domenica 31 luglio 2011

Recensione - Origo

Recenzione di Origo (retrospettiva Kramer), scritta da polloviparo

Origo è un gioco del “maestro” Wolfgang Kramer pubblicato nel 2007 dalla Parker Spiele, è per 2-5 giocatori ed una partita richiede circa 60 minuti per essere portata a termine. Le meccaniche sono quelle di influenza e controllo del territorio, molto care all’autore (ricordo che stiamo parlando di un Kramer) e sembra proporre molte similitudini con il vecchio “Captain future” (dello stesso autore) uscito nel 1980, anche se alcuni giocatori lo hanno invece paragonato ad una versione semplificata di “Wild life” (sempre dello stesso autore).
L’illustrazione sulla confezione ci racconta quello che è il tema del gioco e, purtroppo, è l’unica cosa a farlo, visto che, per quanto vedendo i guerrieri armati di scudo e lancia già possiate pregustare ipotetici scontri epici, sappiate che il gioco è estremamente astratto: non presenta praticamente illustrazioni e sulla  plancia di gioco è rappresentata un Europa particolarmente  “stilizzata”. Al posto dei cubetti troviamo degli scudi in cinque diversi colori, di tonalità piuttosto spente ed in alcuni casi anche vicine fra loro.

Come si gioca ?
Le meccaniche di piazzamento, si avvalgono di un sistema “card-driven”. Ogni giocatore dispone infatti di una mano di 10 carte che permettono di giocare i propri 'scudi' in cinque modi possibili.
Va premesso che la plancia presenta un sistema di assi cartesiani, con colonne sono contraddistinte da un numero e le righe da una lettera: alcune carte non fanno altro che indicare una data riga o una data colonna, permettendomi di aggiungere uno scudo rispettivamente sulla riga o sulla colonna corrispondente, altre mi permettono di giocare uno scudo in posizione adiacente ad uno scudo precedentemente posizionato, altre ancora di giocare in uno spazio a mia scelta di una specifica nazione.
Le carte raffiguranti un vascello (ah già, un’altra illustrazione c’è dopotutto… ;) ) mi permetteranno di aggiungere uno scudo ad uno spazio di mare.

Ogni giocatore nel proprio turno dispone di quattro azioni che può compiere nell’ordine che preferisce, le quali vanno dal piazzare un nuovo scudo sulla plancia (spread up), all’attaccare uno scudo appartenente ad un altro giocatore (attack), al muovere uno scudo su un altro spazio (migrate) allo spostare gli scudi che occupano gli spazi di mare (sail).
Le prime due azioni possono essere svolte due volte, con una limitazione, ossia se decido di aggiungere due scudi non potrò compiere battaglie, mentre se intraprendo due attacchi non potrò aggiungere scudi. Il movimento permette ad uno scudo di spostarsi in uno spazio libero adiacente, con la possibilità di scavalcare i propri scudi adiacenti.
Con l’azione “sail” posso spostare tutti gli scudi che occupano uno spazio di mare su uno spazio libero adiacente (di terra o di mare) mantenendo la possibilità di “scavalcare” i propri scudi. Ogni volta che piazzo tre o più scudi adiacenti fra loro ortogonalmente genero un clan.

Vediamo come si calcolano i punti.

Ogni volta che una nazione è completamente riempita, il giocatore che ha occupato l’ultimo spazio ottiene punti. Ogni 4 round tutte le nazioni vengono conteggiate sulla base delle maggioranze (con un sistema simile a quello di El Grande). I Clans assegnano punti a seconda della loro estensione ed infine si conteggiano gli scudi presenti sugli spazi di mare (1 punto per ogni scudo, più 1 / 2 punti sulla base di chi ne possiede maggiormente.)
Fintanto che le nazioni (al pare dei mari) non sono “riempite” non possono essere attaccate. Gli attacchi si svolgono in modo molto semplice. L’attaccante deve giocare una o più carte che gli permetterebbero di aggiungere uno scudo nella posizione desiderata (occupata da un altro giocatore).
Il difensore può fare altrettanto. Ogni carta vale 2 punti. A queste, ognuno dei giocatori coinvolti, somma gli scudi presenti sulla plancia di gioco, adiacenti ortogonalmente a quella posizione. Ogni scudo aggiunge un valore di 1. Chi ottiene il punteggio maggiore guadagna la posizione.

Considerazioni personali

Mi limiterei ad una singola considerazione, ossia: “non tutte le ciambelle escono col buco”. Generalmente apprezzo molto i titoli di questo autore, ma non nego che Origo mi abbia lasciato qualche perplessità.
Le carte a disposizione sono in quantità sufficiente da garantire sempre un buon “ventaglio” di mosse possibili, tuttavia il sistema adottato non mi ha particolarmente entusiasmato: nell’arco della partita le battaglie tendono a essere piuttosto ridotte come numero, mentre ci si concentra maggiormente sul riempire tutti gli spazi disponibili. La grafica, anzi la “non grafica” poi non aiuta e, per quanto io non abbia particolari problemi con i giochi astratti e non pretenda certo delle miniature, gli scudi sono davvero “bruttini”. Le carte poi sono molto sottili e la stessa scatola non da una sensazione di robustezza, per cui i materiali concorrono a loro volta nel penalizzare un po’ questa produzione, tanto da farmi pensare che sotto l'aspetto della componentistica concorra ad essere il gioco più deludente da me acquistato  e lo stesso stile adottato per l’illustrazione della plancia non mi piace.
Le meccaniche non presentano nulla di nuovo e a mio avviso sono presenti sul mercato mille altri titoli che le utilizzano in modo migliore: non sono solito esprimere giudizi numerici, ma in questo caso diciamo che il titolo raggiunge a stento la sufficienza e nulla più.

Una curiosità

Stranamente un altro gioco dello stesso anno “Oregon” di Henrik Berg e Åse Berg, presenta meccaniche molto simili. Sebbene non sia un gioco di maggioranze e controllo del territorio, troviamo un sistema di piazzamento card-driven basato su un sistema di cordinate cartesiane e gruppi di tre omini adiacenti ortogonalmente generano dei “clans” che assegnano punti. Che ci troviamo d’innanzi ad un caso di spionaggio industriale ?
La versione digitale su BSW
Al di là degli scherzi, se proprio devo giocare ad un gioco di maggioranze di Kramer, continuo a preferire quello che reputo il suo capolavoro assoluto: “El Grande” punto e a capo. Per chi fosse interessato comunque segnalo che ve ne è stata disponibile (ora non la vedo più online) una versione online sul sito di gioco online BSW e che il gioco è praticamente indipendente dalla lingua, per quanto non vi siano traduzioni ufficiali delle regole dal tedesco (ne trovate comunque una amatoriale in inglese su BGG).

-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco,da BGG (postate da Giacomo Mangiarano, Snooze Fest, Jakub Marek, Tom Verdonk, Rober boonman) o dal sito della casa produttrice (Parker) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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