venerdì 11 marzo 2011

Quattro chiacchiere con Warangelo sull'autoproduzione

Una delle linee di articoli che sto coltivando in questo periodo, come avete avuto modo di vedere, è quella delle 'quattro chiacchiere con', dialoghi liberi con varie personalità del nostro piccolo mondo dei giochi da tavolo. In una delle ultime conversazioni virtuali avete trovato come interlocutore il Liga, con il quale si è parlato a fondo del mercato dei boardgames , affrontando in linea generale il discorso sulle varie possibili strade a disposizione degli autori in erba per diffondere le proprie idee e creazioni. Al riguardo erano emerse opinioni diverse sull'autoproduzione, con un ottimismo maggiore da parte mia che non di Liga, che sottolineava come questi titoli in media risentano del fatto di essere un pò 'acerbi', non avendo dovuto subire il vaglio tipico delle produzioni commerciali.  Entrambi abbiamo concordato e  segnalato come esempio positivo il lavoro svolto da Angelo Porazzi in questo campo. Desiderando approfondire il discorso, chiamo ora in causa il buon Angelo stesso, da anni coordinatore proprio dell'Area Autoproduzione a Lucca, Play, Ludica... all'interno della quale, sono ospitate decine di nuovi talenti.  Per completezza, segnalo la lunga intervista (in inglese) che ha fatto proprio Andrea Ligabue ad Angelo Porazzi  e pubblicato in questi giorni sul  nuovo sito Opinionated Gamers dal titolo "The Art of Design".
Innanzi tutto un saluto ed a te subito la parola, pregandoti di presentarti brevemente ai lettori (per quanto già molti ti conoscano già ..).
Un saluto a te Fabio e a tutti i lettori di questo ottimo Blog. Vedo con piacere che c'è un interesse mediatico sempre maggiore negli ultimi anni, che va dall'articolo del Corriere della Sera (lo trovate sulla Home Page del mio sito) a tanti spazi che mi vengono dati per comunicare non solo il mio lavoro ma soprattutto il lavoro di moltissimi colleghi autori che sono partiti qualche anno fa o che partono ora. Ringrazio te Fabio per questa intervista e Andrea Ligabue per quella che hai segnalato sopra sul neo sito americano, come ringrazio la Rivista di Cultura Ludica Tangram per la rubrica che mi hanno affidato e che si chiama proprio Area Autoproduzione.
Da diversi numeri ho lì l'occaisone di COMUNICARE il lavoro fatto da tanti colleghi. I "frutti" di questo lavoro di "comunicazione per gli altri" si leggono sul Forum che la Tana dei Goblin mi dedica da anni. Nel caso sopra la gratitudine di questi autori a me e a Tangram. O quello che scrivono sulla mia pagina "Fan" di BoardGameGeek (quello a fianco di Angelo è Derk Solko, co-fondatore insieme a Scott Alden di BGG, mentre conegnano ad Angelo la maglia di BGG con il numero 14 di quando giocava Qauarterback e il nome WARANGELO sulla schiena, Essen 2010). Fan come parola mi fa sorridere: sono autori,  colleghi,  giocatori che scrivono come si sono trovati a richiedere un gioco alla mia email e a riceverlo in qualsiasi angolo del pianeta con un customer care che li ha sorpresi, neoautori che mi hanno chiesto consigli e hanno avuto dati e contatti .. E' il frutto del lavoro di tanti anni a comunicare non solo se stessi ma anche i compagni di viaggio. Presentarli tra loro, senza paura, anzi con piacere di condividere quel poco che ho capito in questi primi 15 anni nel mondo dei giochi.
Nel mio caso 11 anni di PhotoReport, dal 2000,  scritti il giorno seguente ad ogni manifestazione che mi ha ospitato: dagli inviti come Ospite d' Onore della prima Ideag o alla bellissima Giocomix Cagliari, alle più piccole prime edizioni sparse su tutto il territorio nazionale e non solo, alle collaborazioni ormai costanti con LuccaGames, PlayModena e ancor prima ModCon, alle attuali consulenze come contatti-ufficio stampa-stand per Ludica.
Come non ricordare quel periodo pionieristico, le ModCon a casa di Liga, o la splendida LudicaMente Mantova 2007 organizzata da Camurri...  un di lavoro di aratro e semina, nel campo, in mezzo alla gente, quando nessuno dei grandi editori credeva nel "mercato Italia" e nessuno dei nuovi editori che esistono ora esistevano. Sta di fatto che se nei miei PhotoReport del 2000 sono immortalaiti una manciata di eventi e cliccando su 2010 di eventi ce ne sono PhotoReportati una trentina... 
Sono stato felicissimo di far parte di quella squadra di "apripista" tra cui metto La Tana, nata insieme al mio primo gioco pubblicato, il team di BGG che all'ultima Essen mi ha regalato la loro maglia col mio 14 di quando giocavo Quarterback, in cui metto il primo Giro d'Italia Ludico con SpielePizza a riunire tanti giochi e autori Italiani a Essen, in cui ricordo l'enorme lavoro di Giocando su Rai Radio 2, di Liga a comunicarci all' estero e ancor prima di "Illuminatori Ludici" come Marco Alberto Donadoni...
E sono felicissimo anche ora perchè vedo tante nuove leve come te Fabio o il Mirko di Lillo con Playtesto.it che per ora sono sopra le parti e continuano come questi vecchi apripista il lavoro onesto di comunciazione per tutti. Io vi auguro col cuore di continuare così come state facendo ora perchè continuando su questa strada vi divertirete per tanti altri anni.

