giovedì 31 maggio 2012

Ora et labora - prova su strada.

scritto da polloviparo.

Oggi vi voglio parlare di Ora et labora ultimo gioco di Uwe Rosenberg, presentato in occasione di Essen 2011 (ne avevamo già parlato in un'anteprima qui, quando il gioco era ancora sotto forma di prototipo).
Diamo un’occhiata alla produzione precedente di questo autore:
Partirei sicuramente con “Agricola”, titolo che gli ha permesso di salire sul podio della classifica di BGG, andando ad occupare il gradino più alto, continuerei con “Le Havre” altro titolo molto apprezzato, per passare poi a “At the gates” of Loyang” e al meno apprezzato Merkator.
L’Autore ha firmato anche titoli più leggeri quali ad esempio Bonhanza e giochi da due come Babel (gioco particolarmente cattivo capace di solleticare i nervi di mia moglie).
La sua produzione in linea di massima è comunque caratterizzata da un filo conduttore comune a tutti i titoli ossia la “fredda matematica”.
I suoi giochi sono estremamente deterministici, l’alea assente o comunque ridotta ai minimi termini. Nell’arco della partita sono necessari molti calcoli su cosa sia meglio fare per “produrre” di più, ma soprattutto quello che serve.
Ecco perché a molti giocatori, specie agli amanti del genere American e dei dadi, viene la pellagra al solo sentir nominare il suo nome.


Una partita ad un gioco di Rosenberg può risultare divertente? Indubbiamente dipende dal vostro concetto di divertimento.
Se questo può ricavarsi nella soddisfazione di aver battuto gli avversari seduti al tavolo grazie alla vostra calcolatric… ehm pardon mente, allora la risposta è sì, altrimenti meglio dedicarsi ad altro.

Premetto che appartengo a questa categoria di malat… cioè volevo dire di appassionati a cui i titoli di  quest’Autore piacciono ;).
Detto ciò, quello che vorrei capire con voi, è come questo titolo si pone all’interno della sua produzione.
Non mi soffermerò quindi tanto sul regolamento che potete leggere qui (in inglese), quanto piuttosto sulle impressioni di gioco.
Sin dal suo annuncio Ora et labora è sempre stato descritto come “una via di mezzo fra “Agricola” e “Le Havre”.
E’ sufficiente una partita per capirne il perché. Dal primo “ruba” fondamentalmente l’ambientazione in termini di “agricoltura”.

Non rivestirete i panni di una famiglia di contadini, ma quelli di ecclesiastici impegnati nella gestione del proprio convento, tuttavia in entrambi i giochi sarete fortemente impegnati nella gestione di risorse, molte delle quali derivate direttamente dalla terra.
Dal secondo “ruba” le dinamiche di edifici sotto forma di carte da giocare e relativa attivazione.
L’obiettivo che si deve essere prefissato Uwe con questo titolo secondo me è riassumibile in una sola parola: “semplificazione”.
Il regolamento devo ammettere che è risultato da subito molto chiaro. Come al solito troviamo la caricatura dell’Autore che ci guida passo passo nella comprensione delle meccaniche all’interno di una sorta di regolamento “semplificato” ed un regolamento più esteso e completo.

La semplificazione passa principalmente dall’implementazione dell’uso della rondella.
Questa ad ogni turno tramite una semplice rotazione della lancetta, regolerà l’eventuale produzione di tutte le risorse, sulla base della posizione che i rispettivi segnalini andranno ad occupare.
Insomma non ci sarà più bisogno di andare a “rimpinguare” o aggiungere risorse ad ogni turno su una plancia di gioco, semplicemente quando si dovrà produrre una risorsa ci si preoccuperà solo di quella, si raccoglierà la quantità dovuta e si  azzererà l’indicatore,  il tutto in un modo molto veloce ed efficace.

