mercoledì 22 giugno 2011

Recensione - Arcane Legions

scritto da Pinco 11 (Fabio) e Normanno

Arcane Legions è un progetto editoriale che risale ad un paio di anni fa, proposto dai creativi che avevano dato vita ad alcune linee di giochi per la Wizkids, quali Pirates of the main e via dicendo, i quali avevano allo scopo fondato una casa editrice apposita, dal nome Wells expedition. L'idea di fondo era quella di dar vita ad un nuovo genere di giochi di guerra a miniature, ambientato in un mondo alternativo di fantasia, ideato ad hoc, con una localizzazione temporale intorno ai secoli del prima di Cristo. In questo contesto tre furono le fazioni concepite per affrontarsi, ossia i Romani, gli Egiziani e gli Han (cinesi !), le cui schiere erano arricchite dalla presenza di vari mostri e/o creature mitologiche, quali minotauri, centauri, mummie con poteri necromantici e così via.


Coinvolgo nella stesura dell'articolo l'amico Normanno, grande appassionato di questo gioco, al quale lascio subito la parola per presentarsi.
Bene, ciao a tutti, mi chiamo Marco Signore (ma sono forse meglio conosciuto come "Normanno") e sono stato coinvolto in prima persona nel gioco organizzato di Arcane Legion, finchè è esistito. Purtroppo nonostante una buona comunità di giocatori, il gioco non è decollato come previsto e quindi l'idea di costruire un circuito organizzato si è arenata. per fortuna Arcane Legions esiste ancora nella Boardgame League come parte del loro sistema di giochi organizzati.

La linea editoriale sembra aver ricevuto una accoglienza nel complesso buona a livello di gradimento, ma non altrettanto positiva sotto il profilo commerciale, se non altro rispetto all'ordine di grandezza di vendita che probabilmente autori ed investitori si attendevano, per cui, per quanto il progetto risulti ancora attivo, con un sito di riferimento ancora aggiornato e con alcune uscite sempre previste (anche se non con la frequenza che inizialmente si lasciava trapelare avrebbero avuto), di fatto l'interesse sembra essere in una fase calante. Dò quindi il mio piccolo contributo conoscitivo verso questo prodotto, che ritengo per certi aspetti (e per un certo pubblico) potenzialmente di interesse, tramite questa recensione, nella quale tratterò principalmente della confezione base del gioco, ossia lo starter kit per due giocatori, ma accennerò anche al resto del sistema di gioco.


 Naturalmente la Wells Expeditions ha previsto e messo in vendita diversi set aggiuntivi, sia di miniature non dipinte (cavalleria e fanteria, in linea di massima), sia di miniature predipinte che rappresentano eroi ed unità speciali. DI recente gli ultimi arrivi sono le macchine da guerra e le creature giganti (baliste romane, sfingi nonmorte egizie, e draghi cinesi). Per il gioco organizzato erano poi stati costruiti dei set mensili contenenti unità "ricombinate" (ma con le stesse miniature già esistenti), ma questa parte del gioco è stata - come accennato prima - abbandonata.


Cosa c'è nella scatola
La confezione, di dimensioni consistenti, contiene al suo interno 123 miniature, equamente divise tra i tre eserciti. 120 di esse (assortite in circa una ventina di modelli diversi, proposti poi in più copie) sono NON pitturate e tutte dello stesso colore, ossia grigio, mentre e tre capi sono predipinti (in qualità industriale); alla base di ogni miniatura vi è poi un 'pirolo', che serve per incastrare ogni modello all'interno degli appositi buchi della stessa misura che sono presenti sulle basi di plastica (una dozzina, di due misure diverse) che sono fornite allo scopo. L'idea è quella che i vari soldati, collocati su di una base, vadano a formare una unità di combattimento e su di ogni base, prima di collocare gli omini, si piazza previamente un apposito cartoncino (ossia una delle schede unità) con buchi nei punti dove si inseriranno gli omini , comparendo su di essa disegnati tutti i simboli necessari per comprendere le capacità di attacco, difesa e movimento, oltre alle abilità speciali di ogni unità.
Completano la dotazioni una manata di dadini piccoli, divisi in tre colori (attacco a distanza, attacco corpo a corpo e difesa), un aggeggino di plastica per far manovrare le formazioni ad angolo, il manuale ed un paio di tesseroni di carta che identificano i 'punti di controllo' per gli scenari.


Come funziona la cosa 

Vado per sintesi, ma il gioco è comunque pensato per poter essere spiegato in poco e gestito con facilità, per cui la maggior parte delle domande viene di solito giocando. Qui trovate il manuale in inglese sul sito della casa e qui in italiano, essendo un titolo distribuito da Giochi Uniti.

