martedì 6 luglio 2010

Review - Fauna

Tra i titoli che entrarono lo scoro anno a far parte della cinquina delle nomination per lo Spiel des Jahre compariva, in qualche modo un pò a sorpresa, un gioco di Friedmann Friese, ossia Fauna, pubblicato dalla Huch & Friend.
Il prodotto in questione, pur essendo frutto della fantasia di Friese, già noto per titoli come Funkenschlag o Fabrik Manager, rappresenta però un genere del tutto diverso dai boardgames citati, essendo essenzialmente un gioco indirizzato ad un pubblico più giovane, ambientato, come il nome suggerisce, nel mondo animale.
Poichè i materiali di gioco contengono molti elementi in lingua, a volte essenziali (gli stessi nomi degli animali, che in alcune occasioni non sono riconoscibili solo dal disegno, erano, naturalmente, in tedesco), il titolo ha avuto diffusione primariamente nei paesi nei quali è stato sottoposto ad una localizzazione, così come accade ora per l'Italia, dove la dVGiochi ha acquisito i diritti per la distribuzione di Fauna, proponendolo sul mercato proprio per questa estate (29 giugno 2010), cosa che mi dà quindi l'occasione per parlare oggi di questo titolo.

I materiali
All'interno della scatola, intelligentemente proposta (visto il target) con disegni di animali e con uno sfondo con tinte vivaci, si trova prima di tutto il tabellone di gioco, il quale riproduce nella sua parte più consistente una mappa del mondo, diviso in numerose zone (tipo Risiko) geografiche. Al di sotto di esse vi sono poi tre righe, divise in caselle numerate, le quali saranno dedicate, come vedremo, al peso, alla lunghezza ed alla lunghezza della coda degli animali. Nella cornice la classica striscia dei punti.
Vi sono poi ben 180 schede, stampate su intrambe i lati, ciascuna delle quali raffigura (uno per lato) due animali, dei quali sono riportati il nome, in italiano e latino, il peso, la lunghezza, la lunghezza della coda e le zone nelle quali vivono. In dotazione, per inserirle, vi è poi un portaschede, che serve a coprire le parti della scheda 'da indovinare', consentendo di vedere solo il nome ed il disegno dell'animale.
Completano la dotazione 36 cubetti, 6 per ogni colore, destinati ai giocatori, ai quali vanno anche un dischetto a testa da utilizzare per tenere traccia dei punti, 30 cubetti neri, da utilizzarsi nella fase di calcolo dei punteggi, come aiuto, nonchè un segnalino nero a forma di leone, da utilizzare per indicare il primo giocatore di turno. Vi è, infine, non strumentale al gioco in sè, ma al suo fine educativo, un libretto contenente una serie di informazioni addizionali sugli animali.

Le regole
Il gioco (per 2-6 giocatori) è assai semplice, visto che i giocatori entrano in competizione per stabilire chi abbia la miglior conoscenza del mondo animale. All'inizio della partita, o nel corso di essa, si può scegliere se utilizzare gli animali più 'facili' (a bordo verde) o più 'difficili' (a bordo nero) e si inizia con il primo animale che si vede nel portaschede. Il portaschede è di dimensione tale da permettere di vedere solo la parte superiore della carta, per cui ognuno potrà vedere solo il nome dell'animale ed il suo disegno: in basso vi è inoltre l'indicazione dei dati da indovinare, che sono di solito le zone del mondo in cui vive (è indicato il loro numero), il peso e la lunghezza, totale ed eventualmente della coda.
A questo punto ogni giocatore, a turno, deve piazzare uno dei suoi cubetti nello spazio del tabellone corrispondente alla zona dove egli ritiene viva quell'animale o in una delle tre righe relative a lunghezze e peso, nella casella corrispondente al peso o lunghezza ritenuta corretta.
Si può andare avanti sino ad esaurimento dei cubetti di tutti i giocatori o sino a che tutti non abbiano deciso di passare.
Segue la fase di calcolo dei punti, venendo attribuiti 7 punti a chi abbia azzeccato il giusto peso o lunghezza totale e/o della coda e 3 punti a chi abbia collocato il suo cubetto in una casella adiacente a quella corretta (ossia 'c'è andato vicino'). Per chi ha azzeccato le zone in cui vive (o quelle limitrofe) c'è invece un premio in punti variabile, a seconda di quante zone del mondo sono abitate da quell'animale (se una sola, per esempio, si ricevono 12 punti e 8 per il limitrofo; se sono da 5 a 8, se ne hanno invece rispettivamente 6 e 2). 
I cubetti posto in caselle che non danno punti vengono scartati. Alla fine del turno ognuno recupera un cubetto tra i propri scartati, dovendo però averne almeno tre in mano complessivi: se ne ha di meno può prenderne fino ad arrivare a 3.
Il gioco termina al raggiungimento di un punteggio prefissato (proposto, per esempio, in 100 punti per 4/5 giocatori.

