domenica 26 giugno 2011

Gli articoli di fondo : Ci sono un americano, un tedesco ed un italiano…

Ci sono un americano, un tedesco ed un italiano…, scritto da polloviparo

Detta così sembrerebbe l’inizio di un classico delle barzellette ed invece stiamo parlando di giochi da tavolo, ed il tema delle quattro chiacchiere di oggi è quello legato ai diversi stili (se vi sono) propri della produzione di boardgames delle tre nazioni di cui al titolo dell'articolo, partendo subito dai due “macro-gruppi” principali ossia “german game” ed “american game”.
Si tende ad identificare con i primi con i titoli in cui le meccaniche sono prevalenti rispetto all’ambientazione, risultano solitamente legate al calcolo e la componente aleatoria ridotta ai minimi termini (bada bene non assente: perché comunque nei giochi spesso sono presenti carte, tessere da pescare o comunque delle meccaniche che introducono degli elementi casuali) mentre idealmente si pensa ai secondi come giochi caratterizzati da un uso intensivo di dadi, in cui l’ambientazione risulta più aderente al tema trattato e la fortuna è uno dei fattori di cui dover tener conto.

Il tedesco ...
Le peculiarità dei titoli di questa matrice possono essere sinteticamente riepilogate come segue:
- i regolamenti dei giochi sono solitamente strutturati in modo che questi siano in qualche modo controllabili o quanto meno gestibili ;
- il giocatore è portato a dover valutare attentamente ogni sua mossa e le eventuali implicazioni che ne derivano ;
- spesso ci si deve confrontare con un sistema di ottimizzazione delle proprie risorse e gli errori si pagano tutti ;
- la mole di regole risulta generalmente inferiore rispetto agli american game e la durata più contenuta ;
- l’ambientazione in molti casi sembra “appiccicata” in quanto il gioco “viene costruito sulle meccaniche” e l’ambientazione inserita in un secondo momento (non a caso nella stragrande maggioranza dei titoli presenti sul mercato si potrebbe sostituire totalmente l’ambientazione o rimuoverla completamente, che il gioco continuerebbe a funzionare tranquillamente) ;
- va da sé che il dado stride un po’ con la necessità di ridotta aleatorietà, per cui è spesso o assente o 'ingabbiato' adeguatamente.
l'americano ..
Nei giochi americani, di contro, invece si tirano solitamente “tonnellate” di dadi e questa è sicuramente la classica caratteristica indicata come fondamentale.
L’ambientazione è poi un aspetto imprescindibile del gioco: spesso si vuole raccontare di una determinata battaglia storica e allora le meccaniche vengono in aiuto per far sì che la ricostruzione risulti credibile e, visto che parliamo di battaglie, l’esito degli scontri generalmente è affidato ai dadi.
Il risultato dei dadi spesso è coadiuvato da tutta una serie di modificatori che servono a mitigarne un po’ l’incisività, ma quando la fortuna proprio non gira, solitamente c’è poco da fare.
Altre caratteristiche, in ordine sparso, possono essere che :
- la durata di una partita generalmente è molto più lunga rispetto ad un gioco tedesco, tanto che spesso non è nemmeno pensabile di concluderla in una singola sessione.
- a differenza dei giochi tedeschi che utilizzano solitamente componentistica in legno, i giochi americani utilizzano miniature in plastica. Qui la spiegazione può stare nel fatto che essendo i giochi tedeschi di matrice più astratta e rivestendo l’ambientazione un aspetto secondario un cubetto bianco può tranquillamente rappresentarmi una pecora ed un cubetto marrone un bovino. In un gioco americano invece se sto partecipando ad una battaglia medievale una bella miniatura raffigurante un cavaliere contribuirà anch’essa nel fare avvertire l’aderenza del tema.
L’accoppiata di una componentistica generosa con una miriade di dadi (tipica dei “big box game” della Fantasy Flight) viene in gergo definita “ameritrash” letteralmente “immondizia americana”.

