giovedì 14 ottobre 2010

Preview - Aether


Proviene dalla Finlandia il titolo del quale ci occupiamo oggi, ossia Aether, prodotto dalla Onni Games, nel cui catalogo compaiono, per ora, solo altri due prodotti oltre a quello che esamineremo, ossia un Trivia game, ossia un gioco di domande, ossia Arvuutin ed un gioco ambientato nel mondo politico finlandese dal nome Politix. La lingua tuttavia, il finlandese, utilizzata in essi rende però poco appetibili tali ultimi prodotti, mentre Aether, essendo un gioco astratto, richiede solo la lettura del regolamento, che è stato tradotto in inglese, idioma decisamente più noto di quello del game designer, Touko Tahkokallio.
Si tratta, come accennavo, di un gioco astratto per 2-4 giocatori, che si svolge su di un tabellone esagonale, a sua volta diviso in caselle della stessa forma, nelle quali sono destinati ad essere accolte le tessere, di quattro tipi, che i giocatori piazzeranno, assieme ai propri segnalini. La teorica ambientazione prescelta, anche se si tratta solo di un elemento palesemente cosmetico, è quella della lotta tra gli elementari, legata al concetto della divisione della materia in acqua, aria, fuoco e terra, in ipotetica lotta tra loro.

Materiali e regole
La dotazione del gioco comprende un tabellone che, come si diceva, è di forma esagonale, diviso a sua volta in caselle esagonali.
Mentre la maggior parte di essere sono vuote e destinate ad accogliere le tessere che i giocatori piazzeranno, alcune caselle recheranno l'indicazione di un numero (da 7 a 10), ed è per il controllo di esse che i giocatori entreranno in competizione nel corso del gioco, collocando a turno le tessere (indovinate ? ... esagonali), dei quattro tipi disponibili (23 per tipo), colorate secondo il loro tipo di appartenenza (terra, aria, fuoco, acqua). Completano la componentistica 4 set di trippolini, in numero di 14 per colore ed uno schermi per giocatore, per tenere nascoste tessere e numero di trippoli residui.
Il gioco rientra nella categoria dei titoli decisamente più facili da spiegare a voce avendo davanti il materiale, impresa che richiede l'uso di poche frasi e due minuti d'orologio, mentre farlo scrivendo diventa decisamente più 'verboso' e complesso. Per chi volesse qui trovate il regoamento in inglese. In ogni caso all'inizio del gioco ognuno riceve il proprio set di trippoli e 4 tessere colorate a caso. Il tabellone viene predisposto per il gioco, collocandovi sopra un tot di tessere nelle caselle evidenziate: sono proposte due diverse modalità, occupando un numero maggiore o minore di spazi, a seconda della difficoltà e durata che si desidera abbia la partita. Ad turno i giocatori procedono quindi a svolgere la propria azione, che può consistere nel : 1) piazzare una tessera in uno spazio vuoto, pescandone una nuova; 2) piazzare una tessera in uno spazio vuoto, ponendovi sopra un proprio trippolo, pescandone una nuova ; 3) scartare un trippolo e cambiare le quattro tessere che si hanno in mano.
Scopo del gioco, come si diceva è di prendere il controllo delle caselle che recano l'indicazione di un numero: ciò si ottiene collocando a fianco di esse tessere con sopra propri trippoli, tenendo conto che ogni trippolo assume un valore pari al numero di tessere del tipo di quella sulla quale si trova che lo circondano, meno il numero di tessere del tipo 'contrario' ad esso che lo circondano (nella logica che un elemento prevale su di uno specifico altro: chi batte chi è illustrato chiaramente in alto nel tabellone).Nell'immagine a lato, per esempio, il giallo totalizzerebbe tre punti per le tre caselle 'fuoco vicine', ma ne ha due di penalità per le due 'acqua' con le quali è a contatto. Il trippolo rosso sulla casella 'acqua' vale invece due punti perchè ha una casella acqua a contatto e non ne ha dell'elemento 'contrario all'acqua, ossia l'aria.

Si continua quindi a giocare sino a che non si riempie tutto il tabellone. A quel punto , per ogni casella numerata si va a verificare chi ne abbia assunto il controllo, ossia chi abbia a contatto con essa trippoli assommanti il maggior valore (può bastarne anche uno solo, se di valore superiore alla somma di quelli degli avversari), ottenendo quel giocatore il punteggio indicato dalla casella. In caso di pareggio tutti quelli alla pari ottengono il punteggio indicato dalla casella. Chi ha più punti ... vince.

