lunedì 20 settembre 2010

Preview - Irondie

Con sempre maggiore frequenza si assiste, negli ultimi mesi, ad iniziative editoriali promosse da game designer i quali decidono di fondare direttamente una casa editrice per proporre le proprie creazioni. In alcuni casi si tratta di piccole soddisfazioni che autori già affermati vogliono prendersi, stampando titoli che, per materia, tema o profondità, i normali canali distributivi non approvano, in altri di investimenti su se stessi, fatti da autori ancora non noti, nella convinzione di avere buone idee da portare avanti e di potersi far strada e farsi conoscere.

Quello che colpisce, spesso, è comunque la qualità dei prodotti proposti, che nulla ha oramai da invidiare agli standard produttivi delle grandi case: in alcuni casi anzi si ha l'occasione di vedere qualcosa che i normali canali produttivi non commercializzerebbero, in virtù di considerazioni di carattere economico legate alla 'nicchia' alla quale si rivolge il prodotto (troppo piccola) o al tipo di anticipazioni economiche richieste per una distribuzione in grande scala. E' questo il caso del titolo del quale ci occupiamo oggi, ossia Irondie, autoprodotto dalla Bluestar ed ideato da Davide Averara.
Si tratta, in breve di un gioco di dadi COLLEZIONABILE, caratterizzato dalla grande qualità del materiale utilizzato per i dadi stessi, visto che si tratta di metallo (quello usato per le minature, o giù di lì) e che il disegno dei dadi risulta estremamente curato e visivamente impressionante.

I materiali
In totale sono stati ideati e prodotti 72 dadi (alcuni dei quali sono 'rari'), i quali corrispondono ai 9 tipi di dadi, moltiplicati per gli otto colori che li caratterizzano. Procedendo in modo analitico infatti scopriamo come vi siano innanzi tutto tre classi di dadi, ossia quelli di ATTACCO, quelli di DIFESA ed i DADI VITA: per ognuna di queste classi esistono poi tre sotto categorie, che individuano una capacità speciale del dado stesso, da utilizzare in una delle due fasi del turno di gioco (ossia la seconda) ed ogni tipo di dado è poi disponibile in uno degli otto colori utilizzati, influendo la relazione tra i colori dei dadi coinvolti negli scontri sul risultato del combattimento.
In ogni partita comunque si utilizzano solo NOVE dadi, per cui è possibile giocare anche solo con un set base, il quale consiste appunto in nove dadi, dello stesso colore, forniti in misura di tre per ogni classe.
Dopo il tiro ogni dado è poi collocato sul tabellone (piano di gioco), utile a far comprendere, al volo, gli effetti prodotti dalla combinazione ottenuta.


Le regole
Rinvio al manuale, che potrete trovare nel sito della neonata casa produttrice,  per maggiori dettagli, limitandomi qui ad un breve sunto delle meccaniche (tenete conto che è stato già predisposto pure un regolamento da torneo).
Il gioco, che è proposto per scontri a due (ma poi è possibile, come si faceva per Magic, giocare a partite a coppie), prevede che all'inizio di ogni partita ciascuno dei giocatori selezioni i nove dadi che comporranno la propria dotazione: le riflessioni sulla scelta ricordano quindi il concetto di deck building tipico dei collezionabili. A questo punto il gioco si svolgerà in una serie di turni, fino alla distruzione di uno dei due giocatori, risultando ogni turno diviso in due fasi. La prima è quella del COMBATTIMENTO, nella quale si tirano i dadi che ciascun giocatore avrà scelto di utilizzare (ossia i 9 che si hanno, meno quelli che si tengono da parte per la seconda fase del turno): il punteggio (somma) riportato sui dadi attacco utilizzati rappresenterà il potenziale offensivo; quello sui dadi difesa comporrà lo 'scudo' contro quelli attacco, mentre i dadi vita determinano la permanenza in gioco.
In sintesi alla fine di ogni turno (dopo che si sia svolta la seconda fase, della quale parleremo ora) si calcola per ogni giocatore la somma dei punti attacco, sottraendo quelli di difesa dell'avversario: il risultato saranno i punti vita che dovranno essere sottratti al competitore, eliminando dal gioco i dadi vita che si siano dovuti esaurire per far fronte ai danni riportati (esempio: in attacco ho 7, l'avversario ha 4 in difesa, per cui dovrò perdere 3 punti vita, cosa che posso ottenere eliminando da gioco un dado vita che ha totalizzato '3').  La seconda fase turno è invece quella di SCHERMAGLIA ed in essa si possono tirare sino a due dadi: ciascuno di essi potrà essere utilizzato per colpire uno specifico dado avversario, producendo un determinato effetto su di esso se si riuscirà a batterlo. In caso di insuccesso si avrà invece una specifica penalità. Per esempio, lo 'spaccadado' consente di ELIMINARE il dado obiettivo se se ne supera il valore, mentre si PERDE il proprio dado in caso di insuccesso. Il colore rileva, in questo ambito, in quanto a seconda dei colori coinvolti, sulla base di quanto indicato in una apposita tabella, si possono avere dei bonus o dei malus che incidono sull'esito della schermaglia.
Come detto, quando uno dei giocatori perde tutti i propri dadi vita, perde la partita.


