lunedì 14 febbraio 2011

Preview - Die Burgen von Burgund

Feld, Feld, Feld : per quanto di recente l'autore in questione stia un pelino inflazionando le sue uscite (da poco è arrivato Luna ed è stato annunziato anche il suo Strasbourg per la Pegasus, così come l'espansione per Speicherstadt) rimane uno dei miei preferiti, sia per la frequente presenza nei suoi titoli di meccaniche innovative, sia per il suo target, in quanto le sue ideazioni sono destinate, sempre più spesso, ad un pubblico di gamers, senza eccessivi compromessi. Mi occupo quindi oggi della sua ultima ideazione prodotta dalla Alea, ovvero quel Burgen von Burgund (che diventa The castles of Burgundy in inglese) del quale (per 2-4 giocatori con tempo a partita stimato intorno ai 90 minuti) già da alcuni mesi si parla, premettendo che i toni delle mie opinioni dovranno essere dai lettori adeguatamente epurate da quel tot di entusiasmo addizionale che normalmente mi concedo di fronte ai titoli del talentuoso autore.
In poche parole si tratta di un gioco teoricamente ambientato (mooolto teoricamente) nella Francia del XV secolo, impersonando i giocatori altrettanti principi intenti a sviluppare i propri possedimenti, edificando le idonee strutture produttive.
Quanto al genere direi che è difficile collocarlo all'interno di schemi prefissati, per cui mi limito a dire che si tratta di un 'gestionale' in senso lato, con elementi di piazzamento tessere e connotato ancora (dopo Macao) dalla presenza di dadi. Mancano invece in assoluto gli altrimenti onnipresenti cubetti (!) tipici dei gestionali tedeschi (e non solo) dell'ultim'era.

Una immagine promozionale, disegnata, dei componenti di gioco.

Materiali
Al centro del tavolo trova posto, come d'uso, il classico tabellone, che qui serve per ospitare il materiale del quale i giocatori sono destinati ad impadronirsi nel corso della partita, nonchè per tenere traccia dei punti.
Quanto al primo aspetto il fulcro del gioco è rappresentato dalle tessere, di forma esagonale che rappresentano i vari insediamenti produttivi, edifici e simili che andranno a costituire il reame di ogni giocatore: ve ne sono ben 164 divise in sei categorie e sono piazzate nel corso della partita in gruppi da quattro in corrispondenza di ogni box numerato (da uno a sei, come le facce dei dadi) per essere prelevate dai giocatori. Vi sono quindi 42 tesserine quadrate che rappresentano beni di consumo', 20 monete (silverlings), 30 tessere 'lavoratore' (non servono per fini produttivi veri e propri, ma solo per influenzare il lancio dei dadi), 9 dadi (due per ogni giocatore più uno neutro) ed altri materiali utili per particolarità del gioco.
La scheda del giocatore nel dettaglio.
Completa la dotazione un set di schede, di nove tipi diversi, destinate ad essere utilizzate dai giocatori per ospitare le varie tessere che preleveranno: al suo centro vi è una griglia esagonale, composta da vari esagoni colorati e numerati, sulla quale dovranno essere collocate le tessere insediamento, rappresentando questa meccanica il centro del gioco.

