venerdì 7 ottobre 2011

Il prezzo dei giochi da tavolo

scritto da polloviparo.


Una recente discussione, mi ha dato lo spunto per scrivere queste due righe.
L’argomento è l’aumento del prezzo dei giochi da tavolo.
Ultimamente stiamo assistendo ad un aumento vertiginoso dei prezzi. Se fino a qualche anno fa’ era possibile acquistare un gioco con una componentistica piuttosto ricca, rimanendo al di sotto dei 30 euro, oggi tale soglia sembra essersi spostata verso i 40 euro.
Senza parlare di alcuni giochi in edizione italiana, che toccano tranquillamente i 50 o i 60 euro.

Cosa, quest’ultima, che sembra trovare giustificazione nei volumi di vendita più contenuti rispetto ad altri paesi. Tengo a precisare che, nel trattare la cosa non ho intenzione di addentrarmi nelle motivazioni che stanno dietro al fenomeno.

Non sono a dire che ci sia necessariamente una speculazione in atto (anche se ho il sospetto che in alcuni casi sia così), che ci sia qualcuno in particolare che ne approfitta o a dare del ladro a qualcuno.Faccio questa precisazione perché poi quando si tratta questo argomento c’è sempre qualche editore o qualche negoziante che insorge sentendosi chiamato in causa. Anzi, se qualcuno di questi volesse partecipare “costruttivamente” alla discussione, fornendoci delle spiegazioni che meglio ci aiutino a comprendere le cause che determinano il fenomeno è il ben venuto.
Il mio non vuole essere puntare il dito contro nessuno, ma semplicemente mettere al centro dell’attenzione una cosa che penso non sia passata inosservata alla maggior parte dei giocatori “assidui”.
Tutti i beni aumentano di prezzo determinando come sappiamo il tasso di inflazione. Se andate a controllare nel paniere 2011 dell’Istat, vedrete che è presente la voce “giochi da tavolo”, ma la rilevazione prende in considerazione i giochi normalmente reperibili nei centri commerciali e negozi di giocattoli, quindi il solito Risiko e Monopoli che probabilmente hanno lo stesso prezzo da dieci anni (omettendo la conversione lira euro)…
In questo caso quindi l’Istat non ci può aiutare a capire quanto sono aumentati i giochi negli ultimi anni, ma i nostri portafogli sì.

Ma facciamo un paio di conti...

Se un paio di anni fa’, al massimo tre, con quaranta euro potevo essere sicuro di portarmi a casa un gioco di un autore importante dalla ricca componentistica, oggi allo stesso prezzo mi vedo proposto un gioco di carte, o un espansione dal contenuto piuttosto esiguo.
Il trend dei prezzi in aumento era già iniziato, ma il fenomeno “7 wonders” dell’anno scorso  secondo me ha contribuito a dare una bella accelerata. Il gioco ha avuto un buon successo e sicuramente ha ottenuto anche buoni volumi di vendita. Evidentemente qualcuno si sarà posto la domanda: “ma se qualcuno è disposto a spendere 40 euro per una scatola che contiene un mazzo di carte e un po’ di tokens, io che nella scatola ci metto anche una plancia e delle miniature, vuoi che non possa chiedere qualcosa di più?”


Poi si è innescata la “reazione dell’espansione”: esce un gioco carino, il prodotto vende, i geek tutti ad implorare un’espansione sui forum e ad aspettarla come il gioco definitivo che curerà la loro sete di collezionismo e l’editore che li accontenta… sì ma a caro prezzo.
Quando ho iniziato a giocare le espansioni erano un’aggiunta al gioco ideata dall’autore quando questi lo riteneva opportuno, spesso non indispensabile, venduta ad un prezzo piuttosto contenuto. Oggi spesso sono un’appendice al gioco, spesso necessaria per sistemare alcune pecche, sviluppata in alcuni casi piuttosto frettolosamente, venduta ad un prezzo di poco inferiore a quella del gioco completo.
Per portare qualche esempio quando uscì l’espansione dei Pilastri della terra, ricordo che la pagai 13 euro (in Germania), oggi vedo l’espansione di Shogun della Queen games proposta a 40 euro. E non parliamo di decenni di differenza, capite che le proporzioni  sono un po’ andate a farsi benedire…
Proprio sulla Queen Games vorrei aprire una parentesi, i titolari di due noti store online tedeschi dai quali acquisto abitualmente, mi hanno detto che avrebbero smesso di trattare i prodotti della “casa della regina”, a causa dell’aumento spropositato dei prezzi. Ma vi rendete conto? E’ addirittura il venditore che si mette in prima linea e dice: “Ehi amico, così il prezzo è troppo alto, se vuoi vendere il tuo prodotto vai da un’altra parte”. Ed effettivamente per oltre un anno non ho più visto prodotti Queen in quei due negozi.
Sospetto che la cosa sia stata dettata, non solo dal buon cuore, ma anche da un ritocco ai margini, ma è quantomeno significativo.
Così in un momento di recessione e crisi mondiale, in cui assistiamo ad una contrazione del mercato ed una diminuzione dei consumi, quale soluzione migliore se non aumentare i prezzi?
Non parliamo certo di beni di prima necessità e quindi qualcuno sicuramente dirà: “se la cosa non ti sta bene, puoi sempre lasciare la roba lì dov’è”.
Il discorso non fa una piega, anche se si potrebbero citare almeno un paio di aforismi: “La conquista del superfluo dà un'eccitazione spirituale più grande che la conquista del necessario. L'uomo è una creazione del desiderio, non del bisogno” Gaston Bachelard; “L'inutile e il superfluo sono più indispensabili all'uomo del necessario”. René Barjavel, certo però dispiace.
Dispiace, anche perché quando tenti di avvicinare qualcuno al mondo dei giochi da tavolo, gli fai provare qualcosa e riesci a suscitare l’interesse tanto da vederti chiedere quanto costa quel gioco a cui si è appena giocato, poi è triste vedere smorzato quell’entusiasmo sul nascere, dopo aver risposto “60 euro”…
Quello che scoccia, almeno a me personalmente, è poi sentir dire che i giochi sono un fenomeno di nicchia ed i prezzi sono alti perché ad un possibile basso volume di vendite corrisponde un più alto rischio imprenditoriale.
Comprensibile certo, ma l’aumento dei prezzi non aiuta sicuramente. Anzi se il trend continua ad essere questo altro che fenomeno di nicchia, diventerà un bene esclusivo per pochi facoltosi.

