mercoledì 21 dicembre 2011

Anteprima - Panic Station

Recensione di Nero79

A detta di molti la manifestazione Spiel Essen del 2011 è stata un po’ sottotono, non ci sono stati titoli particolarmente innovativi o che hanno conquistato il pubblico all’unanimità. Questo titolo ha avuto comunque un grande successo dato che è andato esaurito già al pre-ordine e quindi in fiera si poteva solo provare ma non acquistare malgrado le scatole che passavano di mano ai fortunati che lo avevano preordinato.
Sto parlando di Panic Station di David Ausloos (che ne ha curato anche l’aspetto grafico), pubblicato dalla White Goblin. Si tratta di un gioco cooperativo con traditore ispirato a un film cult della fantascienza come “La Cosa” (recentemente è stato girato un remake). In Panic Station i giocatori esploreranno una stazione abbandonata affrontando pericolosi parassiti alieni alla ricerca del nido che potrà essere distrutto solo se un personaggio con il lanciafiamme gli dà fuoco con tre taniche di benzina. Il gioco si vince solo in questo modo ma, ad indurre paranoia nei giocatori, è il fatto che nelle prime fasi di gioco uno di loro sarà infettato dagli alieni e dovrà giocare segretamente contro la squadra di umani cercando di infettarli senza destare sospetti in modo da portarli dalla sua parte. Tutti i giocatori infettati dovranno infatti collaborare segretamente per fare in modo che la missione degli umani ancora sani fallisca. Il gioco diventa quindi un gioco di deduzione cercando di scoprire di chi ci si può fidare e di chi no.

Componenti


Panic Station viene venduto in una scatola di latta come le recenti produzioni White Goblin (vedi Dragon’s Gold o Revolver). Al suo interno troviamo un mazzo di carte, suddivise in carte personaggio, carte oggetto e carte mappa, dei segnalini personaggio in diversi colori, a cui andranno applicati gli adesivi corrispondenti e dei segnalini parassita grigi e neri a cui applicheremo gli adesivi parassita. Abbiamo poi un dado a quattro facce e una piccola plancia scansione termica. Non ci sono testi in lingua a parte il manuale in inglese. Tenete presente che il manuale è stato scritto davvero male e online si trova la versione 2.1 fornita dallo stesso autore per rispondere alle diverse lacune del manuale originale. L’artwork del gioco è volutamente cupo a richiamare quel senso di angoscia che dovrebbe dare l’esplorazione di una stazione abbandonata nella quale si annida un pericolo mortale. Ho qualche dubbio sulla scelta dei colori. Forse un daltonico potrebbe avere qualche difficoltà a riconoscere le carte infezione nei diversi colori o a differenziare le carte stanza già esplorate (con un’icona rossa) da quelle appena scoperte (stessa stanza con la stessa icona verde), ma aspetto un feedback dai giocatori che eventualmente riscontrano il problema.

