sabato 29 settembre 2012

Anteprima - Card City

scritto da Fabio (Pinco11)

A volte capita di trovarsi ad essere attratti in modo inspiegabile da un titolo che si è appena visto (fisicamente o solo via web) e che, senza un preciso perchè, fa venire voglia di giocarci. Questo è accaduto per me con Card City, di Alban Viard ed edito dalla francese Ludibay, simpatico giochillo di carte (/tessere) incentrato su dinamiche di piazzamento con tratti essenziali alla Sim City ed una simpatica spruzzata di drafting.

L''idea di fondo è che ciascun giocatore agisca quale nuovo sindaco della sua cittadina, predisponendo un bel piano regolatore (si spera non alla Nerone ..) utile a far crescere rapidamente ed efficientemente la propria creatura. Il gioco, per 1-4 giocatori, appare adatto ad un pubblico ampio ed è indipendente dalla lingua.


.. costruiamo la città del futuro ?

La scatola contiene poco più di cento carte di forma quadrata, divise in diversi gruppi, corrispondenti ai diversi tipi di edifici, ossia le tessere di partenza (municipio, sono 4), gli spazi abitativi e quelli commerciali (34 e 24), le zone industriali (20), i parcheggi (16) ed infine le attrazioni (12). A ciò si aggiunge una manciatina di monete ed un trippolo 'sindaco'.

Le regole sono semplici. All'inizio della partita ognuno riceve la propria carta di partenza, che colloca davanti a se. 
Ad ogni turno ha poi luogo una fase di scelta delle carte, che è costruita in modo animato, ossia il giocatore di turno pesca un numero di carte pari al doppio dei giocatori e le divide in tre gruppi, il primo di due carte, visibili, il secondo ed il terzo con le carte residue, metà visibili e metà coperte. Chi segue deve scegliere se vuole tenere lui le due carte del primo gruppo o se preferisce lasciarle a chi ha predisposto i mazzi. Si ripete quindi la cosa (se le due carte del primo mazzo sono state lasciate al giocatore di turno i mazzi li fa quello che segue) fino a che tutti non hanno scelto le proprie due carte.  

A questo punto ognuno colloca le carte ottenute a contatto con altre già presenti nella sua città (si devono rispettare certe regolette), quindi verifica gli effetti automatici che si verificano grazie agli 'incastri' e posizioni: per esempio se un gruppo di carte residenziali collegate tra loro è a contatto con un numero di carte 'attrazione' (leisure) maggiore di loro, si avrà diritto ad estendere quell'area di una carta omaggio e la stessa cosa accade per i gruppi di carte commerciali (questa volta se sono a contatto con più carte residenziali). C'è poi la fase di riscossione delle tasse (sugli spazi commerciali) e quindi si procede con un nuovo turno, fino alla fine delle carte, ossia al 10° turno.
A quel punto chi ha più punti, che sono calcolati sui distretti (ovvero gruppi di carte dello stesso tipo contigue) abitativi posseduti, vince.

cariiiiino !

Allora, lo ribadisco: non lo so perchè sto giochetto mi attiri tanto ed è il classico titolo che magari non mi ci vorrà giocare nessuno e/o che magari, dopo qualche partita, si lascia da parte. Però mi attira in modo spontaneo :)
Diciamo che salto la parte dei materiali ed ambientazione, perchè in pratica il giochetto rappresenta una sintesi estrema di un Sim City (per chi è vecchio come me non c'è problema a capire di che parlo), che già nella sua versione iniziale non è che fosse ultracomplesso. L'idea del gioco, così come la grafica delle carte, è però carina e contiene in se due diverse dinamiche, che fuse insieme lo rendono una sorta di cono vaniglia - cioccolato, semplice ma sempre valido.

La prima meccanica è quella secondo me più intrigante, perchè propone una rimeditazione dei concetti di drafting tanto in voga nell'ultimo periodo: l'idea dei mazzetti di carte, in parte visibili (sai cosa lasci all'avversario se rifiuti di prendere le due carte che lui ti propone, ossia quelle del primo mazzetto) ed in parte nascoste (metà delle carte residue) genera la possibilità di divertenti bluff e richiede di ragionare sopra alla preparazione dei mazzi.
Nel contempo c'è la necessità di gestire ciò che si prende (valutando se investire o meno nella costruzione delle aree che costano e quando installare le aree industriali, senza le quali la crescita è bloccata) e le partite hanno quel tot di variabilità legato alle carte che arrivano in mano. 

Il mix risulta quindi gradevole ed interessante, almeno a prima vista e dovrebbe intrigare un potenziale pubblico familiare, agevolato dalla velocità della scelta delle carte, che fa tanto mercante in fiera, unendolo agli amanti del piazzamento un pò più matematico, che potranno ingegnarsi (ad onor del vero senza esagerare) a costruire le combinazioni di tessere migliori per ottenere terreni bonus.
Non giuro sulla longevità, l'ho già detto, ma si tratta, del resto, di un titolo di quelli sbarazzini, che si possono apprezzare per quello che sono, senza pretendere la luna.
Il prezzo, per ora, varia tra i 15 euro del preordine dal sito della casa ed i 18 del prezzo di listino futuro.
Annoto che il gioco dovrebbe far parte di una trilogia ideata dall'autore, a tema costruzione città.

-- Le immagini sono tratte dal manuale, da boardgamegeek.com o dal sito della/e casa/e produttrice/i  (Ludibay) alle quali appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. --  


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