lunedì 12 marzo 2012

Anteprima - Kairo

scritta da Fabio (Pinco11)

La Queen Games è sicuramente una delle case editrici più note, ma nel recente ha assunto una curiosa politica sulla uscita dei propri titoli, preannunziandone in molti casi la produzione con un anticipo notevole e proponendo in visione prototipi già in veste definitiva con oltre un anno di anticipo sulla loro uscita. Il fatto è che, in un mondo frenetico come il nostro, l'effetto è a volte quello che il titolo, quando alla fine esce, è già per certi aspetti 'vecchio' e finisce così per andare rapidamente nel dimenticatoio. Questo è successo, per esempio, con Castelli di Burkhardt, o con Paris Connection o German Railways e sembra stia accadendo anche con Kairo, di Kimmo Sorsamo, titolo per 2-4 giocatori per partite intorno all'ora di durata, indipendente dalla lingua - salvo il manuale - del quale andiamo a parlare oggi. 
Si tratta qui della riedizione, riveduta soprattutto sotto il profilo grafico, dell'originaria creazione dell'autore finlandese, che si chiamava Tori  ed era ambientata nella Helsinki del 1952, mentre ora i giocatori sono trasportati nei mercati del Cairo, cercando di attrarre i clienti in visita verso i propri stand, la cui crescita devono curare con attenzione. Il titolo, in uscita in questo periodo, sfrutta meccaniche di piazzamento tessere e controllo territorio ed è di difficoltà limitata, rivolgendosi ad un pubblico potenzialmente ampio.


I componenti

La scatola conterrà prima di tutto un tabellone centrale che raffigura una classica griglia quadrettata, suddivisa in sei quadranti, sulla quale troveranno posto i segnalini degli stand dei vari giocatori (tesserine di cartone, 6 per giocatore), nonchè le loro successive espansioni (36, da contendersi tra i giocatori). Completano la dotazione una quantità di monete in vari colori, ulteriori segnalini 'medaglia' per tenere traccia delle 'maggioranze', 33 carte (che fungono da motore per il piazzamento), 6 trippolini a forma di ometto che rappresentano i visitatori del mercato e quattro schermi utili a tenere nascosti i propri possedimenti.


Come si diventa ricchi commerciando al Cairo o a Helsinki

Il meccanismo del gioco è di base piuttosto semplice (qui ne trovate comunque le regole complete). Dopo un setup iniziale che prevede il collocamento dei tre propri stalli iniziali (ossia dei banchi di partenza) e la pesca di una mano di carte ha inizio la partita, nel corso della quale i giocatori si alternano nel compiere ad ogni turno una delle tre azioni possibili, ossia 1) piazzare un nuovo banco, espanderne uno esistente o spostare uno stallo 'bloccato' ; 2) attrarre un acquirente presso il proprio banco; 3) pescare due carte. L'idea è quella che l'azione di piazzamento di uno stallo possa aver luogo giocando una o più carte (le quali raffigurano la griglia di gioco ed indicano uno o più settori nei quali gli stalli possono essere piazzati) e che tre carte giocate insieme valgono come jolly. Espandere un proprio banco prevede invece un costo, crescente con l'aumentare delle dimensioni complessive dello stesso e riconosce punti vittoria immediati (sulla base delle dimensioni) e bonus (se si possiede il banco più grande di quel colore).


La fase di 'invito' degli acquirenti presso lo stand è invece un qualcosa di matematico, ossia uno dei trippoli clienti è mosso verso l'ingresso del banco di quel colore che è a lui più vicino ed il proprietario di esso, chiunque sia (anche un altro giocatore, se si è fatto male il conto ...) beneficia di introiti legati alla dimensione del banco visitato (pagati in monete del colore corrispondente).
Il gioco procede in questo modo sino ad esaurimento delle tessere espansione dei banchi e si assommano in quel momento i punti guadagnati con i bonus legati al possesso dei banchi più grandi (e dei secondi) di ogni colore.

Divertente?

Parto come al solito dai commenti sulla presentazione del gioco, per dire che Kairo non fa certo di essa il suo cavallo di battaglia. Abbiamo infatti davanti un tabellone quadrettato che fa tanto 'vecchi tempi' e non attrae granchè l'occhio: qualche passo avanti è stato compiuto rispetto all'edizione originale del gioco (Tori), utilizzando nella componentistica colori un pò pià accesi e/o gradevoli, corcando di ravvivare il tutto, ma lo sguardo d'insieme del tavolo da gioco prima di iniziare non è che sia poi così impressionante. Quanto ai pezzi (salvo la valutazione della qualità intrinseca, da rinviare al momento dell'uscita sul mercato) abbiamo un buon numero di tesserine e di segnalini moneta in vari colori, ma niente che colpisca in modo particolare, mancando pure i classici trippolini (segnalini) in legno dei giocatori.
L'ambientazione è a sua volta appena delineata e non si colgono motivi particolari, aldilà della illustrazione sulla scatola o delle tende raffigurate nelle tesserine espansione, per dover collocare il flusso del gioco al Cairo piuttosto che a Helsinki (come nella versione originaria del gioco) o in qualunque altro posto. Quanto alla aderenza delle dinamiche ad essa vi è da dire che non si trovano validi motivi per spiegare perchè l'accesso di clienti ad un certo 'colore' di banchi debba restituire monete solo di quel colore e perchè ci siano limiti nell'uso del denaro, dovendo rispettare il rapporto colore tra le monete utilizzate ed il tipo di espansioni acquistate.

