giovedì 5 luglio 2012

Recensione - Kalimambo

scritto da Fabio (Pinco11)

L'esordiente Antonio Scrittore è l'autore di Kalimambo , titolo che porta i giocatori (da 3 a 7 per partite da mezz'oretta, gioco indipendente dalla lingua) nell'Africa nera, facendogli assumere il ruolo di altrettanti esploratori amatoriali, impegnati nel difficile compito di seguire un esemplare di una nuova specie appena scoperta (Kali, una specie di puzzola), nonchè nell'evitare le incornate di un rinoceronte che si sta allenando per il prossimo Super Coconut Bowl, utilizzando gli esploratori come sagome da esercitazione. Il paesaggio inoltre è disseminato di numerose cacche di elefante, che gli esploratori dovranno ancora evitare.
Come avrete capito dall'ambientazione colorata e ridanciana Kalimambo si inserisce a pieno titolo nella categoria dei giochi per famiglie, proponendo meccaniche molto semplici, basate sul movimento contemporaneo dei personaggi (utilizzando un mazzo di carte numerate uguale per tutti).

In the jungle, the mighty jungle ..
All'interno della scatola trova posto il tabellone di gioco, che altro non è se non un percorso di una trentina di caselle, sul quale sono collocati i sei mucchietti di cacche (casualmente). Ogni giocatore riceve quindi un proprio trippolino 'esploratore' in legno (sono collocati a caso) e si crea una fila guidata da Kali, seguita dagli esploratori e da Mambo. Ogni giocatore ha inoltre in mano un mazzetto di 12 carte, con punteggi da 0 ad 11, le quali sono utilizzate, una per turno, per definire il movimento.
Le regole (qui trovate il manuale in multilingua, italiano compreso) sono davvero basiche e l'unica complicazione sta nel calcolo dei punti ad ogni turno (si segnano su di un blocchetto notes, fornito tra i componenti). L'idea è infatti che ad inizio turno ognuno dei giocatori scelga una delle proprie carte da giocare, rivelandole tutti insieme: chi avrà rivelato la carta più alta sarà il primo ad essere mosso e sarà spostato semplicemente in testa al gruppo (se è già in testa sta fermo, se c'è un pari si muove SOLO l'esploratore che è più indietro e lo zero fa restare fermi). 
Se si pesta una cacca di elefante si ottengono 3 punti di penalità, mentre se è Kali a pestarla (la quale gioca come un 'morto', usando il mazzetto nero) la penalità va a chi ha giocato la carta più bassa. Ogni volta che si libera qualche spazio libero davanti al rinoceronte egli prende la rincorsa e colpisce il primo esploratore che trova, sbalzandolo in cima alla fila (questi avrà una penalità pari al numero di caselle percorse dal rinoceronte Mambo, se è colpita Kali, ancora una volta, sarà il giocatore con il numero più basso a prendersi le penalità).

Il gioco ha termine quando sono finite le carte dei giocatori (quindi abbiamo 12 turni) e vince chi ha meno penalità.

Occhio alle cacche !!!
Nelle impressioni sul gioco parto come al solito dall'aspetto visivo per dire che Kalimambo si propone come il classico riempitivo allegro e colorato per famiglie, con una ambientazione, come accennato nell'introduzione, colorata e ridanciana. Del resto l'idea di fondo è quella di una corsa nella savana, inseguiti da un rinoceronte ed inseguendo una specie di puzzola, il tutto evitando cacche e cornate, per cui direi che è evidente che il pubblico che si cerca di lusingare è quello con bambini e quindi le famiglie. 
Grossa attinenza tra meccaniche e background non ne è quindi richiesta (non è che ci sia, del resto , un legame tra la scelta delle carte ed il movimento), ma l'idea che si corra e che se non si corre abbastanza si è colpiti dal rinoceronte è trasmessa bene.
I componenti appaiono adeguati al tipo di gioco, con trippolini solidi e colorati, di buona dimensione ed un tabellone piuttosto spartano (del resto serviva solo mettere su un percorso di una trentina di caselle ...), ma colorato il giusto e simpatico.

Passando alle meccaniche direi che la natura di filler traspare da lontanissimo: al proprio turno ognuno deve solo scegliere la carta da utilizzare tra quelle che ha in mano, per cui può giocarci davvero chiunque. Con il passare dei turni (visto che le carte utilizzate si scartano) la scelta diminuisce, per cui direi che è un titolo a prova di analisys paralisys. Detto questo però qualche riflessione e tattichetta simpatica il gioco la concede, perchè è possibile 'preparare' dei bei colpi, cercando di capire quale sia il momento giusto per giocare le carte più alte e quelle più basse, preparando dei 'tiri mancini' per gli avversari (ossia delle incornate a lunga gittata). 
Nel contempo però le regole prevedono, per esempio, che in caso di parità si muova solo il giocatore più indietro, per cui con l'aumentare dei giocatori eventi del genere tendono a ripetersi abbastanza spesso, con una certa incontrollabilità del tutto e quindi con una forte componente alea (che è già presente anche nella casualità del movimento di kali).

Che dire quindi di Kalimambo? Credo che sia un giochillo veloce, simpatico e minimalista (regole immediate), colorato il giusto e dotato di una componentistica accattivante, adatto per un pubblico familiare e come riempitivo tra una partita e l'altra a giochi più impegnativi. Qualche riflessione è consentita, per cui sicuramente chi gioca a caso gode di possibilità di vincere decisamente inferiori agli altri, ma la presenza di un forte fattore fortuna lo rende l'ideale per chi voglia avere una mezz'oretta disimpegnata, prendendo in giro gli altri, che hanno appena pestato una cacca ... Ma non era un presagio di fortuna, una volta ..? ;)

-- Le immagini sono tratte dal manuale dal sito della casa produttrice (Zoch) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --

1 commento:

  1. I segnalini cacca sono bellissimi... ne voglio una cinquantina

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