venerdì 20 gennaio 2012

[Prova su strada] Helvetia

Scritto da Polloviparo e Faustoxx

[Faustoxx] Eccomi qua dopo le prime partite a Helvetia e come promesso vorrei condividere le mie prime impressioni sul gioco. Per quanto riguarda la descrizione vi rimando all'anteprima proposta dal blog qualche settimana fa ed al regolamento che trovate sempre qui sul blog.

Helvetia ovviamente presente delle analogie con Glen More, opera prima di Cramer, ma mentre quest'ultimo presenta fondamentalmente una meccanica di piazzamento tessere, in Helvetia questa meccanica è molto marginale mentre il vero motore del gioco è l'utilizzo delle monete azione, non dissimile dai gettoni in Le Havre unite a meccaniche di worker placement. Questo cambiamento ha quindi portato una maggiore profondità strategica al gioco. Condivido questo articolo a quattro mani con Polloviparo, al quale passo la parola per introdurre il tema.

[polloviparo] Helvetia è laterza grande produzione per Matthias Cramer, uno degli autori emergenti più promettenti (per il gusto di chi scrive) degli ultimi tempi, per cui mi sembra giusto, prima di andare a parlare del titolo di oggi, fare una premessa, introducendo i lettori alle su precedenti ideazioni.


Cramer è infatti partito subito molto bene, mettendo a segno un grande colpo con la sua prima produzione Glen More. Là trovavamo meccaniche che spingevano i giocatori devono costruire e sviluppare il proprio villaggio attraverso la raccolta di tessere edificio poste su una plancia centrale. Interessante in particolare era la regola che l’ultimo giocatore di mano continua a compiere azioni fino a quando non supera un altro giocatore sul percorso (meccanica che ho trovato successivamente riproposta in altri titoli come ad esempio Olympos). 
Trovai quindi Glen More davvero molto interessante, anche il titolo fu 'penalizzato' da una produzione altamente al di sotto della media attuale la quale, seppur nel complesso funzionale, proponeva illustrazioni non particolarmente accattivanti, una discutibile palette di colori ed una plancia di piccole dimensioni, tutti aspetti che hanno posto il prodotto finale su di un gradino inferiore rispetto ad alcuni titoli concorrenti (alcuni giocatori hanno lamentato persino la scarsità di risorse -i trippolini di legno, come li chiama Fabio- effettivamente spesso in numero appena sufficiente a coprire le richieste ed a voler essere sinceri, ho trovato anche la strategia del Whiskey leggermente sbilanciata e spesso avere nel proprio villaggio grano e distillerie aiuta parecchio). Va riconosciuto però che il tutto contribuì a mantenere il prezzo d’acquisto piuttosto basso (al di sotto dei 20 euro) elemento non da trascurare.

E’ stata quindi la volta di Lancaster e in questo caso la Queen Games, ha decisamente messo una pezza alla voce “produzione di basso livello”. Intanto che c’era, però, ha messo una pezza anche alla voce “prezzo basso” e il gioco è stato proposto a più di 50 euro. Per quanto spesso legga in giro che prezzi del genere siano giustificati dalla “mole di materiale” contenuto all’interno della scatola, questa dicitura spesso non mi appartiene (salvo rari casi quali ad esempio “Wars of the roses”). Di materiale comunque questa volta ce n’è decisamente a sufficienza, il gioco presenta l’immancabile “cavaliere” sulla scatola e le dinamiche sono davvero interessanti: abbiamo infatti un sistema di maggioranze, condito con una parte “diplomatica” data dalla votazione delle leggi, che determineranno l’assegnazione dei punti. Unico neo in questo caso la scalabilità, il gioco merita a mio avviso da quattro giocatori in su.

Veniamo finalmente all’argomento del giorno, ossia Helvetia, da molti battezzato, 'Glen More 2.0', visto che il gioco torna a proporre la “necessità” di costruire il proprio villaggio attraverso l’acquisizione di tessere, le quali stavolta hanno dimensioni maggiori e sono meglio illustrate. Diciamo che il comparto grafico è stato complessivamente più curato, anche se la scatola ha fatto storcere il naso a molti, con una semplice crociona bianca su sfondo rosso. Passo la parola a Faustoxx per qualche spunto sulle meccaniche di gioco:

Personalmente devo dire che l'esperienza ludica è stata con Helvetia assolutamente positiva e, come in tutti i giochi di Cramer anche in Helvetia ci sono varie strade per segnare punti e quindi ci sono varie strategie che possono essere messe in atto.