Tiriamo due somme.

Così si è costretti a tagliare e si prima con un importo si compravano 5 giochi, l’anno scorso se ne compravano 4, quest’anno 3 e probabilmente l’anno prossimo 2.Sì perché purtroppo non disponendo di budget infinito, non è che poi uno possa assorbirsi tutti i rincari e mantenere inalterato il numero dei giochi.

Ad Essen sono presentati sempre più giochi (quest’anno mi sembra si parli di 500 giochi) e le wish list sono sempre più corte.
Purtroppo da appassionati (e mi ci metto anch’io), spesso siamo spinti da compulsione da acquisto e siamo disposti a passare sopra a determinate cose, fra cui un prezzo eccessivamente alto rispetto a quanto realmente offerto.
Inutile dire che fino a quando non saremo noi i primi a ribellarci, riducendo drasticamente gli acquisti, la “corda rischia di essere tesa ulteriormente”.

E sebbene oggi vedo gente disposta a motivare 40 euro per una scatola contenente poche miniature ed una manciata di tokens, sono convinto che la corda, come tutte le cose, abbia un punto di rottura e sia destinata a spezzarsi prima o poi.
Un’altra considerazione, un processo analogo, si è verificato nel mondo dei videogames.
Questi a dir la verità hanno sempre avuto un prezzo piuttosto elevato in rapporto al periodo, ma  hanno subito una forte impennata negli ultimi tempi dovuta alla dilatazione dei tempi necessari per sviluppare un gioco odierno.
I videogames sono stati sdoganati da fenomeno di nicchia e sono passati a fenomeno di massa grazie alla pirateria, anche se è antipatico dirlo. La diffusione ha preso piede quando i giochi sono diventati disponibili ad un prezzo “popolare”.Oggi invece, la rete di vendita del videogame originale, ci propone anche vendita dell’usato. Ora parlare di pirateria per i giochi da tavolo pare un po’ improbabile, anche se sono convinto che se la cosa prendesse particolarmente piede, dall’oriente saprebbero stupirci, ma quantomeno la diffusione di un mercato dell’usato è ipotizzabile.
Oggi la cosa è relegata a scambi fra utenti, annunci sui forum o ad un’offerta piuttosto limitata in alcuni store online, ma un domani magari saranno gli stessi negozi sotto casa ad avere un reparto “usato”, chi lo sa?

Qualche considerazione finale.

Per concludere, non so voi, ma io ho una “soglia di accettabilità” per il prezzo di ogni bene materiale (non indispensabile ovviamente) che se superata mi causa un rifiuto verso l’oggetto. Bene, oggi sono ad augurarmi che quella soglia non venga raggiunta anche per i giochi da tavolo, perché dispiacerebbe avere un rigetto per un hobby che oggi mi appassiona tanto. Sicuramente io sono una goccia in mezzo al mare e se io smettessi di acquistare giochi laddove milioni di altre persone lo facessero poco importerebbe, ma io sarei quantomeno in pace con la mia coscienza.

Concludo dicendo che qualcuno che ha dimostrato una certa sensibilità alla cosa fortunatamente c’è. Mi è capitato di vedere recentemente alcuni editori / distributori anche italiani, che hanno cercato di mantenere piuttosto contenuto il prezzo dei nuovi giochi immessi sul mercato, offrendo anche delle ulteriori scontistiche in caso di prevendita.
Non faccio nomi, per non rischiare di dimenticare qualcuno facendo un torto, ma sono convinto che i gamers, sappiano riconoscere a chi possa essere ricondotto questo merito.
Ringraziando quindi quanti impegnati nella causa, vi passo la parola, fate sentire la vostra voce, sia essa di indignazione per i prezzi odierni, sia essa per ribattere quanto scritto!


-- Le immagini sono tratte dal sito del sito di Boardgame geek,  I materiali di gioco appartengono a Jamaica, Power grid, Monopoly ed Acquire. Tutti i diritti sui giochi appartengono alle rispettive case editrici ed autori. Le immagini sono state riprodotte a corredo dell'articolo pur non avendo nessuna attinenza con il contenuto dello stesso. --

26 commenti:

  1. Concordo pienamente con il tuo articolo. Ti faccio solo un esempio. Correva l'anno 2005 e, appassionato di Memoir44, mfassio il preorder delle prime due espansioni (Terrain Pack e Eastern Front) perchè a chi preordina quei due prodotti la DOW offre gratuitamente la mappa deserto/neve. Costo finale spedizione compresa (!): 49,90 euro. Oggi se volessi ripetere l'exploit dovrei pagare intorno agli 81,80 euro. Adesso hanno annunciato l'uscita del campaign book n.2, un libro di 128 pagine venduto a 30 euro più 9,80 di spedizione. Mi sono fermato un secondo e adesso sto meditando di dare un taglio definitivo alle espansioni in generale. Potrei continuare facendo altri esempi. Junta, il famoso gioco dei colpi di stato: com'è che negli USA si trova anche a meno di 20 dollari (ca 15 euro) e in Italia il prezzo di listino tocca i 49,90 euro?