Le azioni sono poi questa volta in numero molto limitato, vanno dall’attivare edifici attraverso il posizionamento di uno dei propri ecclesiastici, al tagliare legna o torba (scartando delle carte e quindi liberando spazi utili sulla propria plancia), al costruire edifici (pagando le risorse necessarie).
Al raggiungimento di determinate posizioni della rondella si attiva una fase di colonizzazione in cui nuove carte vengono rese disponibili fra cui le vostre nuove colonie.
Presente come sempre la possibilità di utilizzare gli edifici degli altri giocatori (obbligandoli a giocare un proprio ecclesiastico su quel dato edificio).
Tutti gli edifici vengono edificati su una plancia di gioco personale che può essere ampliata attraverso l’acquisto di aree extra (azione addizionale come convertire grano in paglia o scambiare le monete).
Le aree rappresentano diversi tipi di paesaggio, si va dalla pianura, alla collina, alla montagna fino alla spiaggia con tanto di mare.


Ovviamente ogni edificio può essere edificato su uno o più specifici tipi di terreno.
Alcuni (quelli gialli) devono inoltre rispettare una regola di adiacenza.
Gli edifici permettono fondamentalmente di produrre o trasformare in versioni più evolute le vostre risorse (qui sotto forma di tessere double face).
Alcune risorse possono essere spese sotto forma di cibo o energia necessari nella fase di colonizzazione.
Alla fine della partita i punti saranno assegnati da alcune tessere risorsa (solitamente quelle più evolute e che richiedono di essere prodotte attraverso l’utilizzo di specifici edifici), dal valore in punti di tutti gli edifici e delle colonie costruite.
Queste ultime assegnano punti ulteriori sulla base degli edifici adiacenti ortogonalmente ad esse.
Il gioco dura un numero di turni prefissato ossia 25 che equivalgono a due rotazioni complete della ruota +1.
Fa eccezione il gioco per due in cui vengono rimossi un certo numero di edifici e la partita termina quando rimane un solo edificio da costruire.
Dopo averla provata mi sento di sconsigliarla in quanto tende a dilatare enormemente i tempi di gioco. A mio avviso può tranquillamente essere giocato con le regole normali.
A parte questo accorgimento devo ammettere che il gioco scala veramente molto bene, grazie soprattutto all'utilizzo delle plance ad hoc.
Da notare che in ogni turno, il giocatore di mano, a differenza degli altri, compie due azioni.

I MATERIALI
La componentistica di Ora et labora ha sicuramente i suoi pregi ed i suoi difetti.
Questa volta non abbiamo tonnellate di tokens in legno, ma in compenso abbiamo l’equivalente corrispettivo in cartone.
Le tesserine sono molto belle a vedersi e sicuramente funzionali, ma per quanto sia io continuo a preferire i segnalini in legno, li trovo più pratici.
Ovviamente in questo gioco non erano pensabili in quanto le merci rappresentano anche dei valori energetici/nutrizionali e in alcuni casi dei punti.
La rondella seppur funzionale varia in funzione del numero di giocatori. All’interno della scatola ne troverete due differenti.
Questo in alcuni casi vi obbligherà a dover smontare la lancetta per assemblarla sul lato opposto della plancia.
Nulla di trascendentale e i lati che si utilizzeranno di più saranno sicuramente quello per 2 e 4 giocatori (posti su ruote differenti) e quindi impostati questi valori raramente andrete a modificarli, comunque era giusto segnalarlo.

Apro una parentesi, avendo acquistato la prima edizione distribuita dalla Lookout games, segnalo che questa presentava un problema attribuito alla tipografia.
I fogli di tessere erano stampati correttamente, ma il macchinario che avrebbe dovuto pre-tagliare le tessere non aveva fatto un buon lavoro.
Inutile dire che nell’operazione di staccare le tessere, pur se con la massima attenzione possibile, queste finivano inevitabilmente con lo strapparsi.
L’occasione mi è gradita per ringraziare Lookout che con estrema serietà e professionalità, informata del problema ha provveduto alla sostituzione del materiale difettoso in tempi veramente celeri.
Rimanendo in argomento dovrebbe uscire a breve l’edizione italiana a cura di Uplay edizioni (distribuita se non erro da Red Glove).
Il condizionale è d’obbligo in quanto l’edizione nell’italico idioma doveva vedere la luce a non molta distanza dall’uscita del gioco, ma sembra che sempre per problemi legati alla tipografia, il gioco abbia subito una serie innumerevole di ritardi, tanto da non aver ancora raggiunto gli scaffali.

