mercoledì 4 luglio 2012

[Punti di vista] Sono un nerd?

scritto da polloviparo.

Qualche mese fa’, partecipando ad una serata di gioco organizzata in un circolo pubblico, mi è capitato di vedere un gruppetto di ragazzini che avranno avuto sì è no 16-17 anni e parlottavano fra di loro: “Dai, andiamo a vedere che giocano ai giochi da tavolo!” “Ma và lascia stare… chi se ne frega di un gruppo di nerd…”

Quindi mi sono posto la domanda è così che ci vedono le nuove generazioni come dei “nerd”?

Per approfondire l’argomento sono andato a cercarmi la definizione di “nerd” su wilkipedia:


“Nerd è un termine della lingua inglese con cui viene chiamato chi ha una certa predisposizione per la ricerca intellettuale, ed è al contempo tendenzialmente solitario e con una più o meno ridotta predisposizione per la socializzazione. Lo stereotipo vede queste persone affascinate dalla conoscenza, specialmente quella riguardante la scienza e la matematica; i "nerd" sono inoltre considerati poco interessati alle attività sportive e sociali. Anche l'aspetto esteriore è rappresentato da un cliché ben definito: indossano vestiti niente affatto alla moda, spesso tipici di persone più in là con gli anni (come gilet o mocassini). A partire dagli anni novanta molte persone che si consideravano "nerd" iniziarono a sostenere che tale appellativo avesse una valenza positiva, ed iniziarono ad usarlo per connotare le persone che hanno competenze tecniche di un certo livello, tralasciando ogni implicazione riguardo alla socialità e socievolezza.”

Direi che non ci siamo. Se è vero che “nerd” significa scarsa predisposizione per la socializzazione e nessuna predisposizione alla socialità, la definizione è un po’ stretta.
Il gioco da tavolo, almeno per come lo intendo io è un momento di grande socializzazione.
Ci si siede al tavolo insieme ad un gruppo di amici, si beve una birra in compagnia e ci si sfida a qualcosa, facendosi due risate insieme.
Spesso capita che alle serate di gioco organizzate proprio nei circoli, partecipino persone nuove e così si fanno nuove conoscenze e si stringono nuove amicizie.
Per non parlare poi delle convention ludiche, dove le possibilità di nuove conoscenze sono elevate ad ennesima potenza.
L’attività ludica, peraltro, non esclude attività di altra natura e genere e non vedo perché un ragazzo che gioca ad un gioco da tavolo non possa ad esempio andare in palestra.

In altri paesi europei, per lo più del nord (chi ha detto Germania?) è riconosciuto il valore dell’attività ludica, sia come momento di socializzazione che come momento di intrattenimento molto diffuso anche in ambito familiare.
La maggior diffusione mi fa pensare che in Germania difficilmente un giocatore di giochi da tavolo sarà etichettato come “nerd”.

Come non riconoscere poi il valore intrinseco di una sana partita ad un gioco da tavolo. Si fa lavorare la mente, ma soprattutto lo si fa in compagnia divertendosi!
Non so a voi, ma a me capita spesso quando dico che ho l’hobby dei giochi da tavolo, parlandone magari con persone al di fuori di questo mondo, di sentirmi dire: “Ah, giochi con quei giochini con le miniature… quelli con cui gioca anche mio figlio… com’è che si chiamano dragons en dragons…!” “No veramente quelli sono i giochi di ruolo…” “Ah allora ho capito giochi a Risiko e a Monopoli” “Beh, diciamo una specie… perché dovete sapere che non esistono solo Risiko e Monopoli!” “Ah già è vero c’è anche il Cluedo!”

“Giochini?!?” vogliamo parlarne !!!

Mi piacerebbe sapere perché se uno dice di giocare a calcio è ritenuto degno di ammirazione (e magari ci scappa pure la velina ;) ), se uno gioca a scacchi è ritenuto un intellettuale, se uno gioca a giochi da tavolo è un “nerd sociopatico”!

