giovedì 20 gennaio 2011

Preview - Draco

Leo Colovini è uno degli autori italiani di giochi da tavolo più noti, grazie alla sua lunga esperienza nel settore e con una buona periodicità sono edite sue sempre nuove creazioni. Lo scorso anno su queste colonne virtuali avevamo avuto modo di occuparci di Atlantis (qui la anteprima) ed ora, avuta notizia della uscita di Draco, sotto il marchio della Schmidt Spiele (qui il link alla sezione apposita del sito della casa), ho subito pensato di contattare il disponibile autore per scambiare con lui due parole sul gioco e più in generale sui trend editoriali del nostro piccolo mondo.

Prima di tutto dico che si tratta di un titolo per 2-5 giocatori, nel quale i partecipanti sono chiamati a rivestire il ruolo di fantini (o meglio, Cavalieri) di draghi impegnati in una corsa verso la vetta di Mount Draco, nel reame dei draghi, appunto e che le illustrazioni, veramente ottime sono state curate dalla coppia Anne Patzke (tedesca, qui il suo sito su DevianArt) e Kerem Beyit (quest'ultimo, turco, ha un sito internet, su DevianArt, con molte sue illustrazioni).

Materiali e regole
Per chi volesse approfondire rinvio come d'uso al manuale completo, in italiano, reperibile sul sito della studiogiochi , limitandomi qui a pochi passaggi.
I componenti di gioco consistono in dieci segnalini a forma di drago, di dieci colori diversi, dieci tondini raffiguranti simboli dei vari giocatori (due per ogni partecipante), 110 carte drago ed un tabellone stampato sui due lati (uno per 2-3 giocatori, uno per 4-5), che raffigura un percorso di caselle (ciascuna reca un colore ed un numero) che porta alla vetta della montagna.
Il gioco è preso detto: ogni partecipante riceve sei carte (su ciascuna di esse è raffigurato uno dei dieci draghi, riconoscibili per il colore ed un numero) e prende il controllo provvisorio di un drago (nel corso del gioco si cambierà spesso). Si procede quindi a turno: ognuno dovrà giocare una delle carte che ha in mano, facendo muovere del numero di caselle indicate il drago del colore della carta. Se il drago mosso è privo di cavaliere (e non è l'ultimo in gara) chi gioca la carta dovrà trasferire il proprio segnalino cavaliere su di esso. Se non vi è stata alcuna attribuzione di punti (vedi dopo) si ripescano carte per reintegrare la propria mano originaria.
Attenzione però: lo scopo del gioco non è quello di arrivare primi sulla vetta con il proprio segnalino o con un determinato drago, bensì di guadagnare i punti vittoria che sono attribuiti ogni volta che un drago termina il suo movimento su di una casella blu, verde o su di una di quelle della vetta della montagna (nel primo caso sono attribuiti punti a tutti i cavalieri che si trovano su caselle di valore pari o inferiore a 3, nel secondo e terzo caso tutti i cavalieri ricevono i punti indicati sulla casella nella quale si trovano). Il gioco termina quando il terzo drago raggiunge la vetta: dopo una ulteriore attribuzione di punti si determina il vincitore (chi ne ha di più ..).