Ma torniamo ai materiali, le plance dei giocatori sono davvero sottilissime e tendono ad imbarcarsi con estrema facilità (le mie erano già piegate ancor prima di usarle).

Diciamo quindi che la componentistica non fa propriamente gridare al miracolo in quanto a qualità.

Sul  fronte della grafica nulla di eccezionale, gli edifici hanno un aspetto piuttosto fumettoso, comunque se prendete a riferimento “Le Havre” o “Agricola” sapete cosa aspettarvi.

IMPRESSIONI DI GIOCO
Passiamo finalmente alle considerazioni sul gioco vero e proprio, ma insomma merita o no?
La risposta non è cosa semplice. In che senso vi chiederete voi… Nel senso che il gioco mi ha lasciato sensazioni differenti.
Il gioco sicuramente è valido e gli amanti di Uwe troveranno pane per i loro denti, tuttavia devo ammettere di essere rimasto un po' amareggiato vittima forse di una sensazione di  déjà vu.
Forse se avessi iniziato oggi a giocare e questo fosse stato il primo gioco di quest’Autore a raggiungere la mia tavola avrei gridato “Wow!”, ma dopo una moltitudine di titoli analoghi, non ultimi i succitati predecessori da cui il gioco attinge a piene mani, la sensazione di già visto è forte.
Voglio dire quanti sono i giochi oggi in cui è possibile costruire degli edifici e piazzarvi sopra un “omino” per utilizzarne i vantaggi.
Uscendo dal circuito Rosenberg, mi viene in mente ad esempio il recente “Belfort” (che per la cronaca mi è piaciuto anche di più).



Altro aspetto che mi lascia qualche perplessità è il setup fisso e l’ordine sempre uguale con cui escono le carte.
Praticamente gli elementi “randomici” (belli questi neologismi che rendono molto bene l’idea) sono inesistenti e le partite tenderanno ad “assomigliarsi” molto l’una alle altre.
Un piccolo aiuto viene dato dalla presenza di due varianti contenute all’interno del gioco (Francia e Irlanda) che attraverso l’uso di diversi edifici danno un po’ più di varietà, ma le cose non cambiano in modo drastico.
Diciamo che quando avrete individuato quella che riterrete una strategia efficace, con molta probabilità tenterete di riproporla nelle partite a seguire.
La cosa passa attraverso la costruzione degli stessi edifici o nel puntare su determinate risorse piuttosto che su altre.
Le uniche interferenze in questo caso saranno date dall’eventuale sottrazione di qualche edificio utile alla vostra strategia da parte di qualche altro giocatore.
Questo ci porta alle considerazioni sull’interazione, come sempre non ai massimi livelli.
E’ possibile rubarsi gli edifici o utilizzare gli edifici di un altro giocatore, ma la cosa finisce qui.
Cos’altro dire il gioco è per due quattro giocatori e la durata della partita indicata è di 120 minuti.
Se sedete al tavolo con giocatori particolarmente pensanti, sappiate che arrivare a toccare i 180 minuti è un attimo…

PER CONCLUDERE
Per concludere, con il rischio di ripetermi non mi sento di dire che Ora et labora è un brutto gioco, mi sento semplicemente di dire che è uguale a molti altri giochi belli che già possiedo.
Non mi pento assolutamente di averlo acquistato, ma al contempo mi rendo conto che non aggiunge nulla di indispensabile alla mia collezione che già conteneva le precedenti produzioni di quest'Autore e il succitato Belfort.

Insomma se già possedete Agricola e Le Havre non mi sento di consigliarvi l’acquisto a scatola chiusa, ma vi suggerisco di provarlo prima, se invece dovesse essere il vostro primo titolo di Uwe Rosenberg, mi sento di poter affermare in tutta tranquillità che si tratta di un ottimo punto di partenza.