Impressioni
I materiali risultano ben realizzati ed adeguati allo scopo, con un bel pacco di schede, che dovrebbe garantire una discreta longevità ad un gioco che spinge i giocatori a memorizzare i contenuti delle schede, potendo di conseguenza 'esaurirsi', per intervenuta 'totale memorizzazione dei dati' da parte del proprietario, presto  o tardi. La grafica è gradevole, con disegni che consentono di riconoscere gli animali e che ritengo preferibili alla potenziale alternativa, che era quella di riprodurne delle foto.
I meccanismi di gioco proposti sono inoltre semplici ed intelligenti: si tratta di un titolo incentrato sulle domande sugli animali, tuttavia è stato implementato un meccanismo di punteggio che consente anche di giocare, almeno un pelino, anche sul rischio e sul calcolo, potendo intrigare anche i più adulti, per avvicinarli ad un tavolo nel quale l'età media sia, magari, bassa. Il fatto che sia premiato infatti non solo chi indovina esattamente la corretta informazione, ma pure chi ci va 'vicino', consente anche di fare qualche azzardo, cercando di occupare tutte le caselle che potenzialmente possono attribuire punti (quindi anche quelle delle zone 'adiacenti' a quelle giuste) e non solo quelle che si sanno essere sicuramente corrette. Il regolamento penalizza infatti solo temporaneamente chi rischia, visto che ad ogni turno si recupera uno dei propri cubetti 'bruciati' in precedenza in zone o caselle sbagliate. Giusta appare inoltre, visto il tipo di gioco, la scelta di cercare di tenere comunque tutti sempre in gioco, stabilendo in tre cubetti la dotazione minima sempre a disposizione di tutti i giocatori.
Il prodotto è palesemente indirizzato ad un pubblico assai giovane, rappresentando i bambini e ragazzini il target ideale per un gioco da tavolo nel quale si rivolgono domande sugli animali. Diversamente da un trivial pursuit direi che qui la finalità sembra essere più educativa che di showdown di conoscenze da parte dei nozionisti: come sempre accade in questo tipo di giochi vi è inoltre il forte effetto 'memoria', per cui son convinto che i vostri figli, dopo le prime sedute, inizieranno a ricordarsi le caratteristiche di ogni scheda uscita, cominciando gradatamente a massacrarvi senza pietà. Ciò potrebbe però essere letto come una lezione imparata, per cui non c'è da rimanerci certo male. Il gioco è, invece, certamente non rivolto di per sè verso un pubblico più 'maturo'.
In definitiva penso che la dVGiochi abbia azzeccato la scelta del titolo da commercializzare, rappresentando il pubblico giovane nel nostro paese un target forse complessivamente più ampio, a livello di numeri, rispetto a quello adulto (pur con la concorrenza di videogames e televisione): il gioco in sè ha i suoi 'numeri' e credo che nessun genitore si possa lamentare se il figlio gli richiederà di acquistarlo, visto che imparare giocando è sempre più facile che stando seduti ad un tavolo a leggere libri. E' un prodotto, quindi, che potrebbe rimanere a lungo nel catalogo della casa editrice, divenendo un piccolo classico. 

-- Le immagini sono tratte da una copia del gioco inviata al recensore dalla casa o dal sito della casa produttrice (dV Giochi) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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