venerdì 9 novembre 2012

Among the Stars - Recensione

Scritta da Chrys.

Ad Essen tra le tante cose riportate indietro (20 kg di giochi imbarcati ^__^) c'era anche Among the Stars (2-4 giocatori, di Vangelis Bagiartakis) della recente Artipia Games, casa editrice greca nata l'anno scorso con Drum Roll e tornata all'attacco ad Essen 2012 con due nuovi titoli (questo e Briefcase di cui troverete una recensione tra un paio di settimane, quando avrò avuto modo di giocarlo abbastanza da parlarvene).

Tornando ad Among the Stars, ammetto che mi incuriosiva, ma che ero un po' titubante per l'anteprima (basata però ovviamente solo sulla lettura del manuale) di Iziosbiribizio di alcune settimane fa, che era stata molto dura nei suoi confronti trovandolo troppo simile a 7 Wonders nelle meccaniche. 

Ho avuto modo di provarlo poi ad Essen e ho scoperto con piacere che sebbene alcune meccaniche siano simili a quelle di 7 Wonders (è sostanzialmente una meccanica di draft) il gioco risulta avere un feel completamente diverso e si basa quasi tutto sulle scelte di piazzamento delle proprie location che danno punti secondo criteri di posizionamento reciproco (vicinanza/lontananza, distanza dai generatori, quantità, tipologia, set, presenza/assenza di tessere attorno) o effetti di interazione con le basi stellari altrui al punto che non riesco a considerarlo in alcun modo un'alternativa a 7 Wonders, e in nessuno dei gruppi che l'hanno provato è venuta fuori questa sensazione. 

Non me ne voglia naturalmente Iziosbiribizio... questa non è in alcun modo una critica verso di lui. La sua valutazione era basata sulla sola lettura del regolamento ed ammetto che sulla carta le similarità possano sembrare tante (anche se poi 7 Wonders, per quanto mi piaccia, non ha inventato nulla adottando una meccanica molto simile a quella di Fairy Tale, ma questo è un discorso complicato :P). D'altronde spesso è capitato... e non mancano nel blog anche anteprime entusiaste (sulla carta) di giochi che si sono poi rivelati mediocri in fase di recensione.

In sintesi si tratta di un gioco ad ambientazione spaziale in cui i giocatori competono per realizzare, in capo a 4 anni, la migliore base spaziale intergalattica, piazzando carte che rappresentano varie location (mercati, alberghi, strutture difensive, generatori, aree diplomatiche, magazzini, ecc.).

NELLA SCATOLA
La scatola è di formato rettangolare standard (dimensione Agricola, per capirci) ed all'interno non presenta divisori, ma numerosi mazzi di carte (location base, location speciali, obbiettivi, reattori principali, impianti energetici, carte aggressione), cubi energia (cubi trasparenti satinati... molto belli!), token crediti, plancia segnapunti, 8 "plancette razza" aliena ed una manciata di altre cose. Sotto trovate una foto di insieme fatta da me... se volete una panoramica migliore dei vari componenti vi rimando all'articolo di unboxing del gioco sulla nostra pagina Facebook.

L'estetica del gioco è accattivante, chiara e con una grafica a mio parere molto bella. Unica critica la muovo al tabellone segnapunti, che è un po' caotico (sarebbe bastato separare meglio il percorso).


PS: per gli amanti dell'imbustatura delle carte, il formato delle bustine da adottare è esattamente lo stesso usato per le carte quadrate militari di Civilization (70x70mm).

COME SI GIOCA
Il setup comporta la creazione di un mazzo formato da 24 carte per ogni giocatore (quindi in 4 avremo un mazzo di 96 carte); di queste una parte sono carte base e un'altra parte (6 per giocatore) sono invece pescate da un mazzo di speciali che ne contiene 44 e che è una delle fonti di differenziazione delle partite.

Vengono poi estratti gli obbiettivi (che danno un bonus in punti a chi li completa) tanti quanti sono i giocatori, ed assegnate a caso le razze aliene. Poi ognuno riceve un reattore principale e si può iniziare.

