domenica 11 dicembre 2011

[Vetust Games] L'Isola di Fuoco

scritto da MagoCharlie

Sono molti i giochi che hanno accompagnato la mia/nostra adolescenza; quando si organizzavano i pomeriggi per giocare con gli amichetti, la santa madre che ci invitava passava il pomeriggio in cucina per la “merendina” condita con pane e Nutella, Soldini, Tegolini e l’immancabile Nesquik (ah, se era di inverno, il pentolone di Ciobar era d’obbligo!) e noi davamo sfogo alla nostra immaginazione nella stanzetta dell’amico di turno.

Lì trovavamo sempre nuovi giochi, che noi non avevamo a casa e giocavamo a quelli.

Dopo un po’ di “avventure” con i pupazzi di He-Man e un rapido sguardo alla collezione di Exogini (fidatevi, è come la legge di Murphy…il tuo amico aveva sempre UN exogino che ti mancava….SEMPRE!), i nostri piccoli occhi sognanti si alzavano e guardavano sopra l’armadio. In quel momento la vedi. Lassù, irraggiungibile per noi, con la sua scatola blu e una scritta fiammeggiante che ricorda il carattere di Indiana Jones. Quindi alzavamo il ditino sporco di nutella (come sempre i cucchiaini puliti erano finiti) e chiediamo in coro: “Giochiamo all’Isola di fuoco?”

Dopo questa semplice ma insidiosa richiesta la santissima madre del nostro amico (che nel momento è stata riconosciuta al pari di Madre Teresa per la pazienza accumulata nel tenerci dalle 15 alle 19 in casa) prendeva dallo sgabuzzino la scala, saliva e ci porgeva in basso questo scatolone sul quale campeggiava il titolo in giallo/rosso e il sottotitolo “Gioco tridimensionale d’avventure, trappole e sorprese!”

LA STORIA e il FATTACCIO
L’Isola di Fuoco esce nel 1986 in America edita dalla Milton Bradley; da noi sbarca quasi subito circa un anno dopo.
L’autore è Bruce Lund, che subito dopo il successo avuto con questo gioco, fonda la società di sviluppo ludico Lund and Company Invention, L.L.C. Questo ci ricorda la storia del padre moderno di tutti i giochi più famosi degli anni 70,80 e 90: Marvin Glass che con la sua compagnia allettò per quasi 30 anni i bambini dell’epoca con le sue creazioni.
Ma per Lund, invece non è così: dalla società non escono veri e propri cult, ma giochini senza grosse pretese (avranno fatto il passo più lungo della gamba?). Qualche esempio? Ok vi faccio allora questa piccola digressione:

Dopo l’enorme successo avuto con “L’Isola di fuoco”, successo a mio avviso tutto meritato, il nostro Bruce Lund apre questa nuova società che si prefigge, parole sue, di “creare e inventare giochi innovativi che insegnino, intrattengano, sorprendano e che ispirino”. Bene, non voglio fare il moralista, ma il loro ultimo gioco è questo sotto: DOGGIE DOO GAME (scheda BGG).

Il simpatico gioco che “innova, insegna, intrattiene e ispira” i bambini di mezzo mondo è molto semplice: tiri un dado, dai da mangiare del pongo al bassotto di plastica e dopo aver schiacciato più volte la leva sul guinzaglio, il tenero bassotto lascia da dietro una “simpatica e innovativa” cacca di pongo che i giocatori dovranno raccogliere!

Vi giuro che appena ho visto questo gioco edito dalla Goliath ad Essen ho pensato che forse non valeva più la pena di studiarsi nuovi giochi con meccaniche innovative da proporre a case editrici: basta un bassotto che caga! Scusate la vena polemica, ma questo gioco mi ha lasciato senza parole. Comunque il bassotto che non trattiene è un best seller in Europa e in America (questo natale lo trovate anche in Italia), quindi per quanto ne vale: chapaux!