Impressioni
E' chiaramente difficile esprimere valutazioni complete su di un prodotto come questo se non si appartiene al gruppo di chi li colleziona, per cui mi limiterò ad alcune impressioni di massima.
Prima di tutto, come al solito, ci occupiamo dei materiali, i quali rappresentano sicuramente il punto di forza di questo prodotto: come potete vedere dalle immagini che corredano l'articolo si tratta di una realizzazione davvero di pregio, nella quale è stata utilizzata una estrema cura nel disegno ed ideazione dei dadi, con tecniche da miniaturisti. Utilizzando un termine inglese direi quindi che i dadi sono realmente gorgeous  e che metà della soddisfazione del gioco, ad occhio e croce, sta nel possesso degli stessi, aldilà dell'uso che se ne farà.
Qualche perplessità invece mi rimane con riguardo alle dinamiche di gioco, nel senso che chiaramente le stesse sono un pò influenzate dall'elemento fortuna, visto che alla fine di tiro di dadi si parla e che i dadi utilizzati in ogni partita sono relativamente pochi: le regole tuttavia sono state strutturate proprio per fornire intelligenti profili tattici e strategici, risultando possibile ideare e perseguire, nonostante i risultati del tiro, efficaci strategie. Tanto per fare un esempio, io posso utilizzare uno 'spaccadado' contro un dado avversario che ha totalizzato un punteggio alto, riducendo così le mie possibilità di successo, oppure colpire un dado che ha avuto un punteggio basso, producendo così un minor impatto sull'esito del singolo turno, ma incrementando (o rendendo matematico, in alcuni casi) il successo del tiro nella fase schermaglia. La stessa presenza della fase 'schermaglia', nella quale i dadi producono i loro effetti propri rappresenta per altro un bella idea, dando appunto la cosa una certa profondità al gioco che, pur essendo incentrato sul tiro di dadi, che rappresentano l'aleatorità personificata, riesce a proporre interessanti riflessioni strategiche, sia in corso di partita che in fase di costruzione del set che si utilizzerà.
In gioco inoltre risente di tutti gli aspetti positivi e negativi tipici dei collezionabili: intendo con ciò dire che, per quanto il gioco sia possibile utilizzando anche solo i nove dadi di un set di base (per ciascun giocatore), evidentemente solo avendone un certo numero a disposizione si potrà fruire appieno delle varianti strategiche che il gioco offre, combinando tipi, classi e colori. La soddisfazione che si ottiene nell'acquisto è quindi, per gli appassionati, anche quella tipica del collezionista, però i costi, evidentemente, salgono: al riguardo segnalo che, complice probabilmente il volume produttivo per ora ridotto, il prezzo è abbastanza sostenuto, visto che un set di nove dadi è acquistabile sul sito della casa a 23,80 euro e che uno 'stick' espansione da tre dadi ne costa 8,90. Per i più sfrenati c'è poi il 'cubo' che contiene nove set da 3, al prezzo di 78 euro. Il prezzo medio per dado quindi si aggira tra i 2,60 ed i 3,00 euro, cosa che può potenzialmente scoraggiare parecchi acquirenti.
Su internet le prime impressioni sono state, a livello internazionale, di grande interesse, tanto che mi risulta che siano stati avviati fattivi contatti per una distribuzione oltreoceano. All'ideatore quindi i migliori auguri di successo !!