Queste strategie sono fondamentalmente 3 :

Consegnare merci è di gran lunga la più importante di queste strategie e direi anche imprescindibile, ma che richiede una bella coordinazione per produrre e portare a mercato le merci (specialmente quelle composte) dovuta al limite di un solo edificio produttivo dello stesso tipo. In questo caso i mercati che sono nelle tessere del gruppo 2 e 3 possono essere molto utili.
Seguire questa strategia richiede una coordinazione non indifferente. Si incomincia con l'azione costruzione per costruire l'edificio produttivo. Inoltre uno sviluppo degli edifici produttivi richiede necessariamente uno sviluppo demografico (azione ostetrica), che non potete mettere in atto se i vostri vicini non si accasano nel vostro villaggio. Inoltre solo gli edifici abitati da abitanti svegli (azione guardiano notturno), per cui questa è una strategia che si sviluppa nello spazio di vari round.
Come dicevo in precedenza questa strategia richiede necessariamente una politica di sviluppo demografico che segua armonicamente il vostro sviluppo di nuovi edifici.

Conseguire tessere bonus. Consegnare per primo certe merci (composte) comporta un bonus di 1 o 2 punti. Inoltre completare una filiera produttiva per primi genera un'ulteriore bonus (da 2 a 4 pv). Circondare per primi la propria tessera centro villaggio porta altri 4 PV (2PV se arrivate secondi).
Conseguire la tessera azione personaggio offre due vantaggi: 1PV vittoria aggiuntivo (ma provvisiorio) e sopratutto l'azione aggiuntiva corrispondente (ho trovato molto interessente l'azione extra della ostetrica che genera gratis un abitante in più)
E' inutile dire che prendere queste tessere bonus può fare la differenza in una partita dove tutti i giocatori sono racchiusi in una differenza di 2-3 punti.

Costruire edifici prestigiosi che producono 3PV. Azione più semplice ma con il limite che questi edifici escono nelle tessere gruppo 2 e 3 quindi già avanti nel gioco. Inoltre per il limite di un edificio dello stesso tipo si possono avere nel proprio villaggio max 3 edifici di questo tipo cioè 9 PV sui 20 richiesti.

La durata della partita mi ha stupito. Pensavo a circa due ore, invece per essere stata la nostra prima partita (eravamo in 4) ci abbiamo messo poco meno di 90 minuti e siamo arrivati racchiusi in uno spazio relativamente ristretto, con i punteggi finali di 20 -19-16-15 punti. Con un poco di pratica si rispettano i tempi di 60-75 minuti
Fatta la doverosa parentesi descrittiva del flusso del gioco comprenderete il perchè del confronto tra Glen More ed Helvetia:  devo dire che anche io, ad un primo sguardo ho pensato al secondo titolo come ad una  evoluzione del primo ma poi, giocando, mi sono reso conto che i due giochi sono piuttosto diversi. Nel primo caso infatti si tratta di un’acquisizione tessere “pura” da collocare, rispettando determinati requisiti, nel proprio villaggio, per alcuni aspetti in modo assimilabile a Carcassonne (mi riferisco alla strada ed al fiume che devono essere posti in continuità), in Helvetia invece ci troviamo di fronte ad una dinamica di worker placement, con un twist interessante.
I giocatori devono assicurarsi le proprie azioni selezionando i personaggi sulla plancia, parallelamente devono collocare i propri abitanti sugli edifici per attivarne le azioni. Ora il fatto che un edificio debba essere occupato per utilizzarne l’azione non è assolutamente una novità (chi ha detto Le Havre?), ma il gioco “mixa” in modo sapiente i vari elementi. Sicuramente Helvetia è molto più strutturato e rispetto a Glen More e per alcuni versi è facile leggere una maggior maturità dell’Autore, sebbene le due produzioni siano in termini temporali molto vicine (parliamo di solo un anno di differenza). Un difetto che ho trovato in Glen More è la “staticità” in alcuni casi degli abitanti, che una volta piazzati in un edificio, non possono essere ricollocati, cosa che deve poi aver pensato anche l’Autore (o quantomeno la casa editrice), pubblicando una espansione che altri non è se un personaggio che permette di compiere proprio questa azione. Questa è stata a mio avviso una cosa un po’ antipatica, perché l’espansione non “aggiunge” ma “corregge” e seppur è stata distribuita gratuitamente ad Essen, chi non ha partecipato all’evento si trova ora a dover pagare per procurarsene una copia.

Tornando ad Helvetia uno dei modi principali per fare punti è quello di essere i primi a consegnare determinate merci (meglio se complesse) al mercato. Aggiungete che il gioco non viene vinto da chi fa più punti, ma dal primo che raggiunge un determinato punteggio e capirete che si crea quella tensione tipica dei “racing game” nel tentativo di arrivare prima degli altri. Le risorse se non consegnate al mercato, ci permettono di costruire invece nuovi edifici, alcuni dei quali assegnano punti. Sicuramente la strategia più corretta è quella che vede un giusto bilanciamento fra le due opzioni.

