venerdì 29 giugno 2012

[Prova su strada] Québec

scritto da polloviparo

In occasione dell’ultima edizione di Essen è stato presentato Québec, gioco degli autori canadesi Philippe Beaudoin Pierre Poissant-Marquis, illustrato da Mariusz Gandzel.
Il gioco è per 2-5 giocatori, con una durata di circa 90 minuti.
Parto con il dire che avevo totalmente snobbato questo titolo, in primo luogo per le meccaniche di piazzamento lavoratori e maggioranze, che pur piacendomi molto, ultimamente ritengo siano eccessivamente inflazionate, in seconda battuta per la grafica non particolarmente accattivante.
Venerdì scorso ho avuto modo di fare una partita. Durante la spiegazione delle regole devo ammettere di essere rimasto un po’ sconcertato e ancora dubbioso sulla bontà del gioco, a partita conclusa invece ero decisamente entusiasta.

Pensavo che il genere non avesse più niente da offrire e invece “ecco una ventata d’aria fresca a rinfrescare queste serate afose” :)
Il gioco si è dimostrato decisamente originale e profondo, tanto da far cadere totalmente in secondo piano le carenze estetiche.


Cercherò di descrivervi brevemente il gioco.

Ogni giocatore ha a disposizione un architetto che può utilizzare per costruire edifici in diversi quartieri, associati a diversi poteri (economico, religioso, politico e culturale).
Questi sono suddivisi in quattro ere e vanno disposti sulla plancia in ordine casuale (unica regola da osservare non ci possono essere due edifici della stessa era nello stesso distretto).


 Il giocatore nel suo turno ha a disposizione le seguenti opzioni:

Piazzare lavoratori (mettere dei cubetti) per contribuire alla costruzione di un edificio.
I cubetti possono essere piazzati solo su un edificio dove è presente un architetto a dirigere i lavori.
Se ne possono piazzare da un minimo di uno ad un massimo di tre (dipende dall’edificio) e permette di sfruttare l’azione associata a quel fabbricato (a patto che i lavori non siano diretti dal proprio architetto).

Completare un edificio.
Si rimuove l’architetto dall’edifico e lo si piazza su un altro ancora disponibile.
Si gira la tessera sul lato edificato, si mette un proprio segnalino con il numero di contributi di costruzione ricevuti (da uno a tre), si mettono tutti i cubetti su di essa nella rispettiva zona di potere e si prendono in mano tre lavoratori (cubetti) disponibili per un nuovo piazzamento.

Mettere un lavoratore su una zona di potere
Si prende un proprio cubetto e lo si mette in una delle quattro zone di potere.

Prendere una carta leader.
Si prende una delle carte leader fra quelle disponibili che assegna dei vantaggi esclusivi per l’era in corso.

Quando non è possibile iniziare la costruzione di un nuovo edificio appartenente all’era in corso o un giocatore ha terminato i propri cubetti, l’era finisce ed ha luogo una fase di conteggio dei punti.
Si parte dalla cittadella e si procede con le zone di potere (il cui ordine di risoluzione varia in funzione dell’era).
Ogni cubetto presente in ogni zona assicura un punto, e allora dove sta la novità vi chiederete voi?
E’ presto detto, il giocatore che detiene la maggioranza può spostare la metà dei suoi cubetti, arrotondata per difetto (ma mai più di 5), nella successive zona di conteggio.

Una volta terminato il punteggio diventano disponibili gli edifici dell’era successiva, si restituiscono le carte leader e si parte con un nuovo turno di gioco.

Nel conteggio finale vengono conteggiati anche i lavoratori sugli edifici incompleti, si assegnano I punti per I propri tasselli per gli edifice costruiti dal proprio architetto ed i punti extra per il quartiere più grande (quello che conta più edifici adiacenti).
E’ infine presente un mazzo di carte eventi che può essere usato in modo opzionale, girando una carta ad ogni era che influenzerà le normali regole di gioco.

Per chi vuole approfondire il regolamento in inglese è disponibile qui.

Passiamo ora alle considerazioni personali.

Partirei proprio con i materiali, forse il punto più debole del gioco. Dal punto di vista funzionale niente da dire, anche se sono convinto che a  qualcuno la scelta di colori accesi, possa non piacere, (ma è innegabile che risulti comunque efficace).
A colpo d’occhio, fra i colori delle tessere ed i colori dei cubetti, capisco che il tutto possa apparire caotico, ma giocando la cosa non infastidisce.
Il lato delle tessere su cui sono rappresentati gli edifici è tutto sommato gradevole, mentre l’altro presenta solo gli slot per i cubetti.
Le carte (sia leader che eventi), se escludiamo le icone che ne illustrano gli effetti, sono praticamente prive di illustrazioni.