Regole
Il manuale abbraccia 12 pagine, ma è piuttosto denso (lo trovate qui, sul sito della casa, anche in inglese), per cui mi limito a dare una indicazione generale delle meccaniche. In poche parole dico che il gioco si sviluppa in 25 turni (distribuiti in 5 fasi, al termine di ognuna delle quali il tabellone è in parte ripulito e riempito), ciascuno dei quali consente ad ogni giocatore di compiere solo due azioni a scelta tra le quattro disponibili. All'inizio di ogni turno ognuno tira i propri due dadi ed i numeri da essi indicati saranno utili per identificare da quale dei sei gruppi di tessere esagonali 'insediamento' il giocatore potrà scegliere di prelevare una tessera (primo tipo di azione) o in quale casella sulla propria scheda potrà collocare quell'insediamento (si deve in ciò rispettare il numero indicato sulla scheda ed il colore, ossia il tipo di tessera - e questa è la seconda azione disponibile). Terza azione consiste nella vendita di merci (che si ottengono quando si colloca un certo tipo di insediamento) e quarta nel prelievo di due tessere 'lavoratore' (ognuna delle quali può essere spesa per influenzare di una unità un dado a propria disposizione).
Al centro delle dinamiche di gioco sta il piazzamento delle tessere esagonali insediamento sulla propria scheda: ogni volta che se ne colloca una (rispettando le regole di piazzamento accennate, che spesso limitano le scelte) si produce un effetto, che è diverso a seconda del colore della tessera e del tipo.
Per capirce meglio e fare esempi alcuni colori danno effetti abbastanza facili, come la verde scura, che concede una azione addizionale, o la grigia che attribuisce rendite in denaro, mentre altre sono disponibili in numerose variati, producendo un effetto diverso a seconda della singola tessera prelevata e piazzata. Ci sono così otto tipi di edifici di color beige, ciascuno dei quali ha un effetto diverso (tipo: prendi 4 tessere lavoratore o 4 punti, oppure 'vendi le tessere merce di un colore'), così come ve ne sono ben 26 gialle ('conoscenza'), le quali producono, appunto 26 effetti diversi.
Scopo del gioco è quello di andare progressivamente a riempire la propria griglia esagonale, completando mano a mano le varie aree (di dimensioni diverse) di vari colori ed ottenendo per il completamento di ciascuna di esse bonus in punti variabili a seconda della dimensione e del momento (della fase) in cui la cosa si verifica. Altri punti sono ottenuti dalla vendita delle merci ed altri ancora grazie agli effetti del piazzamento di varie tessere, così come alcuni spettano ad ognuno per materiali residui sulla scheda a fine partita. Vince ... chi ha più punti.

Impressioni
E' un 'Feld', mi intriga e quindi lo comprerò. Punto.
Chiarito questo mio preconcetto parto come sempre dalla ambientazione, discorso che posso subito chiudere, visto che di fatto è come se non ci fosse. Si tratta infatti di prelevare tessere e piazzarle, cercando di ottenere il massimo dai loro effetti, il tutto condito con l'uso di dadi e francamente ciò non trova gran riscontro nella teorica realtà del XV secolo, tanto che l'ambientazione poteva essere anche Marte del XXIV secolo. Anche a livello di disegni il tabellone, pur ingentilito da tinte apprezzabili e da un teorico disegno di sfondo, assomiglia molto a quello tipico dei prototipi, per cui non si è voluto confondere troppo il concetto di base che si tratta di un titolo per appassionati, di quelli che non si perdono nei fronzoli. Mancano, e lo sottolineo come curiosità e non come critica, i cubetti di legno: non per questo però inserirei il gioco nel novero dei 'piazzamento tessere', in quanto non mi sembra abbia molto a che spartire con titoli del genere, come Carcassonne, rimanendo infatti, in radice e nel profondo, un gestionale, di difficoltà tra il medio ed il complesso.

