lunedì 17 gennaio 2011

Il premio 'IL gioco sul mio tavolo 2010'

In questi giorni sono stato gentilmente sollecitato da un fedele lettore a rivelare quale fosse il mio gioco dell'anno per il 2010, visto che lo scorso anno, verso dicembre, avevo scritto un articolo con lo stesso tema, riferito al 2009, incoronando re Chicago Express.

Devo dire che l'interrogativo me lo era posto proprio prima di Natale, ma non mi ero saputo dare una vera risposta, nel senso che non avevo ancora chiaro a quale titolo attribuire questo  (in tutta onestà davvero poco rilevante, visto che si tratta di una mia personalissima opinione, ma per divertimento vale la pena di ragionarci) piccolo riconoscimento.
Il perchè di questa indecisione non sta però nella estrema ricchezza di concorrenti, bensì nell'opposto: premetto che io sono piuttosto ottimista e ritengo che nella maggior parte dei titoli che presento ci siano comunque aspetti positivi (altrimenti non perderei tempo a scriverci su una recensione) e continuo a sostenere che la qualità MEDIA dei giochi che stanno uscendo negli ultimi anni sia molto elevata, cosa della quale non finisco di stupirmi, considerando che una gran percentuale dei giochi sono editi da piccole case o dagli stessi autori, per cui questa riflessione non vuole essere assolutamente la classica presa di posizione negativista del tipo 'non c'è niente che meriti'. Assolutamente no.
Quelo che intendo è invece che è mancato, nel mio gradimento, un titolo, o comunque un gruppo di titoli, che si siano distinti in modo particolare dagli altri, per innovazione, per capacità di restare sullo scaffale dei giochi preferiti più a lungo del normale o per componentistica. Niente mi ha quindi fatto in assoluto drizzare le antenne proponendosi come gioco destinato ad entrare nel gotha dei 'sempreverdi', ossia di quei giochi che periodicamente, ne siete sicuri, tirerete fuori a distanza di mesi e di anni, per qualche partita, a riprova del fatto che un pò di voglia di giocarci vi rimane sempre.

Detto questo vari sono stati i titoli che hanno comunque attirato positivamente la mia attenzione e tra i quali quindi vado a scegliere il mio vincitore. Quest'anno vado oltre la sola indicazione del 'premiato', proponendo addirittura una personalissima 'lista dei consigliati', scimmiottando quindi in tutto lo Spiel des Jahres, dal quale mi distacco solo per il fatto che in questo stesso articolo, senza attese, indicherò subito anche il preferito.
Ok, il lotto comprende quest'anno:  

1. Macao, di Feld, titolo uscito 'anagraficamente' nel 2009, ma del quale, come da 'buona' (ironicamente) abitudine della Alea, non sono state subito messe a disposizione le regole, per cui si è dovuto attendere che qualche tempo prima che alcuni meritevolissimi volenterosi le traducessero. Il fatto che nel 2010 ne sia uscita la versione inglese lo rende  per me 'eleggibile'. Il gioco contiene ben 120 carte, tutte con scritte in lingua, per cui ancora ho fatto ricorso ai materiali messi a disposizione grazie a Polloviparo ed altri sulla Tana dei Goblin, stampando le traduzioni che ho poi diligentemente incollato su ogni carta. Ne è uscita una versione italiana del gioco , che poi, vista la fatica fatta, ho giocato con divertimento: non è un capolavoro assoluto ma contiene varie idee simpatiche, a partire dalla 'rosa dei venti' ettagonale, dal meccanismo che sfrutta il lancio dei dadi in modo intelligente e dall'uso delle numerose carte, che donano rigiocabilità nel lungo periodo. Nel complesso quindi un ottimo titolo, per quanto la relativa mancanza di contatto con il tema di fondo, i vari passi compiuti nell'allontanarsi dalla categoria dei gestionali e la fatica per renderlo fruibile  (taglia e incolla) gli facciano sfuggire il premio. Per i curiosi rinvio alla lunga presentazione scritta su questo blog lo scorso anno.

2. Glen More, di Cramer. Si tratta di un'altro titolo della Alea, che consiste in un intelligente esempio di 'gestionale a piazzamento tessere', valido a sua volta sia per il gioco a 2 che in multiplayer (avrete capito che gradisco in modo particolare la scalabilità nei titoli).  Il titolo è stato un poco penallizato dalla economicità della edizione, con una grafica non eccelsa e con un avvertibile risparmio nei materiali (tessere certo non enormi, cubetti in dotazione in numero adeguato ma non certo eccessivo e così via), in quanto con un miglior confezionamento poteva essere LA sorpresa dell'anno. Dai riscontri avuti comunque segnalo che il gioco risulta in generale gradito e che è stato spesso ordinato dai giocatori italiani nonostante la mancanza di una edizione nostrana. Anche qui solo grazie alla buona volontà di un gamer nostrano, Faustoxx, sono state messe a disposizione regole in italiano e traduzione delle poche tessere con testo presenti. Qui la review del gioco per chi volesse approfondire.