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  2. Un'analisi approfondita e interessante.
    Personalmente do una valutazione ambivalente del fenomeno delle espansioni. Da un lato aumenta la longevità dei titoli, porta alla creazione di un "sistema" più che di un regolamento singolo, aumenta il valore ludico del gioco originario. Dall'altro però porta ad una "stratificazione" di regole aggiuntive, aumenta la soglia di apprendimento scoraggiando i neofiti, obbedisce spesso a logiche puramente commerciali. Due esempi su tutti: Battlestar Galactica e Battles of Westeros.
    E proprio la FFG mi porta ad una seconda considerazione. Per quale motivo sono le case editrici MAGGIORI (che in teoria dovrebbero avere un maggiore flusso di vendite e quindi permettersi di diminuire i prezzi per incrementare i ricavi) ad applicare politiche di prezzamento particolarmente punitive per i giocatori? Forse fanno il ragionamento che dicevi "Questo titolo lo attendono in migliaia, tanto vale che li spremiamo quanto più possibile". Il tutto, ovviamente, lasciando da parte il fenomeno GW, che ha avuto negli anni un andamento dei prezzi francamente OSCENO.
    Eppure oggi noi giocatori - e io stesso - non battiamo ciglio quando ci vengono chiesti 80-90 euro per il "giocone" o le miniature che attendiamo da mesi e mesi.

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  3. Anonimo: Lasciamo perdere poi il discorso - quello sì disonesto - delle magiche conversioni 1:1 per il dollaro e 1:2 per la sterlina che paiono andare per la maggiore nei nostri siti. Acquistando all'estero il problema si compensa, ma solo in parte.

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  4. @ SInclair: aggiungi poi che se compri dagli USA poi alla dogana devi pagare la differenza.... Trovo interessante invece lo sforzo della Eggertspiele di vendere alcuni titoli a prezzi modesti (cfr. Pergamon, Principato, Santiago de Cuba) con scatole contenute anche nelle dimensioni.

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  5. Fa piacere constatare che non sono "una voce fuori dal coro". ;)

    Quello dell'aumento dei prezzi sta diventando una vera spina nel fianco e secondo me, è giusto che noi giocatori facciamo SENTIRE LA NOSTRA VOCE!!!

    @Anonimo se come scrivi un dato acquisto nel 2005 ti costava circa 50 euro e oggi lo stesso acquisto richiede circa 80 euro, direi che sia abbastanza significativo.
    Parliamo di un aumento del 60% in meno di sei anni.
    Poi quando senti parlare di inflazione ti dicono che è del 2%...

    @Sinclair, grazie dei complimenti. Sì l'aumento del costo delle espansioni, oggi è a mio avviso la massima espressione dell'aumento del prezzo dei giochi.
    Visto che citi Battle of westeros posso dirti questo: io posseggo Battlelore. Il set base l’ho pagato 60 euro. Le espansioni si trovavano sui 19-25 euro (tralasciando alcune più costose). Battle of Westeros che contiene meno miniature e ti devi pure incollare le basette da solo è stato proposto a 79 euro. Le espansioni sono state proposte fra i 30 ed i 40 euro.
    Risultato, anche se sono un grande fan di Martin, BoW è rimasto sullo scaffale.

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  6. Ragazzi, siamo in Italia, se non sono ladri i nostri negozi chi dovrebbe esserlo?
    Diciamo che qui non c'è solo un problema di aumento dei prezzi, c'è anche un problema più profondo del sistema economico italiano. Moltissime cose in Italia costano di più e senza nessun vero motivo (quindi non parlo della benzina che ha super tasse comprese nel prezzo). I giochi da tavolo non fanno eccezione. E dubito sia solo una questione di volumi. Ci sono negozi online che sono spudoratamente LADRI! Imperial lo paghi anche 15 euro di più che in Germania. Ma che ha quello che compro dal sito italiano? Le pedine d'oro? 15 euro su un totale di 45 sono TANTI! E non stiamo parlando di un gioco che è stato tradotto, che quindi può avere la scusa (perché sono convinto che nella maggior parte dei casi sia una scusa, soprattutto quando si tratta solo di tradurre il regolamento) del sovrapprezzo per la traduzione. Altro caso eclatante è Stone Age: versione tedesca sui 30 euro, versione italiano sui 45...e che cavolo! Ma quanto costa sta tradzione (fatta anche male) del regolamento? Mi imparo il tedesco e le faccio io, così divento ricco! Qui è palese che, la nostra italianità, ci porta a sfruttare qualsiasi scusa per aumentare il prezzo del 50%! Lo abbiamo fatto col passaggio lira-euro, con l'aumento dell'iva dell'1% e lo facciamo anche con il passaggio da tedesco a italiano.
    E questo è molto, molto triste.

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  7. E' anche vero che vi sono delle linee in controtendenza.
    Nel mondo dei wargames tridimensionali, la diffusione dei kit multicomponente in plastica rigida ha fatto diminuire verticalmente i prezzi rispetto a quando buona parte dell'esercito e dei pezzi speciali erano in metallo (Mantic Games e Warlord ci stanno praticamente vivendo). Altre realtà, come Ganesha Games, stanno offrendo regolamenti in PDF a basso costo, usufruibili con un limitato numero di miniature.
    Tuttavia, il grosso del mercato ludico soffre comunque di un aumento generale dei prezzi...
    Come in altri campi, il prezzo non è più determinato dall'incontro tra la curva della domanda e quella dell'offerta, bensì da una manipolazione della curva della domanda, mediante campagne di anteprime ad effetto, utilizzo indiscriminato dell'appeal delle licenze e di nomi famosi (vedi Westeros, che di Battlelore non ha quasi nulla, ma che viene venduto come gioco di quella serie), investimento su componentistica ad effetto tanto da rendere ormai più sfumati i contorni tra boardgame e gioco tridimensionale.

