lunedì 5 settembre 2011

Anteprima - Singapore

scritto da Fabio (Pinco11)

La White Goblin Games è un editore olandese che negli ultimi anni sta raccogliendo alcuni buoni successi, presentando ad ogni Essen diversi titoli capaci di attrarre le attenzioni degli appassionati. Tra i loro recenti prodotti ricordo il Noremberc dello scorso anno, del quale pare essere in arrivo quest'anno una edizione inglese, nonchè Rattus e Carson City ed anche per il 2011 pare che la rassegna dello Spiel vedrà presentati diversi nuovi prodotti, tra i quali il titolo del quale ci occupiamo oggi, ossia Singapore, ideato da Peer Sylvester (autore non notissimo, ma creatore di, tra gli altri, di Koig von Siam, Discover India e Filipino Fruit Market), per 3-4 giocatori, tempo medio per partita 90 minuti, indipendente dalla lingua.
Si tratta di un gioco che mescola meccanismi di piazzamento tessere con altri, assai leggeri, di carattere gestionale (spicciolo), il quale appare, nel complesso, adatto ad un pubblico ampio.


Con cosa procediamo a costruire la città di Singapore

Idealmente i partecipanti ricoprono il ruolo di altrettanti imprenditori che hanno ricevuto dalla Compagnia delle Indie la proprietà di alcuni lotti di terreno, impegnandosi ad urbanizzarli, traendo da ciò profitto ed edificando nel contempo la futura città di Singapore. Tra le attività svolte, naturalmente, ci sarà la possibilità di dedicarsi anche a qualcosa di illecito, come il commercio di oppio od il contrabbando ...


Nella scatola troveremo 7 schede territorio, 6 da sei terreni e quella di partenza da 8 terreni: le schede, le quali sono assemblate ad inizio partita per formare la mappa sulla quale si svolgerà il match, contengono solo una indicazione del costo di costruzione e raffigurano una griglia quadrettata. Vi sono quindi 42 tessere edificio, divise in tre gruppi (per avere un ordine di uscita), le quali raffigurano i vari edifici e contengono al loro centro un disegnino esplicativo del loro effetto.
Completano la dotazione una manata di cubetti (20 per ciascuno dei 4 colori), 56 bandierine colorate (14 per colore) per identificare la proprietà degli edifici, 2 trippoli omino per giocatore, un set di monete, un sacchetto di tela con dentro 16 gettoni neri e due bianchi (da utilizzare per i raid della polizia), quattro schermi giocatore ed una traccia segnapunti.

.. come si diventa ricchi commerciando oppio, con il mercato nero e ... anche con alcuni affari perfettamente legali ..

L'idea di base del gioco è davvero semplicissima, tanto che le regole stanno in due o tre pagine, mentre il resto delle sei pagine del manuale (qui lo trovate in inglese) è occupato dalla descrizione delle tessere edificio.
In pratica ad ogni turno il giocatore più indietro nei punti assume il ruolo di Sir Stamford Raffles e stabilisce in quali terreni ciascuno dei giocatori piazzerà in quel turno un edificio (la cosa è importante anche perchè ogni casella ha un costo di costruzione diverso), quindi sono rivelate tessere edificio in numero pari ai giocatori più uno. 
Ogni giocatore a quel punto dovrà scegliere un edificio tra quelli disponibili, pagare il costo per piazzarlo nella casella prefissata da Sir Raffles e quindi eseguire il proprio turno, che consiste nel muovere il proprio segnalino lavoratore fino a tre caselle, eseguendo nel farlo fino a tre azioni (una al massimo per ogni edificio visitato). Tra le azioni disponibili vi è il prendere cubetti, convertirli in denaro o punti vittoria, compiere mosse speciali et similia; quando si piazza un edificio nero (collegato alla malavita) si pesca dal sacchetto un gettone  (se è nero si tiene da parte, se è bianco scatta la 'retata' della polizia e chi ha più cubetti oppio e gettoni neri paga una penalità). Nel piazzare gli edifici si collocano anche dei bastoncini 'strada', ma nel corso di ogni mossa, pagando, se ne possono costruire di nuove. Ogni volta che si utilizza un edificio di proprietà di altri, il proprietario riceve 1 Punto Vittoria. 
Il gioco finisce quando terminano gli edifici e vince ... chi ha più punti.
Costruiamo Singapore con Sir Thomas Stamford Bingley Raffles