Impressioni
Partendo come d'uso dalla ambientazione devo dire che le illustrazioni risultano molto ben fatte e chi abbia voglia di andare a navigare sul sito di uno dei disegnatori che se ne sono occupati (il turco) capirà che è stato scelto per il lavoro, intelligentemente, un appassionato di questo genere di illustrazioni (fantasy), il quale ha ben sviluppato il suo compito. Quanto alla attinenza delle dinamiche di gioco con il tema di fondo, ovvero quello della corsa, il rapporto non appare invece strettissimo, soprattutto con riferimento al meccanismo di attribuzione dei punti, che rispecchia un conteggio matematico e risulta poco legato al concetto di competizione per arrivare primi, che sarebbe invece tipico di una ipotetica gara, tema prescelto come sfondo per il gioco. Mi segnalava   l'autore, nel corso del nostro dialogo, che in effetti il passaggio da un drago all'altro dei cavalieri potrebbe risultare attinente con la bravura agli stessi richiesta: rimane comunque il fatto che il discorso sul setting risulti in questo caso principalmente in logica di presentazione del prodotto, più che di suo concepimento.
Venendo invece al gioco in sè devo dire che in sede di anteprima non è facile in questo caso esprimere un giudizio pieno, come invece spesso ci si può azzardare a fare dopo aver letto approfonditamente il manuale: la cosa è legata alla essenzialità dei meccanismi proposti, un tratto distintivo di varie produzioni del bravo autore, sulla efficacia dei quali è possibile pronunziarsi solo, in ultima analisi, dopo aver giocato un pò di partite. La sensazione è comunque quella di essere dinanzi ad un titolo che si indirizza in senso assoluto ad un pubblico molto ampio, stante la estrema semplicità delle regole e l'uso di altrettanto immediate carte colore / numero giocando le quali si determina il movimento dei draghi. Lo scopo del gioco è evidentemente quello di andare di volta in volta a cavalcare un drago che si trovi su di una casella del valore che strategicamente si ritiene più adatto e poi muovere magari altri cavalli (oops, draghi), per provocare di volta in volta le 'valutazioni' (ovvero le attribuzioni di punti) che scattano quando il drago mosso finisce su caselle blu o verdi (o arriva in vetta).  Per vincere bisogna saper fare i propri calcoli al momento giusto, ma si deve poi anche fare i conti (gioco di parole ..) con l'aleatorietà della pesca delle carte, che può riservare sorprese e con quella legata alle altrui mosse, che a volte non possono essere 'parate'  (con successive contromosse) grazie alle carte a disposizione. 
Nei tratti essenziali il gioco ricorda poi, se non altro visivamente, Atlantis ed i suoi predecessori, ma risulta comunque attraente, nella sua asciuttezza e linearità, oltre che per la veste editoriale. Chiaramente può risultare, per converso, meno gradito a chi gradisca titoli più elaborati. Quanto alla scalabilità, azzardo che possa essere più 'controllabile' con meno giocatori, ma che dia il suo meglio, nella logica del divertimento di gruppo (più che della strategia) con l'aumentare dei giocatori (chiaramente senza provare non posso esprimermi sul 'controllo' di ognuno sull'andamento del gioco).

Sfruttando la disponibilità del buon Leo Colovini eccoci quindi alle promesse quattro chiacchiere sul gioco.

Ciao Leo e bentornato su queste righe virtuali. Siamo ancora a parlare di una tua uscita, sopo il successo ottenuto con Atlantis, titolo che sembrava essere uscito quasi 'in sordina' ma che ha conquistato consensi con il passare dei mesi, ottenendo ottime posizioni in vari premi. Mi confermi che è stato effettivamente il buon successo che si percepisce ?
Nonostante l'esclusione dalla lista che conta di più (SDJ), ha avuto un ottimo successo di vendita, tanto che ne sono uscite già 6 o 7 versioni.

Veniamo a Draco. Il gioco si presenta come essenziale e lineare: sintomo di genialità o volevi semplicemente ideare un gioco adatto a tutti, senza troppi fronzoli ?
Draco sta a Mauerbauer come Atlantis sta a Cartagena. Tra Atlantis e Draco non c'è praticamente nulla in comune a parte forse il fatto che ci si muove lungo un percorso con l'obiettivo non tanto di correre, quanto di fare punti.Le similitudini si possono invece cercare in Mauerbauer, anche in quel gioco (Hans im Gluck) infatti i giocatori potevano influenzare il punteggio di determinate categorie (ad esempio le casette gialle) e poi approfittarne attribuendosi i punti (in quel caso giocando una carta). In effetti ero partito proprio dal desiderio di riutilizzare alcuni meccanismi, in particolar modo quelli che poi non erano rimasti nella versione finale di Mauerbauer.

Ho debitamente annotato che le mie impressioni sono in questo caso molto approssimative, più vicine a sensazioni che a vere e proprie convinzioni, però ti chiedo comunque, nella usuale logica del diritto di replica, se ritieni che in qualche modo abbia colto lo spirito del gioco ed in quali punti posso aver eventualmente preso il classico 'granchio'.
Non è un gioco facile da descrivere. i suoi meccanismi sono piuttosto innovativi e quindi sfuggono ad una classificazione. Non è un gioco di corsa, ha sia elementi strategici (nella scelta di che drago cavalcare) che tattici (in particolare quando si ha la possibilità di provocare una valutazione). E' certamente un gioco semplice ed essenziale nel suo regolamento, ma il giocatore strategicamente più forte ha buone chances di emergere, anche se dovrà comunque fare i conti con un fattore fortuna dettato dalle carte. I tuoi commenti mi sembrano piuttosto corretti, a parte forse il termine "matematico" che non mi sembra pertinente.

Sulla scalabilità e sul target del gioco in particolare che mi dici ?
Come tutti i giochi hai più controllo in 2 che in 5. Le versioni per 3 o 4 giocatori  sono probabilmente migliori di quelle estreme. La peggiore è forse proprio quella da 2.