Vista l’ormai imminente uscita della versione italiana, mi sentirei di suggerire di aspettarlo in "quella veste" visto il prezzo praticamente analogo (mi sembra che si parli di 49,90 euro) a quello della versione inglese già disponibile su Egyp a 51,90 euro.
La dipendenza della lingua non è altissima, il testo sulle carte è poco, ma a meno che non siate assolutamente a vostro agio con l’inglese, volete mettere la comodità di averlo localizzato?

Aggiornamento del 07.06.2012


L'attesa per la versione italiana sembra essere finalmente finita, su Egyp il gioco viene dato come disponibile a partire da domani 8 giugno.
Il prezzo è di 50 euro, quindi sostanzialmente confermata la cifra di cui si parlava.
A chi fosse interessato non resta che seguire questo link.


-- Le immagini sono tratte da BGG. Tutti i diritti sul gioco appartengono all’Autore e alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --    

10 commenti:

  1. Ci ho giocato 2 volte (una, questa domenica).
    Sono un amante di giochi da BURNING BRAIN(dove lo sforzo mentale si fonde con la logica e la matematica). Rosenberg ha sempre prodotto giochi da mal di testa e esaurimento risorse vitali (penso ad Agricola e Le Havre) e anche questo non si discosta.
    Ho anch'io qualche dubbio sulla longevità, le strategie potrebbero effettivamente ripetersi. Finora le partite giocate da me le ha sempre vinte chi ha investito sulle ICONE da 30 PV!! Io, essendomi rifiutato di collezionare tutte quelle risorse (ben 13) per acquistare una ICONA, sono sempre arrivato vicino alla vittoria ma non l'ho mai strappata.... Che sia una strategia vincente? Non lo so visto che non ho sufficienti partite alle spalle, però il dubbio rimane.
    Inoltre, c'è un senso di smarrimento (tipico anche di Le Havre) visto che ci sono a disposizione tantissimi edifici che all'inzio non si conoscono. Dunque, le partite da fare per cnoscere bene il gioco sono sicuramente molte.
    Resta sicuramente un bel gioco. Le meccaniche mi piacciono però il senso di Déjà Vu rimane.

    Belfort è un gioco su cui sto puntando parecchio. Quindi se mi dici che le meccaniche sono "simili" (uso degli edifici) è una notizia che mi fa molto piacere.

    Ciao

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    1. Guarda anche a me i giochi da BURNING BRAIN come li definisci tu piacciono molto.
      Di Rosenberg penso di avere acquistato (e giocato) tutto tranne Merkator.
      Ho fatto una partita a Ora et labora anche venerdì scorso. E' durata quasi tre ore. Prima di iniziare a giocare avevo buttato lì un "dopo ci facciamo un Takenoko".
      Alla fine della partita ero talmente stremato e fuso dai calcoli che sono andato a dormire!
      Se giocato con presappochismo ha un impatto di un certo tipo, ma se ti metti a calcolare tutte le variabili: "Quale edificio mi da più punti, quale colonia mi conviene costruire, qual'è la posizione più conveniente, che risorse è meglio produrre, quali converto, in cosa le devo trasformare per costruire quell'edificio..." ti cuoce il cervello.
      Pensa che a fine partita in due avevamo lo stesso punteggio (pur perseguendo strade differenti), ma eravamo talmente stanchi che non abbiamo guardato nel regolamento se era previsto un "tie break".
      Guardare, ma soprattutto ricordarsi che edifici hanno costruito gli altri non è cosa semplice, quindi generalmente (almeno nel mio gruppo di gioco) ognuno si concentra sui propri edifici, tranne qualche sporadico caso in cui fa comodo usare quelli di un altro giocatore.
      I più "gettonati" in questo senso sono quelli che mettono in campo le risorse che entrano in gioco in un secondo momento (pietra - uva).
      Come ho scritto secondo me il gioco è ottimo e un "affinamento" di quanto prodotto dall'autore in passato.
      Restano il senso di Déjà Vu che vedo che anche tu hai riscontrato e i dubbi sulla longevità.
      Belfort secondo me, se ti piace il genere, è una spanna sopra.
      Uno dei migliori giochi che ho acquistato l'anno scorso.
      Oltre alla gestione delle risorse pietro, legna, metallo (in legno sagomato e non in formato tessera) c'è la gestione dei lavoratori (diversi per tipologia elfi - nani), gli gnomi necessari ad abilitare alcuni edifici e soprattutto anche un sistema di maggioranze per il calcolo dei punteggi.
      I tuoi edifici li puoi utilizzare solo tu, quindi non devi chiedere agli altri "tu che edifici hai?"
      le partite sono molto serrate in termini di punteggio.
      Ci sono gilde che permettono un interazione diretta (tipo la gilda dei ladri per rubarsi le monete).
      Attraverso la selezione delle gilde puoi "settare" il livello di interazione.
      Questo da anche varietà e quindi (longevità al gioco).
      La componentistica è di ottimo livello (è sufficiente prendere in mano la scatola per rendersi conto del peso).
      Unici nei un po' di downtime fra un turno e l'altro perchè alcune azioni vengono svolte tutte in sequenza prima di passare al giocatore successivo ed un prezzo non proprio popolare...
      Se la cifra non ti spaventa e mi dici che ti piacciono questa tipologia di giochi, se non l'hai ancora fatto, io correrei a comprarlo.
      Se poi non ti piace puoi tornare qui sul blog e prendertela per il cattivo consiglio...
      Comunque vista la tipologia di giochi che ti piace (se non odi le meccaniche di maggioranze) sono abbastanza tranquillo sul fatto che ci sono serie possibilità che non ti deluderà! ;)

