sabato 11 agosto 2012

Il 'Brivido del gioco': come divertirsi con spettri, vampiri e case infestate

di Fabio Cassella

[Fabio - Pinco11 : diamo il benvenuto con questo articolo ad un'altra voce sul blog, sempre nella logica del fare quattro chiacchiere insieme sul nostro passatempo preferito, ovvero i giochi da tavolo. Il buon Fabio (Cassella) torna al passato, citando diversi titoli che restano sicuramente impressi nella memoria dei papà d'oggi e bambini di ieri (ma nell'animo sempre giovanissimi ...). Tra di essi anche il noto Brivido, al quale MagoCharlie aveva già dedicato tempo fa un corposo articolo dedicato alla sua storia. Bene, saluto il mio omonimo Fabio e lascio ora a lui la parola per questa carrellata di ricordi!]

Varcare la soglia della cantina è sempre un’avventura entusiasmante. In quell’angusto spazio dove il tempo sembra essersi fermato, è come intraprendere, ogni volta un viaggio nella nostra memoria.
Giorni fa ho rovistato fra vecchie valigie, decorazioni natalizie in disuso e tutte quelle cose “retro” che si conservano in cantina per non gettarle, quando mi sono imbattuto in un mondo di ricordi che mi riguardava. I numerosi quaderni di scuola, i “Topolino”, i Corrierini, i disegni di cartoni animati e i giocattoli di quand’ero bambino: i Puffi di gomma, i puzzles, le automobiline Matchbox, i Lego e qualche Playmobil superstite.
Poco più in là, lo sguardo è caduto sulla scaffalatura di metallo in fondo alla stanza contenente una pila di giochi in scatola tra cui il “Rischiatutto” anni ’70 di mia sorella e i “Cluedo”, “Superflash”, “Il pranzo è servito”, “Crack” e “Il Trabocchetto” appartenuti a me.  In fondo a tutto…. lui! Il mio adorato “Brivido” della MB Giochi!

Parte del fondale del gioco
Mi faccio in quattro per recuperarlo. Dopo non so quanti anni, è di nuovo fra le mie mani, decido di portarlo a casa e di farlo tornare a nuova vita. Scoperchio il gioco quasi con la stessa trepidazione di quando lo ricevetti da bambino a Natale. Eh, sì, tra i doni natalizi della mia infanzia non mancava mai un cosiddetto gioco da tavolo/di società.
Sul mio viso un’espressione da ebete mista ad un sorrisetto, mentre osservo incantato i disegni sui fondali di “Brivido”. Quanto mi hanno fatto sognare quelle immagini, e quanta compagnia e divertimento mi hanno procurato. Complicato rimetterlo insieme. Rattoppato qua e là, traballante, decisamente stra-giocato, il mio “Brivido” mostra, palesemente, la veneranda età che possiede.
Negli anni ’80, nonostante si facessero strada i primi videogame, la scelta dei giochi da tavolo era assai ampia e io, ero un aficionado del genere.
Parte della base di Brivido
Non amavo i giochi di società eccessivamente strategici, cervellotici, guerrafondai o mnemonici. Ero allettato particolarmente da quelli d’atmosfera o dai quiz. Credo fosse l’autunno del 1985, o giù di lì, quando in tv apparve la pubblicità di “Brivido”.

La reclame in questione, decisamente accattivante, presentava un gruppo di bambini in una cameretta in penombra, intenti a giocarci mentre due fantasmi li osservavano di nascosto attraverso la finestra. Delle fattezze del gioco s’intravedeva ben poco ma mi attrassero subito l’ambientazione sinistra, il fatto che fosse tridimensionale e l’innovativa dinamica. Lo richiesi per Natale nella letterina, che preparavo già da ottobre. Riuscii a vederlo dal vivo, alla UPIM vicino casa, in prossimità delle feste.
Dalle immagini sulla scatola s’intuiva che conteneva la riproduzione di un castello spettrale, costituito da una torre centrale e da due cartoncini che s’intersecavano creando gli ambienti della casa. Si prospettava un gioco molto invitante e “pieno di azione e di terrore”! (Scatola docet!)
Il buon Babbo Natale esaudì il mio desiderio: mi aveva regalato “Brivido”! Non c’erano dubbi. Un grande parallelepipedo si notava alla base dell’albero di Natale; non avevo mai ricevuto un dono così voluminoso.