3. Seeland, di Kramer e Burkhardt. E' un piazzamento tessere con meccaniche asciutte, da astratto, per quanto la ambientazione 'olandese' a mio avviso sia decisamente azzeccata. Ottima la componentistica, con trippoli di legno a forma di mulino e tessere esagonali colorate e ben visibili. Regole facili da metabilizzare e possibilità di giocare con diversi livelli di difficoltà, oltre a due mini espansioni inserite direttamente nel gioco base lo rendono titolo comunque apprezzabile. Tra i malus forse una mancanza di vera innovazione ed un meccanismo di gioco che nel multiplayer rende relativamente meno controllabile il gioco per i maniaci dei calcoli. Una approfondimento sul gioco lo trovate, come d'uso, qui.

Bene, finita la lista dei piazzati, arrivo ora al vincitore, che è :
Navegador, di Mac Gedts. Per chi già conosce l'autore si tratta dell'uomo 'rondella', ossia del designer che per primo ha utilizzato il meccanismo in questione, che limitando la possibilità di scelta tra le varie azioni disponibili, poste ciascuna all'interno di uno spicchio di un cerchio, crea interessanti necessità di pianificazione per i giocatori, nonchè di elaborare 'combo' per poter sviluppare valide strategie. La sua ultima creazione a mio avviso concentra efficacemente l'azione in un tempo di gioco ragionevolissimo (per me l'ideale), ossia di un'oretta circa (appena presa la mano), con una interazione adeguata tra i giocatori , il tutto immerso in una ambientazione, quella delle esplorazione, che è resa piuttosto bene. Unico difetto, soprattutto per gli inveterati seguaci dell'autore, può risiedere nella relativa mancanza di novità della dinamica della rondella, ma in compenso anche i materiali sono ottimi, con pacchi di trippoli di legno di varie forme e dimensioni. La scalabilità anche per la versione a due (perlomeno per un tot di partite, poi si aspira a qualcosa di più 'affollato') ed i pregi riscontrati lo rendono quindi il mio preferito per il premio 'IL gioco sul mio tavolo 2010'. Per i curiosi di approfondimenti, rinvio alla review proposta sul blog qualche tempo fa.

Preciso che, come avrete capito vedendo i titoli nominati, NON si tratta di giochi che possono piacere a tutti, come è invece tipico della natura di compromesso (se non altro matematico) che anima giurie composte da più persone: questo è infatti il MIO premio e rispecchia quindi solo il ... mio ... gusto personale.
Bene, spero di aver soddisfatto il gentile lettore che mi aveva interpellato ;)  e lascio aperto a voi il classico spazio per commenti, segnalandomi chi ho, a vistro avviso, oltraggiosamente lasciato da parte.. In ogni caso, così come ha fatto di recente amche lo Spiel des Jahres, c'è sempre tempo per riparare con il premio del prossimo anno ... ;)

I diritti sui titoli citati appartengono ai relativi produttori: le immagini riprodotte potranno essere rimosse su semplice richiesta.

6 commenti:

  1. Il "gioco sul mio tavolo 2010" invece va a "Dominant species" della GMT games. Veramente un grande gioco !!! Un altro titolo che mi ha favorevolmente colpito è "London" l'ultima proposta di M. Wallace. Concordo pienamente su quanto hai scritto su "Glen More" un titolo molto valido, penalizzato solo da una produzione non all'altezza.

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  2. Di Dominant Species si parla effettivamente molto, per un prodotto 'di nicchia' com'era teoricamente di nascita (ma sul mio tavolo non è ancora arrivato, magari lo metto tra i candidati del prossimo anno), mentre Wallace risente nel mio gusto del fatto che nei suoi giochi sembra mancare sempre qualcosa, magari anche solo graficamente. Ma comunque si parla del gioco sul TUO tavolo, per cui non obietto nulla ;)

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  3. London, De Vulgari Eloquentia e Vinhos, questi sono i titoli che mi hanno colpito e divertito di più.
    Glen More per me è un mistero :)...è da quando se ne parla che lo voglio prendere, poi rimando e arriva qualcosa d'altro al suo posto, ma ora che è nella "lista dei consigliati" non ci sono scuse!

    iNvernomuto

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  4. Vinhos è stato penalizzato dalla mancata uscita per le fiere, causa i problemi produttivi. Di conseguenza mi ha incuriosito, ma non lo ho ancora acquistato, preferendo ordinare titoli già disponibili. Entrerà anche lui tra i candidati del prossimo anno, allora .. ;)

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  5. dominant è veramente ben fatto... peccato per il super conteggio finale che mi sembra un po' insensato. london lo sto rimirando... magari mi faccio il regalo per Play

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  6. ... se insistete così mi sa che mi tocca mettere le presentazioni di London e Dominant nella lista delle cose da fare: chi li ha messi tra i suoi preferiti potrebbe magari contattarmi, così li coinvolgo nello scrivere i due articoli .. ;)

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