lunedì 19 dicembre 2011

Recensione - Casa Grande

scritto da Fabio (Pinco11)

Già prima della fiera di Essen avevo notato Casa Grande, ideato da Gunther Burkhardt ed edito da Ravensburger (per 2-4 giocatori, tempo medio a partita intorno ai 45 minuti, del tutto indipendente dalla lingua, salvo il manuale), gioco che aveva attratto la mia attenzione per la sua componentistica intrigante, idonea a proporre dinamiche di piazzamento tridimensionale. Avendo la casa messo a disposizione un manuale in sola lingua tedesca lo avevo poi lasciato da parte, riprendendolo ora grazie ad una sua traduzione in inglese realizzata da un utente di BGG (Doug Garret, qui il link).


Si tratta, in sintesi, di un gioco nel quale (molto in teoria) i partecipanti sono chiamati a ricoprire il ruolo di altrettanti costruttori di un tanto grande quanto caotico complesso immobiliare, impegnati a cercare di sfruttare ogni occasione per poter edificare i piani più alti di questo maxi palazzo, essendo gli stessi i più ambiti ed economicamente più proficui. Il gioco si presenta come adatto ad un pubblico ampio, per quanto solleciti una certa riflessione, soprattutto nel gioco a due (è un astratto, appena mascherato).

Costruiamo la casa di Escher

A disposizione dei giocatori vi è innanzi tutto un tabellone, il quale raffigura una griglia quadrettata centrale sulla quale sono destinati ad essere piazzati i cubetti di costruzione in plastica, realizzati in modo tale da poter essere incastrati uno sull'altro, grazie ad un pirolino che esce dalla loro parte superiore ed ad una croce di plastica sulla parte inferiore (sul lato c'è poi una tabella con numeri da 0 a 9, utile a tenere traccia die punti bonus). Di essi ve ne sono 24 per ogni giocatore / colore, così come ognuno riceve 17 piattaforme (pensatele come a dei solai delle abitazioni) a loro volta quadrettate, con forme che ricordano vagamente i pezzi del vecchio Tetris. Completano la dotazione un dado a sei facce, un blocchetto di banconote in varie pezzature ed otto segnalini (due per colore).
Il gioco, nelle sue regole di base, è assai semplice ed immediato: al proprio turno ogni giocatore tira il dado e muove il proprio segnalino sulla cornice di maxi - caselle di color beige collocata sul bordo della griglia verde centrale (ognuno parte da uno degli spigoli). Se si finisce su una delle caselle d'angolo si ottengono 3 punti bonus (si avanza sulla colonna a lato e se i propri punti bonus in qualsiasi momento superano i 9, si ottiene una banconota da 9 lire e si torna a zero), mentre se si finisce su di una delle residue caselle si deve piazzare in un quadrato a scelta della linea o colonna corrispondente alla propria posizione uno dei propri blocchi di costruzione. E' possibile spendere uno o più dei propri punti bonus per spostarsi di caselle addizionali rispetto al tiro del dado.
E' inoltre facoltà del giocatore, se ne ha la possibilità, di piazzare uno dei propri solai (ossia le piattaforme in cartoncino simil tetris) per ottenere denaro (punti) in cambio. Ogni tessera è divisa in quadretti, alcuni dei quali sono evidenziati in bianco e per poterla piazzare è necessario che sotto alle caselle evidenziate sia presente un PROPRIO blocco di costruzione: una volta collocata ogni tessera restituisce al proprietario una somma pari al numero di quadretti che la compongono, moltiplicato per il piano al quale è collocata. Per capirci se colloco una tessera da tre caselle al primo piano, ossia sui miei primi due blocchi, ottengo 3 monete, mentre se la colloco al quarto piano ne ottengo 12.
E' possibile, naturalmente, collocare i propri blocchi di costruzione sia su propri cubetti che su propri solai, così come si possono collocare su solai piazzati da altri, regalando però loro dei punti bonus pari al piano al quale ci troviamo (es. se colloco un cubeo su di un solaio al terzo piano regalo 3 punti bonus al proprietario). Non si possono collocare solai direttamente su di un solaio, nè collocare solai identici e sovrapposti su due piani immediatamente superiori (non potete creare una torre, del resto siete architetti alla Escher, non certo comuni progettisti !).
La partita ha termine quando uno dei partecipanti termina i propri cubetti: gli altri completano il giro e vince chi ha più denaro. E' possibile avere partite più veloci utilizzando un numero minore di cubi.