DENTRO L'ISOLA DI FUOCO
Tornando alla vera recensione, L’isola di Fuoco si presenta in una grande confezione che misura 64x49cm.La scatola si apriva ai lati che permettevano di far scivolare fuori il grande tabellone in plastica e tutti gli altri materiali di gioco. Ogni scatola conteneva:
  • 1 Tabellone in tre dimensioni di plastica
  • 1 Regolamento
  • 1 Dado rosso a 6 facce
  • 48 Carte con azioni ed effetti speciali
  • 1 Idolo composta da 3 parti da assemblare (il mitico Vul-Kar!)
  • 5 Biglie rosse che simboleggiano le palle di fuoco
  • 1 Gioiello rosso da recuperare
  • 4 Porta gemma in plastica nera
  • 2 ponti traballanti
  • 4 pedine esploratore in 4 colori

COME SI GIOCA
Lo scopo del gioco è semplice: partendo dalla base dell’isola, ogni esploratore deve intraprendere un cammino che lo porterà alla sommità dell’isola dove potrà prendere la gemma e portarla al porto, il punto di arrivo. 
Anche la meccanica di gioco è altrettanto semplice; come nei migliori giochi dell’oca si tira il dado e si sposta il proprio segnalino.

Il tabellone ha diverse strade che portano sia alla cima della montagna, sia verso il porto; ogni esploratore può quindi scegliere di seguire una strada rispetto ad un’altra durante il proprio movimento.
La maggior parte dei percorsi sono pericolosi, in quanto facilmente raggiungibili dalle palle di fuoco lanciate dall’idolo posto sulla sommità in centro al tabellone.

Le palle di fuoco vengono “sganciate” dal giocatore che ha come risultato 1 sul dado o da chi gioca una carta “Palla di Fuoco”. Il giocatore quindi sceglie anche come orientare l’idolo (l’idolo ruota di 360°) per far cadere sul percorso desiderato una palla di fuoco. 

Su alcuni percorsi sono disposte altre palle di fuoco che vengono spinte dalle palle fatte cadere dall’idolo; si possono così creare “simpatiche” reazioni a catena che sterminano tutti gli esploratori avversari.

Una volta che il giocatore viene colpito da una palla di fuoco, la sua pedina deve indietreggiare al “cumulo di cenere” più vicino dove si ferma il proprio esploratore dopo essere stato travolto dalla biglia rossa.

Gli spazi sul tabelloni sono diversi ed ognuno dava una specifica azione:
  • le caselle grigie chiare che non hanno effetti speciali
  • le caselle scure danno l’opportunità di pescare una carta dal mazzo; ogni giocatore può tenere fino a 4 carte in mano
  • il “Passo della strega” nel quale si poteva prendere l’amuleto esagonale che durante la partita poteva essere scambiato per avere una mano completa di 4 carte
  • le cave numerate servivano per “viaggiare” attraverso il tabellone in maniera più veloce ma non priva di rischi; ogni cava infatti aveva un numero da 1 a 6, chi sceglieva di utilizzarle, lanciava il dado e veniva trasportato nella cava con quel numero: tale azione è completamente random, quindi poteva avvantaggiare l’esploratore o portarlo su una cava che era un vicolo cieco (la mitica cava numero 4!)
  • la sommità di Vul-Kar era la parte più alta del tabellone, si passava sotto l’idolo e si prendeva la gemma rossa.
  • i ponti vengono contati come uno spazio libero sul quale è obbligatorio fermarsi durante il proprio turno.

Come già detto lo scopo è quello di prendere la gemma sulla sommità del tabellone e portarlo al porto; chi porta la gemma sano e salvo è il vincitore.

Da circa metà partita, chi possiede la gemma dovrà oltre a cercare di evitare le palle di fuoco, dovrà scappare dagli altri giocatori. Infatti se un giocatore sorpassa con la propria pedina la pedina di colui che ha la gemma potrà rubargliela e proseguire la propria fuga verso il porto.

Aggiungo un pizzico di imprevisti in più le 48 carte in dotazione che hanno effetti diversi e che potevano essere giocate durante il proprio turno o per bloccare un’azione di un altro giocatore:
  • Fai arretrare un avversario di 1/2/3 caselle
  • Avanza di 4/5/6 caselle al posto di tirare il dado
  • Falsa Gemma (puoi scartare questa carta per evitare di farti rubare la gemma se la possiedi)
  • Talismano magico (che può fermare la palla di fuoco)
  • Palla di Fuoco (puoi far scivolare una palla di fuoco sul tabellone)
  • Prendi una carta da un avversario
  • Cancella qualsiasi carta eccetto una carta Palla di Fuoco
  • Rilancia il dado
  • Guadagni un turno Extra
  • Duplichi il risultato del tuo prossimo lancio di dado
CONCLUSIONI
Il gioco è tutto nel tabellone; il fascino di vedere le palle di fuoco rotolare per le stradine è unico. E’ un gioco di pura fortuna, semplice da giocare ma ai tempi davvero avventuroso e piacevole.