Partendo come al solito dall'aspetto visivo devo dire che le tessere, che costituiscono il fulcro del gioco, appaiono ben disegnate dal noto Alexandre Roche, ben conosciuto agli appassionati ed i fan di Carson City o Troyes non avranno grosse difficoltà nel decifrare i simboli sulle tessere. Quanto alla mappa di gioco devo dire che non è che le tesserone bi o tri colori a griglia facciano poi una grande impressione, ma nel complesso la componentistica (salvo verifica della qualità intrinseca dei materiali) pare adeguata (anche se non al pari degli eccelsi valori raggiunti con Noremberc).

Passando alle meccaniche di gioco direi che il livello di difficoltà non emerge essere troppo elevato e l'aspetto più intrigante di Singapore sta ragionevolmente nel fatto di presentarsi come giochetto le cui regole base stanno di fatto in una pagina. La profondità un poco sembra poter risentire di ciò, nel senso che alla fine, tra giocatori esperti, la scelta dell'edificio da piazzare non farà la differenza (visto che le scelte in ogni turno sono limitate e calano con l'aumentare dei propri punti) e che quindi il grosso del gioco starà nel saper muovere il proprio trippolino in modo efficace tra un edificio e l'altro, cercando di massimizzare gli effetti che si producono. Qualche tattica già si intravede, magari cercando di mettere da parte grosse quantità di merci e denaro per giocare 'coperti' ed avere il beneficio di scegliere gli edifici nei primi turni, per poi 'sprintare' dopo, ma il fatto che il tabellone sia utilizzabile da tutti e che ad un certo punto compare anche un secondo trippolo per giocatore dovrebbe contribuire a ridurre il livello di complessità entro limiti più che accettabili anche agli occasionali. La rigiocabilità dovrebbe essere garantita dalla creazione di nuove mappe e dall'uscita casuale degli edifici, mentre è da vedere quanto le dinamiche proposte reggano in termini di longevità.
Il tabellone segnapunti: ogni volta che si passa una delle bandiere inglesi si prendono 5 sterline ..
In definitiva Singapore, già annunciato per la vendita a 36,95 euro (proposto in preordine con una miniespansione a 32,50 euro sul sito della casa), si propone come titolo incentrato sul piazzamento tessere con elementi di gestionalità adatto ad un pubblico abbastanza ampio (la presenza di numerosi edifici, tutti con effetti diversi qualche difficoltà agli assoluti neofiti la può comunque riservare). Sbarazzino e simpatico, gioca molto del suo successo sulla capacità (presunta) si attrarre i più incalliti grazie alla presenza di oltre 40 diversi effetti prodotti dagli edifici e sulla contemporanea immediatezza del regolamento, che si spiega in due balletti. Piccolo difetto è il fatto che il titolo sia adatto solo a 3 o 4 giocatori e non al gioco di coppia. 
Per chiudere direi che tutto sta a vedere se, come tutti i titoli che stanno 'a metà strada' tra due categorie (gamers ed occasionali, ma anche piazzamento tessere e gestionale), il gioco riuscirà nel dichiarato intento di costruire un 'ponte' ideale tra generi. A breve avremo comunque le desiderate risposte, riuscendo comunque Singapore a proporsi come titolo da tenere in qualche modo d'occhio ..

-- Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG (postate da Jonny de Vries, not so regular gamer ed Eric Martin) o dal sito della casa (White Goblin Games), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta --

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