Direi che la risposta è da ricercarsi nello scarso livello culturale in materia ludica diffuso nella nostra cara penisola.
Si tratta ancora di un’attività di nicchia e come tutte le attività di nicchia, vista con una certa circospezione.
Ricordo quando anche i videogames erano “roba da nerd”, poi sono stati “sdoganati” ed oggi possiamo parlare di fenomeno di massa.
Può capitare tranquillamente di vedere una puntata di “Dr House” in cui il celebre medico gioca con una PSP o con una X360.
Gli stessi divi di Hollywood e le star oggi non si vergognano a dire che passano ore attaccati ad una Playstation.
Così oggi l’attività video ludica è diventata socialmente accettata, sebbene a mio avviso, in questo caso sia più lecito parlare di attività a basso valore di interazione sociale.
E non tiratemi fuori l’online gaming, perché interagire con un paio di cuffie ed un microfono non è lontanamente paragonabile a sedere al tavolo con un gruppo di amici.

Comunque sia, per quello che mi riguarda non sono mai stato appassionato di calcio e quindi non ho mai capito i super tifosi con sciarpe, berrettini che quando vince la loro squadra del cuore gridano “ABBIAMO VINTO, SIAMO I PIU’ FORTI!”
Non riesco a capire se si tratti di plurale maiestatis o se davvero siano convinti di aver influito l’esito della partita tifando dal loro divano di casa.
Comunque sia ammetto di essere io a non avere questa passione, ma accetto che qualcun altro possa averla, senza nutrire la necessità di assegnare delle etichette.

Mi piace però l’idea che quando io dico “ho vinto” mi riferisco ad una sfida a cui ho preso realmente parte.

Tornando comunque al gioco da tavolo, parliamo di un qualcosa che esiste da molto tempo, presente nella maggior parte delle culture e delle società.
Basti pensare al mancala, alcuni sostengono risalga a periodi antecedenti alla scrittura o al Senet (quello che sembra essere il gioco da tavolo più antico, ad oggi noto)  raffigurato nella tomba reale di Merknera.


Alla luce di quanto esposto sopra comunque sono sempre più convinto che la definizione “nerd” non sia corretta.
Visto che il più grosso sito di riferimento si chiama “boardgame geek” forse potrei dare un’occhiata anche alla definizione di geek (sempre presa in prestito da wilkipedia):

Geek è un termine di origine anglosassone, indicante una persona affascinata dalla tecnologia. Il significato di geek non coincide con quello di nerd, avendo una connotazione positiva almeno tra coloro che si fregiano del termine e amano etichettarsi in tal modo.
Come molte parole nate "dal basso", a seconda del contesto e della competenza del parlante il termine geek può assumere diversi significati. Se una persona si autodefinisce "geek", intende la prima delle seguenti definizioni; le altre sono generalmente date da persone esterne.
1 Una persona che è interessata alla tecnologia, specialmente all'informatica e ai nuovi media. Molti hacker non vogliono essere chiamati geek, ma nel linguaggio comune le due parole possono essere facilmente interscambiate.
2 Una persona con una devozione verso qualcosa in un modo che la dispone fuori dal comune (avvicinabile al concetto di otaku). Ciò può essere dovuto all'intensità, alla profondità o al soggetto del suo interesse.
3 Un termine dispregiativo per una persona con scarse capacità di socializzazione, spesso molto intelligente (confronta nerd). È stato ipotizzato che molte di queste persone abbiano la Sindrome di Asperger.

Ecco, se prendo in esame il punto 2, forse il termine geek può risultare più appropriato.
Chi ha l’hobby del gioco da tavolo solitamente è animato da grande passione che normalmente si manifesta in due modi: con una grande inclinazione al proselitismo, nel senso che si sente in dovere di diffondere il “verbo ludico”, o con un senso di appartenenza ad una fortunata elite.
Riguardo questi ultimi, mi era piaciuta molto la definizione che avevo letto su un forum: “Radical chic”.
Pensate che quando parlano di giocatori occasionali, li etichettano come “babbani”…
Comunque sia la stragrande maggioranza degli appassionati dei giochi da tavolo è affetta da patologie quali “acquisto compulsivo”.




Dopo tutto questo “parlare” non so dirvi se sono un nerd o meno o per meglio dire se mi sento tale.
Se penso al senso dispregiativo del termine direi di no, perché non mi sento affetto da strane forme di sociopatia e anzi mi piace stare in mezzo alle persone.