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  8. articolo molto ben costruito, di cui conoscevo già i contenuti, avendo avuto a più riprese modo di parlarne a voce col buon pollo.
    Proprio per i motivi di questo articolo e avendo avuto anche io la spiacevole sensazione di spremitura, ho dato vita al sito www.noleggiocare.it che permette il noleggio dei giochi in scatola, così da cercare di permetter agli appassionati di giocare atitoli nuovi e dive4rsi senza dover accendere un mutuo.
    Vorrei portare anche un esempio illuminante.
    Ovviamente noi abbiamo una convenzione con un grossista per l'acquisto dei giochi in scatola, che ci permette di avere prezzi molto scontati. Però, e qui è l'aspetto allucinante, è capitato in diverse occasioni che il nostro prezzo di acquisto fosse comunque superiore al prezzo di vendita al pubblico dello stesso titolo in Germania.
    Quali sono i motivi di tutto questo non lo so, ma sarebbe sicuramente interessante, come ha scritto pollo, avere qualche editore che in modo trasparente e onesto ci spieghi la situazione prezzi in Italia.

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  9. Articolo molto interessante. Di mio posso dire che alcuni addetti ai lavori considerano il gioco da tavolo come un prodotto che potrebbe muoversi in controtendenza: l'ipotesi sarebbe che potendo permettersi meno spesso certi sfizi decisamente costosi (come viaggi, weekend, cene in locali lussuosi e via dicendo) la gente riscoprirebbe alcuni passatempi più modesti ma comunque destinati a una fascia relativamente affluente (sarà poi vero?) come quella dei giocatori. Io non so se crederci, sinceramente, e penso che comunque questo non giustifichi certi aumenti.

    Mi sembra invece che, complice anche la comunicazione più diffusa, si verifichino dei fenomeni di "hype" verso questi prodotti, e allora il pubblico si becca i classici meccanismi del fenomeno di moda: non importa il valore effettivo, tiri i soldi perché "non puoi" non avere il gioco del momento (così come "non puoi" non avere l'iPhone ultimo modello, e qui salutiamo la buonanima del sig. Jobs).

    Ma siccome gli aumenti sono piuttosto generalizzati, non è nemmeno questa una spiegazione soddisfacente. Ho paura che la verità sia banale: una restrizione degli acquisti costringa ad aumentare i prezzi per non andare fuori business. Sarebbe da verificare coi dati di vendita, sempre che qualcuno sia disposto a fornire dei dati reali. Comunque è una soluzione che se spinta troppo in là danneggerà l'hobby e anche i venditori stessi.

    Quanto alla differenza con l'estero, in parte si spiega col costo della spedizione e della traduzione (che talvolta è oscena, purtroppo), in parte con le leggi della domanda e dell'offerta e... dei cartelli. Nell'editoria è uguale, se leggi il libro in italiano lo paghi il doppio che in inglese, e di certi autori nella traduzione italiana il libro è tagliato in due, proposto in hardcover a prezzi mostruosi, con una decisa moltiplicazione di quanto pagherebbe un lettore che sapendo l'inglese decidesse di procurarselo online.
    Il provincialismo si paga.

    Una nota sulla pirateria: giuste le preoccupazioni di Pollviparo, secondo me. Non penso nemmeno io che ci sia oggi chi è disposto a piratare il materiale di un boardgame, non vedo quel grande business e l'idea sembra un po' buffa pensando alla complessità del tutto, fra segnalini di legno ecc... (però le miniature le imitano, a volte!), ma con il digitale si può arrivare dappertutto ed esistono dei programmi che permettono di farlo, non so quanto adeguati al multiplayer online "abusivo", ma dubito che sia cosa irrealizzabile.
    Io preferisco vedermi con gli amici per giocare a un boardgame, ma chissà, i più giovani potrebbero ribaltare certe abitudini, un giorno, e fare una brutta sorpresa ai costruttori di giochi.

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  10. Io il limite di rigetto l'ho raggiunto da tempo, ormai compro giochi o usati o scontati, non mi faccio problemi a non comprare ciò che costa troppo secondo me. Con l'usato mi sono accaparrato neuroshima hex a 20€ spedito, race for the galaxy a 15€ e yomi complete edition a 75€ spedito in 3gg. Basta saper aspettare, la pazienza è la virtù dei forti!

    Per i videogiochi basta comprare dai siti inglesi come thehut o zavvi, pure amazon, oppure giocare su pc, grazie a steam che fa grandi sconti ed ai giochi indipendenti che o costano poco di loro o finiscono nell'humble indie bundle.

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  11. Senza citare i venditori per non creare polemiche inopportune (anzi, forse non sono inopportune, ma preferirei non sollevarle qui), un gioco prodotto da italiani come Rio de la Plata costa 43 euro circa presso un venditore online del nostro paese, e sui 32 dollari e rotti presso un grosso venditore straniero. Notare anche le differenti valute. Certo poi ci sono le spese postali, magari la produzione "fisica" e la distribuzione sono in mano ai gruppi stranieri, però la differenza è grossa, e fa una certa impressione trattandosi di un gioco italiano.

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  12. Interessante articolo, personalmente non mi interrogo sulla causa dell'aumento dei prezzi.
    La domanda giusta è: quale è la soluzione?

    Alcuni giochi che costano intorno ad i 40 euro sono "bolle di cartone" enormi contenitori pieni di niente... quindi scegliere prezzo\valore, e non lasciarci condizionare dalle mode.

    Cercare e cercare ancora la convenienza, acquistare l'usato, non dover per forza comprare le ultime uscite.
    Di certo per una realtà come "giochi sul nostro tavolo" è ben più complesso.

    Sto immaginando da diverso tempo ad una linea editoriale a basso costo e subito mi viene da pensare ad Adlung Spiele, magari translato in giochi con plancia, creare uno standard "cheap" per i boardgame, non sarebbe male vero?