Se fossero state illustrate a mio avviso sarebbero risultate molto più evocative e avrebbero contribuito un minimo nel sentirsi più “inseriti nell’ambientazione”.
Per quanto riguarda i trippoli in legno, si tratta dei soliti cubetti e birillini in legno.
La plancia è spessa e ben realizzata.

Passerei quindi alle meccaniche. 

Di fondo si tratta di un gioco di maggioranze e nell’olimpo personale di tale genere rimane in pianta stabile il caro vecchio El Grande di Wolfgang Kramer, tuttavia devo riconoscere che questo titolo ha quantomeno buone possibilità di “salire sul podio”.
Se contribuisci alla costruzione di un edifico in cui è piazzato un tuo architetto, non puoi usufruire dell’azione associata (che solitamente ti permette di piazzare cubetti aggiuntivi).
Allo stesso tempo contribuendo  alla costruzione di altri giocatori li aiuti a far punti.
Meglio puntare su un edificio particolarmente appetibile e sperare nei probabili contributi, negandosi la possibilità di compiere quell’importante azione o viceversa?
Quand’è il momento giusto per terminare la costruzione di un edificio?
Quale carta leader mi servirà in questo turno?
Tutti interrogativi che il gioco ci propone.

Da non sottovalutare nella scelta degli edifici da costruire anche le adiacenze ai fini del proprio quartiere più grande.
I punti a cascata nelle zone di poter poi sono devastanti! La lotta sarà serratissima nelle prime zone di conteggio, nella speranza di poter portare cubetti alla zona successiva.
Davvero un’implementazione notevole al classico sistema di punteggio.
Le carte leader sono tutte interessanti e permettono di impostare strategie differenti.
Insomma davvero tanti i punti a favore di questo titolo, capaci di differenziarlo dalla moltitudine di titoli già presenti sul mercato.

A livelli di rigiocabilità direi che siamo su ottimi livelli. Gli edifici sono disposti in ordine casuale e quindi sempre associati alle azioni in diverse combinazioni. Le carte evento poi, aggiungendo un altro fattore di casualità, offrono partite sempre diverse.
L’alea è direi praticamente pari a zero, tutti giocano nelle stesse condizioni e gli eventi sono comuni a tutti e rivelati prima dell’inizio dell’era.

Un gioco per tutti? Sì e no. Da un lato abbiamo un regolamento tutto sommato non eccessivamente complesso, le azioni a propria disposizione sono solamente Quattro, tuttavia padroneggiare il gioco è un’altra cosa.
Le cose da tenere sotto controllo sono molte e ragionare in termini di massimo beneficio, senza trascurare l’effetto cascata, non semplice.
I modi per far punti sono tanti e le strategie perseguibili diverse, direi che i giocatori soggetti a paralisi da analisi saranno messi a dura prova.

Sulla scalabilità non posso esprimermi su come giri in due giocatori in quanto non ho ancora avuto occasione di provarlo in tale configurazione, tuttavia ritengo che come tutti i giochi di maggioranze, dia il meglio di sé in più giocatori.

Una volta tanto posso dire che la durata indicata sulla scatola è corretta, le partite generalmente durano esattamente 90 minuti (se escludiamo la presenza di quei giocatori che soffrono di AP di cui sopra).


Cos’altro posso aggiungere un gioco che avevo preso sotto gamba e che ad oggi si è rivelato una gradita sorpresa.
Secondo me gli amanti del genere Euro con meccaniche di piazzamento e maggioranze non dovrebbero lasciarselo sfuggire.
Attenzione però è sempre valido il discorso che la grafica non deve essere un fattore determinante nel vostro grado di apprezzamento di un gioco, altrimenti potrebbe non soddisfarvi a sufficienza.
Come ho scritto la grafica non è il punto forte di questo gioco.
La plancia costellata di cerchietti con degli slot per cubetti e le carte con delle semplici icone gli attribuiscono un aspetto ed un “sapore” tipico degli astratti.
L’ambientazione è praticamente inesistente, difficilmente vi sentirete degli architetti che costruiscono degli edifici.
Viceversa se le meccaniche di gioco sono per voi al primo posto secondo me è un “must buy”.

Tenete presente che anche io non sono indifferente al fascino di un gioco ben illustrato, ma fortunatamente riesco a passare sopra a questo aspetto, in luogo di meccaniche solide e riuscite.
Caso contrario mi sarei perso titoli come Dominant species e maggior parte della produzione di M. Wallace. ;) 

Nel momento in cui scrivo, il gioco è disponibile su Egyp a 43,90 euro.

-- Le immagini sono tratte da BGG. Tutti i diritti sul gioco appartengono all’Autore e alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --    

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