giovedì 1 marzo 2012

Puerto Rico: Limited Anniversary Edition - Recensione

scritto da polloviparo.


Non so voi, ma se a me chiedono di fare il nome di qualche classico dei giochi da tavolo, i primi due nomi che mi vengono in mente sono Puerto Rico e Caylus.
Non perché siano i miei titoli preferiti in assoluto, ma proprio perché li reputo classici per antonomasia, quei titoli che nelle collezioni di un giocatore non dovrebbero assolutamente mancare.
Oggi comunque parleremo del primo, ossia Puerto Rico di Andreas Seyfarth titolo del lontano 2002 illustrato da Franz Vohwinkel.
Parlandone andiamo un po’ a colmare un “buco” del nostro blog, ossia la mancanza di un approfondimento su un titolo che ha occupato la più alta posizione del podio della classifica di Bgg, per diversi anni.
Sembrava quasi destinato ad occupare quella posizione ancora per molto tempo, ma in tempi recenti ha ceduto il passo a ben due titoli ossia Twilight Struggle e Agricola.
Lo troviamo quindi ancora sul podio, ma sul gradino più basso, posizione comunque di tutto rispetto, specie per un titolo con dieci anni sulle spalle.
La prima considerazione che mi viene in mente è che, sebbene sia chiaro che i titoli che assicurano i volumi maggiori di vendita siano quelli destinati alle famiglie, il titolo che lo ha spodestato è stato invece un prodotto di nicchia.


Parliamo di un gioco per due giocatori della GMT, con componentistica non eccelsa e ambientato nel periodo della guerra fredda.
Siamo d’accordo che le famiglie, con molta probabilità non votano su Bgg, ma parliamo delle preferenze della più grossa comunità ludica presente sul web, che raccoglie giocatori da tutte le parti del mondo e quindi sicuramente un indice di cui tener conto.
Ma torniamo a Puerto Rico e lo facciamo ricordando che proprio nello scorso mese di ottobre è stata presentata la versione celebrativa per il decimo anniversario.
Le differenze sono principalmente di carattere estetico, non a caso sono cambiati gli illustratori e Franz Vohwinkel ha ceduto il passo, anzi la “matita” a Harald Lieske e Markus Schmuck.


La grafica, ora, risulta sicuramente più al passo coi tempi; le tessere edificio riportano delle illustrazioni, le navi sono state opportunamente sagomata, le plance dei giocatori ridisegnate e così via.
Aggiornamento anche dal punto di vista dei materiali, le monete in metallo hanno preso il posto di quelle in cartone, le merci hanno ora la forma di casse e non di barili ottagonali e le tessere sono più spesse (mi sembra si parli di 3 mm. di spessore aggiuntivo).

Nessun cambiamento invece per quanto riguarda “l’impianto di gioco” che mantiene inalterata la giocabilità originale del titolo, se non consideriamo gli edifici aggiuntivi e i nobili già presenti all’interno della scatola e precedentemente pubblicati separatamente come espansioni.
D’altronde abbiamo detto che si tratta di un classico e le regole dei classici non si toccano, ma vi immaginate se oggi qualcuno si proponesse di aggiornare le regole della briscola! ;)
Comunque diciamo subito che il gioco non ne ha bisogno, sebbene dieci anni non siano pochi in ambito ludico, possiamo affermare in tutta tranquillità che il “vecchietto” si difende ancora bene!

I segni dell’età erano proprio legati principalmente all’aspetto estetico un po’ datato ed ecco che grazie al “lifting” il gioco acquisisce una seconda giovinezza.
Se vi rimanesse qualche dubbio sulla validità di questo gioco, forse l’elenco dei riconoscimenti e dei premi ottenuti, vi aiuterà ad allontanarlo: Deutscher Spiele Preis 2002 (Vincitore categoria Best Family Adult Game), Meeple's Choice Awards 2002 (Vincitore), Spiel der Spiele 2002 (Selezionato categoria Spiele Hit für Experten), Spiel des Jahres 2002 (Nominato), International Gamers Award 2003 (Vincitore categoria Multi-player Winners (tie)), Nederlandse Spellenprijs 2003 (Vincitore), As d'Or Jeu de l'Année 2006 (Nominato), Ludoteca Ideale 2010 (Vincitore).

Non siete ancora convinti?

Molto probabilmente allora siete degli appassionati di giochi “American style” e odiate i freddi e matematici giochi tedeschi, in questo caso difficilmente riuscirò a farvi cambiare idea.
Sì perché quello che comunque deve essere chiaro è che si tratta di un gioco “German” fino al midollo.
Abbiamo una componente aleatoria ridotta ai minimi termini, poiché rimane comunque un qualche elemento di casualità, quale ad esempio la pesca delle piantagioni, ma parliamo veramente di inezie.
Difficilmente qualcuno lamenterà di aver perso la partita per colpa di un’avversa dea bendata.