Il gioco delle torri ..

Parto come al solito dalle prime valutazioni, legate ad ambientazione e componentistica per segnalare come la prima sia in buona misura assente. E' stato compiuto infatti un blando tentativo di teorizzare che ognuno dei giocatori ricopra il ruolo di un 'architetto', paragonando i blocchetti a materiale di costruzione e le tessere a solai, ma aldilà di quello è chiaro che siamo di fronte ad un gioco astratto tridimensionale a punti. Anche sotto l'aspetto grafico, pur avendo a disposizione un illustratore come Vohwinkel, il tratto, a parte il gradevole patchwork della copertina, è minimalista e lineare, senza che siano presenti particolari elementi abbellitivi delle griglie disegnate su tessere e tabellone. Nel contempo i componenti sono di buon livello, con cubotti di plastica dura (a proposito, i colori scelti sono un pochetto 'anonimi', ma qui è una questione di gusti ..) forniti in apposite vaschette di cartone utilissime per tenere in ordine i pezzi tra una partita e l'altra e tessere di cartoncino di spessore sufficiente (anche se forse se fossero state leggermente più spesse avrebbero dato una maggiore sensazione di solidità ..). 
C'è da dire, infine, che nel corso del gioco, con il crescere del palazzo, l'impatto visivo diventa decisamente gradevole, anche se poi si verifica un piccolo effetto collaterale, consistente un una certa difficoltà di vedere bene cosa succede ai piani 'bassi' e di piazzare pezzi in mezzo a porzioni di palazzo più alte.

Passando ora alle dinamiche di gioco devo dire che Casa Grande restituisce sensazioni contrastanti, derivanti dalla sua natura ibrida, ossia di gioco nella sua radice astratto e quindi a logica indirizzato verso un pubblico di giocatori esperti, che però è stato pensato e strutturato in modo tale da poter essere proposto a chiunque. Le regole sono infatti molto molto semplici e già dal terzo giro di gioco tutti sono pienamente in grado di elaborare le proprie strategie: ben presto diventa chiaro che i veri soldi e quindi la vittoria si ottengono solo costruendo nei piani alti e nel contempo si percepisce come si debba fruire senza troppe esitazioni delle piattaforme altrui per salire più rapidamente, cosicchè il gioco diventa presto un delicato equilibrio tra dedicarsi alla costruzione dei propri piani ed il cercare di giocare in modo ostruzionistico verso chi sta vincendo. Le tattiche da elaborare sono varie ed interessanti, ma nel contempo un ruolo lo gioca anche la fortuna, visto che i giocatori più smaliziati ben percepiscono l'utilità di regalare agli altri punti bonus in momenti chiave per farli arrivare all'apice di tale scala, facendoli quindi tornare a zero (con l'obbligo di sfruttare il risultato 'puro' del dado). Ho notato come il gioco sia piaciuto anche a non gamer, per cui in una certa misura il risultato di puntare al bersaglio del grande pubblico non è fallito, ma nel contempo qualche mugugno dai più esperti l'ho sentito. 


Una certa attenzione, a livello pratico, è poi richiesta nel collocare i pezzi ai piani più alti, per evitare di combinare il classico macello di pezzi. Quanto alla innovatività l'utilizzo di pezzi similari a quelli proposti si è già visto in Torres, Alcazar ed altri, così come nota è la meccanica del percorso esterno al tabellone di gioco, già sfruttata dallo stesso autore in precedenti produzioni: il mix ottenuto è però sufficientemente attraente e gradevole.

Per concludere Casa Grande è un titolo che si propone come adatto ad un pubblico ampio e dalla componentistica valida, che si pone l'obiettivo di rendere fruibili anche ai giocatori occasionali dinamiche da gioco astratto tridimensionale, il tutto grazie ad un set di regole di gioco piuttosto lineare. Per quanto non vi sia stata una particolare attenzione alla grafica, l'impatto visivo della componentistica risulta attraente il giusto e le dinamiche sono tali da poter consentire riflessioni e pianificazioni, più di quanto una prima occhiata non possa trasmettere (ma comunque mai tanto profonde da scoraggiare utenti meno esperti). Nel complesso quindi un titolo da tenere in considerazione, valutandone, prima dell'acquisto, la adattabilità al proprio gruppo di giocatori.

-- Le immagini sono tratte dal manuale o dal sito della casa produttrice (Ravensburger) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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