Impressioni
Sotto il profilo grafico devo dire che è stato compiuto un buon lavoro: la scelta della ambientazione degli 'elementari' è puramente estetica, ma l'aspetto visivo finale delle tessere, vedi per esempio l'effetto 'lava' del fuoco o le bollicine dell'acqua (frizzante ?) è più appagante di quello che avrebbero restituito tessere in tinta unita. Le regole risultano semplici ed immediate da comprendere e da spiegare in poco a chi si avvicini per la prima volta al gioco ed il meccanismo garantisce quel livello di complessità sufficiente da rendere il titolo adatto anche a svolgere qualche riflessione di tipo tattico. Il parente più prossimo del gioco, verosimilmente, può essere ricercato in un Ingenious, anche se le dinamiche di gioco sono molto diverse tra i due titoli.
A livello di target direi che il prodotto è indirizzato verso un pubblico piuttosto ampio, per la sua semplicità: nel contempo in ciò risiedono, logicamente, anche gli aspetti meno convincenti del gioco, legati alla relativa profondità delle riflessioni che propone. Le strategie di gioco infatti richiedono di studiare, inizialmente, la mappa, ossia le tessere che sono state piazzate casualmente all'inizio, per identificare visivamente le migliori occasioni di punteggio per i propri trippoli e nelle prime mosse si andrà quasi sempre a collocare tessera e segnalino.
Nel prosieguo del gioco mano a mano si deve invece cercare di capire quando convenga limitarsi a piazzare una tessera per dare noia all'avversario e/o per aumentare il valore dei propri trippoli già presenti, ove il controllo su una o più caselle sia messo in discussione. Questo è il lato più divertente del gioco. Abbastanza presto però si riesce, perlomeno se si è giocatori un minimo smaliziati, a capire la logica che sta dietro a queste scelte, per cui forte può diventare, alla fine, il peso della fortuna di avere la tessera del tipo giusto in mano al momento giusto. L'aleatorietà può quindi avere un certo peso. Nello scalare poi da 2 a più giocatori entrano in ballo le dinamiche della competizione ed interazione e ci si può trovare a perdere anche solo perchè gli avversari si sono incaponiti maggiormente a mettere in discussione le proprie caselle punteggio invece che quelle degli altri, senza avere reali possibilità di opporsi, da soli, a quell'attività. Un altro aspetto potenzialmente negativo sta quindi nel kingmaking, che può essere anche non prevenibile.
In definitiva direi che Aether si propone come un gioco che si presenta bene, semplice nelle regole e da spiegare e potenzialmente proponibile anche a non gamers , che tuttavia difetta, ragionevolmente in virtù del tipo di target che si propone, della profondità strategica per ammaliare a lungo termine i core gamers o per spingere ad uno studio vero e proprio dei meccanismi di gioco alla ricerca di schemi o strategie vincenti. In ogni caso un titolo da tenere in considerazione, in quanto adatto ad una apia fascia di potenziali utenti, anche solo come filler.
Chiudo con una annotazione molto importante: il gioco è attualmente in fase avanzata di produzione e sarà sul mercato entro l'autunno, ma la casa, in modo estremanente intelligente, ha sviluppato una versione per computer del gioco, con la possibilità di sfidare una Intelligenza Artificiale, utilizzabile via browser sul loro sito. A questo link quindi potrete giocare sin d'ora a questo gioco, facendovi un'idea più chiara sul fatto che possa o meno piacervi. Al riguardo segnalo come l'adattamento al computer renda più facile capire al volo i valori dei propri trippoli, visto che sono aggiornati di volta in volta dal computer in modo automatico, mentre nella versione 'fisica' si dovranno fare i conti a mente e al volo ... ;)

Incuriosito dal gioco ho contattato l'autore, il quale, gentilmente, ha accettato di rispondere a qualche domanda. In particolare il gentile Touko risponde alle mie osservazioni sulla relativa semplicità del gioco, segnalandone invece la profondità !

First of all, please introduce yoursel briefly ...
My name is Touko Tahkokallio. I am 29 years old Finnish guy and a father of 1,5 years old boy, Oskari. I have a PhD. in theoretical physics (2008) and I spent a year (2008-2009) in University of Victoria, in Canada, as postdoctoral researcher studying mainly string theory applications to quark-gluon plasma and QCD. Now I'm back in Finland with my family and at the moment I mainly do some teaching and design board games.

The game idea: how did you develop it ? Did it take a long time to create the game design and the rules ? Did it involve a lot of playtesting ?
The idea of using elements first game maybe 2-3 years ago. At first. the game was meant to be one part of this huge game that involved three different games (that were to be played simultaneously). I never finished designing the two other boards, but found that there was something interesting in the one that in the end turn out to be Aether.
Yeah, the game was playtested a lot. The biggest changes made in the process involved the game board (what's the best pattern and size to use - I tried many different versions). Also the mechanics how to change your tiles was the last big change made in the game. The core mechanics however stayed the same during the whole process.