L’esperienza in questo gioco paga, il conoscere bene gli edifici, le interazioni che questi possono offrire, il giusto momento per costruire o per vendere le merci, inevitabilmente farà la differenza.
Tant’è che un giocatore alle prime armi, difficilmente la spunterà con giocatori più navigati.
Cosa che trovo divertente è che alcuni dipingono quest’aspetto come un difetto del gioco.
E’ come se mi lamentassi di non essere riuscito a vincere a scacchi perché è un gioco troppo deterministico.
E’ una caratteristica del gioco, o piace, o tanto vale giocare ad altro, magari ad un gioco pieno di dadi! ;)
Il regolamento del gioco presenta delle dinamiche ancora piuttosto attuali ed alcune meccaniche sono proposte anche in titoli di recente produzione.
Potrei citare ad esempio Race for the galaxy che ripropone il sistema di selezione dei ruoli, attingendo a piene mani da Puerto Rico o se preferite da San Juan, che altro non è se non il gioco di carte direttamente derivato da quest’ultimo.

Come al solito non ho voglia di spendere parole per il regolamento che potete tranquillamente leggere nella sua versione integrale a questo indirizzo
Proprio per descrivere il gioco in due parole a chi ne sente parlare per la prima volta, posso dire che si tratta di edificare la propria isola, costruendo edifici e piantagioni.
I primi offrono il linea di massima dei vantaggi e assegnano dei punti, le seconde permettono di produrre diversi tipi di merce.

Per la merce più semplice, ossia il mais, non serve nessun impianto di produzione, per le altre (zucchero, caffè, tabacco, ecc…) invece occorre avere l’apposito edificio. Per produrre merci, o per ottenere i vantaggi offerti dagli edifici, occorre porvi sopra dei lavoratori.
Le merci potranno essere imbarcate per ottenere punti o vendute per ottenere denaro. Il denaro servirà fondamentalmente all’acquisto di nuovi edifici.

Il tutto passa attraverso la scelta di apposite azioni; ognuna di queste una volta opzionata verrà svolta da tutti i giocatori, ma con un vantaggio aggiuntivo riservato a chi l’ha scelta. Al termine della partita chi avrà più punti sarà il vincitore (beh questo forse era ovvio e potevo anche risparmiarmelo :P ).

Segnalo per completezza d'informazione che alcuni reputano vincente la strategia del mais (provate a cercare Corn Strategy) osssia il puntare ad avere la quasi totalità delle piantagioni di mais, in modo da creare una sorta di monopolio, in combinazione con alcuni edifici. Ovviamente è sufficiente che alcuni giocatori vi contrastino nella realizzazione di questo obiettivo per neutralizzarla. Come abbiamo detto poche righe sopra, l'esperienza paga.

Cominciamo a tirare due somme.

Il fatto che sia un forte estimatore del gioco in oggetto dovrebbe essere a questo punto chiaro. Va detto che sicuramente sono anche influenzato da un forte valore affettivo.
Il primo gioco che mi fatto scoprire che non esistevano solo Risiko e Monopoli è stato I Coloni di Catan, ma subito dopo è arrivato Puerto Rico.
Per la prima volta, scoprivo un gioco che all’interno della scatola non presentava alcun dado e ricordo ancora la soddisfazione della prima vittoria.
Diciamoci la verità, vincere una partita a briscola darà anche soddisfazione, ma quella assicurata dal vincere una partita a scacchi è nettamente superiore. Si sente di avercela fatta con le proprie possibilità e non perché si è stati fortunati. Ecco per me Puerto Rico ha rappresentato questo passaggio, mi ha accompagnato nel mondo dei giochi da tavolo per mano e anzi per diversi anni mi ha fatto odiare i dadi.
Ora questo rifiuto è stato superato e riesco ad apprezzare sia titoli tedeschi che americani, ciò non toglie che una partita a Puerto Rico, sia ancora in grado di regolarmi forti emozioni.
La durata di una partita è stimata in 90 minuti, ma se al tavolo siedono esclusivamente giocatori esperti, si può chiudere tranquillamente in 60 minuti.


