una certa notorietà (punti vittoria) si potrà procedere ad 'acquistare' gli incarichi pubblici, ottenendo privilegi ed ulteriore prestigio (punti vittoria).
Fin qui siamo ancora nell'ambito di un gestione risorse 'classico', per quanto elaborato: alla fine di ogni turno però ha luogo un tiro di dadi, utile per verificare se avrà luogo (con probabilità crescente con il passare dei turni senza attacchi) un attacco dall'esterno, da parte di pirati o indigeni: in questo caso un giocatore, a turno, ricoprirà il ruolo degli aggressori, cercando di distruggere le case ed edifici degli altri giocatori, (per incoraggiarlo ci sono PV per ogni distruzione realizzat) mentre questi ultimi dovranno impegnarsi, agendo se possibile di concerto, per fronteggiare gli invasori, uccidendoli (ottenendo PV per ogni pedina sconfitta e per ogni propria pedina sacrificata allo scopo).
Il tutto ha luogo muovendo sulla griglia della mappa le pedine degli aggressori e quelle dei difensori, a turno: le battaglie ed i movimenti seguono regole semplici (le pedine si impilano e la pila più alta elimina, al contatto, la più bassa - le pile della stessa altezza di eliminano a vicenda - le pile più alte si muovono meno, le pile più basse di più), ma richiedono una certa attenzione, per evitare che gli attaccanti possano raggiungere le costruzioni, distruggendole.
Il gioco procede sino al compimento del 20° turno di gioco, quando saranno attribuiti i bonus finali, derivanti dalle tessere speciali possedute e, soprattutto, dal valore dei possedimenti immobiliari dei giocatori (influenzato dalla presenza, nei vari quartieri, di alcuni tipi di edifici, tipo giardini, monumenti, chiese, caserme, strade, ...). Vince, indovinate un pò, chi ha più punti vittoria.