Sfruttando la disponibilità del gentile Davide Averara, propongo di seguito una breve intervista all'autore.


Prima di tutto ti chiediamo di presentarti brevemente, raccontandoci anche dei tuoi primi passi nel mondo del game designing 
Vengo da 10 anni di design moda, ma ho sempre avuto la passione per tuttociò che è gioco/fantasy/sci-fi etc. Ho avuto la fortuna di collaborare con un produttore di accessori metallici con cui poi abbiamo deciso di cimentarci in una comune passione: pensare e realizzare giochi. Tendo a creare i giochi a cui vorrei giocare e quindi la cosa dà soddisfazione (e a volte una punta di frustrazione): in questo caso ha prodotto qualcosa di assolutamente anacronistico: un gioco di dadi in metallo.

Ok, passiamo ad Irondie: come ti è venuta l'idea di un 'collezionabile' sui dadi ? Ti ha ispirato in qualche modo il vecchio Dragon Dice ?
Dragon dice è stato sicuramente molto innovativo; io purtroppo ne ho letto brevemente le regole senza mai giocarlo, ne apprezzavo l'idea rivoluzionaria di scontri con "eserciti" di dadi personalizzabili ma mi scoraggiava la scarsa portatilità (sacchi di dadi mi dissero, forse esageravano).
Tutti noi di Irondie eravamo/siamo giocatori di Magic e di moltri altri giochi di ruolo (warhammer, d&d, etc). Alcuni di noi apprezzano molto i giochi "classici" dagli scacchi al supremo ed immortale "risiko".
Ciò che volevamo creare era un gioco basato su dadi che negassero il concetto di base di dado ovvero "cubo". Non volevamo che i giocatori dovessero imparare i singoli significati di singole facce di dado: impara la forma e saprai cosa fà quel dado. Ma resta un d6, puoi giocarci a "risiko" o a "monopoli". Inoltre il nr di dadi per giocare è limitato a 9: un ingombro volumetrico analogo ad un mazzo di carte. Il peso ovviamente è maggiore perchè come dicevo volevamo dadi di forme complesse e questo comportava notevoli costi e problematiche ed era realizzabile entro certi costi solo in metallo, stampati a mano.
Per evitare allergie al nichel abbiamo creato la prima serie limitata in metallo bianco, placcato di argento e poi verniciato in 2 strati: la prossima serie sarà fusa in zama: più resistente e con forme più regolari (serie beta, edizione illimitata stessi dadi).
Ovviamente volevamo un gioco con meccaniche relativamente semplici del tipo "lo impari dopo che giochi un paio di partite" ma al tempo stesso che non annoiasse velocemente e quindi permettendo escalation e creazione di set personalizzati con cui sperimentare nuove tattiche.


Il disegno dei dadi è molto dettagliato e ricorda lo stile dei creatori di miniature (tipo Warhammer): li hai creati tu stesso ?
io adoro le miniature Warhammer e le ho collezionate per anni anche se ammetto che al momento la mia armata del chaos ha preso un pò di polvere. I dadi li ho creato disegnandoli in 3d (con Cinema4D) e da quei file sono state realizzate delle matrici di stampa. Sono pieni di sottosquadra e sono l'incubo dello stampatore in metallo. Il primo dado ad essere pensato è stato il nullificante, che infatti appare nel logo ed è forse il dado più rivoluzionario in quanto interamente composto da sfere.


