lunedì 9 aprile 2012

In breve - Castellan

scritto da Fabio (Pinco11)

Ammetto di essermi lasciato spingere, nello scrivere questo articolo, dall'entusiasmo iniziale suscitato dalla componentistica ripresa nelle prime foto di questo gioco trapelate su internet, ma, come si dice, 'anche l'occhio vuole la sua parte'.
Castellan, ideato da Beau Beckett (sinora autore solo di un paio di titoli, tra i quali però il noto wargame 1812: The invasion of Canada), è un titolo in fase di playtesting ed annunziato in uscita nei prossimi mesi dalla Steva Jackson Games (per 2 giocatori, del tutto indipendente dalla lingua, tempo medio a partita una quarantina di minuti). Qui i giocatori entreranno nei panni di altrettanti costruttori di castelli i quali dovranno, con meccaniche da 'piazzamento tessere', costruire una classica fortezza merlata medievale.


ooohhh .. ma che belle le porticine ed i mattoni a vista .. 'ma hai visto le merlature'? .. e le torri colorate?
Astrazione e castelli ..
I componenti i quali, pur provvisori, hanno così attratto la mia attenzione, sono di quelli che possono agevolmente essere depredati dai vostri figli piccoli, perchè ogni scatola dovrebbe contenere 110 pezzi di costruzione per i castelli, divisi tra pezzi di mura lunghi, pezzi corti e torri (oltre che le torrette colorate in rosso e blu, da usarsi come segnalini per il controllo di aree). Si tratta, come vedete dalle immagini, di pezzi in plastica, destinati ad incastrarsi tra loro, per cui dal punto di vista scenografico il tavolo nel corso della partita diventa davvero attraente.
A livello di regole il gioco prevede che ogni giocatore riceva due mazzi di carte (ve ne sono per ora un totale di 28, per cui dovremmo avere due mazzi da 7) e che, dopo aver ricevuto una mano iniziale, possa ad ogni turno scegliere quali e quante carte giocare, pescandone quindi una sola (dal mazzo che preferisce) a fine turno. Le carte raffigurano diverse combinazioni di pezzi che in quel turno il giocatore potrà collocare ed i due mazzi stanno a significare che pescando da uno di essi si avrà la sicurezza di avere almeno un pezzo di mura da collocare (ma non solo quello, di solito), mentre pescando dall'altro si avrà almeno una torre. Se, nel piazzare i propri pezzi, si vanno a creare degli spazi chiusi, se ne assume il controllo, piazzandovi all'interno uno o due dei propri trippolini (i dettagli delle regole non sono ancora noti, per cui immagino che certe carte consentano di collocare due dei propri trippoli invece che uno solo) e si acquisiscono così punti vittoria, in misura di uno per ogni torre che delimita quello spazio. Le immagini (tratte da BGG e postate da Philip Reed, Jesse e W. Eric Martin) danno bene l'idea del funzionamento della cosa e nell'immagine sotto, per capirci, il giocatore rosso ottiene 4 punti. Finite le carte si contano i punti e chi ne ha di più, beh ... vince. Qui è il link al sito della casa, dove in futuro potreste trovare online le regole.

Ma che bel castello ...
La componentistica del gioco direi che è ciò che mi ha attratto sin dall'inizio: lo so benissimo che si tratta di plastica e non di legno (sic!), ma in questo secondo caso sarebbe destinato a costare (a meno che non lo avesse edito l'Ikea in un milione di pezzi) un capitale. L'aspetto visivo è quindi davvero OK, mentre l'ambientazione è resa dal concetto di costruire fisicamente il castello (e non è poco per il bambino che c'è in voi).

L'idea del gioco è semplicissima, ossia gioca le carte e piazza i pezzi ivi descritti, ma le tattiche da utilizzare, lo si capisce già ora, sono in radice quelle tipiche dei giochi astratti, perchè a seconda di come si collocano i pezzi si dà la possibilità all'avversario di 'tagliare' in mezzo un proprio possedimento, portandoci via preziosissimi punti. Nel contempo giocare troppo presto troppe carte lascerà ragionevolmente libero il nostro avversario di fare i suoi comodi nel resto della partita. Gli elementi di riflessione sono, infine, arricchiti dal fatto che i mazzi in mano ai due avversari sono uguali tra loro e quindi memorizzabili dopo qualche partita (per prevedere le possibilità di gioco altrui), per cui l'unica cosa che incide sulla diversità di azione è la casualità della pesca.
Intravedo quindi un'anima scacchistica nel gioco, che è quella del calcolo rigido delle carte che devono uscire e delle possibilità di chiusura residue, accanto ad una più disimpegnata, legata appunto alla menzionata casualità: resta da capire se le due cose riusciranno ad attrarre sia gli occasionali che i gamers, oppure se respingerà entrambi. A livello pratico direi che la vera idea distintiva sta comunque nei componenti, perchè le stesse dinamiche avrebbero potuto essere comodamente rese con un classico utilizzo di più economiche tessere di cartoncino, però volete scommettere su quanto (non) vi (e soprattutto 'mi) avrebbe attratto stò titolo?

In definitiva Castellan si propone come simpatico gioco astratto adatto per un pubblico ampio e dalla componentistica attraente, che potrà suscitare più di una attenzione in occasione della sua prossima uscita. Aspetto parzialmente negativo è il prezzo, che è annunziato intorno ai 40 dollari: è previsto infine che, unendo due scatole (ci sono due versioni del gioco, con diversi colori dei trippoli giocatore) si possa giocare anche in 4, ma il prezzo aumenterebbe di conseguenza .. (nell'immagine a fianco il blu vince 46 a 31).

-- Le immagini sono tratte da BGG o dal sito della casa editrice. Tutti i diritti appartengono alla Casa produttrice (Sid Jackson Games) ed agli Autori. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

  

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