sabato 18 giugno 2011

(Video)giochi da tavolo ?

scritto da Polloviparo
  
Videogiochi e giochi da tavolo… due universi, due realtà, due identità ben distinte che viaggiano su binari paralleli e ogni tanto si incrociano, si intrecciano, si fondono e poi ancora si dividono: non è raro trovare fra gli appassionati dei giochi da tavolo, giocatori provenienti dal mondo dei videogiochi e viceversa, così come non è inusuale trovare giochi da tavolo e videogiochi “affiancati” nell’ambito di importanti convention ludiche quali ad esempio “Comics & Games” di Lucca. In entrambi i casi parliamo di forme di intrattenimento, sebbene dalle caratteristiche nettamente diverse.
Il videogioco nasce fondamentalmente come forma di intrattenimento individuale, anche se l’implementazione del “multiplayer” e la diffusione della banda larga, hanno “levigato” questa sua prerogativa; il gioco da tavolo nasce invece come momento di aggregazione, in cui due o più persone si affrontano contemporaneamente.

E’ interessante vedere però come entrambi cerchino di attingere dalle peculiarità dell’altra “categoria”: i videogiochi, come abbiamo detto, con il “multiplayer” ed i giochi da tavolo, con regolamenti che prevedono partite in “solitario”.
Sinceramente penso che giocare “virtualmente” insieme ad altri con un paio di cuffie ed un microfono in testa, non sia nemmeno lontanamente paragonabile a sedere allo stesso tavolo con un gruppo di amici, così come trovo che abbia veramente poco senso giocare ad un gioco da tavolo da soli, tuttavia è interessante notare anche come ultimamente i due mondi attingano reciprocamente l’uno dall’altro.
In questo senso sono sempre di più i giochi da tavolo che trovano la propria trasposizione in veste “digitale”: penso ad esempio a console attuali quali “xbox 360” che offrono la possibilità di giocare a titoli come “Carcassonne” ed “I coloni di catan”, ma anche il percorso contrario è sempre più frequentemente compiuto, si veda inoltre quanto sta accadendo su iphone|ipad (smartphone e tablet della “mela”), all’interno dell’App store si trovano, giusto per fare qualche nome, titoli quali “Ra”, “Smallworld”, “Medici” ed “Alien Frontiers”.
Innumerevoli le possibilità offerte in tale ambito dai personal computers. Sì va dai giochi in cui è possibile misurarsi con un intelligenza artificiale (A.I.), vedi ad esempio l’ottimo “Kingsburg” sviluppato su piattaforma Java , ai siti web come “BrettspielWelt” che ospitano centinaia di giochi da tavolo, ai quali collegandosi con un semplice browser o con appositi “client”, è possibile sfidare giocatori da tutte le parti del mondo.
I vantaggi di un gioco da tavolo in “veste” digitale sono, a parte quello di occupare poco spazio, tempi di setup azzerati e automatismi che evidenziano direttamente quali sono le mosse possibili per il giocatore di turno o calcolano automaticamente il punteggio. Sebbene la cosa risulti sicuramente più “riposante”, trovo che sia altamente riduttiva per l’applicazione dell’attività intellettiva.
Soprattutto l’evidenziazione delle mosse a propria disposizione, limita fortemente la propria capacità di ragionamento, vedendosi spesso “suggerita” la risposta più conveniente, un po’ come la differenza che passa fra il fare i conti con la calcolatrice e farli a mente tanto per intenderci.
Sicuramente con la calcolatrice si fa prima, ma la mente ne risente in termini di “elasticità” e fare i conti a mente diventa sempre più difficile…
Esiste anche una sorta di via di mezzo ossia il “Vassal engine”: si tratta di un motore, sviluppato sempre in java, disponibile per tutte le piattaforme, che permette di giocare via email o live attraversamento collegamento internet. In questo caso è necessario scaricare gli appositi moduli per ogni gioco ed una volta caricati quest’ultimi, l’interfaccia ci propone il materiale di gioco, senza tuttavia l’inclusione degli automatismi di cui sopra.
Oltre alla plancia principale, avremo a disposizione la nostra area di gioco, in cui saranno posizionati i nostri pezzi; questi andranno mossi e gestiti attraverso il mouse, in modo da simulare le normali azioni che effettueremmo con il gioco da tavolo vero e proprio.
Se è giusto parlare dei giochi da tavolo portati su piattaforme elettroniche è altrettanto giusto parlare di titoli interessati dal processo inverso: potremmo citare di “Sid Meir’s civilization” che ha all’attivo ben due versioni disponibili per gli appassionati di GdT, una pubblicata nell’ormai lontano 2002 dalla Eagle games, che pur avendo una componentistica particolarmente sontuosa, non ha incontrato i gusti del pubblico causa carenze del regolamento ed una più recente pubblicata l’anno scorso dalla FFG, più”incline” ad incontrare il favore della critica.
Ma potremmo parlare anche di Starcraft, uno degli RTS (Real Time Strategy) più apprezzati su PC, che grazie alla coppia di autori  Corey Konieczka e Christian T. Petersen, raggiunge i nostri tavoli nell’anno 2007, oppure, perché no, di Age of Empire III ?
In tutti gli esempi sopra riportati si tratta comunque della trasposizione di titoli strategico – gestionali che molto si prestavano al passaggio dal “monitor al tavolo”.
Non mancano tuttavia esempi in cui sono giochi di azione e addirittura sparatutto ad avere trovato la loro dimensione nello stesso passaggio.
In questo caso potremmo citare di Doom the boardgame, un dungeon-crawler pubblicato nel 2004 e “firmato” da Christian T. Petersen questa volta in coppia con Kevin Wilson.
Sempre in ambito “sparatutto”, ricordiamo anche l'ormai imminente uscita di “Gears of war: the boardgame” atteso entro la fine del 2011 e potevano forse mancare le versione “cartacee” di Famosi MMORPG (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game) quali ad esempio “World of Warcraft” ? Assolutamente no !

