domenica 29 gennaio 2012

Scontro - Prodigy vs War of Wonders

PRODIGY VS WAR OF WONDERS – Scontro commentato da Nero79
Nella migliore tradizione fumettistica vi presento oggi uno scontro tutto italiano degno dei migliori albi Marvel vs DC.
Oggi si scontrano sul ring due giochi che sono passati un po’ in sordina a Modena PLAY 2011. I due giochi hanno molto in comune, ma sono anche molto diversi. Io li ho presi entrambi attirato dal tema sempre gradito e mai sfruttato a dovere dei supereroi.
I giochi in questione sono Prodigy di Gianluca e Giacomo Santopietro pubblicato da Alimat e War of Wonders di Simone Luciani edito da Limana Umanita.


ALIMAT VS LIMANA UMANITA
Gli editori di questi due giochi possono risultare sconosciuti ai più così ho fatto un po’ di ricerche.
Alimat è prima di tutto una agenzia di comunicazione, si occupa principalmente di progetti editoriali, copywriting, traduzioni, grafica e comunicazione. Prodigy è il loro primo (e al momento unico) gioco. Credo non vogliano far diventare i giochi il loro core business.
Limana Umanita è un editore che propone spesso premi letterari a carattere fantasy/fantastico e che in ambito ludico ha deciso di impegnarsi su due fronti diametralmente opposti ma collegati.
Il progetto di un gioco di ruolo “Project H.O.P.E.”, collegato poi al gioco di carte non collezionabili “War of Wonders” di cui parliamo in questo articolo (maggiori informazioni più avanti).

PRODIGI VS MERAVIGLIE
In questa sezione analizziamo l’ambientazione di entrambi i giochi.
In Prodigy, il setting è quello del mondo reale ai giorni nostri. Scopriamo che esistono delle persone dotate di poteri speciali, questi si incontrano in determinati luoghi e durante lo scontro i loro poteri interagiscono tra loro e con il luogo. La similitudine più ovvia è sicuramente quella con Heroes, il serial tv. Non si capisce bene perché queste persone comuni con speciali poteri debbano combattere tra loro, ma noi ludofili alla fine digeriamo tutto dopotutto nei giochi ne resterà sempre uno solo (ma questo è un altro film).
In War of Wonders siamo in un passato alternativo. Durante la seconda guerra mondiale alcuni individui scoprono di possedere delle capacità particolari naturalmente, altri utilizzano rituali arcani per poter utilizzare capacità straordinarie, altri esaltati accettano di fare da cavie e ricevono i loro poteri grazie alla scienza. Questi individui dalle capacità incredibili si distribuiscono equamente tra gli Alleati e le forze dell’Asse ma è evidente che vincere o perdere la guerra in questa seconda guerra mondiale alternativa dipenderà in gran parte da loro. Il gioco di carte può sfruttare quanto già sviluppato da Project H.O.P.E il gioco di ruolo che ha praticamente la stessa ambientazione. L’ambientazione è interessante e originale (in effetti esiste un libro Bitter Seeds che ha più o meno lo stesso intreccio ma sono solo chiacchiere da nerd).

RISSA VS GUERRA

In questa sezione parliamo delle meccaniche di gioco.
In Prodigy i giocatori (2) costruiscono il loro mazzo scegliendo un determinato numero di luoghi, Prodigi (poteri speciali) e WIPper (gli eroi del gioco) senza poter avere doppioni. Il gioco viene venduto come mazzo teaser deck che presupponeva quindi l’uscita di nuovi mazzi. Al momento però non ci sono notizie su nuove uscite. La particolarità del gioco è un meccanismo brevettato chiamato Scratch&Play. In pratica i poteri hanno 3 valori casuali coperti da una patina argentata (un valore basso, un valore medio e un valore alto). I giocatori prima di iniziare scelgono quale valore grattare in modo che diventi il valore valido per quella carta. Gli altri due valori non vanno assolutamente grattati altrimenti la carta risulterà invalidata e inutilizzabile nel gioco. Poiché il teaser deck è un mazzo di carte predefinite e non casuali l’unica parte di customizzazione è per ora scegliere quali valori grattare nel proprio mazzo.
In breve la meccanica è questa: un giocatore è il protagonista dell’episodio. Questi sceglie una carta luogo che sarà teatro dello scontro. I luoghi hanno eventualmente degli effetti speciali e un valore che diventerà una sorta di level cap durante questo episodio. Lo scopo è utilizzare i propri personaggi e le loro capacità speciali. Grazie al valore scelto quando abbiamo grattato la patina argentata abbiamo un numero per ogni potere in gioco. La somma dei numeri di entrambi i giocatori (che possono essere modificati durante lo scontro da effetti del luogo o altro) deve essere il più possibile vicina al level cap ma non deve superarlo. Chi sfora in pratica fa troppo casino e scappa perché rischia di svelare al mondo i suoi poteri. Lo scontro continua a ruoli invertiti, il secondo giocatore diventa il protagonista e sceglie un luogo per l’episodio successivo. Chi vince più scontri al meglio dei 5 episodi vince il Capitolo (e la partita).
In War of Wonders, i giocatori (2) scelgono uno dei due mazzi predefiniti (Alleati o Asse). Ogni turno un giocatore può spendere un tot di punti azione ed eventualmente di carte dalla mano per giocare eroi e strutture. Gli eroi sono di diversi tipi e hanno costi diversi di “evocazione” Ogni eroe in gioco può poi utilizzare i poteri/effetti indicati sulla carta per ottenere punti vittoria o altri vantaggi. Gli eroi sono utilizzati in tre aree missioni (di combattimento, di sabotaggio e di spionaggio) che permettono di ottenere punti vittoria e altri importanti bonus. Gli eroi in gioco di entrambi i giocatori possono ovviamente intralciarsi e danneggiarsi a vicenda. Vince la guerra (e la partita) il primo giocatore a raggiungere 20 punti vittoria.
Anche in questo caso sono previste espansioni ma al momento non abbiamo ulteriori informazioni al riguardo.