Che emozione quando scartai il pacco la sera della vigilia ma ancora di più, quando lo aprii! Subito assemblai i vari pezzi e “costrinsi” i miei familiari a fare una partita di prova. Tutti lo trovarono stupidotto. A me non deluse per niente, infatti, i giorni successivi non feci altro che giocarci con chiunque mi capitasse davanti.

Brivido: due pedine
Lo scopo del gioco era rinchiudere l’irrequieto e dispettoso spirito del castello nella bara in cima alla torre, evitando i diversi trabocchetti messi in atto dallo stesso ai danni del giocatore. Il fantasma in questione era rappresentato da un piccolo teschio fosforescente che dopo essere stato inserito nella torre, cadeva di volta in volta nelle varie stanze, azionando piccoli tranelli. Quante partite avrò fatto, ormai non lo ricordo più, ma “Cluedo” aveva già perso il primato di “gioco da tavolo più bello che avessi mai avuto”. Abitualmente, con i miei compagni di classe si giocava soltanto con una piccola luce accesa, proprio per ricreare la medesima ambientazione paurosa della pubblicità.

Sull’esempio di “Brivido”, negli anni a venire, furono prodotti altri giochi da tavolo come “Mordi Vampiro” o “Casa dei Fantasmi” che, puntualmente ricevetti i Natali successivi. 


Casa dei Fantasmi” della EG Giochi vantava una realizzazione più graziosa ed elaborata di “Brivido”. Quello che doveva essere il tabellone, aprendosi, formava una casa di cartone a due piani, malmessa e infestata, con tanto di scale interne, passaggi segreti e tetto staccabile. 
Lo svolgimento del gioco era però di una noia mortale. Sull’esterno dell’involucro, erano raffigurati alcuni spiritelli che sbucavano fuori dalla casa, simili, se non ricalcati sul fantasma del logo del film “Ghostbusters”.  





Mordi Vampiro” (EG Giochi) non era a tre dimensioni e riprendeva, semplicemente, lo schema del classico “gioco dell’oca”. In verità nessuno di questi giochi riuscì a conquistarmi del tutto, né a ripetere il successo del capostipite “Brivido”. 

Presto riporterò il mio “Brivido” giù e lo sistemerò come una reliquia, avvolto per bene nel cellophane. Ha rappresentato molto e credo racchiuderà per sempre una buona parte di indimenticabili sogni e gioie del mio mondo infantile.

- Le immagini sono state scattate da copie dei giochi citati tratte dal manuale, da BGG  o dal sito delle case editrici citate alle quale appartengono tutti i diritti sui giochi citati. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta --

9 commenti:

  1. Quanti ricordi!

    p.s. "come divertirsi con spetti" errorino di battitura ;)

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  2. Fabio Pinco11, provvedi a correggere l'errore, please

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  3. secondo me la casa dei fantasmi e' meglio di brivido

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    1. sono d'accordo! io con la casa dei fantasmi non mi sono mai annoiato

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  4. Grazie, Fabio, per avermi riportato alla mia infanzia! Quanti ricordi!! Pomeriggi interi passati con mio fratello e i nostri amici a giocare! Era divertentissimo! Come vorrei averlo ancora, quel gioco da tavolo... "Gioco da tavolo", il termine stesso ricorda un'era ormai tramontata, eppure ci si divertiva tanto con quei giochi: altro che banali videogames! Che dire? Beati noi che eravamo bambini negli anni '70! P.S. Noi in realtà giocavamo con la versione precedente, che si chiamava Castello Incantato, uscita nel 1972. Ma il gioco era sostanzialmente identico, tranne per la grafica degli ambienti del castello, i personaggi sulle pedine, e il fatto che al posto del teschio c'era una sfera d'acciaio. Comunque, gran bei giochi! :-)

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  5. Che bei tempi quelli mamma mia

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  6. bellissimo gioco!! quanti bei ricordi.... grazie per la recensione!

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  7. mia madre che ha custodito tutti i miei giochi di quando ero bambina come te negli anni '80 adesso ci gioca con mio figlio che ha 7 anni e si divertono un mondo...è troppo bello vedere quando una cosa bella lo è a dispetto degli anni passati!

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