Il gioco ha regole abbastanza semplici e molte possibili strategie di gioco (che per me è sempre una buona cosa ^__^). In sostanza il gioco è diviso in 4 anni, e ad ogni anno si ricevono 10 crediti di finanziamento e una mano di 6 carte a testa. Ogni anno dura sei turni, e ad ogni turno si sceglie una carta da giocare (segretamente) che poi si rivelerà in simultanea, piazzandola e applicando gli eventuali effetti immediati, dopodichè si passa la mano rimanente al giocatore accanto (ovviamente l'ultimo turno la scelta è obbligata essendoci solo più una carta a testa).

La carta scelta può essere scartata da sola e convertita in crediti, scartata assieme ad 1 credito in cambio di un generatore di energia con sopra due punti energia (subito piazzabile secondo le normali regole delle location) oppure costruita nella propria base spaziale.

Piazzamento delle location
Le tessere vanno piazzate adiacenti (ortogonalmente, non in diagonale) ad una già esistente (all'inizio c'è solo il reattore principale). Per poterle piazzare è necessario pagarne il costo indicato in alto a destra: ogni tessera richiede un certo numero di crediti e se molto dispendiosa in termini di consumi può richiedere 1 o più cubetti di energia. Ogni generatore entra in gioco con 2 cubi energia (indica quante location può alimentare... quelle senza richieste di cubi si considera che "ciuccino" poca energia e siano auto-sostenibili o comunque non rilevanti). Qui bisogna fare attenzione che i generatori distribuiscono energia al massimo a 2 tessere di distanza.
Dopo aver piazzato si ricevono i punti vittoria indicati in basso a sinistra e si guarda il box con gli effetti speciali della location. Se questo è bianco l'effetto si applica subito, altrimenti andrà letto e applicato a fine partita.
Se la location scelta non può essere giocata si è obbligati a scartarla e fare una delle altre due cose (crediti o generatore).

Ogni nuovo anno si ricevono altri 10 crediti, sei carte e si ripete uguale. Finiti 4 anni si contano i bonus degli effetti dorati, quelli degli obbiettivi fatti e si ricevono altri punti per il denaro rimasto e per l'ottimizzazione energetica (1 punto per ogni centrale senza più cubetti, quindi usata al 100%).

VARIANTI ED ESPANSIONI
Il gioco si presta facilmente ad espansioni (mi immagino già una scatolina con nuove razze e carte location) e già nella scatola base sono state inserite delle varianti.

Modalità aggressiva: si aggiungono al mazzo le carte del mazzetto aggressivo... queste non sono location ma se giocate danneggiano un avversario.

Modalità All-In: qui si usano semplicemente tutte le tessere speciali (e meno tessere base)

Modalità Spazio Limitato: questa prevede che i giocatori si piazzino su un tavolo con i generatori iniziali equidistanti tra loro... in questo caso lo spazio è delimitante per la posa delle tessere. Se la tessera non sta sul tavolo non si può mettere, e soprattutto ci si può espandere verso gli altri andando così a bloccare/complicare l'espansione altrui.


CONSIDERAZIONI FINALI
A me è piaciuto molto... ero partito un po' prevenuto, ma giocare una partita mi ha convinto all'acquisto subito dopo, e non me ne sono pentito. Prima della recensione ho fatto diverse partite, giocandolo con un totale di 9 persone diverse, ed è stato sempre gradito (3 ne stanno valutando l'acquisto). Si tratta di un gioco che si pone a metà strada tra un filler ed un gioco più  grosso.

Nota: l'effetto indicato è ora cambiato leggermente.
Nonostante la meccanica generale risulta un gioco decisamente molto dissimile da 7 Wonders (che io comunque apprezzo e possiedo) e non occupa la stessa "nicchia" nella mia collezione.

La durata di gioco sulla scatola è indicata di 30 minuti, ma la considero più sui 40-60: scegliete uno degli estremi a seconda di quanto la paralisi da analisi è un problema nel vostro gruppo... qui non si tratta solo di scegliere la carta, ma anche di capire dove piazzarla e se conviene farlo in quel momento, in rapporto alle altre presenti, e alla forma dell'astronave; infatti...