Come in Glen More, anche qui è previsto l’utilizzo del “morto” per le partite in due giocatori: là il tutto si risolveva con un tiro di dado e il rimuovere gli edifici, in Helvetia invece il “morto” ha un gettone a disposizione e può compiere determinate azioni (svolte da uno dei due giocatori). Diciamo che è un po più “invasivo” rispetto a Glen More.
Vorrei quasi quasi aprire una parentesi su questo “fantomatico morto” sempre più presente nei giochi. Una volta quando il gioco recitava da 2-4 giocatori era un gioco che girava bene con un qualsiasi numero di giocatori, senza aggiustamenti al regolamento di sorta, oggi il gioco che recita da 2-4  giocatori, dovrebbe recitare da 3-4 giocatori, in quanto il numero 2 è sempre un qualcosa di “adattato” e non è esattamente la stessa cosa…
Fra i titoli che ho acquistato recentemente il “morto” me lo sono ritrovato fra i piedi quasi sempre tanto che mi sembrava di avere l’impressione di stare sul set di “Walking dead”… scusate la freddura (che con i morti ci sta anche bene)…

Riprendo il 'testimone' di questa staffetta virtuale per passare alle mie conclusioni e dico subito che gli aspetti negativi del gioco sono a mio avviso più legati all'estetica che alle meccaniche. Un po' di difficoltà a riconoscere gli abitanti maschi dalle femmine e le tessere edifici sono a loro volta un po' piccole da riconoscere (specialmente nelle materie necessarie per costruire l'edificio).
La qualità dei materiali è invece all'altezza della situazione ed ho apprezzato il fatto che il gioco si presenti nella sua bella scatola quadrata con la bandiera rosso crociata con il profilo del Cervino, che spicca decisamente. Chi ha apprezzato Glen More apprezzerà sicuramente anche Helvetia. La gestione degli abitanti porta sicuramente molta più profondità strategica rispetto al predecessore senza per questo andare a prolungare eccessivamente la durata del gioco. Un'altra cosa che ho apprezzato di questo gioco come in tutti i giochi di Cramer è la possibilità di avere sempre almeno un paio di azioni interessanti quando è il vostro turno e magari siete gli ultimi di turno e i vostri avversari si sono già accaparrati la vostra prima, seconda e terza scelta. Ricordo infine che il gioco è indipendente dalla lingua (regolamento a parte) ed un' ultima considerazione la spendo sul prezzo che, a mio avviso, è ragionevole (listino 35 euro ma si può già trovare a prezzi inferiori).

Cerco a mia volta di tirare due somme e di essere concreto, chiedendomi: "ma insomma questo Helvetia merita l’acquisto o no?" La risposta, come spesso nel mio caso, è: “dipende”. Io l’ho acquistato pur possedendo Glen More, ma si sa, io non faccio testo ;) Il gioco, pur non presentando niente di particolarmente innovativo risulta tutto sommato gradevole e devo ammettere che comunque mi aveva colpito di più Glen More, anche se più immaturo come titolo (sarà che il primo amore non si scorda mai… ;) ) Il titolo migliore di Matthias è e rimane a mio avviso Lancaster.
Direi quindi che se non avete titoli analoghi Helvetia può essere decisamente un buon acquisto e, se non siete collezionisti, di titoli analoghi ce ne sono parecchi e quindi entriamo un po’ nel campo della soggettività: per alcuni potrebbe essere il migliore della categoria, per altri il peggiore. A me e mia moglie il gioco è piaciuto; a diversi amici (gamers accaniti) il gioco non è piaciuto affatto, per cui, se avete la possibilità di provarlo prima di acquistarlo probabilmente è la cosa migliore, altrimenti aprite un attimo il vostro armadio o date un’occhiata alla vostra libreria per vedere se contiene qualcosa di analogo e poi chiedetevi se il gioco aggiunge qualcosa alla vostra collezione. Se acquistiate tutto a prescindere, potete ovviamente saltare il punto precedente! ;)
P.s. Sulle critiche riguardo ai materiali, sul fatto ad esempio che i trippoli di sesso maschile non si distinguano da quelli di sesso femminile (ora pure i trippoli hanno un sesso, dove andremo a finire…) mi sento invece di tranquillizzarvi secondo me si distinguono perfettamente. Non sarebbe della stessa opinione un amico che ha comprato su spiele material i set sostituitivi (ndFabio: ed io ci ho appiccicato sopra degli adesivini per distinguerli) , ma io li trovo facilmente distinguibili. Quello che forse è un po’ più difficile è ricordarsi cosa fanno gli edifici degli altri o andare a scoprire i simboli spesso coperti da questi trippoli decisamente grandicelli. 

-- Le immagini sono tratte dal manuale, da BGG (postate da Eric Martin) e/o dal sito della casa produttrice (Kosmos) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

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