Se invece penso al senso di appartenenza ad una ristretta cerchia di individui, che ha avuto la possibilità di entrare a far parte di un mondo ancora di nicchia (almeno nel nostro paese), non posso che sentirmi fortunato.
Come avrete capito però non auspico che “tale conoscenza” rimanga virtù di pochi, ma al contrario mi auguro che abbia la più ampia diffusione possibile, altrimenti non sarei qui a scrivere sul blog.
Così magari un giorno nei centri commerciali, come oggi è normale trovare un videogioco, sarà possibile trovare un gioco da tavolo, come recitava una nota pubblicità: “chissà cosa ci riserverà il futuro”.

Concluderei ricordando che anche i fondatori di Google erano considerati dei nerd... quindi forse verrebbe da dire, magari essere dei nerd!

E voi vi sentite nerd ?

Nel salutarvi, un bel BAZINGA a tutti (questa la possono capire solo i nerd! ;) )

15 commenti:

  1. io, ho moltissime passioni, una di queste è il gioco da tavolo.
    se penso alla mia passione informatica, mi posso sentire un nerd, se penso al gioco da tavolo, certamente no (da definizione è l'opposto, 0 elettronica e tanto sociale), se penso alla mia passione per i fumetti, un bambino come sono stato definito. i disegni bisogna guardarli solo appesi ai muri...altrimenti cacca. :D

    insomma, per farla breve, secondo la canonizzazione più comune e ignorante io "dovrei essere:
    - il lunedì un nerd
    - il martedì un intellettuale
    - il mercoledì un figo (perchè tocco un pallone)
    - il giovedì un alternativo sfattone (niente droga, birretta)
    - il venerdì un nerd sociopatico (serata tana goblins)
    - il sabato e domenica uno "ormai già sposato" (non lo sono)

    Quindi alla fine, lasciamo queste etichette, ai ragazzini che si vogliono bullare, e alle persone ignoranti, e se la società accetta chi perde tempo a guardare il grande fratello, ma non chi gioca attorno ad un tavolo di amici, allora in torto non possiamo essere noi.
    grazie dell'articolo come sempre, intanto aspetto Starcraft :D

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  2. io ho 16 anni e vengo considerato dalla maggior parte dei miei coetanei un nerd per il semplice fatto che non faccio niente di quello che fanno loro: giocare a pallone, andare in giro per il paese a fare un bel niente, non mi drogo, non fumo e non bevo...in compenso gioco molto ai giochi da tavolo con 4 miei amici.
    La connotazione di nerd, se la "società" dei "non nerd" è questa, ovvero sedicenni che vanno in giro a rigirarsi i pollici pensando di poter dare un parere su tutto e tutti, mi sta bene,infatti ho imparato ad apprezzare il significato di questa parola, in quanto, essendo un termine offensivo detto da persone (spesso) superficiali e stupide, non può essere considerato che un complimento: non siamo come loro =D

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  3. Ciao Pollo,io non lo ho sentiti ma sicuramente gli avrei confermato la mia nerdaggine e se avessero aspettato un attimo, sarei andato in auto e gli avrei spiegato anche il mio nik :-)
    Rassegnati, tutti hanno uno scopo nella vita, vincere un Darwin Awards, essere materia prima per il cibo per animali, anche questi sono scopi.
    Pensi di esserti perso qualcosa nel non conoscerli?
    Pensi di essere stato asociale?
    Io seleziono le mie frequentazioni e se questo è essere asociale, allora va benissimo così.
    A venerdì.