      Ciao
      Alessandro

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    2. Che dirti Alessandro, GRAZIE MILLE. Fa sempre piacere poter leggere delle opinioni così complete che permettono poi una scelta basata sull'esperienza di giocatori navigati (e quindi che sanno quel che scrivono). Non crucciarti cmq; non verrò mai ad accusarti di avermi gabbato consigliandomi qualcosa che poi mi ha deluso (a parte il fatto che credo che nemmeno Monopoli o Trivial possano deludermi per come vedo io i giochi da tavolo).
      Poi, come mia moglie si premurata di scrivere in un intervento qualche post fa ("gaglioffa"), io ormai ho la sindrome dell'acquisto compulsivo... quindi BELFORT ARRIVO!!!!

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  2. Ciaooo!!
    Sono Stefano, sto ora et labora lo sto seguendo da tempo e giustamente stavo aspettavo la versione italiana, che per problemi "burocratici" (cosi dicano quelli di uplay...-_-) e' in forte ritardo da mesi. Pensate che doveva uscire per Lucca 2011, tra poco c'e' la prossima...
    Forse e' destino, dopo questa recensione, che sto gioco non lo acquistero'.
    quello che mi ha sempre preoccupato di Ora, e' che una volta che conosci gli edifici tenderai a fare sempre la solita strategia. E' vero che sono tanti e ci vorranno diverse partite, ma io sono un estimatore del Le Havre (in 3 max 4 giocatori, oltre manco ci ho provato...e mai ci provero') e l'idea delle 3 file di edifici che cambia ogni volta, oltre ai 5 edifici speciali diversi ad ogni partita (ce ne sono 120 o + con tutte le espansioni!!!) credo sia il gioco + longevo che conosco tra quelli strizza cervello...e per questo uno dei miei preferiti (chi ha detto Caylus?? Puerto??????????)
    Il fatto che Orat sia la summa di Agricola (che non mi piace per niente o meglio mi piacciono delle idee ma il punteggio alla meno non lo sopporto...forse perche' un ci so giocare ^^;) e Le Havre mi aveva intrigato parecchio....
    Ma "per colpa" di questa recensione mi sa che non comprero' mai o quanto meno prima lo provero' e poi decidero....
    Il problema e' questo Belfort ora....
    Che l'avevo seguito fino a poco tempo fa...poi messo da parte per l'arrivo di altri giochi nuovi, ma dopo le tue parole, Alessandro, mi tocchera' riprenderlo in considerazione!!!

