venerdì 15 luglio 2011

Anteprima - The secret of Monte Cristo

scritto da Pinco 11 (Fabio)


Quando, qualche tempo fa, ho visto le prime notizie legate all'uscita di The secret of Monte Cristo (titolo per 2-4 giocatori, tempo stimato per partita 60 minuti, ideato dalla coppia Chevalier - Urbon), la prima cosa che mi incuriosì fu senza dubbio la presenza, tra i componenti di gioco, di biglie colorate, cosa che fa tanto deja vu dell'infanzia e che spiega un indubbio appeal. 
 Se a questo aggiungiamo che il manuale del gioco consta di sole quattro pagine naturale è per me diventato, non appena ne è divenuta disponibile la versione inglese del manuale sul sito della americana Z-Man, pensare di approfondire il discorso.
Il titolo, che propone dinamiche legate alla gestione di omini ed alle maggioranze, mette i giocatori nei panni di ipotetici avventurieri alla caccia dei tesori nascosti nell'isola citata da Dumas nel romanzo dal quale il prodotto mutua il suo nome e, come vedremo, utilizza le mitiche biglie per gestire l'ordine di gioco.


Ma quante belle biglie !

Come al solito due parole sulla componentistica. Classicamente è presente un tabellone di gioco, illustrato dal professionista Michael Menzel, il quale raffigura al suo interno 10 diverse aree, nelle quali i giocatori potranno collocare i propri trippoli - avventuriero: sei di esse sono teorici dungeon nei quali sono nascosti ipotetici tesori, mentre quattro attribuiscono bonus immediati ai giocatori che le occupano. 
36 sono gli omini (9 per ogni colore), 30 le carte 'rifornimento' (le quali raffigurano il numero di omini che di volta in volta approdano sull'isola e sono quindi collocabili), 30 i token (ossia tesserine) che rappresentano i tesori dei vari tipi: a tutto ciò si aggiungono vari altri segnalini, nonchè le famose 20 biglie, divise nei quattro colori dei giocatori, destinate ad essere collocate in una sorta di piccolo scivolo di cartone che si assembla con il materiale fornito.

Il tabellone. Gli spicchi colorati e numerati sono i tesori; in alto le 4 aree bonus ..

Come si diventa ricchi rubando tesori

Il regolamento, come accennavo, è piuttosto semplice. L'idea è che all'inizio del gioco si collochino in modo casuale le biglie (4 per giocatore) andando ad occupare le 4 scanalature presenti nell'action slide ossia nello scivolo di cartone ed il loro ordine andrà di volta in volta a stabilire chi tra i giocatori compirà ciascuna delle 4 azioni che hanno luogo all'interno di ogni turno.
Le azioni sono: 1) rifornimento: il giocatore che ha la sua biglia più in basso nella prima colonna dello scivolo pesca tante carte quante sono i giocatori e ne tiene una, attribuendo poi una carta residua a ciascuno degli altri. Le carte consentono di avere a disposizione trippoli da piazzare e di prelevare, in seguito, tesori dai dungeon ; 2) avventurieri: il giocatore che ha la sua biglia in basso nella seconda colonna può collocare fino a 3 trippoli avventuriero sul tabellone ottenendo, in caso, il bonus corrispondente (solo un omino può essere messo nelle aree bonus per turno) ; 3) tessere tesoro: il giocatore attivo (il primo nella terza colonna dello scivolo) pesca tre tokens e li piazza in tre dungeons a sua scelta (uno per dungeon) ; 4) riposizionamento: il giocatore attivo può muovere una delle sue biglie più avanti di uno o due spazi e può variare il valore di mercato di due tesori.
Ogni volta che un'azione è compiuta la biglia di riferimento del giocatore attivo è spostata per ultima da lui in una delle altre tre colonne. Quando in un dungeon ci sono almeno 4 tesori, ha luogo una fase di punteggio, con attribuzione dei tesori a chi ha la maggioranza dei trippoli in ogni dungeon : poichè però per ogni tesoro che si prende è necessario scartare anche carte del colore corrispondente (nell'immagine a lato la prima carta consente di portarsi via due tesori rossi, la seconda tre blu e l'ultima uno giallo: esse avevano permesso, nella precedente fase di gioco, di mettere in campo rispettivamente 2, 1 e 3 trippoli avventuriero), è possibile che anche gli altri giocatori possano prendere qualcosa .. Attribuiti i tesori i trippoli di chi li ottiene sono rimossi e si attribuiscono punti sulla base del valore 'di mercato' dei tesori ottenuti: chi arriva per primo a 40 punti fa scattare la fine del gioco.