I tempi di setup sono minimi e fra un turno e l’altro i tempi morti quasi assenti, d’altronde il fatto che le azioni vengano svolte da tutti i giocatori, assicura sempre qualcosa da fare.
Sul discorso dipendenza dalla lingua, direi che seppur minima è presente. Sulla plancia personale cono riportate le descrizioni dei ruoli e sugli edifici gli effetti degli stessi.
Se acquistate una versione in una lingua a voi sconosciuta, avrete bisogno, quantomeno nelle prime partite, di un foglio di riferimento.
Poi a mano a mano che il vostro numero di partite aumenterà, sicuramente acquisirete familiarità con il tutto e la consultazione si farà sempre più sporadica.
Detto questo la scelta è ampia, basta andare su Egyp e scrivere Puerto Rico nell’area di ricerca e ci verranno proposti:
Puerto Rico in inglese classico e Anniversary edition, la versione classica in italiano e Anniversary Edition in Italiano (n.d. Chrys - Novità 2013) oltre che la Anniversary edition in tedesco se volete risparmiare un po'.
Le possibilità sono quindi molteplici.

Se non avete problemi di budget e una buona conoscenza dell’inglese probabilmente la scelta migliore è l’Anniversary edition, sebbene io reputi che abbia un prezzo esagerato ed immotivato.
Si parla di tiratura limitata e quindi di oggetti puramente da collezionisti, che spesso sono disposti a chiudere un occhio per assicurarsi un oggetto esclusivo.
Se il vostro budget è più limitato e a parte l’italiano non vi destreggiate molto bene con altri idiomi, sicuramente la scelta migliore è l’edizione italiana.
In ultima battuta se per voi la componente estetica è fondamentale, potete sempre rivolgervi alla Anniversary edition tedesca, magari aiutandovi con qualche quick reference. Infine da giugno 2013 trovate in vendita anche la Anniversary Edition completamente in italiano (n.d. Chrys ^_^)

Concluderei l’articolo parlandovi delle versioni digitali di Puerto rico. I tempi moderni ci presentano sempre più trasposizioni ludiche su apparecchi digitali. Primi fra tutti i dispositivi della mela. Così oggi è possibile giocare a Puerto rico HD per Ipad  o su PC.  



Sono sempre stato contrario ai giochi in veste digitale, perché preferisco di gran lunga il momento sociale offerto da un gioco da tavolo e le sensazioni tangibili dal contatto con i materiali di gioco.
Così come non apprezzo tutti quegli automatismi offerti dalle versioni elettroniche che uccidono a mio avviso “il ragionamento”.
Un po’ come fare i conti a mente o con la calcolatrice, tanto per intenderci.
Devo ammettere che comunque ultimamente qualche partitina me la sto concedendo e quando proprio gli amici non sono disponibili e non si ha molto tempo a disposizione (non dovendo preoccuparsi di setup, conteggi dei punti, ecc…) una partita in solitario o online, può essere un piacevole passatempo.

-- Le immagini sono tratte da BGG, tutti i diritti appartengono alla Casa produttrice ed agli Autori. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --







6 commenti:

  1. Aggiungerei inoltre che ci si sente immersi nell'ambientazione (per quanto stiamo sempre parlando di un gioco "German"). E' sempre una gran soddisfazione assegnare ai vari edifici i propri lavoratori, preparare e imbarcare le merci e spedirle verso il vecchio continente.

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  2. Questa versione è anche per 2 giocatori ... ma è consigliato ??? o ci sono GDT simili più adatti per una partita a 2 ??

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    1. Io personalmente trovo l'ambientazione equiparabile alla stragrande maggioranza dei giochi German, niente di più, niente di meno.
      Certo le meccaniche sono perfettamente funzionali al tema scelto e assegnare i lavoratori agli edifici è molto appagante, ma se ci pensi è possibile sostituire l'ambientazione con un'altra con un minimo sforzo.
      Comunque come detto più volte per me la cosa non costituisce assolutamente un problema.

      Si il gioco è per 2-5 giocatori e scala molto bene. Ci sono degli accorgimenti per adattarlo al diverso numero di giocatori, quali ad esempio l'utilizzo di navi con diverse capienze.
      Ovviamente il massimo potenziale lo esprime in 4-5 giocatori, ma in 2 è perfettamente godibile.

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  3. Ormai è passato parecchio tempo... impossibile vedere una limited anniversary edition in ITALIANO???

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    1. Questa edizione era, come suggerisce il nome, del tutto limitata: anche il prezzo non era dei più convenienti, per cui il tutto suggerisce una altra improbabilità di vedere tradotte questo tipo di uscite..

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    2. La possibilità di una edizione italiana c'è stata in realtà... non faccio nomi per non creare vespai inutili, ma da quanto ne so io una casa editrice nostrana aveva chiesto i diritti per farne l'edizione localizzata e la Rio Grande era favorevole, ma poi (cosa tristemente molto all'italiana) un'altra casa nostrana con rapporti consolidati con la Rio Grande ha posto "il veto" alla cosa, tenendosi per lei i diritti ma decidendo di NON sfruttarli.
      E qui si è arenata ogni speranza di una edizione italiana. :(

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