sabato 23 luglio 2011

Anteprima - KingBrick

Scritto da Fabio (Pinco11)

Veloce presentazione oggi per un titolo autoprodotto che viene dal Regno Unito e che si è distinto alla recente UK Expo risultando premiato come miglior gioco per famiglie: si tratta di KingBrick, ideato da Oliver Sibthorpe, titolo per due giocatori, che propone ai partecipanti sfide a colpo di tocco di dito. Il successo colto da questo prodotto semisconosciuto dimostra come vi sia sempre spazio per le idee, anche semplici, e sempre dietro l'angolo la possibilità, per i giovani ricchi di inventiva, di essere notati.


Il fulcro del gioco è presto descritto dicendo che il set base di componenti comprende 17 dadi di plastica, divisi in tre diversi tipi di dado (differenziati per le figure su di essi, non per le dimensioni), per ciascun giocatore, quindi un set viene in blu ed uno in rosso. I dadi sono di plastica e sono vuoti all'interno, in modo tale da essere sufficientemente leggeri da essere utilizzabili nel modo richiesto dal gioco. C'è poi un piano di gioco che nulla è di più di un tabellone diviso a metà, a raffigurare il confine ideale tra i due reami, con nella zona prossima a ciascuno dei due lati corti un rettangolo, disegnato a rappresentare il castello avversario. I dadi sono divisi, come dicevo in categorie, ossia ci sono le guardie, i campioni ed il re, eliminato il quale si vince la partita: sono poi disponibli alcune unità addizionali (a seconda del tipo di pacchetto che si acquista) con abilità particolari.
Quanto alle regole l'idea è quella che si gioca muovendo a turno uno dei propri pezzi, che è colpito con il proprio dito: qui non siamo nel campo delle finezze come nel Subbuteo, dove si usa un solo dito per colpire, in quanto è prevista la possibilità di sfruttare anche il pollice per dare forza al colpo. Lo scopo del gioco è quello di buttare fuori dal campo di gioco il re avversario ed ogni volta che un pezzo finisce fuori dal tabellone (sia perchè tiratovi direttamente, sia perchè colpito) è eliminato. Quanto alle particolarità ogni pezzo ha un numero fisso di facce con il sorriso, mentre le altre raffigurano una faccia triste: se il pezzo finisce nel campo avversario mostrando la faccia triste vuol dire che è stato catturato ed è eliminato, se invece la faccia è felice, rientrerà a fine turno nel suo castello di partenza. Altri pezzi possiedono caratteristiche speciali, quali quella di soffermarsi nella metà campo avversaria (ninja) o uccidere unità nemiche nel castello (assassino).

 Impressioni

Si tratta di un gioco semplice, le cui dinamiche paiono il frutto di un'ora di gioco a scuola durante la lezione di filosofia o matematica, visto che anche idealmente i due banchi rappresentano un'ottimo campo di gioco e disegnare con una matita un rettangolo per catsello è cosa da un minuto, per cui l'idea di partenza è sicuramente semplice e qualcosa alla quale un pò tutti abbiamo (forse) pensato durante gli anni di 'studi'. Da qui però l'autore ha compiuto un passo ulteriore, ideando un piccolo ed intelligente sistema di gioco, prima scegliendo dei pezzi di tipo facilmente reperibile, come i dadi, e poi imprimendovi sopra delle facce stilizzate, inserendo l'idea di un diverso effetto a seconda della faccia mostrata, così come di diverse 'abilità' per tipo di dado che va a comporre il proprio esercito. In questa logica così, per esempio, ci sono dadi 'guardia' che hanno 4 facce tristi su sei (quindi da non usare per attaccare), mentre i campioni ne hanno 5 'felici' su sei. Partendo da lì l'aumentare il numero di categorie di dadi ha rappresentato un completamento dell'idea, nella logica di un prodotto completo.

Kingbrick si presenta quindi come un gioco di abilità semplice ed immediato, che può facilmente far riscoprire il bambino che è in noi, oppure direttamente far divertire i bambini che gironzolano per le nostre case. Facile da imparare, presenta comunque qualche regoletta tale da renderlo non banale e sicuramente, se tirato fuori in una serata tra amici, può regalare più di qualche sorriso: come nel Subbuteo poi è possibile diventare virtuosi del colpo a punta di dito, imprimendo, come si può vedere in alcuni video sul sito della casa traiettorie ad effetto di vario tipo.

Il gioco è un autoprodotto, per cui non è disponibile nei normali circuiti di vendita, ma solo sul sito della casa (o meglio dell'autore), al prezzo di 25 sterline, il tutto con una dedica speciale alle nostre ore di attenta sequela delle lezioni a scuola ... Per completare la descrizione eccovi, sotto, uno dei video realizzati dall'autore ..
-- Le immagini sono tratte dal manuale o dal sito dell'autore, Oliver Sibthorpe al quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

5 commenti:

  1. bell'articolo, sono sempre interessato ai dexterity. ciao

    RispondiElimina
  2. sono rientrato poco fa. torno a seguirvi quotidianamente... olè!

    RispondiElimina
  3. Bentornato ! Per altro nelle statistiche ho notato un 'picco' di visitatori dall'India, che credo sia attribuibile a te ;)

    RispondiElimina
  4. scopro questo gioco dopo tempo - 2013- sembra interessante, chissa se ne fanno una versione commerciale.....

    RispondiElimina