lunedì 27 giugno 2011

Recensione - Wars of the Roses

Wars of the Roses - Lancaster vs York, scritto da Polloviparo

Non molto tempo fa abbiamo parlato di Lancaster, nuovo gioco di Matthias Cramer pubblicato dalla Queen Games ed oggi torniamo ad occuparci dei “Lancaster”, ma intesi come famiglia nobiliare, la quale ha ispirato poco tempo fa un altro titolo, ossia Wars of the roses Lancaster vs York gioco dell’autore Peter Hawes, pubblicato dalla Z-man games (per 2-4 giocatori, tempo medio indicato in 120 minuti).

Il gioco, come ci dice il titolo, è ambientato in Inghilterra nell’anno 1450, prima dello scoppio della sanguinosa guerra civile tra le nobili casate dei Lancaster e degli York: Riccardo, Duca di York, non era affatto soddisfatto del sovrano Enrico VI di Lancaster, ritenuto troppo debole e incapace di governare, decise quindi di intervenire e le due famiglie entrarono inevitabilmente in conflitto. Gli scontri durarono per un periodo di trentadue anni (1455 – 1487) e la battaglia che vide perdere la vita a molti nobili, oggi è ricordata come “La guerra delle Rose”.


Ma veniamo al gioco vero e proprio

Il titolo si propone per due quattro giocatori, ma è da subito evidente che quattro è il numero ideale per il quale il gioco è stato concepito, vista la presenza appunto di due fazioni, tanto che i partecipanti assumono il ruolo di membri appartenenti alla famiglia dei Lancaster o alla famiglia degli York, eventualmente con due giocatori per ogni casata in caso di partita a quattro.
La plancia di gioco rappresenta l’Inghilterra suddivisa in 6 regioni contrassegnate da diverse colorazioni, all'interno delle quali  troviamo delle città, dei castelli e dei porti; nel corso della partita queste regioni saranno inoltre interessate dalla presenza di nobili e vescovi. All’inizio del turno vengono rese disponibili un certo numero di carte, attraverso la cui acquisizione, i giocatori possono assicurarsi il controllo di quanto sopra.
Da notare che le città hanno un valore di difesa piuttosto basso ma assicurano una rendita, i castelli si contraddistinguo per un livello di difesa molto alto, i porti permettono di ospitare le navi, i nobili hanno un valore di influenza considerevole ed i vescovi infine assicurano una rendita molto elevata; le carte vengono semplicemente selezionate ad una ad una in ordine di gioco.
Il possesso di quanto acquisito viene contrassegnato sia sulla plancia generale, sia su una plancia individuale di dimensioni più ridotte, che viene di fatto a costituire il fulcro centrale del gioco in quanto su di essa vengono pianificate segretamente tutte le mosse a disposizione del giocatore, ovvero attacchi, difese, spostamenti, tentativi di corruzione, ecc…
La segretezza delle proprie azioni è garantita dalla presenza di un imponente “paravento” a forma di castello: una volta effettuate le proprie scelte, lo schermo viene rimosso e le azioni risolte secondo un ordine prestabilito.

A questo punto si determina sulla plancia generale, regione per regione, chi è in possesso della maggiore influenza (assicurata dal possesso dei punti strategici e/o di navi e dal controllo sui nobili e sui vescovi) ed il primo ed il secondo giocatore in termini di influenza, si aggiudicano un certo ammontare di punti, proporzionale alla loro posizione (“El grande” docet).
In ogni regione si sommano quindi i valori di influenza appartenenti agli York e si confrontano con quelli appartenenti ai Lancaster e la casata che ottiene la maggioranza (sommando quindi i valori dei due giocatori che la rappresentano) ottiene i voti politici attribuiti da quella regione.
Infine la casata con il maggior numero di voti politici, permetterà ai giocatori di assicurarsi il favore della corona reale, guadagnando 5 ulteriori punti a testa.
E questa a mio avviso è la vera novità introdotta dal gioco un sistema ibrido cooperativo - competitivo. L’alleanza e la combinazione delle proprie strategie con quelle dell’altro giocatore appartenente alla stessa famiglia è fondamentale per assicurarsi punti aggiuntivi, tuttavia al termine della partita, solo un giocatore sarà decretato “vincitore”.