Davvero innumerevoli le produzioni che si avvalgono di questo vero e proprio “brand”: abbiamo così una versione del gioco da tavolo in veste “big box” della Fantasy Flight Games, che contiene un sacco di miniature e di dadi, pubblicata nel 2005, mentre nel 2006 è la volta del gioco di carte collezionabili e nel 2008 di “Warcraft the adventure game”, un prodotto che si pone a metà strada fra un “Talisman” ed un “Runebound”.

Un altro interessante parallelismo che è interessante analizzare, è quello dei processi evolutivi che interessano entrambe le realtà.
Parlando ad esempio in termini di grafica, è innegabile l’evoluzione che interessa i videogiochi in tale ambito (come è facile intuire i meriti vanno anche alla disponibilità di tecnologie sempre più performanti),  ma non si possono non apprezzare anche i passi da gigante fatti dai giochi da tavolo: provate a prendere un gioco degli anni 80 e mettetelo di fianco ad un gioco attuale e capirete immediatamente di cosa stiamo parlando.
Un'altra analogia fra videogiochi e giochi da tavolo è costituita dalle espansioni. Così come nel primo caso si tratta di contenuti aggiuntivi da scaricare ed utilizzare con il gioco base, analogamente per i giochi da tavolo si tratta di acquistare nuove scatole che contengono materiale aggiuntivo e nuovi set di regole.

Quale futuro dobbiamo aspettarci per i Gdt?
Veniamo ora a qualche considerazione di carattere generale. Negli anni 80 - 90 il videogioco era ancora un fenomeno di nicchia ed i videogiocatori erano inevitabilmente visti come dei “nerds”, individui schivi, fuori moda e  con scarse possibilità di successo con il gentil sesso.
Oggi il videogioco è un fenomeno di massa e gli stessi idoli delle teenagers non si vergognano ad affermare di essere dei giocatori incalliti di “Playstation” !
Cos’è che ha sdoganato il videogioco e ha contribuito alla sua diffusione ?
So che ha molti non piace sentirlo dire, ma io sono fra quelli che ritengono che la cosa sia un merito da attribuire “alla pirateria” e alla prima console casalinga di casa Sony: non intendendo aprire in questa sede un dibattito sulle implicazioni morali legate al fenomeno della pirateria, tuttavia trovo che la diffusione di quest’ultima, abbia agito da “traino”.
Per avere un gioco non era più necessario rivolgersi ad un negozietto specializzato che lo importava dagli Stati Uniti o dal Giappone, non era più necessario sborsare quantità ingenti di denaro e non erano nemmeno necessarie particolari conoscenze per “farlo funzionare”, ma era sufficiente inserire il dischetto nell’apposito lettore e accendere la console.
Ecco quindi la chiave, racchiusa in tre semplici parole: semplicità, reperibilità, prezzo (contenuto).
Il gioco da tavolo ancora oggi è un fenomeno di nicchia e, seppure in forte espansione, sembra decisamente in controtendenza, rispetto alla “trilogia” poc’anzi enunciata.
La reperibilità dei giochi è ancora molto difficile, spesso per procurarsi un titolo è necessario rivolgersi ai negozi online al di fuori del nostro paese, sul prezzo direi di non parlarne nemmeno, visto che negli ultimi anni gli aumenti sono stati davvero considerevoli, fenomeno che se non troverà un inversione di marcia, condannerà i giochi da tavolo a merce ancor più di nicchia, rendendone di fatto sempre più difficile l’acquisto da parte di chi non dispone di particolari risorse economiche.
Cosa ci attende quindi nell’immediato futuro ? I destini di videogiochi e giochi da tavolo sono destinati a fondersi indissolubilmente ? Plance e segnalini in legno verranno sostituiti da enormi “touch screen” da salotto ? Microsoft sembrerebbe indicarci che la risposta è proprio sì. Date un’occhiata al progetto “Surface”.

Sebbene io sia generalmente molto favorevole all’innovazione tecnologica, non nego che la cosa non mi attiri particolarmente: trovo irrinunciabile il contatto fisico non i materiali da gioco, l’odore di stampa che si respira aprendo la confezione, così come ancora sono contrario al passaggio dei libri agli e-reader,  “aggeggini” elettronici che non riescono a darmi le emozioni che mi da un libro vero e proprio.
Sarò semplicemente un conservatore, oppure sarò interessato da “sindrome nostalgica” legata all’avanzare dell’età, ma io continuo ad augurarmi che le due realtà rimangano distinte. E voi?

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