Riconosco che con l’occhio critico di un autore di giochi, l’isola di fuoco pecca in più di un aspetto nelle meccaniche: ripetitivo, poca possibilità di scelta e molto molto casuale (basti pensare che se la sfortuna è dalla vostra, il gioco è pressoché infinito! Potrebbe non avere mai fine se i lanci di dado sono avversi ai giocatori!). 

La durata media è comunque  di un’oretta scarsa che però scorre liscia davanti ad un grande tabellone e ai mille particolari da scoprire (vi ricordate tutto gli oggetti disegnati qua e là sul tabellone?!?).

Il gioco, come detto, è piacevole. Giocarlo oggi probabilmente perde un po’ nella sorpresa che avevamo da piccoli vedendo l’imprevedibilità (in realtà prevedibilissima!) delle palle di fuoco che sfilavano accanto a noi ma investivano i nostri avversari!

L’isola di fuoco è un altro cult degli anni 80, al quale sicuramente tutti noi abbiamo giocato e apprezzato negli anni.

La scatola gigante lo rendeva riconoscibilissimo tra tutti gli altri giochi su uno scaffale, la sua maestosità attira subito l’attenzione; forse per questo l’isola di fuoco è conosciuta come: “Quel gioco con la scatola blu sopra l’armadio” ovvero l’unico spazio che può accogliere comodamente il gioco.

Ah, ci sono anche correnti di pensiero che vogliono la scatola del L’isola di fuoco posizionata strategicamente sotto il letto; ma quelle scatole sono le più rovinate ai lati a causa di ripetuti colpi di aspirapolvere.

EPILOGO: alla fine delle nostre partite da bambini, la divinità materna che ci ospitava, aspettava il marito alle 19 per fargli riporre il gioco sulla sommità dell’armadio. Quello era forse il momento più brutto: si chiudeva il tutto, il papà arrivava e sulla scala rimetteva a posto lo scatolone. Non si vedeva più l’immagine dell’idolo che campeggiava sulla faccia della scatola, ora solo più la striscia blu e la scritta “l’isola di fuoco”.
Si aspetterà il prossimo pomeriggio insieme agli amichetti per poter di nuovo esplorare quell’ isola piena di avventure e insidie. E ci sarà sempre una mamma a salire sulla scala  per farci felici. 


-- Le immagini sono tratte da BGG, dal manuale o dal sito della casa,  alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

23 commenti:

  1. Ahhhhhh che belli questi articoli "retrò"!

    Questo gioco è stato il mio sogno da bambino (insieme a Starquest) - e infatti tale è rimasto visto che non me l'hanno mai comprato :-( . Ce l'aveva un amico e l'Indiana Jones che c'è in me c'ha sempre sbavato dietro di brutto. In compenso io avevo "Il tesoro del tempio"... (e ora aspetto la recensione pure di quello! :-D ).

    RispondiElimina
  2. Anche l'Infiana Jones che c'è in me lo ha sempre sbavato...ma ero già grandicello alla sua uscita ed è sfuggito alla mia collezione di giochi dedicati all'archeologia...Grande componentistica tuttora valida!

    RispondiElimina
  3. Questo era il gioco dei bambini ricchi e fortunati. Pensate che i giochi della serie Adventurers possano avere la sessa fortuna? Certo ai nostri tempi i giochi da tavolo andavano in tv durante bim bum bam e ora?
    Non le fanno più pubblicità così:
    http://www.youtube.com/watch?v=M-fS1dFmmZk&feature=related

    RispondiElimina
  4. Ero già fidanzato quando ci giocavo con le mie sorelle e la mia attuale moglie... eppure cavoli se mi divertivo! Che spettacolo ottenere un "1" quando l'avversario stava per raggiungere il gioiello, e che gioia quando la palla di fuoco per qualche arcano prodigio balistico ti sfilava accanto senza colpirti!!! Poi purtroppo i miei figli hanno disperso le carte e tutti i vari puzzilli... credo rimanga ancora il tabellone in qualche sperduto armadio nella casa di campagna dei miei. Bei tempi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vendi per caso qualche particolare del gioco ?