    Grazie per il lavoro che svolgete...sto blog mi piace proprio...
    E vi leggo tutte le mattine come prima pagina sul cellulo mattonella...
    Saluti Stefano (quello che vi assilla sempre per L'Eclipse..^^;)

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  3. Ciao Stefano, sono contento se la recensione ti ha aiutato nel prendere una decisione in merito ad un titolo.
    Se Le Havre è uno dei tuoi giochi preferiti, sono convinto che anche questo titolo potrebbe piacerti, in quanto "stretto parente".
    Però come ho scritto, le "similitudini" si fanno sentire anche giocando, quindi dipende quanto vuoi differenziare la tua collezione o quanto per te sono importanti i dettagli.
    Se l'ambientazione e una rivisitazione delle dinamiche ti fanno la differenza a mio avviso dovresti tenerlo in considerazione, altrimenti no.
    Per quanto riguarda Belfort, per non ripetermi, confermo quanto scritto sopra.

    Ciao
    Alessandro

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  4. "Cos’altro dire il gioco è per due quattro giocatori" riprendo questa frase dalla recensione che mi rende perplesso. Il gioco mi è stato regalato, ma come già hai spiegato l'edizione italiana per vari motivi ha avuto dei ritardi, perciò non ho ancora avuto modo di provarlo.

    Spesso siamo in 3 giocatori e volevo sapere se è solo una impressione che in 3 non renda o altro?

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    1. Ovviamente Polloviparo con 2-4 giocatori intendeva da 2 a 4 senza voler sottintendere nulla: in ogni caso so che il gioco in 3 scorre senza grandi differenze. Addirittura su BGG il 71% degli utenti segnalano come 3 giocatori il numero ideale per giocare questo gioco, quindi non mi farei ansie.

      Se ti interessano maggiori dettagli li trovi sotto "User Suggested # of Players" cliccando su "poll" e poi su "results"...
      http://boardgamegeek.com/boardgame/70149/ora-et-labora

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    2. OK ;) avevo visto su BGG la segnalazione, però anche le havre secondo me in 3 giocatori gira meglio solo perchè le partite durano molto meno che in 4 o 5 giocatori e c'è meno edifici/mosse da tener di conto.

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    3. Assolutamente daccordo con te per Le Havre... gioco bellissimo in 3 o al più in 4 (ma certamente giocato in tre ha un tempo più contenuto) e, a parer mio, letetralmente ingiocabile in cinque.

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  5. A me Ora et Labora piace.
    Non più di Agricola e Le Havre.

    Motivi per prenderlo?
    1 - Senti meno l'assillo della richiesta di cibo (è smussata nel cibo necessario per costruire gli insediamenti, che sono di diverso tipo permettendoti di "dosare" la spesa)
    2 - Ci sono più strategie seguibili e queste sono estremamente differenti; mentre in Agricola e Le Havre vi troverete (lì sì) a fare più o meno sempre le solite cose avendo più o meno a che fare con tutte le risorse. Qui puoi bellamente ignorarne alcune, addirittura.
    3 - E' comunque un bel gioco, anzi 2 e ci metterete tanto tanto ad esaurirlo. Se non vi mettete apposta a giocare sempre con la stessa strategia, ovviamente. Sta a voi, quello.

    Motivi per NON prenderlo:
    1) Per giocarlo al meglio devi farci qualche partita fino a ricordarti buona parte degli edifici... senza farti tentare dalle due versioni!!! Altrimenti mischiate mentalmente i diversi edifici delle 2 versioni e tutta l'abitudine presa fin quel momento la buttate nel cesso.
    2) Le trasformazioni degli edifici sono meno "veritiere" rispetto agli altri titoli, dove il tutto era più intuitivo.
    Es: "l'eremita scambia una Bibbia con 5 risorse di un tipo e 3 di un altro" - Potere della provvidenza?
    Uwe si è scelto troppe risorse da gestire e equilibrare e ciò mi dà l'idea che abbia sbarellato un pò dell'aderenza alla realtà che caratterizzava i predecessori.

    A chi non ha giochi di Uwe comunque NON consiglio questo :)

    Linx

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