giovedì 23 settembre 2010

P/review - Venture

Pensando ad un dungeon classico si ha l'idea di un luogo sotterraneo buio e silenzioso, all'interno del quale si nascondono, in una delle innumerevoli ombre che lo caratterizzano, potenziali pericoli mortali, sotto forma di trappole o di mostri. 
Nel corso degli ultimi anni però questi ambienti sono diventati decisamente più frequentati di quanto la letteratura fantasy ci abbia trasmesso, rappresentando il setting ideale per una serie di giochi da tavolo di cappa e spada. A partire dai primordi con Heroscape, per passare a titoli come Tomb o a mostri sacri come Descent, con le sue numerose miniature e regole dettagliate, per arrivare addirittura a dei 'gestionali' cone Dungeon Keeper.
La sete dei giocatori però non è ancora stata soddisfatta, per cui continuano ad uscire titoli che sfruttano questo background, apportando ciascuno di essi qualcosa di nuovo al genere: tra questi vi è l'approccio del titolo di oggi, ossia Venture, della 0One games , frutto della fantasia di Mario Barbati.
Il gioco in questione è distribuito in forma elettronica, ossia agli acquirenti sono forniti solo i files contenenti il materiale di gioco, il quale deve essere dagli stessi stampato e ritagliato, assemblando gli elementi scenici 3D. E' quindi quello che si definisce un print & play e le meccaniche che propone lo assimilano, tra i titoli sopra richiamati, soprattutto al vecchio Heroquest, del quale raccoglie con convinzione il testimone.
I materiali di gioco
All'interno di un unico file compresso sono contenuti i vari pdf che costituiscono il materiale di gioco, consistente in un manuale, di una quindicina di pagine (in inglese, per massimizzare il target dei potenziali acquirenti), un libro delle quest, alcuni mazzi di carte, contenenti incantesimi, attezzature, eventi e quant'altro, divise tra quelle destinate agli eroi e quelle per il cattivo (evil keeper), i segnalini necessari per tenere traccia di danni et similia, nonchè le miniature dei personaggi e dei mostri e quelle degli 'arredi' interni dei dungeon (tipo scrigni, tavoli, ....). Completano il set di materiali le schede che raffigurano le stanze (divise in griglie quadrettate e di diverso colore) che si dovranno assemblare in modo da formare le mappe da utilizzare nei vari quadri di gioco, secondo quanto indicato nel formando libro delle quest (da leggere, ovviamente, a cura del 'cattivo' nonchè quelle personali di eroi e mostri, utili per riassumere le caratteristiche degli stessi.

Il regolamento
Sarò qui decisamente sintetico, in considerazione della relativa abbondanza di regole proposte dal manuale: aldilà delle particolarità ritengo infatti che la struttura base del gioco sia facile, perlomeno per chi abbia già sperimentato titoli di questo tipo. Ogni partita infatti prevede che i giocatori si dividano in due fazioni, con da una parte il cattivo (evil keeper) e dall'altra gli eroi, quattro, che possono essere tenuti tutti dalla stessa persona o divisi tra i partecipanti (portando a 5 il numero massimo di giocatori). Il cattivo provvede a tenere in mano (dietro ad uno schermo) la mappa di gioco, sulla quale sono descritte le posizioni e quantità dei mostri, nonchè gli obiettivi della partita per gli eroi (spesso di mazzuolare abbondantemente il mostraccio finale).
Ogni personaggio in gioco, sia buono che cattivo, ha poi le sue statistiche, consistenti in un certo numero di dadi attacco, di dadi difesa, di punti vita (solo gli eroi e talvolta il mostro finale, mentre i mostri base hanno un solo punto vita) e punti movimento. In ogni mossa ogni miniatura può compiere una azione movimento ed una diversa, da scegliere tra un elenco, facilmente memorizzabile, per la sua logicità, nel corso della prima partita (gli eroi hanno, chiaramente, più alternative dei mostri): per capirci c'è la possibilità di attaccare un pezzo adiacente (a o distanza, se si hanno armi da lancio), di raccogliere o passare oggetti, di esplorare un'area per cercare trappole, aprire o chiudere porte e scrigni, giocare carte, guarire o resuscitare (si, se ricordate dungeons & dragons, gli eori, beati loro, resuscitano agli appositi templi) e così via.
Ciò premesso il gioco si svolge a turni, nel corso di ognuno dei quali l'ordine di gioco è determinato sempre in modo casuale, mescolando apposite carte che identificano gli eroi ed i tipi di mostri: da questo mazzetto si pescano, una per volta, queste carte, dando così la possibilità al personaggio (o al tipo di mostri) raffigurato di svolgere la propria azione: in questo modo, si noti, è possibile che una singola miniatura o tipo di miniature muova anche due volte di fila (l'ultima del giro precedente e la prima di quello successivo) o sia attaccata da qualcun altro per due volte, per cui i dungeon diventano in questo modo ancor più pericolosi.
In sintesi compito degli eroi sarà quello di massacrare i mostri cattivi, recuperando tesori nel corso dell'opera, o raggiungendo determinati scopi indicati in ogni scheda quest, mentre il cattivo dovrà impedire che essi raggiungano i loro obiettivi. 