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  13. Sinceramente non sono interessato ai motivi che stanno dietro all'aumento dei prezzi, ma piuttosto vorrei proporre un ragionamento basato sulla mia esperienza.

    Io ho a disposizione una certa cifra all'anno da dedicare a questa mia passione. Se i prezzi aumentano vuol dire che comprerò meno giochi, ma sempre quello spenderò.

    Questo che effetti ha?

    Primo.
    Avendo la possibilità di comprare meno titoli, faccio più attenzione a quello che compro (leggendo forum, blog, recensioni, ecc) e non compro più a scatola chiusa come potevo permettermi di fare un tempo. Questo potrebbe essere visto come un bene ma certo taglia le gambe a quei giochi che magari restano un po' nell'ombra perchè non hanno troppe recensioni o commenti e di cui non ci si riesce a fare un'idea precisa.

    Secondo.
    Alcuni titoli li prendo di seconda mano. Quasi tutti i giocatori tengono con molta cura i giochi e la maggior parte di quelli che ho acquistato erano in ottime condizioni.

    Terzo.
    Alcuni titoli li prendo in inglese (solamente quelli che non hanno troppa dipendenza dalla lingua).

    Alla fine della fiera quindi, se tutti facessero come me, verrebbero venduti molti meno giochi nuovi in parte perchè a parità di disponibilità economica ci si può permettere meno acquisti ed in parte perchè parte dei soldi vengono impiegati per l'acquisto di titoli di seconda mano o in lingua inglese.

    Quindi mi chiedo: Questa politica di aumento dei prezzi coviene agli editori?

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  14. Purtroppo l'aumento dei prezzi l'ho notato anch'io, per cui acquisiti oculati e limitati.
    Certo è interessante capirne le cause, ma bisogna andare oltre, proporre nelle azioni collettive per sensibilizzare i venditori.

    Abbiamo il vantaggio come boardgamer di frequentare tutti gli stessi siti web e convention, mezzi per parlarne tra di noi e far conoscere le nostre idee ci sono.
    Allora perché non fare nomi e cognomi, redarre una lista nera dei venditori più esosi, e una lista bianca su dove comprare cosa, incentivare l'usato (di cui faccio largo uso).
    A questo proposito il sito BoardgamePrices è interessante, ma non funziona perché i venditori non aderiscono.

    Non vedo niente di scandaloso nel boicottare questo o quel distributore o pubblicizzarne un altro, anche straniero, se i compratori ne hanno dei vantaggi.

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  15. Quando ci sono questi discorsi di indignazione popolare per cose francamente inutili quando c'è ben altro di cui indignarsi in Italia e nel mondo intero mi piace sempre portare avanti il punto di vista opposto.
    Per prima cosa chiederei di non generalizzare. Personalmente ho pagato l'edizione italiana di Runewars ben meno di quella inglese (dallo stesso distributore, ovviamente) e non era certo la prima volta che succedeva.
    Poi esorto a comprare meno, giocando più a lungo gli stessi titoli. I titoli più costosi in genere richiedono anche più partite (e più lunghe) per essere sviscerati. Se poi vi siete comprati 7 wonders per quei soldi... la prossima volta non compratelo. :P
    Mi ricordo che 15 anni fa facevo decine e decine di partite allo stesso gioco senza annoiarmi. Ora faccio fatica a farne 5 perchè ce ne sono troppi anche se ne compro pochi.
    Una maggiore selezione fa solo bene. E lo dico dalla parte dei giocatori.
    Ricordatevi poi che con un gioco si gioca in tanti... e ognuna di quelle persone potrebbe comprarsene uno. Con anche solo 3 giochi a testa per 4 giocatori arrivate ad avere un gioco nuovo al mese.
    Una volta si tentava di espandere il mercato del gioco per avere tirature maggiori e costi minori. Ora abbiamo ottenuto in realtà così tanta varietà da spaesare chiunque.
    Quindi io voto per meno giochi, più profondi e condivisione estrema, fino ad arrivare alla circolazione dell'usato. Abbassiamo il PIL, lo spreco di materie prime... e magari torniamo a farci i giochi in europa lasciando perdere i container cinesi.

    Linx

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  16. Alcuni giochi potrei anche giocarli 1 sola volta nella vita... ma sono.. il mio tesssoooro. L'importante è evitare certi acquisti, passatemi il termine, fatti a cazzo di cane.
    In ogni caso mi rivedo nel discorso di "decrescita ludica" di linx e quoto. Proprio in quest'ottica immagino che sarebbe molto meglio per autori, editori e acquirenti se comprassero i giochi direttamente dalla fonte, giochi in scatola e non le scatole dei giochi.

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  17. Purtroppo entro solo ora nella discussione (il mio lavoro oggi mi ha tenuto lontano) ma mi permetto di dare la mia personale opinione, frutto anche dell'aver avuto modo di vedere come funziona il mondo ludico non solo dal lato dell'acquirente... perdonatemi sin da ora se vado sul tecnico.

    Ho visto alcuni utenti puntare il dito sui negozianti... parlando di negozi fisici io conosco 2 proprietari di altrettanti negozi fisici e vi posso dire che i margini che hanno sono risibili. Giusto per darvi i numeri reali in Italia il negoziante che vi vende un gioco a 45 euro (37+iva) lo paga, se è fortunato, 33 euro (27+iva). Stiamo quindi parlando di 10 euro (al lordo delle tasse, iva esclusa) su un gioco dal costo già rilevante. Tolte le tasse gli restano in tasca al massimo 6 euro. E considerate che se non ha dipendenti ha comunque affitto, luce, riscaldamento, telefono, ecc. da pagare prima di avere un utile.

    Se la cosa vi sembra accettabile mi permetto di farvi notare che ad esempio un negozio di vestiti che vi vende un maglione a 90 euro lo ha pagato al massimo 30 euro.. fate da voi i conti. Un gicoattolaio guadagna più con un peluche da 20 euro che con un boardgame da 45 e credetemi... vende più peluches.