Una bella carrellata, che credo dia l'idea di come tu operi nel settore da parecchio tempo, oramai, avendo maturato una grossa esperienza nel settore, per cui è per questo che ho pensato a te per una articolo specificamente dedicato alla autoproduzione come potenziale strada per i game designer per vedere attuati i propri progetti creativi. Entriamo nello specifico dell'evolversi di Area Autoproduzione. A mio avviso l'autoproduzione ha uno scopo diverso dall'attività classica del game designer che idea un gioco e ricerca qualcuno che lo pubblichi. E' possibile che in alcuni casi la meta sia la medesima, perchè magari l'idea proposta è stata notata da qualche produttore oppure lo stesso autore, avuto un positivo riscontro, ha deciso di pubblicarla in una scala da editore (intendo almeno un migliaio di copie).  Lo spirito di chi si siede ai tavoli della tua Area mi sembra sia più che altro quello di confrontarsi con il giudizio del pubblico, nonchè, nel rimanere a quei tavoli, di divertirsi con un gruppo di amici (gli altri autori in erba), con i quali scambiarsi opinioni e consigli. Tu che vivi continuamente questa esperienza di fiere, che mi dici ?
Caro Fabio hai colto perfettamente lo spirito e son contento che tante altre persone, come te, abbiano colto questa differenza. Differenza non vuol dire giusto o sbagliato. La gente deve imparare a fare ciò che gli piace fare. Sentendo la sua sensibilità e seguendo quel che gli dice lo specchio quando ci si guarda dentro. Nella vita reale e in quella dei giochi che, io personalmente, voglio tenere prima di tutto come un' occasione di incontro con persone di una creatività fantastica, pura. Con cui crescere insieme, rigenerarsi a vicenda anche solo con una telefonata o un abbraccio dal vivo. Ho lavorato per anni in pubblicità e ho messo una casa intorno alla mia famiglia. Ottimo, ci vuole anche quello. Ma i contatti personali, l'energia che ho ricevuto dal mondo dei giochi è imparagonabile.
La mia storia (che ho raccontato spero comprensibilmente nel mio ItalianEnglish anche nell'intervista di Liga) è stata quella di iniziare a far giochi con una spinta assolutamente artistica: come ho scritto il mio primo gioco è letteralmente "nato dai disegni". A un editore è piaciuto, l'hanno pubblicato, ho visto quanta gente richiedeva le espansioni e ho deciso di autoprodurlo. E dura da 15 anni, seguito da tanti altri giochi perchè mi continuo a divertire a farli e a disegnarli, per me, altre case editrici, colleghi di Area Autoproduzione. In Area Autoproduzione vengono persone così, che hanno foglia di fare, che si sentono di fare, creare, veder realizzata una propria idea. E come hai scritto tu che amano confrontarsi. Tra loro e con quelle che io chiamo "persone normali". Per intendersi, così che nessuno si possa offendere:) : famiglie, papà con bambini, coppie di fidanzati, insegnati, educatori... Che se prendono in mano un regolamento di "giochi per gamers" fatti dal più accreditato dei "game designers" lo guardano e lo rimettono nella scatola: non capiscono "la nostra lingua" e non ci giocano. Sono scene che ho visto per anni in Ludoteca, a Scuola, in Oratorio, alle Fiere... 
Forse perchè da anni sono diventato papà, può essere, ma a me interessa proprio stare, vivere, giocare con queste persone, semplici che sento ancora pure e non condizionate dal dover far parte di un gruppo elitario, associazione, status quo, gruppo di esperti, personaggi illustri... a tutti i costi.  Gente normale. Ci sono autori che vogliono fare giochi per la ristretta nicchia degli hard gamers che scrivono sulla rete, probabilmente per una necessità di piacere a quel pubblico, non so. E allora sì, in quel caso devono mandare i regolamenti alla tal casa editrice, aspettare, fare gli incontri con gli "addetti ai lavori" senza rendersi conto che tra addettio ai lavori si parla tutti la stessa lingua, lo stesso codice che è a noi comprensibile... ma solo a noi.