Ci puoi rivelare qualche 'segreto' sulla filiera produttiva del gioco ?
posso dire che nonostante il costo possa sembrare alto bisogna considerare che non ci siamo orientati su dadi in plastica (che forse faremo in futuro e che affiacheranno la versione in metallo) anche perchè la ns tecnologia era per lo stampaggio di componenti metalliche. Inoltre il metallo ha un peso maggiore e la cosa ci piaceva. Ogni dado al momento è estratto a mano da un stampo in gomma vulcanizzata che viene posta in una centrifuga. Ogni dado deve poi essere burattato per togliere bave e impurità e molti di essi vengono cmq scartati per imperfezioni. Il dado viene poi galvanizzato con argento e sottoposto a 4 fasi di verniciatura manuale a spruzzo. La nuova serie beta invece sarà stampata in automatico ed in zama. Per mantenere questi prezzi abbiamo dovuto precluderci la possibilità di distribuzione fino alla serie beta (+ economica ed in grado di raggiungere gli sconti richiesti dai distributori) privilegiando un rapporto diretto con utenti e negozi.
La fase creativa invece prevede serate in cui 4 o più persone (tra soci e collaboratori siamo in 7) si azzuffano per difendere una regola, tra comitati per l'abolizione della "regola dall'1" e nostalgici della versione con schermaglia illimitata.


In logica di diritto di replica sei libero di rispondere alle obiezioni avanzate nell'articolo, fornendo le precisazioni che ritieni utili e dicendo, in sostanza, quello che vuoi ... ;)
posso solo dire che il gioco è relativamente semplice (sono stato massacrato per 3 a 0 da un bambino prodigio di 8 anni!) e se proprio il gioco stufa puoi usare i dadi irondie per giocare a risiko, o per uccidere lupi mannari.


Il prezzo: può rappresentare un ostacolo al successo del gioco ?
molto probabile, faremo un ritocco minimo per la serie beta ma il resto andrà nello sconto al distributore, che è davvero oneroso.

A livello di numeri, di che volumi produttivi parliamo ? Per ora le vendite come stanno andando ? E l'avventura americana ?
l'avventura Americana si è conclusa con 9000 dadi venduti dal solo "Jeffrey Lee" il ns collaboratore negli States. Di questi il 75% è stato venduto durante GenCon. Altro grande canale di promozione è stato sicuramente il sito "boardgamegeek".
Contiamo di concludere la serie "Alfa" in metallo bianco con una tiratura di 40.000 pezzi entro quest'anno, e con una produzione di almeno 150/200 mila pezzi per il prossimo anno, escluse le espansioni. E i nuovi prodotti in cantiere. Con questa risposta ci riteniamo operativi e incentivati a proseguire.

Spazio pubblicità : perchè un potenziale acquirente dovrebbe comprare Irondie ?
per pura lussuria ludica.


Progetti in cantiere ?
2 non collezionabili, con prezzi abbordabili e e sempre dotati di strani meccanismi in metallo. Uno di questi inizerà il playtest entro Natale.
Un saluto a tè e a tutti i tuoi lettori



-- Le immagini sono state pubblicate sul sito dela casa  produttrice e/o tratte dal manuale e/o scattate su di una copia del gioco gentilmente inviatami dalla casa produttrice alla quale (Bluestar di Valtancoli Giulio)  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

3 commenti:

  1. molto bello il gioco o 11 anni e nn sono appassionato di game ruolo + avventura e azione ma questo gioco tipo warhammer e stata una buona idea , e molto realistico complimenti ti aspetto al negozietto a innaugurare il gioco ci vediamo li se vengo ciao

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  2. Sono sempre io anonimo com penso ke pero il gioco avrebbe bisogno di qualcosa di + nn per contrastare le tue idee ma io penserei + dadi vita e + dadi forza perke altrimenti la partita e troppo corta e aggiungerei ke e mejo con almeno 6 dadi vita + bonus, e 6 dadi forza + bonus sarebbe + avventurioso il gioco com lo ripeto molto bello mi sono appassionato a questo gioco dai dadi molto belli prima nn giocavo mai a giochi ruolo adesso o iniziato e forse oggi me ne compro 2 o 3 com ciao e bn creazione di altri giochi

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  3. Nulla vieta di provare a giocarlo con più dadi di quelli suggeriti: magari escono idee per regole della casa da proporre all'autore .. (non so invece che intendi quando dici che 'mi aspetti al negozietto', ma forse ti stai rivolgendo all'autore del gioco ...)

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