Lo spirito è quello che ad inizio partita si sceglie una superficie di gioco, tipo un tavolo, e si collocano su di essa, verso il centro, i due quadratono 'zone di controllo', la permanenza sui quali attribuisce punti vittoria. 
I giocatori quindi procederanno a costruire un proprio esercito, concordando di che valore esso debba essere: al riguardo dico che ogni unità tra quelle delle quali sono fornite schede è formata da determinati modelli ed ha un certo costo in punti (es. i legionari valgono 750 punti), per cui sommandoli si ha il valore del proprio esercito. 
E' possibile concordare che ciascuno scelga una fazione e poi rinpingui il suo esercito con unità della terza fazione disponibile nello starter pack.
Fatto ciò il gioco procede a turni, avendo a disposizione ciascuno tot punti azione da spendere in ogni turno, che si utilizzano per far muovere le unità, attaccare, per compiere azioni speciali legate alle loro abilità e per farle 'riorganizzare'. Ogni azione ha un costo e terminati i punti termina anche il turno: è possibile pure far compiere la stessa azione due volte in un turno ad ogni unità, ma ciò comporterà il sacrificio ogni volta di un soldato.
Quanto al movimento esso avviene spostando le unità sul tavolo utilizzando una base lunga come appoggio sulla quale fare scivolare l'unità da muovere e come unità di misura il lato delle basi piccole: il meccanismo è facile ed intuitivo e le regole prevedono che prima di muovere si possa misurare dove si andrà a finire, non essendo quindi necessario avere un esagerato colpo d'occhio prima di muovere. Quanto al combattimento il meccanismo è alla 'risiko', ossia chi attacca (nel corpo a corpo) tira un dado rosso per ogni simbolo di quel tipo che ha sulla basetta, mentre chi difende uno bianco per ogni simbolo: i numeri usciti sono messi in ordine come nel risiko e si confrontano, infliggendo ciascuno un punto ferita all'avversario pe ogni scontro vinto. Se si hanno più dadi del difensore semplicemente i dadi in eccsso non hanno avversario e colpiscono se totalizzano un numero superiore al 2. Le perdite sono registrate eliminando un omino per ogni danno inflitto (alcune minaiture però hanno più punti ferita): si noti che l'unità mano a mano che perde uomini perde anche progressivamente le proprie caratteristiche di attacco e movimento, rendendo utile, di volta in volta, riorganizzarla, per ottenere più potenziale di attacco o di difesa o di movimento.
Si ottengono punti sia per il controllo degli appositi terreni, sia per l'uccisione di unità nemiche e si vince raggiunto il punteggio prefissato.

Vediamo quanto è divertente ...

Parto nelle valutazioni come sempre dall'occhio, ossia da come il prodotto si presenta. Quanto alle illustrazioni direi che sono adeguate al tipo di contesto prescelto, così come lo è la qualità delle miniature proposte, di scala 25 mm, realizzate discretamente, ma non tali da urlare al miracolo. Lo starter kit è però nel complesso piuttosto ricco, soprattutto a fronte di un prezzo competitivo, che era in passato nella fascia 30/40 euro e che ora è sceso anche sotto ai 30, nei negozi che lo hanno (segnalo, come al solito, che sul negozio online Egyp.it è disponibile, per altro, a soli 20 euro), visto che si hanno ben 120 pezzi e che si può con esso giocare tranquillamente parecchie partite, utili a capire se il gioco è quello che fa per noi o meno. Un pò carente è la manualistica, nel senso che le regole tendono a semplificare molto le spiegazioni, proprio per rendere il gioco adatto ad un pubblico il più vasto possibile, ma nel contempo mancano quelle dieci paginette che sarebbero servite ai più smaliziati per l'army building, ossia per costruirsi unità personalizzate. Ciò è possibile comunque collegandosi al sito della casa, dove è disponibile un editor di unità, nel quale si possono verificare tutte le caratteristiche aggiuntive di ogni modello, nonchè stampare schede di nuove unità, assemblate in modo diverso da quanto proposto nel pacco di partenza. Questo servizio era nell'idea originaria della casa da proporsi a pagamento (mensile), ma sono dovuti, evidentemente, scendere ben presto a più miti consigli, rendendolo gratuito. Segnalo poi anche un sito di un appassionato, Drake the Lesser, veramente pieno di materiali da scaricare ed articoli (in inglese) esplicativi sulle strategie (in basso una unità 'custom' da lui realizzata).