    Inoltre purtroppo anche a livello di distribuzione/produzione la quantità venduta di un prodotto è fondamentale: e purtroppo IL NOSTRO E' UN HOBBY DI NICCHIA, inutile far finta che non lo sia. Forse non lo sapete che un gioco insignito dello Spiel des jhares normalmente vende circa 300.000 copie in Germania... l'edizione italiana di questi grandi titoli di rado superano le 5.000 copie in Italia. L'espansione di 7Wonders, che sta andando alla grande, non ha superato le 500 copie. Anche se in un gioco alla tedesca la casa italiana si limita a stampare regolamento e scatola la tiratura è risibile e i costi mooolto maggiori della controparte inglese/tedesca.

    Detto questo sebbene i costi dei giochi (e di tutto il resto) si siano alzati col tempo non ho visto l'incremento di prezzo esponenziale che ha notato il buon Pollo. Parlando di 6-8 anni fa i giochi dalla componentistica più curata che mi vengono in mente erano quelli della Days of Wonder che costavano comunque sui 45 euro. E comunque il costo medio di un buon boardgame era attorno ai 40 (lo ricordo bene con dolore perchè all'epoca le mie finanze eran più risicate).

    Oggi il costo non è salito a mio parere in modo esagerato e siamo mediamente sui 50 (quindi un 20%) ma abbiamo anche ottimi giochi a cifre ben inferiori. Certo se mi usate come esempio Le Case della Follia (79 euro) la cosa non regge in quanto parliamo di una scatola letteralmente ricolma di miniature, carte, token, ecc. ben al di sopra della media e prodotta da una casa che non è MAI (e sottolineo mai) stata economica.

    Infine concordo a pieno col post di Linx qua sopra... ma aggiungo anche che a differenza del Pollo io non mi sento in imbarazzo quando dico ad un neofita il costo di un gioco... ho amici con figli che hanno iniziato a comprare boardgame x risparmiare. Se siete una coppia con 2 figli andare al cinema vi costa 40 euro, ed una serata in pizzeria anche di più. Allo stesso costo comprate un gioco da tavolo che giocherete più di una volta (spesso 10-15). Siamo sicuri che sia così sproporzionato il costo? Raffrontato al resto non mi sembra proprio...

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  18. Grazie a tutti per la partecipazione alla discussione.

    Volevo solo precisare, che nello spirito dell'articolo, si voleva evidenziare un aumento generalizzato dei giochi da tavolo.

    Sinceramente non era mia intenzione fare il confronto Italia-Germania (detta così sembra quasi si stia parlando di calcio) e delle differenze che comunque ci sono e che tutti conosciamo.

    L'aumento dei prezzi l'ho avvertito tanto acquistando in Germania, quanto in Italia.

    Come dice il buon Chrys non credo che i negozianti nostrani abbiano tutto questo margine da attività di questo tipo.
    Bisogna inoltre riconoscere che a prezzi un po' più alti corrisponde anche un servizio di tutt'altro livello.
    Provate a mandare un email ad un negozio tedesco e ad uno italiano e capirete di cosa sto parlando.

    La situazione poi oggi è molto migliorata e spesso la differenza è piuttosto contenuta, tant'è vero che per ordini piccoli, risparmiando sulle spese di spedizione, gli importi si avvicinano molto.

    Detto questo mi dispaice per linx che si indispettisce per l'indignazione popolare su argomenti così futili, quando nel paese ci sono altri problemi.
    Ci mancherebbe altro, però questo è un blog sui giochi da tavolo, se fosse un blog sulla cucina, probabilmente staremmo parlando dell'aumento degli spaghetti...
    Lo stivale di problemi ne ha tanti lo sappiamo tutti, ma qui non si parla di politica, ma parliamo del nostro hobby, quindi il resto lasciamolo fuori.
    Chrys se non hai sentito l'aumento dei prezzi sono contento per te, ma secondo me o pagavi i giochi troppo prima o li paghi poco adesso, penso sia innegabile che un aumento ci sia stato.
    E guarda bene non prendo come esempio la casa della follia per la componentistica che ha.
    Ma vogliamo parlare di 50 euro per Olympus? oppure di 59 euro per Ventura? di 59 euro per Fresco ? i 50 euro per Alle porte di Loyang? i 40 euro per 7 wonders (questo posso anche smettere di citarlo ormai...), se vuoi posso continuare ancora per molto.

    Mi dici he la days of wonder è esente dal fenomeno aumento dei prezzi / espansioni a prezzi esorbitanti.
    Proprio lei che quest'anno propone delle plance aggiuntive per Ticket to ride a 30 euro...
    E non mi dire che è bifacciale o ci sono le carte.
    Funkenschlag in Germania viene venduto a 26 euro!

    Per concludere io non mi sento in imbarazzo quando dico il prezzo di un gioco.
    A sentirsi in imbarazzo magari dovrebbe essere qualcun'altro.
    Se leggi quello che ho scritto è che mi dispiace vedersi spegnere l'entusiasmo di un neofita a causa del prezzo.
    Non sai quante volte ho assistito al "bello quanto costa?" "50 euro!" "Che peccato, se costava meno lo prendevo..."

    Dire che i giochi non costano tanto perchè costa tanto anche andare al cinema o a mangiare la pizza mi sembra un po' azardato.
    E' come dire che il prezzo della Coca cola non è così elevato perchè 1 litro costa come 1 litro di benzina. Stai confrontando due cose totalmente diverse.

    E comunque sì, costa tanto anche andare al cinema o mangiare fuori.
    Ma come ho scritto poche righe sopra, qui si parla di giochi da tavolo...