Impressioni
Prima di tutto si deve tenere conto del fattore print & play: in sè chiarisco che non è richiesta alcuna specifica abilità per procedere alla costruzione dei materiali di gioco, visto che si tratta solo di infilare i fogli, di cartoncino se volete ottenere un effetto accettabile, nella vostra stampante a colori e poi di ritagliare il tutto. Si tratta quindi di una trentina di fogli, che diventano quasi una cinquantina se desiderate stampare le miniature di arredi, eroi e mostri in modo da avere dei modelli 3D, mentre rimaniamo entro i 35 fogli totali se ci accontentiamo di mettere al loro posto delle pedine 2D (versione travelmate). Se odiate visceralmente il concetto stesso del taglia ed incolla allora starete logicamente alla larga da questo gioco, altrimenti il lavoro, lo ripeto, non è troppo impegnativo, soprattutto se vi dividerete il lavoro con i compagni di gioco. A livello grafico direi che il titolo è stato adeguatamente curato e l'impatto complessivo, per quanto non paragonabile con di quello tipico di un gioco con vere miniature (magari dipinte), è convincente. Per altro nulla vi impedisce di riciclare miniature che abbiate ottenuto da altri giochi, arricchendo l'effetto visivo finale.
Quanto alle meccanche di gioco direi che per chi ha sperimentato la complessità di titolo come Descent si assapora una ventata di semplicità. Le battaglie, per esempio, si svolgono  tirando il numero di dadi attacco indicati sulla scheda riepilogativa dell'attaccante (ve ne sono in tre colori, a seconda delle chance di successo), mentre il difensore tira quelli di difesa ed i danni arrecati sono pari al numero di dadi attacco andati a segno meno il numero di quelli difesa che hanno dato esito positivo. Se si tiene conto che i mostri non hanno punti vita, la velocità dei calcoli da fare emerge quindi rapidamente.
Non ci sono particolari regole sui punti di vista da tracciare nel colpire gli avversari, basandosi sul presupposto che chi condivide la stessa stanza, come è logico che sia, può essere visto e quindi l'esplorazione si svolge normalmente ad ondate, dovendo gli eroi porre una certa attenzione nell'apertura delle porte e poi cercare di tenere sotto controllo l'orda di cattivi che troverà dentro ad ogni stanza. Il cattivo invece avrà il compito di cercare di preservare le proprie unità residue, magari facendole affluire in stanze ancora inesplorate, per rendere il compito più difficile agli invasori.
Le meccaniche proposte risultano quindi, nel complesso, standardizzate ed intuibili, rendendo il titolo ideale per gli appassionati del genere che siano alla ricerca di un prodotto dalla fruibilità immediata: i principali aspetti negativi, da apprezzare in modo rigorosamente soggettivo, stanno invece nella necessità di stamparsi il gioco e nella possibile eccessiva semplicità, per chi adori invece i regolamenti ultracomplessi e dettagliati.
Altra particolarità è che il gioco è interamente in inglese, per quanto la casa produttrice sia italiana (nel mio primo contatto, non avendo colto questo particolare, io stesso gli ho scritto in inglese ...): ciò è naturale, visto che, essendo un mercato di nicchia, era difficile pensare di ridurre ulteriormente il target dei potenziali acquirenti non utilizzando una lingua internazionale come quella di Albione, però potrebbe risultare poco gradito a chi si trovi poco a suo agio con i giochi non in italiano. 
A livello di prezzi la casa propone il gioco  al prezzo di 19,99 dollari, che potrete scontare di 5 dollari se sceglierete la versione travelmate ,senza miniature 3D. L'acquisto può avvenire, natualmente, online, dalla sito prima linkato. Il supporto al gioco promette di essere continuo, tanto che già a poco più di un mese dall'uscita sul sito compaiono materiali addizionali e bonus vari: solo il tempo ci dirà quale successo avrà avuto questa iniziativa !

Sfruttando la disponibilità dell'autore, Mario Barbati, raccogliamo da lui qualche indicazione ulteriore sul gioco.

Prima di tutto ti chiedo di presentare brevemente te stesso e la tua casa di produzione ...
La 0one Games e' nata nel 2000 e compie quindi ben 10 anni. Siamo stati la prima casa produttrice al mondo a vendere un modulo di avventura D20 in formato elettronico (The Legend of the Steel General). Siamo rapidamente diventati uno dei punti di riferimento per quanto riguarda la cartografia per giochi di ruolo introducendo innovative tecniche per la personalizzazione delle mappe in formato pdf. Per noi lavorano importanti scrittori del mondo del GdR internazionale e produciamo moduli e supplementi di alto livello. Uno di essi, The Great City Player's Guide ha recentemente ottenuto un oro ai prestigiosi Ennie Awards, surclassando colossi come Paizo publishing.
Nel campo dei giochi da tavolo le produzioni si limitano al popolarissimo Starfight e al recente Venture. 