Addentriamoci ulteriormente nelle meccaniche di gioco

Abbiamo detto che le azioni vengono opzionate sulla propria plancia individuale, sulla quale troviamo sostanzialmente riepilogato quanto disponibile sulla plancia principale: abbiamo quindi le sei regioni contrassegnate dalle stesse colorazioni, i nobili, i vescovi, le città, i porti, ecc…
Su questa plancia è possibile determinare gli spostamenti dei nobili, da una regione ad una regione confinante, assoldare truppe (al costo di tre monete l’una) da porre in difesa di un proprio possedimento o in attacco ai danni di un altro giocatore ed esistono anche truppe gratuite da aggiungere alle proprie, ottenibili mediante l’acquisizione delle carte “mercenari”.
Possiamo inoltre tentare di “rubare” un nobile, un vescovo o una nave ad un altro giocatore: nel caso di un nobile dobbiamo destinare un numero di monete pari al doppio del suo valore di influenza, nel caso di una nave o di un vescovo, è necessario investire un numero di monete pari al doppio della rendita derivante da quest’ultimi. L’intenzione di effettuare un tentativo di corruzione è evidenziata dal posizionamento di un cubetto nero sulla figura corrispondente.

Possiamo infine, se pensiamo di essere bersaglio di un tentativo di corruzione, porre un cubetto bianco su di un nobile pagando una somma pari al suo valore di influenza o su di una nave o su di un vescovo pagando un costo pari alla sua rendita e ciò farà fallire l’eventuale tentativo di corruzione.
Sulla propria plancia è inoltre possibile fare un offerta per il Capitano di Calais, utilizzando un meccanismo da un’asta “cieca” nel quale il giocatore con la più alta puntata si assicura il controllo di questo importante personaggio che fornisce 4 punti di influenza e assegna 4 punti vittoria.
Un altro modo per fare punti è dato da particolari tessere bouns assegnate a chi possiede più vescovi, più castelli, piu navi o più porti (4 punti); esistono infine dei punti bonus per chi riesce ad abbinare porto e relativa nave (2 punti) e città e relativo vescovo (3 punti).
Facciamo ora un passo indietro e torniamo per un attimo alle battaglie, dicendo che castelli, città e porti hanno valori di difesa rispettivamente pari a tre, due ed uno, valore che, come abbiamo detto può essere incrementato mediante l’invio di proprie truppe. Se l’attaccante invia in un nostro possedimento un numero di truppe superiore al valore di difesa complessivo, ne prende possesso e rimuove un numero di soldati pari al numero di difesa e lascia i rimanenti. In caso di ulteriori attacchi alla stessa città, con molta probabilità l’esercito già provato dalla battaglia appena sostenuta, non sarà in grado di resistere: è quindi molto importante valutare le proprie mosse in funzione dell’ordine di gioco. Al termine del turno tutti i soldati vengono comunque rimossi e per averli nuovamente a disposizione nel turno successivo e sarà necessario pagare. La guerra costa…
Concludo segnalando la presenza della tessera “aiuto francese” a disposizione di ogni giocatore, la quale quando utilizzata (una volta per partita), assegna un numero di monete pari alla differenza della propria posizione e quella del primo giocatore (max. 25 monete).Si tratta, per dirla all’inglese, di una meccanica “Catch up” per evitare la fuga in solitario di qualche giocatore.
Non mi dilungherei oltre sulla descrizione del gioco, per chi volesse approfondire ulteriormente rimando al regolamento in inglese disponibile sul sito ufficiale della casa.

Passiamo finalmente alle considerazioni personali.

Per parlare di “Wars of the roses” non si può non partire dai materiali e penso che il tutto si riassuma in una parola sola: “WOW!!!”, visto che parliamo senza ombra di dubbio della componentistica più strabiliante che mi sia capitato di vedere in un gioco. Attenzione, premesso che non si tratta di un gioco di miniature, non si può non rimanere impressionati davanti a così tanta roba!

Questa foto da una chiara idea delle dimensioni degli schermi..
Anzitutto la plancia è enorme (non come quella di Railroad Tycoon, non spaventatevi) e le plance individuali sono anch’esse di dimensioni importanti, così come gli schermi protettivi, il tutto in cartone molto spesso. Le plance sole sono quasi 25x25 cm!

Abbiamo poi segnalini in legno, carte, tessere, monete... veramente una gioia per gli occhi ed il ricco contenuto è percepibile anche semplicemente prendendo in mano la scatola, davvero pesantissima (il gioco pesa oltre 4 kg!!!).
La grafica è chiara e ben leggibile, le illustrazioni gradevoli seppur non eccezionali (quando dico eccezionali, io penso ai lavori di M. Coimbra, mio attuale metro di paragone).
La dipendenza dalla lingua è quasi nulla, visto che le carte non contengono testo, per cui in lingua è presente giusto nell'aiuto al giocatore sulla facciata interna dello schermo protettivo, problema ovviabile stampando il tutto su di un semplice foglietto italianizzato di aiuto, anche se a mio avviso, dopo un paio di turni, non dovreste nemmeno sentirne l’esigenza.
Il regolamento è piuttosto semplice e si spiega abbastanza velocemente, azzarderei un 20-30 minuti ed il gioco termina dopo cinque turni, la durata della partita indicata sulla scatola è di 120 minuti e penso che sia tutto sommato verosimile ma con molta probabilità, specie se in presenza di giocatori molto riflessivi, occorrerà mettere in preventivo una mezz’ora o un oretta in più.