Passando alle dinamiche di gioco direi che le regole proposte rendono Arcane Legions come un ideale ponte tra gli wargame a miniature più complessi, tipo Warhammer, ed i giochi da tavolo, volendo conservare il massimo della flessibilità e semplicità di alcuni di questi ultimi unendolo alla bellezza estetica dell'uso delle miniature. La giocabilità ritengo che ci sia, così come il divertimento insito nel tirare manate di dadi ed i fan del risiko che si lamentavano per il triplo sei potranno ora dolersi per un tiro con nove o dieci 6 fatto dall'avversario ... 
Nel contempo è proposto un meccanismo di movimento delle unità sul tavolo basato su di una misura fissa di riferimento, che semplifica le misurazioni ed introduce al gioco libero senza griglie o tabelloni. E' in tutto questo che sta, ragionevolmente, il maggior pregio del gioco, ossia nel proporre potenzialmente ad un pubblico più ampio una esperienza di gioco, ossia quella degli scontri di eserciti di miniature, che era riservata tradizionalmente ad una nicchia.
Da qui si innesta però anche il discorso sui potenziali aspetti negativi, trovandosi, come tutti gli 'anelli di congiunzione' tra due categorie, sia a poter fruire del gradimento di entrambe, sia della loro disapprovazione congiunta. 
I fan di warhammer e simili, già abituati a sistemi di gestione degli scontri e dei movimenti più profondi, infatti possono rimanere delusi dalla eccessiva semplicità di quelli propri di Arcane Legions, che ai loro occhi sono del tutto banali, così come dal mondo di fantasia alla base del gioco, che in Warhammer è molto ben studiato, con decine di libri scritti su di esso, mentre qui è appena abbozzato, con tre fazioni, un paio di gruppi mercenari e poche pagine di background. Sempre in questo ambito poco gradito può essere il relativo basso dettaglio delle miniature, nonchè il numero limitato di modelli disponibili. I più occasionali invece possono essere relativamente più soddisfatti, ma anche qui si deve capire se si ha o meno la predisposizione per il tipo di astrattezza che un gioco senza tabellone richiede e la mia esperienza personale mi ha restituito episodi di persone che dopo le prime prove si sono allontanate dal gioco ritenendosi semplicemente non attratti da quel tipo di meccanica in assoluto.

Pregi sicuri del sistema di gioco sono da identificarsi comunque nel prezzo, visto che l'esperienza di gioco base può essere fatta con un esborso limitato ed anche chi vi si appassioni potrà spendendo sempre nell'ordine delle decine di euro ogni volta ampliare l'esercito acquistando pacchetti addizionali o 'booster pack' pagando ogni volta dai 5 ai dieci euro. Siamo quindi molto lontani dalle centinaia di euro dei Warhammer, però anche qui ci si espone alla critica di chi voglia con 40, 50 o 60 euro, comprare un gioco completo.

Verrebbe ora da chiedersi quali sono stati i "problemi" relativi a questo gioco. La possibilità di costruirsi le unità con l'editor online, la più ampia gamma di eserciti, il costo contenuto, tutto farebbe pensare ad un successo. Ed invece il gioco non è riuscito come si pensava (e, francamente, come meritava). Quelle che seguono sono mie opinioni, quindi non hanno certo pretesa di essere le spiegazioni ottimali, ma solo un tentativo di analisi.
Innanzi tutto quello che ha influito in maniera negativa è la storia del predipinto/non predipinto, che sicuramente ha creato confusione nei giocatori. A questo va aggiunto il problema di dover passare un'oretta buona a staccare e costruire le miniature. Per un modellista è uno scherzo, ma per un giocatore di "tabletop wargames" no. Anche la scala non ha aiutato, oltre alla soluzione delle basi - geniale sicuramente, ma che toglie atmosfera ed impatto visivo al gioco stesso. Infine, è difficile nella situazione attuale di mercato proporre un gioco di miniature "semi-collezionabile", perchè la risposta dei giocatori non è quasi mai positiva. Infine, l'ambientazione: non ha riscosso molto successo nè tra i puristi, nè tra gli amanti della fantasy perchè troppo a metà tra i due mondi (a me piace tantissimo, ma faccio caso a parte).
Insomma, un'occasione persa? Secondo me, si.  