      Ciao
      Michele

      Elimina
  5. Fantastico articolo!
    Fortunatamente io ero "l'amico" che aveva il gioco e quindi a casa mia si organizzavano grandi spedizioni verso la cima della montagna! Ricordo benissimo come la sua confezione era "inimagazzinabile" e quindi anche a casa mia si teneva sopra l'armadio. In più non potevamo giocarci in cameretta date le sue dimensioni, ma per forza in sala da pranzo o al massimo sul pavimento, obbligando la divinità materna ad aspettare per preparare la cena.

    Adesso il gioco è finito in cantina (ormai da parecchi anni). Ogni tanto quando si cerca qualcosa, riemerge la sua imponente scatola. L 'umidità e il freddo l'hanno ormai sgualcita, ma sono sicuro che dentro, l'isola ancora intatta, trema ancora, e le palle di fuoco sono pronte ad esplodere con tutta la loro potenza per distruggere ogni cosa.

    RispondiElimina
  6. Bellissima recensione Magocharlie!
    Non ci ho nmai giocato, ma la lettura è spassosissima.

    (controllate l'impaginazione, in prossimità delle figure c'è qualche problema per il testo)

    RispondiElimina
  7. @Peppe: l'impaginazione in sè è a posto... la cosa dipende dal livello di zoom del tuo browser (purtroppo la nuova struttura del codice di Blogger ha questo problema ogni tanto). Se provi a rimetterla media (con CTRL+ e CTRL-) vedrai che non si accavalla più nulla.

    RispondiElimina
  8. Ohhh! Grazie per i complimenti! Spero che le prossime vi piaceranno nello stesso modo!
    @Spunx: ci sarà eccome la review del Tesoro del Tempio!

    RispondiElimina
  9. Cerco le pedine degli esploratori?
    chi le vende può contattarmi a questo indirizzo cleps @ libero . it

    Ciao
    Leonardo

    RispondiElimina
  10. cerco i ponti. chi li ha mi contatti l.alotto@tiscali.it

    RispondiElimina
  11. Io cerco degli accessori del gioco in scatola e cioè:
    1 pedina (rossa),
    1 ponte traballante (quello a V)
    2 Porta gemma in plastica nera
    2 biglie rosse
    Fatemi sapere Grazie

    dunellone@hotmail.it

    RispondiElimina
  12. Io cerco il manuale originale.
    Fatemi sapere grazie
    alby_tribe@hotmail.com

    RispondiElimina
  13. Vorrei comprare al più presto l'isola di fuoco ad un prezzo ragionevole..please contact me
    carlophelps@hotmail.it

    RispondiElimina
  14. io ho un'isola di fuoco completa, se qualcuno è interessato potrei venderla

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Salve sono interessato all isola di fuoco
      Scrivimi andrea20110716@gmail.com

      Elimina
    2. Salve sono interessato all isola di fuoco
      Scrivimi andrea20110716@gmail.com

      Elimina
  15. Anche io ce l'ho ancora nel box nella sua scatola originale con tutti i pezzi! BEi tempi

    RispondiElimina
  16. ciao,
    per caso sai come hanno fatto fisicamente a realizzarlo? In questi giorni di giochi in 3D "diciamo" come l'isola di fuoco o brivido non ne esistono più, son tutti giochi di carte o comunque cartacei... sarebbe bello ricrearne uno "alla vecchia maniera" integrando regole e longevità migliorate, ma mi domando, come hanno creato e stampato il gioco?

    RispondiElimina
  17. nessuno ha la lista completa con quantità e tipologia delle carte???
    grazie

    RispondiElimina
  18. ciao a tutti, bellissimo gioco e recensione gradevole!
    Anch'io, come molti altri, sono alla ricerca dei pezzi di ricambio!!
    Se qualcuno li vende, mi contatti all'indirizzo therunner678@gmail.com

    GRAZIEEE

    RispondiElimina