La dinamica di posizionamento è molto interessante, perchè i bonus delle carte sono legati non solo a quante carte di quella location (ad esempio i cannoni) o di quel tipo (militare, diplomatica, commerciale, amministrativa, ricreativa) si possiedono, ma anche da dove sono, dalla forma della base spaziale (alcune chiedono di essere a certe distanze da altre, o di essere -o non essere- adiacenti ad altre), dalla disponibilità di energia ed altro ancora.

Abbastanza buona la varietà e rigiocabilità in quanto ogni partita si usano solo 12-24 delle 44 carte speciali, per via degli obbiettivi (che possono spingere a giocare in un modo un po' diverso, ma mediamente danno 3-5 punti quindi non sono così incisivi in partite che mediamente si chiudono sui 60-80 punti) e grazie alle razze aliene che invece influiscono abbastanza sullo stile di gioco e sono a mio parere molto interessanti.

L'ambientazione non è fondamentale ma è comunque ben resa sia con due pagine piene del manuale dedicate alla storia del mondo di gioco e delle razze giocabili, sia soprattutto per le tessere i cui bonus sono sensatamente collegati alla location che li genera (i giardini valgono più punti se distanti da zone militari e generatori, la sfera di osservazione deve avere tre lati liberi, i pannelli solari aggiungono un cubo ad un generatore adiacente, ecc.).

Fattore abbastanza vincolante è la lingua in quanto il gioco è in inglese ed ogni location presenta degli effetti specifici: non si tratta di un inglese complicato, ma comunque può portare problemi a chi comunque ne mastica veramente poco. Guardando le foto delle carte nella recensione o tutte quelle della gallery su facebook vi potete rendere conto facilmente della difficoltà media delle frasi.

Ad Essen veniva venduto singolarmente a 35 euro e mi aspetto che il prezzo di vendita da noi resti più o meno simile.

AGGIORNAMENTO DICEMBRE 2012
Il gioco è arrivato in distribuzione anche in Italia (ma sempre nella versione in inglese e non è prevista localizzazione, almeno per ora) con un prezzo di listino di 40 euro... come al solito lo potete trovare nei negozi specializzati oppure comperarlo online. E' anche disponibile su Egyp.it.

-- Le immagini riprodotte sono state scattate direttamente da Christian Giove, o sono tratte dal sito della casa (Artipia), dalla pagina Indiegogo che promuoveva il gioco e/o dal manuale del gioco. All'editore spettano tutti i diritti sul gioco e sulle immagini, le quali sono state riprodotte qui ritenendo la cosa una gradita forma di diffusione, ma saranno rimosse su semplice richiesta. --

5 commenti:

  1. Interessante recensione che rivaluta un gioco carico di qualche pregiudizio! Ad Essen sono passato dallo stand e mi hanno regalato anche la bustina con alcune carte (base immagino), ma non sono riusciti a convincermi a provarlo... peccato, occasione persa (leggendo questa recensione). Io che non ho 7Wonders potrebbe essere un futuro acquisto. Tra la'tro il tempo di gioco e la variabilità delle carte mi sembrano 2 aspetti sempre più validi: il gioco infatti si presta bene per chiudere serate ludcihe (o per inaugurarle).

    Attendo la versione francese o italiana, anche se mi pare che il testo inglese non sia così pesante (o no?).

    Ciao Poldeold

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    1. La versione italiana era prevista, con pubblicazione da parte di Giochix, ma mi hanno parlato di problemi pratici dell'ultimo minuto (roba tipo l'inserimento della traduzione italiana - che richiede più spazio dell'inglese - nei box predisposti allo scopo) che hanno impedito, nelle ristrettezze di tempo del pre Essen, di portare a fondo il progetto. E' possibile che esca, quindi, se il gioco avrà particolare successo (leggi nuova edizione), ma la cosa potrebbe anche essere, a questo punto, tramontata.

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    2. Ad Essen distribuivano la carta promo "Ambassadorial Shuttle" (colore verde, di tipo diplomazia, da piazzare in una base spaziale altrui rendendo impossibile la costruzione di ulteriori location adiacenti ad essa), è probabile che tu abbia avuto quella! :)
      Io comunque un paio di partite le ho provate e il testo inglese non l'ho trovato affatto pesante, basta masticarne un minimo e i pochi termini utilizzati diventano facilmente familiari.

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