Bello .. o brutto ? .. e cos'è meglio ?
Passiamo ora a due considerazioni di carattere personale.
Personalmente mi sono avvicinato al mondo dei giochi da tavolo con un german game e cioè “I Coloni di Catan”: per la prima volta scoprivo che le mie azioni avevano un peso maggiore sull’andamento della partita che non risultava fortemente influenzata dai dadi come avveniva invece in “Risiko”.
Badate bene che stiamo parlando dei “Coloni di Catan”, titolo nel quale le risorse prodotte sono comunque affidate al lancio di un dado (ed infatti successivamente scoprii che in termini di aleatorietà i margini di miglioramento erano ancora ampi). Mi sono quindi dedicato per un lungo periodo ai giochi tedeschi, maturando un rifiuto nei confronti del dado e prediligendo quelli in cui la casualità era minima, poi sono passati gli anni e un senso di ripetitività ha iniziato a farsi sentire.
Ecco le prime tavole provenienti dal “Paese a stelle e strisce” prendere posto sul mio tavolo, i dadi cominciano a rotolare, i miei arcieri e le mie unità a cavallo iniziano a morire per colpa di un “6”, ma succede una cosa inaspettata… mi sto divertendo ! E qui si innesca una domanda che spesso anima i forum “quindi meglio gli american o i german?”, perchè solitamente chi apprezza gli uni detesta gli altri e viceversa.
In questa logica infatti i “simpatizzanti” del gioco teutonico ritengono che questo sia l’unico in grado di dare soddisfazione in caso di vittoria, poiché la stessa è subordinata alle proprie capacità intellettive, mentre gli amanti dei giochi provenienti da oltreoceano invece trovano noioso stare a fare calcoli su calcoli a prendere in esame le implicazioni delle svariate mosse e trovano più divertente giochi in cui la fortuna è un fattore da tenere in considerazione, ritenendolo un aspetto imprescindibile presente anche nella vita reale.
Sinceramente, sarò anomalo, ma mi trovo un po’ nel mezzo, visto che alla luce della mia, seppur limitata, esperienza ludica mi trovo ad apprezzare titoli di entrambe le provenienze e nella mia collezione non è difficile trovare la scatola di “Agricola” appoggiata sopra a quella di Runewars !
A dir la verità il mercato a sua volta, per venire incontro alle diverse esigenze ed incontrare il gusto di entrambi, ha iniziato a sfornare degli ibridi, come accade per esempio in “Age of Empire III” il quale credo che misceli sapientemente meccaniche tipicamente tedesche con altre tipicamente americane o in “Caos nel vecchio mondo”, nel quale sono presenti meccaniche di controllo del territorio, di maggioranze, ma anche scontri con i dadi.
Sarà un caso, ma i due titoli sopra citati sono entrambi validissimi, come confermano gli alti indici di gradimento e i voti che ricevono, per cui che sia come dicevano i latini “In medio stat virtus” ?
.. e l'italiano ?
Prima di salutarci, qualcuno avrà notato che ci siamo dimenticati dell’italiano. Se guardate su BGG vi accorgerete che in alcuni casi, quando si parla di titoli di autori italiani, si parla di “Italian Style”: a dir la verità non riesco ad incasellarli in un genere ben preciso, poiché non trovo che abbiano una caratteristica predominante a fare da discriminante.
Mi sembra più che altro che si tratti di giochi di autori italiani, che sposano principalmente una  delle due filosofie sopra citate, non avendo un’identità vera e propria, tuttavia con ottimi risultati.
Ci sono recenti produzioni italiane di altissimo livello che hanno riscosso grande successo anche all’estero, il primo che mi viene in mente è “Vasco da Gama”, per non parlare dei titoli recenti che hanno trovato “publishers” importanti ed in questo caso penso a Costantinopolis o all’imminente “Ventura” editi dalla Fantasy Flight game.
Oltre all’italiano in verità dovremmo aggiungere anche lo “svedese”, il “polacco” e così via, visto che anche da questi paesi cominciano ad arrivare delle proposte interessanti (non a caso il mio precedente articolo parlava proprio di “Magnum sal”), il tutto nella logica di un mondo di game designer che sta diventando sempre più villaggio globale ..
Per chiudere
Come in ogni buon articolo che si rispetti serve la morale in chiusura:
“In sostanza, penso che non importi con cosa vi divertiate o meno, se sia tedesco, americano o italiano il gioco in questione, ma piuttosto la capacità e la qualità di divertimento che esso sa darvi”.
Essendo per sua natura “il divertimento” un fattore soggettivo la diatriba “meglio german o american” penso sia lungi dal trovare una risposta.
Voi invece che ne pensate ? Siete tedeschi, americani, italiani o cittadini del mondo ?

I titoli citati nell'articolo, se avete difficoltà a trovarli, possono essere in genere reperiti sul negozio online Egyp.it.

--- Le immagini sono tratte dai regolamenti o dal sito della casa produttrice da copie del gioco o, talvolta, da BGG. Tutti i diritti appartengono alle case produttrici dei giochi citati : le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di pubblicizzazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta ---

4 commenti:

  1. Articolo interessante. Condivido la posizione aggiungendo che, a dipendenza della serata e della compagnia, si sceglie qualcosa di più cervellotico e strutturato (più german) oppure qualcosa di più evocativo (più USA). Ma non disdegniamo anche un party game...

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  2. un altro ottimo articolo d'introduzione... dovresti pubblicizzarli sulla tana per tutti i nuovi arrivati. grazie ragazzi.

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  3. Grazie a voi per i complimenti.

    L'intenzione è che possano essere d'aiuto proprio ai nuovi arrivati, nonchè di stimolo al dibattito per giocatori più navigati.

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  4. Sicuramente "Cittadino del Mondo", nonostante giochi con "l'avvoltoio sulla spalla", amo il gioco in senso lato e se gira male, basta insultare l'avversario e tirargli i dadi; l'importante è comunque giocare e divertirsi in buona compagnia.

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