C'è una distanza abissale tra il "nostro mondo" e quello normale.  Il mondo è MOLTO più grande del nostro piccolissimo mondo. Per fortuna direi:) Mai avrei pensato che Hasbro potesse distribuire un mio gioco, e invece è successo, perchè partecipando per fiere ho conosciuto tante persone e tutto è stato semplice. Il mio gioco era già fatto ed autoproduotto, gli è piaciuto e han detto "ma allora a noi non restra che distribuirlo"... se fossi andato raccontanodo loro la mia bellissima idea tutta da fare non credo sarebbe successo nulla:)
Mai avrei pensato che Cartiere Pigna postesse fare una Linea Scuola con le illustrazioni di un mio gioco, le hanno semplicemnete viste a una fiera perchè ero lì, distribuita in un numero di copie inimmmaginabile per un gioco da tavolo in Italia. Anche quello, con la prima distribuzione in edicola che la gente si ricorda ancora adesso (bambini allora che adesso sono genitori!) e poi con Hasbro sono stati veicoli incredibili per farmi conoscere tra la gente normale.
SE vogliamo aprirci a quel mondo che io vedo ad ogni Area Autoproduzione, intendo gli autori e la gente che ci viene naturalmnet e a trovare, dobbiamo un po' rinunciare al nostro ego di dover apparire sulla rete e di VIVERE un più di più con la gente semplice che non scriverà mai commenti  o giudizi eccelsi su nessun sito... perchè non ne ha il tempo ne' l'attitudine. Ho visto scene di gente sconfortata perchè non lo pubblicavano e poi alle stelle perchè lo pubblicavano e poi di nuovo sconfortata perchè il suo gioco l'editore non lo seguiva più, sommerso in un catalogo di non so quanti mila altri titoli... gente grande, a cui voglio bene, ma senza forse una base di "realtà" alle spalle.
Vi piace fare giochi per Gamers? Seguite l'iter delle case editrici, accettando quel meccanismo. Vi piace fare giochi? Partecipate alle Fiere, dal vivo e imparerete mille volte di più che stando dietro a un computer. Una telefonata, una vista a un progetto dal vivo è mille volte più immediato che tremila email, ottime per contattare, sconsigliate per spiegarsi e far progredire un lavoro. In Area Autoproduzione si sono da sempre visionati prototipi, ottimizzati fogli di stampa, trovati i contatti, con organizzatori di eventi, illustratori, stampatori, fornitori di pedine di ogni tipo,  fino a collaborare con Cartamundi e ancor prima con Spielmaterial per avere nelle possibilità anche questi collaboratori di altissima profesisionalità internazionalmente riconosciuta. E avere contatti e collaborazioni con non so quante fiere che invitano ed ospitano questa idea in un numero sempre crescente da non so quanti anni.
Io lascio valutare al tempo: una cosa che funziona: Gioco , idea, Area, Persona... s etrova un suo equilibrio cresce, va avanti. Se no smette di esistere, fine: non ci sono grossi problemi, il tempo è un giudice fantastico, se funziuoni prosegui se non trovi il tuo equilibri quella strada non va bene. Se per voi è "uno sbattimento" partecipare dal vivo a tutte queste occasioni i incontro  è ovvio che per voi non è questa la strada da seguire.
Se invece VI PIACE, fatelo, se vi divertite continuerete a farlo se no smetterete, il mondo continua a girare l stesso con o senza me o voi o qualsiasi Area o editore o gioco :) A voi scegliere: fate quello che vi piace fare, nel modo che vi fa sentire più contenti.
Senza dubbio, ne convengo su questo con Liga, alcuni dei titoli proposti mancano ancora di qualcosa, sia essa una grafica di livello, sia esso un completo bilanciamento, però quello che traspare è sempre una buona volontà, la disponibilità a discutere e tanta familiarità. A livello di numeri, quanti autori hanno partecipato alla tua Area, da quanto tempo siete attivi e quanti titoli (a braccio) pensi siano passati da essa ? A livello di risultati, invece, chi ha 'preso il volo', con produzioni in scala più commerciale ?