Il gioco


I giocatori (da 4 a 6) controllano due personaggi nel loro colore, un androide e un umano che fanno parte di una squadra governativa mandata ad investigare sulla presenza aliena in una base militare abbandonata, esplorando e raccogliendo oggetti utili per affrontare gli alieni e distruggere il loro nido nascosto in una delle stanze più remote della base. Nei primi turni di gioco un giocatore diventerà però infetto e il suo nuovo obiettivo sarà quello di impedire agli umani di distruggere il nido mantenendo segrete le sue intenzioni e cercando di infettare anche gli altri giocatori. Ogni giocatore parte con tre carte infezione nel proprio colore e due carte oggetto. I personaggi in base alla loro salute danno un pool di azioni (da 1 a 4) che si potranno spendere in qualsiasi combinazione sui propri personaggi. Le azioni sono muoversi in una stanza già scoperta, esplorare una nuova stanza (aggiungendola in modo che sia accessibile dalle stanze adiacenti), eseguire un’azione associata a stanze speciali, cercare oggetti in una stanza, sparare ai parassiti o agli umani nella stessa stanza. Il gioco si svolge in due fasi, una fase parassiti in cui i parassiti presenti sulla mappa si muovono tutti in una direzione determinata dal lancio del dado e una fase giocatori in cui tutti a turno eseguono le loro azioni. Alla base del gioco c’è la meccanica dello scambio: ogni volta che un proprio personaggio si muove in una stanza con uno o più personaggi di un altro colore dovrà scambiare con uno di loro una carta tra quelle che ha in mano. Se non si è infetti non si potranno ancora distribuire le carte infezione, ma si potrà scegliere tra scambiarsi diversi oggetti utili (armi, munizioni ecc…). Se ci si imbatte in un giocatore infetto, questi potrebbe passarci una carta infezione, se noi gli avremo però dato una carta tanica di benzina l’infezione non avrà avuto successo e noi avremo individuato uno degli infetti. Il regolamento precisa che non si possono far vedere le carte che si hanno in mano ma è incoraggiato il meta-gioco, quindi durante la partita le accuse di essere un infetto, un traditore ecc… diventano parte integrante del gioco e del processo di deduzione/bluff tra giocatori. Ad aiutare nel processo di deduzione abbiamo poi lo scan termico eseguibile in apposite stanze o tramite oggetti a uso singolo. Chi è coinvolto nello scan userà due carte (quella risultato positivo e quella risultato negativo) mettendole coperte sulla plancia delle scansioni nel relativo spazio a seconda della sua condizione (è l’unico momento in cui non si può mentire). Le carte vengono poi mischiate e scoperte. In questo modo tutti i giocatori avranno un’idea di quanti infetti ci sono in gioco fino a quel momento. Esplorare o utilizzare una stanza già usata la ribalta sul lato rosso. Queste stanze sono più pericolose delle altre in quanto utilizzarle attira i parassiti che possono attaccarci ed eventualmente eliminare uno o entrambi i nostri personaggi. Si vince se un giocatore porta il proprio umano (gli umani sono gli unici equipaggiati con il lanciafiamme) nella stanza del nido (sistemata a inizio gioco tra le ultime carte del mazzo) e può calare tre carte tanica di benzina.

Impressioni


Non so dire se mi è piaciuto il gioco, sicuramente è una versione molto originale e ben ambientata di un gioco di deduzione. Per giocare si parte con un set-up ben preciso e ci vuole quindi un po’ (ma non molto) per preparare il mazzo e distribuire ai giocatori le carte giuste. Assicuratevi poi che tutti i giocatori abbiano compreso le regole (se un giocatore sano ad esempio vi dà una carta infetto tutto il gioco risulterà falsato… sembra ovvio ma è successo!) Panic Station è originale e funziona, certo forse servono le persone giuste per apprezzarlo come si deve. Un giocatore timido che non si fa coinvolgere dal meta-gioco o lo subisce passivamente potrebbe venir preso di mira ingiustamente senza essere in grado di difendersi. La modularità della mappa data dalle carte rende le partite sempre diverse e le strategie comuni da pianificare abbastanza varie anche in relazione agli oggetti e ai parassiti in gioco. Quindi in definitiva se avete un gruppo di giocatori che hanno tutti la stessa faccia tosta e sono in grado di rispondere a tono ad illazioni e provocazioni bluffando al momento giusto o convincendo della propria innocenza (o della colpevolezza di un innocente), vi divertirete molto. Se giocate più partite in una sera (il gioco dura 45-60 minuti) ho notato che la fiducia o la diffidenza nei confronti di un giocatore possono mantenersi tra una partita e l’altra nonostante si tratti di due partite completamente diverse. I giocatori più smaliziati possono approfittarne. Ribadisco l’importanza di utilizzare la versione 2.1 del regolamento che trovate qui per capirci qualcosa. Apprezzabile lo sforzo dell’autore di mettere una pezza riconoscendo l’inadeguatezza delle regole fornite. La recente partnership tra White Goblin e Cranio Creations rende probabile una futura versione italiana del gioco. Vi terremo informati. 

Ricordo che il gioco è disponibile in vendita ed euro 21,50 sul negozio online Egyp.it.
 
-- Le immagini sono tratte dal manuale, da boardgamegeek.com o dal sito della casa produttrice (White Goblin) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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