Le meccaniche mi attirano, visto che l'autore si è voluto scontrare ancora una volta con il tema dell'uso dei dadi, che già aveva svolto con effetti apprezzabili in Macao: questo tra l'altro non è l'unico aspetto di Burgen von Burgund che ricorda quel predecessore, in quanto anche qui compaiono decine e decine di tessere (in Macao erano carte) dagli effetti diversi, per cui l'effetto prodotto è ancora quello di una esperienza di gioco pianificabile in senso assoluto ma difficile da indirizzare rigidamente di turno in turno. I dadi rappresentano infatti un possibile ostacolo, così come in ogni frangente si deve fare i conti con il materiale disponibile sul tavolo per il prelievo, nonchè con i limiti, notevoli, che le regole pongono nel compiere ogni tipo di azione. Per capirci le merci possono essere stoccate solo in tre tipi diversi, le tessere insediamento (esagonali) possono essere conservate solo in numero massimo di tre, ad ogni turno si possono compiere solo due azioni, le tessere insediamento si possono collocare sulla scheda solo se hanno il colore dello sfondo della casella sulla quale si piazzano, se sono a contatto con altra tessera e se si utilizza un dado tirato che reca il giusto numero indicato sullo sfondo della casella. Manca quindi, come in altri titoli di Feld, una forma di penalità con la quale scontrarsi (vedi l'Anno del dragone), ma i vincoli e legami si avvertono eccome e costringono i giocatori a compiere di volta in volta la miglior scelta possibile tra quelle a disposizione in quel momento.
L'interazione è pressochè assente a livello di effetto diretto nei confronti degli avversari, però si avverte comunque nel portarsi reciprocamente via le tessere dal tabellone, cosa che nel gioco a due può essere ispirata in modo significativo anche dall'esame della situazione dell'avversario (per impedirgli di cogliere buone occasioni), mentre in quello a quattro ragionevolmente, nel caos, sarà difficile compiere valutazioni di quel tipo.
La rigiocabilità dovrebbe rappresentare uno degli aspetti positivi del gioco: godendo ogni partita di una diversa distribuzione nel corso dei turni della massa di tessere insediamento, di quella ancora causale data dai dadi e dalle tessere merce ed essendoci la possibilità, una volta presa confidenza con il gioco, di distribuire ai giocatori schede diverse da quella base, che recano su di esse griglie con una diversa distribuzione dei territori, cosa che può incidere sulla attribuzione dei punti e rendere asimmetrico il gioco.

In sintesi direi che siamo dinanzi ad un titolo di indubbio interesse, che stuzzica l'attenzione degli appassionati per la particolarità dei meccanismi proposti. E' decisamente asciutto in quanto a presentazione e si propone come di difficoltà almeno media, con tendenza al complesso, se non altro per le decine di differenti effetti proposti dalle tessere, il cui impatto sul gioco può essere compreso solo con l'esperienza. Sviluppa ancora in modo intelligente il tema dell'uso dei dadi in giochi 'deterministi' come quelli tedeschi e stimola all'uso della materia grigia. Tra i possibili contro sicuramente la possibilità di disperdersi tra le decine di effetti diversi delle tessere ed il fatto di essere adatto soprattutto per un pubblico di giocatori esperti (per alcuni però questo è un gran pregio). Il titolo contiene materiali del tutto indipendenti dalla lingua, salvo il manuale (prima o poi però qualcuno sicuramente lo tradurrà!) e sicuramente sarà necessario munirsi di più copie delle pagine contenenti la descrizione degli effetti delle tessere come ausilio per le prime partite.

Quanto al prezzo i siti online tedeschi lo propongono in preordine (con uscita, dicono, tra fine febbraio e marzo) intorno (sotto) ai 30 eurozzi, mentre il suo prezzo ufficiale al pubblico sarà sui 35 euro. Lo potete anche trovare online sul sito Egyp.it a 32,90.

-- Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG (postate da Thomas Wegner, Carsten Wesel e Luc Van Baelen) o dal sito della casa (Alea), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

2 commenti:

  1. Anch'io sono un grande amante dei giochi di Feld, tanto che oltre a questo titolo probabilmente acquisterò anche "Strasbourg - Die Zeit der Zünfte" un po' sulla fiducia, visto che di quest'ultimo, a parte un po'di immagini, non si è visto null'altro (non hanno pubblicato nemmeno il regolamento...)

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  2. Di Strasbourg ti dico solo il poco che so, ossia che è un gioco di aste e che ne dovrebbe essere disponibile una versione inglese ed una tedesca. Immagini e una brevissima presentazione la trovi qui : http://www.gamepack.nl/gamepack/N2011-pegasus.html
    Per quanto Strasbourg sia già indicato come disponibile sui siti di vendita online io invece sinchè non leggo non compro ;) Nel mondo di internet di oggi non è possibile pensare di vendere a scatola chiusa: se non lo mettono non lo compro !! Sarà una mia protesta silenziosa .. ;)

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