lunedì 16 aprile 2012

Recensione - Dr. Shark

Recensione di Nero79

Antoine Bauza (7 Wonders, Takenoko, Ghost Sale...) e Bruno Cathala (Cyclades, Mare Nostrum...) sono autori di successo che hanno saputo reinterpretare meccaniche certo non inventate da loro, in maniera elegante e originale, ecco quindi che l'uscita di questo Dr Shark, realizzato dalla coppia per Hurrican (editore famoso soprattutto per Mr. Jack dello stesso Cathala) mi ha incuriosito soprattutto perché non sapevo cosa questi due avrebbero potuto escogitare insieme. Dr. Shark è un gioco per famiglie e giocatori occasionali che si concentra su uno dei sensi dei giocatori che viene utilizzato meno nei giochi da tavolo (vale a dire il tatto).

Da 2 a 6 giocatori, nei panni di altrettanti agenti segreti, si infiltreranno nella vitta del famigerato Dr. Shark sulla sua isola privata nel Sud Pacifico. Il dottore, rinomato e sedicente filantropo, ha organizzato un cocktail party  ma tutti sanno che è in realtà un genio del male. Per conto dei rispettivi servizi segreti quindi, i giocatori si tufferanno nella piscina infestata di squali alla ricerca di prove schiaccianti che possano inchiodare il criminale.
Solo uno però ci riuscirà...

I COMPONENTI
Nella scatola troviamo una plancia di gioco che mostra la piscina del Dr. Shark, suddivisa in 5 zone (da A ad E) con spazi occupabili dai gettoni agente (6, ognuno appartiene al relativo giocatore che riceverà anche la relativa carta) e una scala dei turni da 1 a 10. Una plancia riepilogativa spiega il funzionamento di ciascuna zona mentre un'altra mostra la forma dei vari pezzi di puzzle disponibili (gli indizi) e le possibili texture di ognuno.
Abbiamo poi una serie di gettoni "prove", una clessidra da 30 secondi, un clapper in legno a forma di testa di squalo, il segnalino del turno e un sacchetto di stoffa. Il clou del gioco sono però proprio gli indizi a forma di pezzi di puzzle che, oltre ad essere componibili come dei veri e propri mini-puzzle, hanno anche la particolarità di avere texture diverse (liscia, velluto, pelle di coccodrillo, carta vetrata...). Ad ogni texture corrisponde un colore e un tipo di "prova" (armi, gadget, travestimenti, piani e documenti falsi). Il gioco, con la sua grafica pop-art a cura di Charlie Adams dovrebbe attirare sia un target di bambini (10+), sia un pubblico adulto, ma lascio giudicare voi.

IL GIOCO
Il primo giocatore è incaricato di tenere traccia dei turni. In base al numero di giocatori si giocherà un determinato numero di turni e più o meno spazi saranno disponibili sulla plancia per i vari agenti.
I pezzi di puzzle vanno messi tutti nel sacchetto. Nella fase di piazzamento, al suo turno il giocatore piazza il proprio gettone agente su uno spazio libero della piscina appartenente ad una delle cinque zone indicate da lettere.
Nella fase di ricerca, in base alla zona scelta nella fase precedente avrà 30 secondi (scanditi dalla clessidra) per tirare fuori pezzi dal sacchetto secondo precise regole.
Vediamole in dettaglio:

Zona A (forme diverse)
Il giocatore deve estrarre pezzi di puzzle uno alla volta. I pezzi devono avere forme diverse (ci sono 10 forme diverse). Se il giocatore estrae due pezzi con la stessa forma, il suo turno finisce indipendentemente dal tempo rimasto. I pezzi raccolti tranne quello sbagliato, che torna nel sacchetto, vengono conservati nel dossier del giocatore.

Zona B (texture diverse)
Il giocatore deve estrarre pezzi di puzzle uno alla volta. I pezzi devono avere texture diverse (ci sono 5 texture diverse). Se il giocatore estrae due pezzi con la stessa texture, il suo turno finisce indipendentemente dal tempo rimasto. I pezzi raccolti tranne quello sbagliato, che torna nel sacchetto, vengono conservati nel dossier del giocatore.

Zona C (stessa texture)
Il giocatore deve estrarre pezzi di puzzle uno alla volta. I pezzi devono avere tutti la stessa texture. Se il giocatore estrae due pezzi con texture diverse, il suo turno finisce indipendentemente dal tempo rimasto. I pezzi raccolti, tranne quello sbagliato, che torna nel sacchetto vengono conservati nel dossier del giocatore.

Zona D (manciata di pezzi)
Sempre entro il tempo limite, il giocatore deve estrarre una manciata di pezzi. Quindi con due mani li ordina per colore. Se c'è uno squalo di uno o più colori, tutti i pezzi dello stesso colore di quello squalo vanno rimessi nel sacchetto. Dei pezzi rimasti, il giocatore può prendere un pezzo per colore. Gli altri vengono rimessi nel sacchetto.

Zona E  (guarda e prendi)
Il giocatore può guardare nel sacchetto ma può estrarre solo un singolo pezzo.

Il giocatore smette di cercare se pesca uno squalo, se sbaglia o se finisce il tempo (un altro giocatore può usare il clapper per indicare la fine del tempo).

Nell'ultima fase i giocatori completano i mini-puzzle delle prove con gli indizi che hanno pescato e ricevono il relativo gettone prova per ogni mini-puzzle completato. A seconda del tipo di prova ogni gettone vale un determinato numero di punti (come indicato sul gettone). Dopo aver giocato il numero di turni previsto si sommano i punti dati dai gettoni prova ottenuti e da eventuali pezzi "indizio" avanzati. Chi fa più punti vince.

IMPRESSIONI
Il gioco, dal target familiare, può essere giocato davvero da chiunque. L'interazione tra giocatori è limitata all'uso di due poteri speciali se si completa il puzzle di una prova Armi o Gadget. I due agenti speciali freelance ci permetteranno di rubare un pezzo ad un avversario o di scambiare uno dei suoi pezzi per due dei nostri.
L'idea di usare un senso così poco sfruttato come il tatto è sufficientemente nuova da poter attirare giocatori giovani o occasionali, non certo gli appassionati. Dr. Shark per il suo approccio mi ha fatto venire in mente Mord im Arosa, gioco in cui ai giocatori più di ogni altra cosa, serve un buon udito. Ottima la scelta dell'ambientazione alla 007 (anche se a giudicare dallo stile grafico del gioco tendente più verso una spy-story alla Austin Power), molto meglio di quella Maya con cui sarebbe dovuta uscire originariamente nel 2009.
Temo che a lungo andare la longevità possa venir meno, comunque una nuova dimostrazione per tutti, di come le idee più semplici siano sempre vincenti e possono risultare in prodotti di certo interessanti.
In conclusione un gioco per tutti, ma non per tutti tutti, di certo non per te adoratore del dio Wallace.

- Le immagini sono tratte dal manuale, da  altri blog (brettspielblog.ch e 69rtc.com) o dal sito della casa produttrice (Hurrican) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. 

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