Fabio, il nostro è un mondo talmente piccolo che ci si conosce tutti:)  Invito chi è interessato a vedere l'elenco degli autori che hanno partecipato negli anni in Area Autoproduzione. C'è la loro prima apparizione e tutti (nel nostro piccolo ambiente di persone che possono leggere qui e su quella pagina) sanno chi erano e chi sono ora:) Vedo tanti autori che ora sono piccole case editrici, autori che prima chiedevano come fare ora affermati e pubblicati da piccole case editrici magari nate in Area Autoproduzione e non solo:) Quelli che hanno firmato lasciandomi i loro dati per essere aggiornati sul calendario inviti sono ormai una settantina tra cui i primi non italiani. Esempi di chi ha ottenuto ottimi risultati: CARTE BINARIE in Area Autoproduzione han conosciuto Focus (come me) e ci hanno Collaborato. Sono state distribuite in edicola su tutto il territorio nazionale da riviste del settore. WOOSH di Vezzini in Area Autoproduzione alla scorsa Essen è stato visto da una ditta americana che lo ha preso in produzione e distribuzione. IRONDIE? Avete presente cosa vuol dire far fuori tutta la prima produzione in meno di un anno? Di dadi come quelli? 
Sono stati ospiti di Area Autoprouzione a Ludica 2010, partecipato di fianco a me a Essen e a Lucca  e a Ludica 2011 si presentano con il loro stand.
Il dato più importante per tutti è il Calendario, penso che vedere la trentina di fiere del 2010 e i prossimi inviti confermati del 2011 tra cui alcune novità come S. Marino, siano dati e numeri che parlano da soli :) Se non vi bastano, divertitevi a vedere i PhotoReport pubblicati dal 2000 qui e potrete leggere, vedere, gustare da quanto Area Autoproduzione è attiva e quanti autori, giochi, fiere e giocatori sono stati comunicati grazie ad questa idea e ai PhotoReport che realizzo:)
Vista la attinenza del tema approfondisco poi con te anche il discorso sulla seconda strada per la pubblicazione di propri giochi che un autore ha a disposizione, ovvero quella di dar vita ad una piccola casa editrice. Il passo risulta in verità assai meno grande di quanto non possa sembrare a parole, visto che le tecnologie moderne hanno contribuito sicuramente ad abbassare i costi e che sono presenti sul mercato numerosi produttori di pezzi che mettono a disposizione componentistica 'generica' (trippoli, segnalini vari, cubetti e così via) e che quindi residuano da prendere accordi specifici in pratica solo per la stampa di scatole, tabelloni e tessere / schede, nonchè regolamenti (ma anche questi possono essere stampati da soli, con una buona laser e carta plastificata). L'investimento è di poche migliaia di euro, però l'aspetto negativo è che, non avendo una distribuzione per il prodotto, il difficile diventa poi venderle, le migliaia di scatole che di solito ingombrano per mesi od anni ripostigli e cantine ... Anche qui direi che lo spirito di fondo non è quello di guadagnare, ma quello di provare a se stessi che 'si può fare', ossia che si ha un'idea buona e che il pubblico la può apprezzare. Nel parlare con questi produttori Indie  spesso scopro che neppure hanno provato a farsi pubblicare da una grande casa, per difficoltà a comunicare, per mancanza di voglia di fare dell'anticamera o pregare di essere ascoltati, emergendo anche un lato di mancanza di comunicazione da parte delle grandi.
Fare un gioco, al giorno d'oggi, è la cosa relativamente più facile. Trovare un valido editore e distributore che pensi lui a tutto e noi stiamo a casa a guadagnare le royalties così diventiamo ricchi e non pensiamo più a nulla o portarlo personalmente in giro per fiere a contatto con il pubblico sono alcune strade possibili per farlo conoscere e venderlo. Come tentare di fondare una piccola casa editrice: è una strada, è possibile, se vi piace fatela con tutto il vostro cuore. Chi trova un equilibrio è chi vedete da più tempo in giro: onore a chi ci riesce:)
Diamo il giusto tempo a tutti e vedremo col tempo chi sa lavorare bene e chi dice di fare giochi:)
In una intervista pubblicata su questo blog con il buon Colovini sul suo recente Draco, l'autore, anche attivo come Studiogiochi nella intermediazione tra autori e case produttrici, censurava questo trend , ritenendo che alla lunga l'effetto sarà potenzialmente negativo, erodendo mercato alle grandi case, le quali  hanno per anni sostenuto l'esistenza in vita di questo settore. Personalmente posso comprendere i profili economici della questione, ossia quanto le grandi case siano messe in difficoltà dall'esplosizione dell'offerta, però la legge del mercato è quella che si deve regolare da solo e quindi mi viene da pensare che se c'è tutto questo proliferare di piccoli, può voler dire che i presunti 'grandi' hanno forse sbagliato qualcosa, per lasciare ai piccoli tutto questo spazio.  Quello che intendo è che sempre più spesso anche le grandi cadono in errori, di stampa, di programmazione, di comunicazione (quante volte non troviamo online neppure i manuali, oppure ci sono sono in tedesco, oppure il gioco propone dieci carte con scritte invece evitabilissime, che terranno lontanti potenziali acquirenti esteri e così via), lasciando quindi tanto terreno per strada: del resto, se vado sempre in un negozio, ma poi mi trattano male, o mi vendono qualcosa di difettoso e così via, magari poi provo a vedere come si comportano in un'altro ...