FILM VS FUMETTO

In questa sezione analizziamo la grafica e la qualità dei materiali.
In Prodigy abbiamo un mazzo di carte di dimensioni poker standard. La qualità delle carte è buona, la grafica scelta è volutamente minimale per scatola e logo del gioco, le illustrazioni sulle carte sono all’insegna del fotorealismo con aggiunta di qualche effetto o filtro Photoshop qua e là. Lo stile vuole volutamente richiamare la realtà di tutti i giorni aggiungendoci quel pizzico di magia per renderla speciale. Le carte hanno del testo in lingua inglese (e non in lingua italiana), anche il regolamento fornito nella scatola è in inglese tuttavvia sul sito ufficiale si trova l’elenco dei testi tradotti in italiano e la versione italiana del regolamento. Il target era ovviamente il mercato internazionale, se sia stato raggiunto non so…
Per giocare non basta uno ma sono necessari due Teaser Deck.
In War of Wonders abbiamo invece uno stile molto più fumettoso in linea con lo stile del relativo gioco di ruolo La grafica è abbastanza chiara anche se ci sono un paio di errori sulle carte che sono stati comunque prontamente corretti nell’errata corrige che trovate sul sito ufficiale.
Lo stile richiama i fumetti dei supereroi ma anche quelli pulp anni 40 e contribuisce a dare ai giocatori un senso di immedesimazione nelle situazioni e nei personaggi (nonostante poi il tutto si riduca a conteggi e gestione delle proprie azioni). Nella scatola troverete due mazzi da 55 carte e una serie di segnalini da ritagliare. Per giocare è consigliato l’uso di token per tenere traccia delle azioni e di un dado a 20 facce o altro per tenere traccia dei punti vittoria ottenuti. Questi per motivi di costi non sono ovviamente forniti ma semplificano di molto lo svolgimento del gioco.

MAGIC HEROES BLACKJACK VS 7 MAGIC WONDERS

In questa sezione le mie impressioni sui due giochi.
Siamo di fronte a due giochi di carte non collezionabili che come meccaniche sono sicuramente in qualche modo figli di Magic (War of Wonders più di Prodigy).
Prodigy mi ha ricordato un po’ un blackjack scoperto con l’aggiunta di effetti speciali che a conti fatti dovrebbero essere il cuore del gioco ma che dato il numero basso di carte vengono presto a noia. Discutibile la scelta di localizzare tutto in inglese pur essendo un prodotto italiano ma dopotutto succede lo stesso in altri campi e ci sarebbe da aprire un discorso a parte che vi risparmio.
Il mazzo unico e le possibilità di personalizzazione random non piaceranno a chi ama studiarsi le combo perfette a priori. Dover grattare i valori ancora prima di aver fatto una partita poi significa praticamente andare alla cieca scegliendo a caso più che personalizzare per davvero nonostante i consigli del manuale (che ho seguito). La partita dura sulla carta 20 minuti anche se le mie sono durate il doppio in quanto non mi era ben chiaro ogni passaggio di gioco e ho dovuto fermarmi un po’ di volte a leggere. Il gioco non è piaciuto a nessuno di quelli a cui l’ho fatto provare (dal giocatore scafato di Magic al neofita), aveva un che di insipido e incompleto. Alla fine anche il tema dei superpoteri alla heroes appiccicato con la colla alle meccaniche di gioco ha perso in fretta il suo smalto e lo abbiamo abbandonato in attesa di miglioramenti o patch (come succede nei videogiochi).
Per quanto riguarda War of Wonders il gioco devo dire mi è piaciuto di più, ho notato giocando i due mazzi che c’è stato un grande lavoro di playtesting per ottimizzarli entrambi e, anche se con caratteristiche diverse entrambi i mazzi sono divertenti da giocare. Ambientazione ottima (il gioco di carte mi ha incuriosito al punto da volerne sapere di più su Project H.O.P.E.) e apprezzabile il tentativo di legare le meccaniche all’ambientazione (cosa sempre molto difficile in un gioco di carte). Il gioco mi ha ricordato un ibrido tra Magic e 7 Wonders ma forse è solo una mia impressione.
Tra i due contendenti di oggi per me vince ai punti War of Wonders, il gioco dura 30-45 minuti e non è esente da difetti (può dare qualche blocco di iperanalisi, le icone da memorizzare sono molte e il regolamento può essere tosto da digerire… e poteva forse essere strutturato un po’ meglio), ma io parlo da ignorante assoluto di Magic. Se siete giocatori di Magic o simili probabilmente troverete qualcosa di familiare e interessante in entrambi i giochi... da provare!
Entrambi i titoli li trovate sui relativi siti direttamente dal produttore.

-- Le immagini sono tratte dal manuale o dai siti delle case produttrici alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

2 commenti:

  1. conosco prodigy e magic, e direi che non c'e' molto in comune... tipo l'ornitorinco ed il gatto, la cosa in comune è che sono entrambi mammiferi... l'ornitorinco è un mammifero vero?

    senza ombra di dubbio prodigy è un gran bel gioco a livello di meccaniche; un vero peccato (per me) che l'ambientazione in stile telefilm americano mi abbia sempre tenuto a distanza.

    RispondiElimina
  2. l'idea Scratch&Play di Prodigy penso sia stata sviluppata nella direzione sbagliata, aggiunge casualità mentre poteva offrire una forma di controllo.
    WoW sono tentato di prenderlo a Play

    RispondiElimina