Passando al gioco vero e proprio devo dire che mi è davvero piaciuto, seppur con qualche riserva.
Il fattore fortuna è praticamente assente, a voler essere pignoli legata solo all’ordine con cui escono le carte e la meccanica di “scelte nascoste” riflette fedelmente l’atmosfera di trame ed intrighi, tipico del tempo, al contempo però essa rende il gioco un pochino caotico e richiede davvero uno sforzo immane di ragionamento. Ad ogni turno occorre analizzare attentamente la plancia per vedere le forze in gioco e le influenze nelle varie regioni, poi occorre valutare attraverso gli spostamenti dove un giocatore potrebbe “andare a parare” ed a quel punto bisogna pensare alle proprie mosse, sia in termini offensivi che in termini difensivi.

Il fatto di non sapere se si sarà obiettivo di attacchi o di tentativi di corruzione, comporta il dover investire ingenti somme di denaro e magri vederle andare a vuoto: ovviamente se invece si preferisce investire le proprie risorse in termini offensivi, si lasceranno indifesi i propri possedimenti, comunque questa è senza ombra di dubbio una delle prerogative di questa tipologia di gioco, che può piacere oppure no. Il rischio è però quello di ritrovarsi al tavolo con giocatori che vogliono valutare tutte le “varie ed eventuali” e a quel punto la sofferenza da “paralisi da analisi” si manifesta all’ennesima potenza.

C’è poi da considerare che l’unica risorsa a propria disposizione è il denaro, che viene utilizzato per qualsiasi cosa, dall’acquisto di truppe, ai tentativi di corruzione, alla difesa dei propri nobili, per cui rimanere senza fonti di reddito è particolarmente rischioso e, realisticamente, se messi in ginocchio sotto il profilo economico diventa molto difficile rialzarsi. Allo scopo abbiamo detto è stata inserita la tessera “aiuto francese” e anche se devo dire che ne comprendo il motivo, la sua presenza mi ha un po’ infastidito, per quanto essa abbia lo scopo di dover cercare di evitare la fuga in solitario, rimanendo uniti al gruppo, per poi fare la “volata” finale, cosa che resta comunque non facile, anche in virtù delle scelte segrete degli altri giocatori.

Sì ma non abbiamo capito se il gioco ti è piaciuto o no, vi chiederete..
Si, sì come ho detto il gioco mi è piaciuto e anche molto, quello che sto cercando di dire è che si tratta di un gioco particolarmente impegnativo, non tanto per la difficoltà del regolamento, quanto per le meccaniche.
Difendersi è fondamentale, così come attaccare, quindi occorre trovare un giusto bilanciamento fra le due pozioni.: davvero da non sottovalutare i punti ottenibili con i bonus, quindi se possibile evitare che gli avversari se ne assicurino troppi.
Si tratta di un prodotto ibrido, a metà strada fra un eurogame ed un wargame, per cui per farvi un'idea prendete “A game of throne” mescolatelo con “El grande” e un pochino dovreste avere un idea di cosa stiamo parlando. Devo ammettere che comunque l’effetto storico e le possibilità di immedesimazione offerte dal titolo sono davvero considerevoli.
Sulla scalabilità non ho modo di esprimere un giudizio vero e proprio, avendolo provato solo in quattro: quello che posso dire e che avendo letto il regolamento, le modifiche da apportare sono davvero minime, per esempio non andrebbe considerato il sistema dei voti per assicurarsi il favore della corona, ma questo a mio avviso toglierebbe molto al gioco ed ho infatti letto sui vari forum che non c’è nessun problema nel giocare con le normali regole previste per quattro giocatori.
Pare che per alcuni “Wars of the roses” abbia anche un importante valenza affettiva, in quanto sembrerebbe trattarsi di un gioco che trae forte ispirazione da “Kingmaker” di Andrew McNeil, pubblicato nel 1974 dalla Avalon Hill.
Il consiglio dell’acquisto è subordinato dal vostro indice di gradimento verso questa tipologia di giochi, come ho detto poche righe sopra, o si amano o si odiano. Passano al discorso sul costo la ricchezza della componentistica ha ovviamente un rovescio della medaglia, ossia si riflette in un prezzo piuttosto altino (intorno ai 70 euro): per chi fosse interessato segnalo che sul sito Egyp ècomunque disponibile a 57,50 euro ...stiamo comunque parlando di un rapporto prezzo/qualità/componenti eccezionale.


-- Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG o dal sito della casa (Z-Man Games), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

6 commenti:

  1. Confesso che questo gioco entra ed esce dalla mia wishlist in continuazione. Indubbiamente la meccanica di gioco è intrigante ma, davvero, tutti quanti quelli che lo hanno provato (io non ne ho avuto ancora il piacere) mi hanno detto che è un gioco dalla scalabilità praticamente nulla: o ci giochi in 4 oppure lascia perdere. Va da sé, quindi, che investire 60 euri per un gioco che ha un vincolo così importante mi risulta abbastanza difficile.

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  2. Uno dei miei ultimi migliori acquisti, aggiungo anche il mio WOW!
    La difficoltà maggiore e' quella di riuscire ad "apparecchiare" degnamente il gioco sul tavolo, indispensabile un bel tavolone :)
    L'articolo di Polloviparo e' perfetto, aggiungo una considerazione un po' cattiva su i Grandi Pensatori...qui li vedrete veramente penare e soffrire ;) perché per quanti ragionamenti si possano fare almeno di non avere propieta' divinatorie riuscire ad anticipare le mosse altrui non e' facile e c'e' sempre quel brivido quando vengono tolti gli schermi.
    Per quanto possibile vorrei tranquillizzare eriadan sulla scalabilità, giocato in tre e quattro e non ha mai deluso, il gioco rimane sempre molto combattuto.
    Su Amazon UK si riesce a prendere, zero costo di spedizione, a 48.7£ circa 55€...si risparmia qualche €urino che male non fa.

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  3. Pensa invece che ho letto su BGG dei commenti di alcuni utenti che lo reputano migliore in due che in quattro...
    Purtroppo, come ho scritto, non ho ancora avuto il modo di provarlo in meno di quattro, appena riuscirò posterò le mie impressioni.
    Da notare che molte delle critiche sono legate alla rimozione del sistema di acquisizione voti per ingraziarsi il favore del re, ma a quanto pare non c'è nessun problema nell'implemetare tale meccanica nel gioco a 2.
    A mio avviso in 2 si perde una delle prerogative importanti del gioco, ossia quella di sfruttare il più possibile l'alleato stando attenti a non regalargli la vittoria.
    Però onestamente non mi sembra un gioco che non possa girare in due.
    Sono portato a pensare che diventi più scacchistico e meno caotico (nonchè un filino più leggero in quanto ci saranno sicuramente meno variabili da controllare).
    Non lo metterei quindi sullo stesso piano di un "Caos nel vecchio mondo", quello sì che a mio avviso è da giocare obbligatoriamente in 4!
    Penso anche che in commercio ci siano giochi accreditati per 2 giocatori, che girino molto peggio di questo (ma le mie sono solo supposizioni, fino a quando non avrò modo di provarlo).
    Anch'io ero messo come te, il titolo entrava ed usciva dalla mia wishlist, anche perchè prima di investire una certa somma è meglio pensarci non una ma due volte.
    Fare un investimento per lasciarlo prendere polvere sullo scaffale non è consigliabile.
    Una volta provato però è stato amore a prima vista (l'ho ordinato subito!).
    Spero di esserti stato d'aiuto per far trovare a "Wars of the roses" la giusta collocazione all'interno a all'esterno della tua wishlist. ;)

    Ciao
    Alessandro

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  4. Sono d'accordo con polloviparo. Complimenti per la recensione.
    Io l'ho comprato soprattutto per la componentistica e il periodo storico che tratta il gioco. E' uno dei miei GdT preferiti. Gira perfettamente anche in 2. Peter Hawes su BGG http://www.boardgamegeek.com/thread/498668/why-are-the-2p-rules-so-different-to-4p conferma che in 2 si possono usare le stesse meccaniche che in 4. Gioco fantastico.

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  5. Anche a me è piaciuto come gioco.
    davvero molto ben ambientato e materiali di qualità e quantità.
    come ha scritto invernomuto è proprio molto difficile riuscire a capire bene le intenzioni degli avversari e anche se si desidera bloccare le giocate avversarie non si arriva mai a questo successo, proprio perchè c sono tantissimi modi di affrontare il gioco.
    unica mia nota negativa è questa: è difficile ed impegnativo fare gioco di squadra e allo stesso tempo uscire come unico vincitore.
    io sono uno che quando ha la possibilità di giocare di squadra e far vincere la squadra o la fazione fa di tutto...anche arrivare ultimo! come poi mi è capitato in partita.
    non riesco a giocare, sfruttare l'appoggio del compagno e salutarlo al rush finale per andare a vincere...non è nelle mie corde, ma questo è un "problema" di gioco mio personale :D

    saluti e rece ottima come al solito
    Lollo23

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  6. Mi sembra un po' ingombrante, però mi intriga parecchio...

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