Conosco bene Leo da anni e rispetto tutti: )  Mi ha fatto un enorme piacere la sua visita allo stand Area Autoproduzione all'ultima Lucca, e ricordo bene la nostra chiaccherata :)  Di realtà effimere (dittarelle è un termine di Leo ma si possono aggiungere realtà ludiche di ogni tipo, Hosue Organ, Convention, Giochi, Persone...) ne ho viste tante in 15 anni di grandi e di piccole, apparire e sparire, cambiare nome, fondersi... sono cose che sono sotto gli occhi di tutti :)  Direi che sia lui che te abbiate espresso bene il vostro pensiero, io spero di averlo espresso sopra :) Tu hai centrato nel tuo commento due dati per me importantissimi: comunicazione e customer care.  Ovvero rispetto :)  Se la gente si trova bene ti fa i complimenti e riordina e ti viene  aritrovare alla fiera successiva e alcuni diventano davvero ottimi amici. Ottimo, vuol dire che stai lavorando bene:)

Bene, siamo arrivati ai ringraziamenti ad Angelo per il suo intervento ed ai lettori che seguono il blog. La speranza, naturalmente, è quella di aver contribuito al dialogo su questi interessanti (spero anche per i lettori ...) temi. Un saluto ancora a tutti !!

Grazie a te caro Fabio e chi è arrivato sin qui a leggere. Per ogni info su quel che penso:) o su Area Autoproduzione, per parteciparvi come autore o giocatore o per invitarla come organizzatore. Scrivetemi qui:
anporaz(chiocciola)libero.it  Massima disponibilità con tutti da tanti anni:) Un saluto e alle prossime !


-- Le immagini sono tratte dal sito di Angelo Porazzi  al quale appartengono tutti i diritti relativi. Le immagini e regole sono state riprodotte  ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione  e saranno rimosse su semplice richiesta anche di chiunque vi sia ritratto --

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