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  4. Il gioco da tavolo è diventato ormai un hobby per me: dal semplice giocare alla costruzione personalizzata di componenti o raccoglitori organizzati per i giochi. Eppure non mi sento per nulla nerd (a volte non disdegno nemmeno qualche partita ai videogame) e la mia figura sociale appartiene ad una categoria (Se proprio vogliamo parlare di etichette) completamente lontana dal nerd: non appartengo al figo del calcetto, ma al drogato rockettaro comunista in una terra complicata quale la Sicilia(parlando di etichette no?e io non fumo manco sigarette!).
    Non sono geek e non mi interessa nulal di elettronico che non sia realmente utile.
    Vivo il gioco come un'esperienza fondamentalmente privata: gioco solo con la mia ragazza e in famiglia; non amo particolarmente le serate organizzate proprio perchè odio avere al tavolo i "nerd". Quando iniziai a giocare mi ero fissato con magic e avevo incominciato a frequentare una fumetteria (se! frequentare: ci avrò messo piede 2 volte!)con la voglia di giocarlo seriamente, ma appena entrato mi ritrovo ragazzini cui la parola nerd sta stretta (e per continuare le citazioni: come la fumetteria che frequenta Sheldon e soci). Lì ho realizzato che non avrei continuato magic e che forse i luoghi comuni contengono, anche se in minima parte, saggezza popolare. Ragazzini chiusi in sè stessi, senza una vera vita sociale (che poi sia per colpa loro o perchè i coetanei li evitano perchè li ritengono "sfigati" è un'altra storia)
    E' anche vero che i giochi gestionali non sono magic e per essere giocati richiedono una certa dose di tempo, di intelligenza e di capacità di calcolo che tiene appunto lontano i "nerd". Come mi vede la gente?Uno che spende soldi per i giocattoli, ahimè spendo al mese meno di 1/4 di quello che loro spendono a sigarette, alcool, giocate in ricevitoria, droga o donne di malafede!:)

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    1. p.s. tra l'altro proprio a dimostrazione che nerd non è la parola adatta, i quattro signori della foto sopra definiti nerdissimamente nerd giocano D&D, un gioco di carte simili a magic(i guerrieri mistici di ka, o qualcosa di simile, su FB vi è un'applicazione ufficiale per giocarci), Talisman e Doom. Dunque, giochi dove è presente l'ambientazione fantasy. Non li immagino con altri giochi in tavolo tipo caylus, agricola o qualsiasi altro gestionale. A parte una rara partita ai Coloni di Catan che però sembrava inserita più per le battute sul pilone;)Mentre non mi stupirebbe se avvessero un Descent montato!

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    2. "Non li immagino con altri giochi in tavolo tipo caylus, agricola o qualsiasi altro gestionale"

      ...i 4 li sopra sarebbero decisamente capaci, nei gestionali, in quanto geni matematici, di certo non hanno problemi a "pensare"

      "E' anche vero che i giochi gestionali non sono magic e per essere giocati richiedono una certa dose di tempo, di intelligenza e di capacità di calcolo che tiene appunto lontano i "nerd"."

      ... ma anche no, dato che come abbiamo visto, i nerd possono essere anche molto intelligenti.

      Il nerd oltre ad amare la tecnologia, è ASOCIALE (è questa la parola fondamentale)

      Quindi il gioco da tavolo non porta ad essere considerati nerd, è il fatto di farlo solo in famiglia, o con i soliti 2 o 3 amici, all'essere asociali, che porta alla parola nerd.

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    3. Per il punto 1: non era il pensare che mi allontana dal vederli giocare con certi tipi di gioco da tavola, ma pr il contesto in cui sono inseriti.
      Per il punto 2: ho di proposito messo le virgolette al termine nerd proprio perchè non mi riferivo al nerd in quanto tale, ma ad un determinato gruppo di persone che nonostante siano definiti nerd non rispecchiano il profilo sopra designato, ma ne possiedono solo alcune caratteristiche. PEr l'intelligenze e la capacità di calcolo, infatti, va bene per i fisici sopra (Si, lo so, solo 2 sono fisici: uno teorico e l'altro sperimentale) ma non è che i ragazzini che vedi in fumetteria sono tutti geni incompresi, anzi! A volte è solo gente sola che si aggrega a determiante mode solo per essere inglobato in un determinato gruppo (in questo caso quello più aperto di tutti!!!). E' verò che alcuni intelligenti sono nerd, ma non tutti i nerd sono intelligenti! Forse così è più chiaro.
      Inoltre, non credo che giocare con le stesse persone indichi che si sia asociale: il gruppo di gioco è come il gruppo di lavoro, di calcetto e di qualsiasi altra attività sociale. Mica cambi colleghi ogni giorno o la gente ti reputa asociale! E comunque si gioca con 2-3 amici, ma poi esco da casa!