Veniamo ora al gioco: da dove nasce la tua idea di realizzare Venture e a quali titoli ti sei ispirato ?
Beh, inutile girarci intorno, io ho sempre amato Heroquest. Un gioco semplice ma non banale, che riusciva a far divertire tutti, dai giocatori accaniti ai bambini. Un gioco veramente fuori dal comune. Spesso mi chiedevo perche' un gioco cosi' riuscito non venisse ripubblicato e alla fine mi sono stufato di aspettare e ci ho pensato io!
Sebbene Venture sia ispirato a Heroquest non si puo' dire che questa sia stata la mia sola ispirazione. Il mio intento era di rendere moderno un gioco che ha oramai vent'anni, e cosi' alcune cose sono state ispirate da altri giochi da tavolo (il sistema di iniziativa da Star Wars: Assault on Hoth della West End) e da giochi per computer (La shrine e il sistema delle Essenze da Dungeons & Dragons Online)  

Letta la presentazione del gioco, ritieniti libero di apportare correzioni, rettifiche o quant'altro: sei d'accordo o meno con quanto emerso dall'articolo ?
Come ho detto ritengo che tu abbia perfettamente colto lo spirito del gioco e che tu ne abbia anche evidenziato i probabili difetti (se il print e play si puo' chiamare difetto, alcuni si divertono...)

Sono previste espansioni o regole addizionali ?
Assolutamente si, ti posso anticipare che uscira' una piccola espansione gratuita con tema vampiri e, in seguito, un'altra espansione che aggiungera' eroi, mostri, incantesimi ed equipaggiamento, introducendo alcuni elementi che dovrebbero rendere il gioco piu' vario. 

Spazio promozione : dì quello che vuoi per motivare potenziali acquirenti ?
Semplice, se vi piaceva Heroquest, provatelo!

Una versione italiana del gioco è da attendersi ?
Ci sono serie possibilita' che il gioco venga pubblicato in maniera fisica, con miniature di plastica e tutti gli optionals (sara' una cosa lunga, quindi non aspettatevelo in tempi brevi) in quel caso ci sara' senz'altro una versione italiana.

Per ora come procedono le vendite ? E' prevista una versione non print & play, ossia pianifichi una produzione 'materiale' del gioco ? Hai ricevuto contatti in questo senso ?
Per la versione fisica, vedi sopra. Per le vendite siamo soddisfatti anche se il Feedback per ora e' stato esiguo. Ma per giochi di questo genere ci vuole tempo.

Hai altri progetti in corso di realizzazione ?
Oltre ai numerosi progetti nel campo dei Gdr, abbiamo in cantiere un altro gioco da tavolo il cui titolo (provvisorio) e' : Dracula: Last Stand

-- Le immagini sono state pubblicate sul sito della casa  e/o tratte dal materiale in pdf facente parte del gioco, gentilmente inviatomi dalla casa. Alla casa produttrice (0One games)  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

7 commenti:

  1. Il concetto di print & play mi lascia francamente perplesso ma spero che questo gioco si "concretizzi" in una versione in scatola...

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  2. Che ne pensate del concetto di print&play come modo per farsi conoscere?

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  3. In astratto è sicuramente una buona idea .. per fare un esempio credo che Schacht (Zooloretto) abbia iniziato in quel modo, tanto che sul suo sito fino a poco tempo fa c'era ancora roba scaricabile (mi sembra Dschunke fosse uno di essi) risalente ai tempi del print & play. In concreto però dipende molto dalla quantità di ciò che si deve scaricare e stampare: se diventa troppa alla fine diventa forse più un modo per avere dei playtester che per farsi conoscere ...

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  4. Per me che faccio papercrafting non è male, però per fare le cose per bene bisogna attrezzarsi (stampante a colori laser più altri orpelli si va attorno ai 150€).
    Il gioco visto così mi sembra simile ad Heroquest e tenendone le regole, materiale in carta posso farlo anche da me.

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  5. Ben venga la versione "inscatolata". Un clone moderno di Hero Quest ci sta tutto

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  6. Io gradirei tanto giocare di nuovo a star quest , il mitico gioco da tavola semplice ma stupendo con protagonisti i marins spaziali!!!
    Sarei felice di trovare una copia fedele di quello che mi ha fatto innamorare nei primi anni 90 (probabilmente era uscito prima ma io ero troppo piccolo) Senza modifiche alle dinamiche e meccaniche di gioco, magari solamente rivisto per quanto riguarda la parte grafica, ma senza stravolgere nulla, in fondo era perfetto così!!!

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    1. Daniele, ho presente il gioco (si chiama Space Crusade in inglese). Hai mai provato Space Hulk? E' un'ottima alternativa, per me di molto superiore. Dai anche un occhio a Claustrophobia (meccaniche perfette) e Gears of War: The Boardgame (qualità delle miniature ed AI dei mostri di qualità elevatissima).

      Saluti,
      Claudio

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