Impressioni

L'aspetto di maggiore attrattiva del gioco è rappresentato senza dubbio dalla sua estetica: l'idea dello scivolo, per quanto non del tutto innovativa (la avevo vista, seppure con una sola 'fila', in Darjeeling, e mi aveva da sola motivato all'acquisto), unita all'uso di apposite biglie colorate sicuramente è cosa che attira l'attenzione. A ciò aggiungiamo un tabellone illustrato da Menzel, che in questo periodo è uno degli illustratori più ispirati, ottenendo quindi un prodotto che sotto il profilo del packaging è davvero interessante.

L'attinenza delle dinamiche di gioco al tema prescelto si rivela invece scarsa in quanto il riferimento al romanzo è occasionale e rappresenta più che altro lo spunto per il tema grafico sullo sfondo. Le dinamiche di maggioranze ed il continuo inserimento di molteplici omini per giocatore, oltre che il continuo variare del prezzo di mercato dei tesori (che muta indipendentemente dalla loro vendita) risultano slegati dal contesto, per cui direi che l'ambientazione è qui utile principalmente come elemento abbellitivo.

Passando alle dinamiche di gioco direi che Monte Cristo si propone come un gioco semplice ed adatto di fatto a tutti, anche in virtù di un regolamento pulito e sintetico. Chiaramente, come tutti gli euro games moderni, c'è dietro sempre la possibilità di riflettere, giocando qui principalmente sull'ordine di gioco, meccanica che sembra connotare lo sviluppo della partita in modo più significativo: le famose biglie diventano quindi a loro volta un pretesto, nella logica ancora di un'idea valida per l'estetica, visto che il medesimo risultato che si ottiene con loro poteva essere raggiunto sostituendole con cubetti piazzati in una griglia. 
Quanto alla profondità direi comunque che non siamo certo davanti ad un brain burning e che la dea bendata la sua parte sicuramente la ha, sia sotto forma di pesca delle carte, sia della estrazione dei tokens tesoro. La scalabilità, ragionevolmente, come in tutti i titoli che girano sul concetto di maggioranze, dovrebbe rendere meno appetibile la sfida per due giocatori.
Quanto alla dipendenza dala lingua non mi risultano presenti scritte nel gioco per cui, comprese le regole (in inglese, francese o tedesco), sarete in grado di proporlo a tutti.

In definitiva le sensazioni che restituisce questo Monte Cristo sono di essere un gioco semplice ed adatto per un pubblico familiare: la cura nella grafica e componentistica lo rendono un potenziale titolo da proporre a giocatori occasionali, i quali rimarranno sicuramente attratti (se dentro di loro sono bambini come chi scrive) dalle biglie (roooootolano ... beeeellle!!!), che dovrete togliere loro di mano per poter giocare regolarmente. Come sfida, contenuti e longevità non lo definirei invece come memorabile nè troppo profondo, ma per i il prezzo al quale è proposto (sul negozio online di Egyp.it è in offerta a 29,90!) euro può essere comunque tentatore, mescolando con mestiere dinamiche conosciute...

-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco, da BGG (postata da Anthony Hemme)  o dal sito della casa produttrice (asmodee, Eggerspiele, Z-man) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

1 commento:

  1. Non è presente il manuale in ITA neanche sulla Tana...peccato

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