Ok, ora sui dati pratici: sai qualcosa sulla tiratura e sul prezzo, oltre a quando sarà disponibile per la vendita ?
Su tiratura e prezzo non so nulla. Presumo siano partiti dai soliti 5/10000 e dovrebbe costare sui 20 Euro, non credo molto di più, ma ne so quanto voi. Il gioco è già prodotto e sarà presentato a Norimberga, quindi sarà disponibile da subito. Tra l'altro ha anche un regolamento in italiano e verrà distribuito da Orsomago, come tutti i prodotti Schmdit (tra gli altri il mio Geizen).
p.s. i primi siti online che lo propongono parlano di 17,99 euro in Germania e sembra essere disponibile (salvo eccessivo ottimismo dei siti stessi)

Progetti futuri: hai qualcosìaltro in uscita a breve ? Espansioni per Draco (lo chiedo  anche perchè per Atlantis pochissimo dopo l'uscita fu proposta già un add-on gratuito) ?
Parlare di espansioni per un gioco che deve ancora uscire mi sembra prematuro! Per quanto riguarda Atlantis il merito va soprattutto alla Wiener Spiele Akademie che mi ha chiesto di sviluppare l'espansione per Essen.
In uscita a Norimberga avrò altri due giochi: Geizen, sempre con Schmidt (un gioco di dadi) e Elefanten Gedaechtins (memoria di elefante) per Piatnik, un memory per bambini.
Ci sono poi parecchi giochi sotto contratto che dovrebbero uscire in futuro, ma non so ancora quando.
Per chiudere, infine, qualche breve consiglio per gli autori in erba che aspirano a farsi pubblicare ... Molti stanno intraprendendo la strada della autoproduzione, chi mettendo in piedi subito vere e proprie case editrici, chi avviando tirature più modeste, ma facendosi conoscere per varie fiere: pensi siano le strade giuste per farsi notare o è meglio procedere più gradualmente, passando per i vari concorsi o premi per esordienti che sono organizzati ? Al riguardo puoi dirci qualcosa anche su come sta andando chi ha partecipato al premio Archimede, che curate come Studio Giochi ?
Sinceramente ritengo che il proliferare di effimere dittarelle incida in modo negativo sul mercato, e non porti grandi vantaggi, ma solo grandi rischi a chi opta per quella strada. Io penso che la via maestra sia quella tradizionale, ovvero rivolgersi direttamente o tramite un agente alle grandi aziende del settore, che hanno una loro distribuzione nei mercati che contano.Per quanto riguarda Archimede 2010, abbiamo già firmato 4 contratti per 4 dei 16 finalisti. Penso che forse già ad Essen qualche gioco vedrà la luce.


Che ne pensi del trend attuale del nostro piccolo mondo dei boardgames, con la crescita di numerosissime realtà produttive e con la relativa crisi dei grandi produttori di giochi da tavolo ? Condividi che questo sia il trend del futuro ? Pensi che sia un fenomeno positivo o negativo ?
Come ti dicevo penso che questo trend, alla lunga, porterà al crollo del mercato, ma ovviamente spero di sbagliarmi. Il punto è che la maggior parte degli appassionati non ha la minima idea di come funzioni il mercato. Se prendi i primi 10 classificati del DSP e metti assieme le loro vendite, e le confronti con i numeri reali del mercato tedesco, scopri che non raggiungono nemmeno il 5% del totale.
Il mondo degi appassionati muove ahimè piccoli numeri e purtroppo non si rende conto di quanto siano piccoli.  Il fatto che ogni anno escano ormai quasi 1000 nuovi titoli provoca una tale dispersione del mercato che finirà per ammazzare tutti quanti. E la cosa peggiore è che in questo modo nessuno ha davvero il tempo di apprezzare i giochi che escono. Sperduti davanti ad una tale mole di offerta ci si lascia condurre dai rumors (a volte creati artificialmente) e molti gioielli finiscono nel dimenticatoio. Rimpiango i bei tempi in cui uscivano al massimo un centinaio di novità (che sono comunque tantissime!) e si aveva il tempo di giocare quasi a tutto. Ora non si riesce a giocare che una misera percentuale di quello che esce.

Ok, abbiamo veramente chiuso e, ringraziando come al solito i lettori, saluto  loro e ringrazio ancora il gentile Leo Colovini per il suo tempo.

-- Le immagini sono tratte dal manuale di gioco, dal sito del grafico Kerem Beyit (al quale appartengono i diritti sulle due immagini di draghi con la scritta 'blue' e 'purple'), dal sito della grafica Anne Patzke (l'immagine con i componenti di gioco) e dal sito della casa (Schmidt Spiele),  alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte  ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta --

1 commento:

  1. Sul gioco non mi pronuncio, la grafica ovviamente è della massima qualità.

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