Impressioni
Siamo dinanzi ad un titolo decisamento complesso, nel quale si è scelto, volutamente, di mettere veramente 'molta carne al fuoco'. Nel rivedere i meccanismi di gioco ci si rende conto di come il giocatore possa sentirsi letteralmente spaesato nei primi turni, avendo in mano solo cinque trippolini da piazzare con una valanga di alternative a disposizione: se si aggiunge che alcune azioni possono richiedere più omini ed anche materie prime per essere compiute, la sensazione di impotenza è davvero assoluta. Mano a mano che si procede però si realizza come alle tantissime scelte corrispondano numerose potenziali strategie di vittoria, visto che i modi per ottenere i famosi PV sono numerosi ed ogni sottosezione del gioco è stata inoltre adeguatamente 'pompata', nel senso che si è cercato, per ogni ambito, di fornire più alternative: così, per esempio, le cariche disponibili sono ben 14 , così come nella costruzione degli edifici la manodopera richiesta è variabile ed i punti vittoria riconosciuti vanno decrescendo con il procedere delle opere.
Compaiono già nella costruzione degli edifici principali poi i primi accenni alla necessità di meditare i rapporti con gli altri giocatori in una chiave di profonda interattività, visto che è indispensabile, per edificarli, coinvolgere altri nell'impresa: uno degli edifici per esempio richiede 14 lavoratori, mentre il massimo che un giocatore ha a disposizione è 9, per cui ciò rende evidente come non si possano completare da soli alcune opere. Nel contempo la collaborazione, ancora incoraggiata nel liberalizzare gli scambi tra giocatori, è resa per certi aspetti indispensabile nella fase di guerra contro gli invasori: qui si possono verificare però anche le cattiverie più infami, visto che alcuni giocatori possono scegliere, pur di dare danno agli altri, di 'disinteressarsi' della difesa comune, mandando all'aria l'idea di fondo di 'collaborazione per il bene comune' che sembra per il resto caratterizzare il gioco.
Venendo alle sensazioni trasmesse devo dire che il prodotto si presenta bene: la ambientazione prescelta è stata resa in modo adeguato, sia attraverso la grafica, ispirata nei disegni alle illustrazioni dei libri dell'800, sia con le regole, che spingono i giocatori, pur in lotta tra loro, a cooperare, facendo capire come l'elemento di 'lotta comune contro il sistema' (vedia alla voce: non è facile colonizzare con pochi mezzi a disposizione)  non possa essere sottovalutato.  Il regolamento si presenta come complesso, in quanto l'inserimento di molte meccaniche diverse, non ultima quella della 'guerra', con fino ad una quarantina di pedine che si muovo per il tabellone, può risultare non facile da digerire al volo: razionalizzando il tutto si capisce però che non si è davanti ad un gioco inutilmente difficile, ma ad un titolo che semplicemente propone molte alternative, per cui lo sforzo da compiere è solo quello di prendere familiarità con le molteplici alternative e 'digerirle' per bene.
Direi quindi che il classico core gamer che apprezza i giochi di gestione risorse dovrebbe essere decisamente attratto da questo titolo, che invece potrebbe risultare meno adatto da proporre a chi sia digiuno di questo tipo di boardgame: per il resto, sulla solidità dei meccanismi, che sembra trasparire dal regolamento, ci si potrà esprimere solo giocandolo .. e molto, credo (per capire se gli stessi siano bilanciati, aprendo varie strade e strategie per la vittoria). Quanto al complesso del prodotto direi che si propone come un qualcosa di piuttosto innovativo in quanto, pur potendo essere indicati per ogni dinamica utilizzata potenziali titoli similari (vedi  Im Jahre des Drachen o Comuni, per la lotta contro gli invasori, oppure Opera o Vasco da Gama per i personaggi, o Carson City o Oregon per la mappa con edifici ed abitazioni), non è altrettanto facile trovarne uno che presenti troppe affinità con Rio de la Plata. Il tempo di gioco per ogni partita, soprattutto nella fase di apprendimento, può superare facilmente i 90' indicati dal manuale ed il target di giocatori è indirizzato leggermente verso l'esperto, anche se, come detto, puà valere la pena di impegnarcisi un attimo, perchè può dare soddisfazione. Io personalmente son davvero curioso di vederlo all'opera !!

Sfruttando poi la disponibilità dell'autore, rivolgiamo a Michele Quondam alcune domande.

Prima di tutto ti chiediamo di presentarti brevemente ai nostri lettori, spiegandoci da dove è nata la tua passione per il game design.
La passione "primordiale" è venuta fuori dal gioco di ruolo (che continuo a praticare con gli amici di sempre)! Circa 15 anni fa di anni mi sono lanciato nell'associazionismo romano trascinato proprio da questa passione. Negli anni abbiamo realizzato centinaia di attività, aperto tante ludoteche, fatto tornei, dimostrazioni, fiere ... un'infinità di cose! Arrivando ad oggi, sono il presidente della Ludoteca La Civetta, che ormai rappresenta il centro del gioco a Roma, più o meno conosciuta e frequentata da tutti. Con la Civetta alle spalle, respiro gioco notte e giorno: è tutto più facile. Sono fortunato in questo senso.

Passiamo ora a Rio del la Plata: come hai scelto l'ambientazione ?
La mia compagna è argentina, e così mio figlio per metà. Da qui è venuta la curiosità per questo paese straordinario e per la sua storia, veramente intrigante e curiosa. Poi il passo è stato facile.

Il titolo sembra voler proporre moltissime alternative ai giocatori: hai mai avuto la sensazione di aver messo 'troppa carne al fuoco' ?
Questo è il mio stile, se me lo concedete :-). Anche One More Barrel conteneva questo aspetto; qui penso di aver fatto meglio. Mi piacciono i giochi che dopo 30 partite stai là e ti chiedi, ma qual'è la strategia vincente? Io, se devo essere sincero, ancora non l'ho capito con Rio de la Plata. Non dico che sia il miglior modo di fare giochi e capisco che a qualcuno possa non piacere, ma è il mio, almeno per adesso. Comunque se si guarda bene, dopo il primo passo, il gioco alla fine è molto facile da giocare. Ti rimangono le domande su cosa sia meglio fare mentre giochi, questo si! E per fortuna!