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  5. Caro Polloviparo, hai scritto un articolo che riassume bene lo stato d'animo di noi giocatori: persone che hanno scoperto un mondo del tutto nuovo e ampissimo (con evidente grande soddisfazione) ma poco capiti da chi questo mondo non lo conosce. Anzi, in molti casi siamo guardati con sospetto e con l'idea che tutti i momenti liberi pratichiamo giochi che ci immergono a tal punto da avere, ormai, una doppia vita ("a second life").
    A me capita spesso di essere confuso con un giocatore di ruolo che non ha altra reale vita che quando veste i panni del suo personaggio (anche qui mostrando grande ignoranza riguardo ai GdR, peraltro non particolarmente nelle mie corde).

    Dico una grande banalità: come in tutte le cose non si deve esagerare! Nei giochi da tavolo e di ruolo è la stessa cosa.
    Il problema semmai è come viene visto dall'esterno un giocatore e come viene percepita l'attività ludica.
    Non credo sia tanto una questione di "giochi da bambini", semmai "per me è una semplice perdita di tempo".
    Mi è capitato spesso di presentare giochi da tavolo e di vedere come la scintilla ludica è dentro ogni individuo anche i più refrattari (chiaramente ci vuole il gioco giusto).

    Quindi la questione del nerd per me è marginale (anche perché a volte io stesso osservando il mondo ludico dall'interno mi accorgo di esprimere lo stesso pensiero verso alcuni "animali da gioco"), piuttosto è da distruggere il pregiudizio esistente legato all'inutilità del gioco da tavolo a partire da una certa età. È qui la battaglia più ardua ma anche avvincente.

    Ciau Poldeold

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  6. Bell'articolo! Personalmente reputo che la parola nerd (persona asociale) abbia veramente poco a che fare con i giochi da tavolo (o meglio ancora per far risaltare il paradosso di una simile associazione: giochi di società), soprattutto se si pensa ai motivi per cui si gioca e cosa si impara giocando. Come ha scritto giustamente James Fehr in una Geeklist su Board Game Geek: "This hobby is all about the socializing. You can participate in just about any hobby with other people if you want to, but few other hobbies demand participating with others like this one. And the people that are really into this hobby are often natural socializers, or at least really nice people." (Questo hobby ha a che fare solo con la socializzazione. Si può partecipare in quasi qualsiasi hobby con altra gente, se si vuole, ma pochi hobbies richiedono una partecipazione con gli altri come in questo. E la gente che è realmente in questo hobby è spesso socievole di natura o perlomeno gente veramente carina).
    http://boardgamegeek.com/geeklist/128105/why-i-play-games
    http://boardgamegeek.com/geeklist/18979/why-i-love-this-gaming-hobby-and-what-makes-it-uni
    http://boardgamegeek.com/geeklist/60892/things-i-love-about-this-hobby
    http://www.boardgamegeek.com/geeklist/38364/what-games-can-teach-my-students-children-fellow
    Tutti i motivi elencati in queste liste sul perché è bello giocare e cosa i giochi da tavolo possono insegnare e trasmettere (tra le varie cose anche la competenza sociale, la capacità di dialogo, di confronto, di esprimersi, di ragionare, di pensare, di prendere decisioni, ecc.), rendono palese di come l'etichetta nerd sia frutto dell'ignoranza su una realtà che avrebbe molto più da dare di quello che si pensa.

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  7. Grazie a tutti per i vostri contributi, sono molto contento che l'articolo abbia suscitato in voi interesse e voglia di dire la vostra! ;)

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  8. Io sono presente alle serate descritte
    Quanto peso vuoi dare a ragazzi analfabeti e capaci di trangugiare solo alcool e facebook?

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  9. Non ti preoccupare, ti assicuro che do il giusto peso a questo tipo di commenti (nel senso che mi "scivolano tranquillamente addosso") è giusto che mi sembrava uno spunto interessante di riflessione, tutto qua! ;)

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  10. Una precisazione: "radical
    chic" non significa "radicalmente chic" ma "radicali chic", cioè l'aggettivo "radical" è utilizzato nella sua accezione politica; l'espressione ha delle assonanze con "rivoluzionari da salotto".

    http://it.wikipedia.org/wiki/Radical_chic

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  11. Ognuno ha diritto a fare quello che vuole, quindi quelli per cui esiste solo il pallone o il grande fratello o i videogame spara spara li rispetto, è un peccato che tanti di loro non rispettino gli altri.

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