Le meccaniche di gioco appaiono decisamente 'matematiche', nel senso che DOVE si collocano gli stalli è vitale, nella logica del controllo territorio, visto che poi nel corso del gioco è possibile far entrare in un negozio il cliente solo se l'ingresso di esso è il più vicino alla posizione nella quale il trippolino in questione si trova. La posizione relativa di ogni banco è quindi importante e così anche le risorse per l'espansione degli stalli devono essere gestite tenendo conto della relativa proficuità della loro collocazione: tra l'altro nell'espandersi è facile arrecare danno ad avversarsi, magari chiudendo numerose delle vie d'accesso ai loro stand (è vietato renderli però inaccessibili), per cui l'operazione è da assoggettare a riflessione. Ci sono, è vero, delle scappatoie alla eccessiva matematicità, visto che sono disponibili anche delle carte 'strillone', le quali consentono di far saltare ad un potenziale cliente uno o più ingressi di negozi più vicini del proprio, ma anche la pesca  di esse costa turni, per cui il loro uso deve essere centellinato. E' poi necessario pianificare, nel muovere i clienti, anche le conseguenze della propria azione a medio termine, perchè ogni volta che un trippolo cliente entra in un negozio esso è sostituito, nella sua posizione, dal trippolo che era in quel momento fuori dal gioco, che entra sul tabellone quindi in una posizione ben determinata.
L'interazione è quindi, come descritto, presente, anche se restiamo sul 'freddo', nel senso che le dinamiche utilizzate restano piuttosto astratte e matematiche, rimanendo sul campo del 'controllo territorio' e/ del 'piazzamento', senza elementi atti ad 'ingentilire' le dinamiche e relazioni tra i giocatori. Quanto alla scalabilità devo dire che il gioco, in virtù del discorso sui bonus legati ai banchi più grandi appare più adatto al multigiocatore, mentre la controllabilità dei movimenti dei clienti è maggiore nella versione a due giocatori, la quale però fruisce di regole speciali, con la presenza di stalli 'neutrali', che possono snaturare certe dinamiche.

In conclusione Kairo si propone come titolo dalle regole nel complesso semplici e molto lineare. E' potenzialmente adatto ad un pubblico ampio, nel senso che le dinamiche di gioco risultano comprensibili facilmente, ma nel contempo emerge come un pò freddino per i calcoli che postula, vivendo su principi astratti di piazzamento e controllo territorio tipici di titoli di qualche anno fa (facciamo anche una decina abbondante: ricordiamo, anche se poi le regole sono diversissime, ma solo per capire di che parlo, cose tipo Hacienda, Oregon o Terra Nova, ma ho il timore che i titoli indicati sopravanzino di molto Kairo). La grafica non troppo accattivante contribuisce a  sua volta a non far emergere dalla massa questo titolo, che però può risultare, se proposto al giusto gruppo, anche gradevole il giusto, stimolando un adeguato livello di riflessione.

-- Le immagini sono tratte dal manuale, da boardgamegeek.com (postate da Chaddyboy) o dal sito della casa produttrice (Queen Games) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --       

6 commenti:

  1. che ne dite di un approfondimento su questo genere?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Intendi un articolo sui 'giochi di piazzamento'?

      Elimina
    2. si, piazzamento e controllo territorio

      Elimina
  2. hmm...ho notato subito una somiglianza con The Market of Alturien del 2007

    http://www.boardgamegeek.com/boardgame/27800/the-market-of-alturien

    anche se in Alturien i clienti si muovono con un dado e i soldi vengono riscossi indipendentemente dal colore del mercato in cui si costruiscono le proprie bancarelle. Notate anche voi la somiglianza?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Lo stesso Alturien era per altro una reimplementazione di un precedente titolo e l'idea di un tabellone quadrettato a sua volta non è in assoluto poi tutta questa novità ...

      Elimina
    2. ...ovvio...mi riferivo non solo al tabellone ma al concetto del gioco come insieme (meccaniche + ambientazione). Forse e' anche vero che se un autore pensa a come progettare un gioco sul mercato non puo' non arrivare a tale facile soluzione. Penso che sia sempre difficile per un autore trovare meccaniche diverse e "nuove" per una stessa ambientazione.

      Elimina