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  19. @Polloviparo: noi ti abbiamo dato un sacco di argomentazione con cui rispondere al tipo che ti dice "se costava meno lo prendevo": puoi vendergli la tua copia usata, dirgli che può venire da te a giocarlo quanto vuole senza comprarlo (e che anzi è meglio che compri altro che tu già non hai), puoi dirgli che andare al cinema con altre 3 persone costa complessivamente di più, proporre una colletta per regalarlo al suo prossimo compleanno etc
    Ogni argomento necessità di essere analizzato sotto ogni punto di vista. Io amo rimarcare quelli assenti.
    Sappi che tu stavi parlando di economia, non di giochi da tavolo, quindi io rispondo a quell'argomento senza sentirmi fuori luogo. Anzi ti ho parlato di prezzo in funzione della qualità del gioco.
    Con affetto e simpatia
    Linx

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  20. Solo 2 precisazioni:

    1) Non ho mai detto che la Days of Wonders fosse esente dai rincari, ho solo detto che secondo me in 7-8 anni questi sono stati attorno al 20% (dalle tue dichiarazioni mi sembrava parlassi di aumenti ben + considerevoli). I tuoi stessi esempi lo confermano: giochi importanti me li dai a 50-59 euro... anni fa costavano sui 45. L'espansione India con 2 mappe (+carte, reggicarte, treni extra...) ed una nuova modalità cooperativa a 30 è cara? Dipende se ti piace TTR, ma 5 anni fa l'espansione Svizzera di TTR (1 mappa + carte e basta) costava 20 euro... in questo caso hanno oggettivamente calato il costo. E fresco in giro si trova anche a 42 euro (con fior fior di componentistica).

    2) Forse mi son spiegato male... Sarebbe stupido e folle comparare coca cola e benzina ed io non l'ho fatto. Ma bisogna dare il giusto peso alle cose e chiunque ha un hobby (qualunque hobby) tiene in conto un costo per questo: il problema è che spesso ci lamentiamo che una cosa costa troppo e poi buttiamo i soldi nel cesso per altre cose così... Se si vuole divulgare questa passione bisogna anche far capire che ha un valore dato dal fatto che lo usi con gli amici, che ci giochi tante volte, che dura... tu mostri ad una coppia Ticket to Ride e si diverte un sacco, poi gli dici che costa sui 40 euro e loro si spaventano (??). Quella stessa coppia magari al sabato sera dopo si fa pizza + cinema (~25+22euro).

    Ognuno è liberissimo di spendere come vuole ma trovo assurdo che per cacciare quasi 50 euro per una serata pizza+cinema (di cui non ti resta nulla) non si batte ciglio, ma spendere meno e comprare un gioco che userai tante serate con gli amici viene percepito come una spesa folle.

    E I MIEI 2 CENTS (non richiesti):
    Io penso che IN TUTTE LE COSE si deve raffrontare quello che spendi a quello che ottieni in cambio...
    Una mia amica si è comprata il da te tanto bistrattato 7 Wonders... lo adora e in 5-6 mesi ha giocato oltre 30 partite con gli amici riempiendosi almeno 12-15 serate.
    Ti chiedo: secondo te l'ha pagato troppo? Secondo me no! (e anche lei ne è convinta).

    Se invece uno se lo compra perchè è un boardgamer compulsivo e compra 10 giochi al mese, poi ci gioca 2 volte e poi lo mette a prender polvere, l'ha pagato troppo? Secondo me sì.. uno sproposito!.

    Questo è quello che cerco di spiegare alla gente e, credimi, spesso viene recepito. Un dvd appena uscito costa 20 euro e la maggior parte della gente lo guarda 1 volta (2 ore), forse 2, e poi va a prender polvere, ma non è un'attività di nicchia e nessuno si sciocca. Poi storcono il naso per i 32 euro di Elder Sign appena uscito (l'ho comprato e già giocato 8 volte... per me è stato un buon acquisto). So che sembro pedante ma questa cosa a volte mi fa veramente rabbia.

    Per essere chiaro: se le case facessero delle politiche di riduzione dei prezzi ne sarei felice ma spesso è economicamente impossibile. Se qualche editore (Cranio o altri) che ci legge vuol dire la sua, potrebbe chiarirvi il perchè.

    Detto questo LA MIA SOLUZIONE contro il caro vita (ludico e non) è in linea con Linx e Nestore sopra: invece di comprare ogni cosa che vorrei appena esce, scelgo accuratamente e compro quei titoli che so che giocherò... e ora che ne prendo 2 al mese e non 10, credimi che me li godo molto ma molto di più. Poi con i miei amici ci alterniamo anche con gli acquisti cercando di non sovrapporci (e se hai un gruppo di anche solo 3 amici e fate così, ne hai di giochi da provare).

    Ora metto in OFF la modalità logorroica e ti saluto con un abbraccio, che la mia pancia brontola ^__^

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  21. Sarà, ma la corsa all'aumento non l'ho vista da 7 Wonders in poi, ma da inizio millennio con Magic e i prodotti Games Workshop... Che poi si prosegua peggiorando il rapporto contenuti/prezzo è un dato di fatto, non solo perché con la crisi aumenta anche il costo delle materie prime che ovviamente si riflette sull'untente finale (date un occhio all'effetto dell'aumento dell'IVA sui cd musicali: costano circa il 7% in più), non sono solo i negozianti a metterci lo zampino (in ogni caso basta guardarsi intorno, su amazon uk ho preso Star Trek Expeditions a meno di 28 € spedito, qua da noi andiamo intorno ai 50, che è comunque il prezzo di listino).
    E' anche il brutto effetto della saturazione del mercato che con troppi giochi riduce sicuramente il numero di scatole vendute... insomma, un serprente che si mangia la coda. Probabilmente arriveremo ad una contrazione del mercato, ormai gli utenti devono districarsi tra centinania di titoli ed è ovvio che ne verrà fuori una selezione "naturale", perché è ovvio che non si può pensare di vendere migliaia di copie di tutto. Coi videogiochi hanno risolto con i titoli budget (dove si trovano capolavori migliori di molti titoli a prezzo pieno) e con il digital delivery.