The game seems to be designed to have a wide target of public, i.e. to be produced mainly for the casual gamer and families: is is true ?
Yes and no. The rules are simple to teach, but I think to play it well and to really enjoy the game, you need some practice and hard thinking. I personally consider Aether as a bit more demanding abstract than some other 'casual abstracts'. On the other hand, this exactly is one of the reason why I like Aether - it is definitely a game of skill and there some real depth to it.
 
The game proposes element of strategy, involving a calculation of chances and possible outcomes of a lot of possibilities, but also a non irrelevant luck factor (see tiles random selection): can it be seen as a negative effect in an 'abstact game ' as this ?
Of course some 'abstract purists' might not like the random aspects. I, however, see the random aspects very welcome as these aspects force you to adapt all the time to the situation in hand and the game plays out differently each time. In addition, although the setup is random, it is basically as fair to all players (OK, maybe the first player has a small advantage...). You can compare it to games like Samurai, Ingenious etc. I think these game wouldn't be as good as they are, if the tile draws weren't randomized!

How about the future price of the game ? How buyers from Italy will be able to order it ? How many copies will be printed ?
Well, we'll certainly be at Essen, so that's one place to buy it.  The price there will probably be 28€. I can't say for sure at the moment, how wide distribution we will get, but hopefully big enough so you can get it at least from some online stores.The print run was a very small one, around 1000 copies.

Can you tell something about the boardgame market in Finland ? Is boardgaming a niche market (only for a few buyers) or do people there like to play boargames a lot ?
I think the situation is much better in Finland than some other Nordic countries for example. More heavy euro games like Agricola, Puerto Rico etc. can of course be found only on special stores, but games like Carcassonne, Ticket to Ride, Ubongo etc can be found almost from any big store. So I would say the situation is reasonably OK here, and it is getting better all the time.

Did you experience problems in producing boardgames as a little game house ?
We didn't encounter any big problems, but it certainly is very time consuming to produce a game and there are all kind of surprising costs, that are easy to miss.

How did you decide to begin producing games by yorself (being both author and producer) ?
So far we have published three games: Politix (2009), Aether (2010) and Arvuutin (2010). The two other games are for the Finnish market, but Aether we are hoping to reach international gamers as well.
 I think it is very nice that it is possible to make the board game fully yourself with only a few friends. We wanted to try that, and here we are! Of course, it is in principle also possible to gather more real revenues this way - although this probably happens mostly in theory... :)Next year I will have games coming out also from some other publishers than Onni Games. In the future, I'm hoping to publish some of my games by Onni Games and some games by other publishers.

Can you talk briefly about you work in progress and the project of your game producing house ?
Well, we don't yet have any new big announcements to make yet. Now it is time to concentrate to sell our new games! I of course always have plenty of interesting prototypes in development. Maybe the game I'm most enthusiastic about is this one: http://boardgamegeek.com/boardgame/72125/eclipse It is still a prototype and we are looking a publisher for it at the moment. But I'm really excited about it! I feel that we have finally solved the main problems that hunt these types of civilization building games!

-- Le immagini sono tratte da BGG, dal manuale del gioco o inviate dall'autore. Alla casa produttrice (Onni Games) appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

5 commenti:

  1. bello vedere che anche in altri paesi europei nascono scintille di interesse per i giochi da tavolo. articoli sui giochi di "paesi emergenti" come questo o quello su Toscana sono molto interessanti

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  2. Cerco, nei limiti del possibile, di coltivare la ricerca anche e soprattutto di titoli meno 'convenzionali' (oltre che, naturalmente, della produzione italiana): del resto dei prodotti delle grandi case è relativamente più facile sentirne parlare altrove. Lieto che questo spirito sia apprezzato !!

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  3. Non ho letto l'intervista al creatore di Aether per mancanza di tempo, ma questo articolo mi fa tornare in mente proprio quello che si era detto dei giochi astratti nel nostro articolo "congiunto", c'è anche tanto di programma per giocare contro il computer! va da sé che non mi verrebbe assolutamente in mente di giocarlo.

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  4. Penso che il mettere online il gioco sia comunque un bel mezzo per farlo conoscere e per consentire di capire se può o meno interessare, prima di ordinarlo. Considerando che è una piccola casa, direi che hanno avuto un'ottima iniziativa sotto questo aspetto ;)

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  5. Questo è vero, resta il fatto che quando cominci a conoscere questo tipo di giochi, ti stanchi rapidamente. Buona fortuna a Aether, comunque.

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