La meccanica della 'guerra', che comunque è proposta in forma molto semplificata, pensi possa scoraggiare potenziali giocatori ?Altra cosa che mi piace fare: spezzare i giochi con qualcosa di diverso dentro. Un gioco nel gioco. Penso che la meccanica della guerra dovesse essere molto semplice, anche se sempre intrigante: nelle mie tante partite con tanta gente ho visto i giocatori stare a pensare e rimuginare sul da farsi, anche con 3 regole di combattimento e basta. Una meccanica complessa avrebbe appesantito troppo il gioco, da qui la semplificazione necessaria.

Hai avuto modo di leggere la presentazione che ho predisposto per il gioco: nella logica del diritto di replica, cosa ne pensi ? Hai qui lo spazio per puntualizzare, correggere, lamentarti ... ;)Aspetto che tu faccia un paio di partite (un paio mi raccomando!) e poi leggerò con attenzione i tuoi commenti :-)

Spazio promozione: puoi ora dire perchè i giocatori potrebbero essere interessati a comprare il tuo gioco ...Per avere un gioco longevo, che durerà, e che li farà pensare sempre a cose nuove.

In quante copie sarà stampato il gioco ? Leggo che avete raggiunto accordi anche con la Rio Grande: stamperanno altre copie a loro volta o distribuiranno le vostre ?Rio grande farà la versione inglese, Giochix la multilingua. La tiratura della prima stampa pilota dovrebbe essere sui 2000-3000 pezzi. Poi vedremo, se va bene se ne riparla :-)

Potenziale prezzo consigliato per il gioco ?49.95 euro.

Cosa hai ancora in cantiere, sia come Michele Quondam che come Giochix/Gamesinitaly ?Io ho un paio di progetti, ma temo che prima della fine dell'anno prossimo non avrò il tempo di finirli. Giochix farà anche De Vulgari Eloquentia, un altro "giocone" di Mario Papini!!! Tra qualche giorno arrivano le prime notizie. Gamesinitaly esce con le tre espansioni di Race for the Galaxy e con la ristampa di Strada Romana, più di così ... :-)

 

-- Le immagini sono tratte da BGG (postate dall'autore), dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (Giochix/Gamesinitaly) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

4 commenti:

  1. Avendo già apprezzato One More Barrel non voglio fare il criticone né svalutare il lavoro di questo valido autore senza aver ancora provato Rio de la Plata, per carità... però io personalmente certi elementi gestionali (lavoratori da disporre, risorse da sfruttare, track dei punti di vittoria) comincio ad averli ormai fuori dalle orecchie. E meno male che c'è un po' di guerra, allora! Ben venga...
    (Come avrete capito, non sono troppo "euro-chic" nelle mie preferenze ludiche).

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  2. Penso che quello che conta è spesso il modo in cui si mescolano gli ingredienti (e sempre l'abilità dell'autore), più che il loro elenco: del resto anche una semplice pizza ha sempre gli stessi compenenti, ma i risultati variano sensibilmente da pizzaiolo a pizzaiolo ;) :)
    Questo titolo quindi mi intriga .. almeno a vederlo, per ora, da lontano ... mi riservo di poter dire di più appena lo avrò in corpore vili .. ;)

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  3. Il risultato in effetti era buono nel gioco precedente. Se capita, non mancherò di sperimentare anche questo.

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  4. Ho avuto l'occasione di giocarlo, ma purtroppo la spiega delle regole ha impedito di portare a termine la partita. Le mie impressioni non sono definitive. Mi permetto di proporre il link al mio blog:
    http://mondifantastici.blogspot.com/2011/04/rio-de-la-plata.html

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