In definitiva direi che Arcane Legions può rappresentare un ottimo titolo di ingresso nel mondo dei giochi di guerra con miniature e senza tabellone di gioco, che può rivelarsi anche relativamente longevo per chi abbia voglia di applicarsi a studiarlo un attimo di più. Manca sicuramente della profondità e della struttura tipica di universi e sistemi di gioco già stratificati come warhammer, ma nel contempo propone meccaniche molto semplificate, utili ad avvicinare anche neofiti a questo tipo di divertimento. A livello estetico indubbiamente il fatto di essere appassionati anche della pitturazione delle miniature restituirà decisamente maggior colore alle vostre battaglie, mentre con le mini base tutto è molto più grigio (vedendo le immagini a corredo dell'articolo avrete notato la differenza tra le miniature da me dipinte - pur senza troppa precisione nei dettagli - e quelle fornite nel pacco base, che sono tutte grigio plastica, salvo i tre capi, con i soli scudi precolorati a rappresentare l'unico elemento estetico di abbellimento già presente nella confezione. L'immagine centrata poco sopra raffigura appunto uno scontro tra unità non pitturate e potete ben vedere che solo gli scudi rossi dei legionari romani spiccano) Il suggerimento, senza dubbio, in caso di interesse, è di acquistare prima il set base, che si può reperire a prezzi decisamente molto competitivi, prendendo poi, riscontrato il gradimento del vostro gruppo, a comprare in caso le necessarie espansioni, utili, se non indispensabili, per esperienze di gioco più complete e strategicamente appaganti.
In conclusione dal mio punto di vista Arcane Legions avrebbe tutte le carte in regola per essere un valido prodotto, competitivo e divertente, considerata soprattutto la cifra irrisoria che verrebbe a costare per avere un esercito intero (il set base, ricordo, ha TRE eserciti, e quindi potrebbe essere acquistato da tre persone, per un costo pro capite molto ridotto). Naturalmente il consiglio che posso dare è di provarlo. Ormai molti club ed associazioni in Italia ne hanno copie a disposizione, ed il gioco non dura tantissimo ma permette di inventare tattiche e strategie notevoli. Insomma, non è un'occasione da lasciarsi scappare, almeno una volta nella vostra carriera di giocatori.

Se il gioco fosse di vostro interesse segnalo che sul negozio online Egyp.it vi sono disponibili sia gli starter kit, proposti al prezzo di euro 19,90, che diversi pacchi aggiuntivi, la maggior parte dei quali costano meno di dieci euro ...

  -- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco,da BGG o dal sito della casa produttrice (Wells Expedition) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

4 commenti:

  1. Mi avete fatto venire voglia di provarlo. E' un peccato che un gioco che "straccia" per quanto riguarda il prezzo, gli altri giochi di eserciti di miniature non abbia avuto successo. Forse l'influenza di warhammer tende a dirottare i consumatori, io comunque non venderò mai l'anima per comperare uno dei loro eserciti.
    Grazie ancora
    Complimenti per la recensione

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  2. Io lo provai a Lucca l'anno che uscì e non mi convinse per nulla, non ricordo esattamente il motivo, ma dopo mezz'ora di partita non mi aveva "preso".

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  3. Nel mio gruppo il titolo non ha avuto una grossa fortuna: io pure lo avevo provato a Lucca rapidamente lo scorso anno e mi aveva lasciato una discreta impressione (ero però tra i primissimi entrati nel tendone: immagino la calca che doveva esserci dopo .. ed in quel clima è difficile farsi antusiasmare da qualcosa ..), ma l'idea del gioco 'senza tabellone' può creare delle difficoltà a chi non ci sia abituato e di fatto la ha creata ai miei amici :( ...

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  4. Premetto che l'articolo mi ha incuriosito e che alla prima occasione lo giochero' :-) .
    Riporto la mia esperienza: un amico mi ha prestato il set base per provarlo. Essendo nuovo le miniature andavano staccate e fin qui nessun problema, la plastica utilizzata per le miniature e' pero' morbida e gli stampi non molto precisi per cui diventava un lavoro lungo adattare i "piroli" che vanno inseriti nei fori delle basi per cui ho reso il gioco all'amico :-/ .
    Dal mio punto di vista i punti deboli del gioco sono quelli elencati da Normanno, una ambientazione poco coinvolgente e un prodotto che non e' storico ne' fantasy, penso invece che la necessita' di dedicare un po' di tempo a staccare le miniature ed adattarle alle basette di gioco sia insita in un prodotto di questo tipo e che possa "scoraggiare" chi non e' pratico indipendentemente dal tipo di gioco. Ho conosciuto persone che per questo motivo hanno accantonato Warhammer.
    Il prezzo e' invece il punto di forza e le miniature sono dignitose, inoltre sono disponibili numerose espansioni per cui penso che si tratti proprio di una occasione mancata per il settore del gioco con miniature anche se non saprei individuare con certezza i motivi.

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