    E' ovvio che alla fine prenderemo tutti meno giochi, ma con maggiore occhio critico. Non prenderemo più il gioco che giocheremo una volta e basta, ma punteremo a qualcosa che si "ammortizzi" nel tempo.

    Infine, il punto sulle espansioni è invero interessante, meriterebbe una discussione a se, si sta sempre più concretizzando la vendita a pezzi dei giochi (vedo che sta già uscendo un'espansione di Olympos, gioco appena uscito!)... Deprimente :(

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  22. Lucabri: Sulle espansioni, ricordo il caso limite di Battles of Westeros, con le prime due espansioni annunciate addirittura PRIMA dell'uscita del gioco base!

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  23. @Sinclair: Battle of Westeros mi sembra un esempio fuori luogo... è un gioco di miniature e, come memoir 44 o simili, è scontato che escano pack con nuove truppe (dal prezzo spesso coerente), quindi nulla di sconvolgente nell'annuncio simultaneo al box base. Qui non è un operazione commerciale in senso negativo. Trovo più imbarazzante Olympos o altri giochi che escono oggi e dopo un mese ti fanno l'espansione che ggiunge magari 30 carte 10 token (che quindi poteva stare nel base a costo quasi nullo).

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  24. Effettivamente il caso di Olympos è piuttosto ecclatante. L'espansione aggiunge 15 tessere che potevano essere tranquillamente inserite nel gioco base. Tessere che per la cronaca sono vendute ad 8 euro.
    Se sommate gli 8 euro ai 45 euro dell'edizione inglese ottenete 53 euro...
    Difficile poi pensare che l'autore a pochi mesi dall'uscita del titolo abbia sentito questo "impulso creativo" da creare l'espansione.
    Si sente puzza di manovra commerciale da un miglio di distanza.
    O l'espansione gli è stata commissionata per raccimolare qualche soldo extra in occasione di Essen, o ancora peggio, era già prevista dall'autore ed è stata "tagliata" dalla scatola base per essere venduta separatamente.

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  25. Il tema del prezzo dei giochi ha scatenato un vero tourbillon di commenti e, visti i tempi di ristrettezze economiche, c'era da attenderselo !
    Colgo l'occasione per riprendere qualche spunto al volo. Prima di tutto concordo con il discorso generale fatto da Pollo legato al fatto che si sia assistito in generale ad un aumento medio dei prezzi, ma il profilo meno gradevole per me si è verificato soprattutto nel rapporto tra prezzo finale e materiali forniti, nel senso che la tendenza ad avere scatole grosse piene di aria e pochi componenti è purtroppo in aumento, così come quella di inserire materiali, pur belli visivamente, ma non in grado di sostenere un uso intensivo del gioco. Ricordo per esempio i vecchi mazzi di carte che si usavano nelle osterie, che resistevano per anni alle mani di centinaia di certo non gentili utenti ed all'acqua ed al vino, mentre ora, pur avendo prezzi sostenuti, di carte 'plastidicate telate' come quelle non ne vedo, anzi sei spesso invitato a comprarti le bustine protettive ..
    Secondo concetto è poi quello legato alle espansioni, dove ancora abbiamo la perniciosa tendenza a spezzettare il gioco sin dalla data di uscita (vedi Olympos), che sembrava essere in via di scomparizione (recentemente ricordo giochi come Seeland o Fresco, i quali proponevano possibili espansioni già nella scatola base) ma che ora sta riemergendo ed anche qui concordo sulla irritazione degli utenti. A queste prime osservazioni rispondo però, quanto ai giochi, che la prima risposta deve essere quella di SELEZIONARE ed è proprio questo lo spirito che mi ha animato quando ho iniziato la mia attività di blogger, ossia l'idea di aiutare i lettori a SCEGLIERE, premiando solo ciò veramente valga la pena per loro di acquistare. Da notare è poi che il concetto è in gran parte soggettivo, perchè il rapporto 'qualità - prezzo' dipende a mio avviso moltissimo dal gradimento del titolo: se il famoso 7 wonders lo giocate 100 volte, anche se è stato caro, sarete quindi contenti lo stesso .. (anche se forse la Repos poteva metterlo qualche euro in meno, vero ?). Altra considerazione è legata al fatto che il nostro settore, come qualcuno ha rilevato, è sempre più di nicchia, con i 3/4 dei titoli che sono proposti da case piccole o autoprodotti e la cosa, ancora, incidendo sulla famosa 'economia di scala', porta ad un aumento dei prezzi.
    Chiudo poi (perchè altrimenti scriverei a mia volta un articolo) plaudendo ad iniziative di contenimento dei prezzi come alcune di quelle citate (Pergamon, Santiago, ma anche Tournay), le quali credo debbano essere premiate, per far capire che anche il prezzo indirizza gli utenti nelle loro scelte !!!
    Ricondo, infine, che il dibattito è soprattutto tra noi core gamers: per quanto riguarda il discorso del proselitismo verso i casuali che si avvicinano al nostro settore resta comunque valido, ad onta degli aumenti, il discorso che il nostro hobby è di gran lunga più economico (per i non collezionisti) di svariate altre forme di divertimento !

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  26. Ho letto con interesse tutto il post e concordo sul fatto che qui i distributori (non i negozianti i cui margini sono onesti) stiano esagerando!
    Tanto per partecipare all'elenco degli orrori cito anche Mage Knight venduto a 53 dollari contro i 79 euro in italia, qundi tenuto conto anche del cambio favorevole a noi, diaciamo per arrotondare 40€ contro 80€..... il doppio!!!
    Ciao a tutti.... continua così pinco11!
    ZeroCool_ITA

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