mercoledì 21 novembre 2012

Anteprima - Aztlan

scritto da Fabio (Pinco11)

Siamo nella leggendaria terra di origine del popolo Nashua, ovvero dei progenitori delle tribù centroamericane spazzate via dalla colonizzazione europea del Nuovo Mondo e ci troviamo immersi nella lotta in corso tra le quattro principali tribù, il tutto sotto lo sguardo attento dei loro dei.
I giocatori sono chiamati (da 2 a 4, con regole base utili per il gioco da 3 e 4 e speciali per il gioco a due, tempo medio un'oretta, lievissima presenza di testo, su alcune carte, spiegate però nel manuale) in Aztlàn, ideato da Leo Colovini e prodotto da Ares Games, a gestire ciascuno la propria tribù, scegliendo nelle varie occasioni se entrare in conflitto con le altre o convivere con esse pacificamente, sfruttando al meglio le potenzialità che all'inizio le mettono sullo stesso piano.
A livello di meccaniche si tratta di un titolo incentrato su dinamiche di controllo territorio, semplice da spiegare, ma ragionevolmente meno semplice da dominare. Il pubblico di riferimento, nonostante il 13+ indicato come età consigliata, direi che è da considerarsi come ampio.

Ocelot, serpente, coyote e Quetzal

I componenti di gioco sono presto descritti, consistendo prima di tutto in un classico tabellone il quale illustra una mappa della terra che ha dato il nome al gioco, divisa in diversi terreni (di sei tipi diversi), separati occasionalmente da laghi. A loro si aggiunge la dotazione di trippolini, che sono trenta (di plaaaastica, orrrrooore!!) per ogni colore / giocatore, di carte potere (sei per giocatore, ciascuna indicante un valore, un tipo di terreno ed un bonus punti se inutilizzata), di carte prosperità (trenta) e pochi altri segnalini secondari.

Lo spirito del gioco è davvero semplice (qui trovate comunque le regole complete in inglese), perchè in ognuna delle cinque fasi del gioco (ossia turni) i giocatori (dopo aver segretamente scelto quale carta potere utilizzare nel turno) prima piazzano (uno alla volta, consistendo il piazzamento nella possibilità di piazzare un trippolo e spostarne un altro tra territori adiacenti) i trippoli che gli sono attribuiti in quel turno e poi risolvono gli eventuali conflitti scegliendo i vincitori se eliminare i trippoli dell'avversario o se lasciarli dove sono, pescando una carta 'prosperità' (che attribuisce bonus di diverso tipo).
Le battaglie sono risolte senza tiri di dadi, ma semplicemente moltiplicando il numero di trippoli di ogni giocatore per il valore numerico indicato sulla sua carta potere. Segue la fase di calcolo dei punti, che si ottengono andando a verificare per ogni gruppo di territori adiacenti (ottenendo di base 1 punto per ogni territorio controllato) quanti terreni del tipo indicato nella carta potere giocata si possiedono. Se in un gruppo non ci sono territori del tipo in questione quel gruppo non dà punti, altrimenti al numero di territori si somma il quadrato dei territori del tipo prescelto (es. 6 territori, tre dei quali deserto, che è il terreno indicato nella carta potere, danno 6 punti di base + 9 di bonus, quindi 15 punti - più facile a farlo che a dirlo!).
A fine partita si sommano alcuni bonus e chi ha più punti vince.

Classico

Di Aztlàn avevo sentito parlare già diverso tempo fa, ovvero quando la vecchia NG International o Nexus era ancora in vita, in quanto doveva essere l'uscita successiva nella loro serie di titoli 'di grandi autori' (dopo il faiduttiano Ad Astra). Poi si era smarrito, come spesso accade, nella nebbia delle vicende della casa, riemergendo ora in pompa magna nella sua edizione Ares Games. 
Il gioco si presenta, come concezione, come titolo classico per molti aspetti, ispirandosi al solco della tradizione dei german games dei primissimi tempi, visto che propone, diversamente da quanto è ora in voga, una meccanica di base, semplice da spiegare, ma piuttosto astratta e matematica  nella sua concezione, tendendo a stimolare un ragionamento quasi scacchistico.
Nel contempo sono stati introdotti due piccoli twist, ossia due trovate atte a smorzare l'eccessiva 'serietà' o rigorosità della cosa, ovvero da una parte l'idea della carte potere, uguali per tutti, ma che con il passare dei turni diventano più prevedibili e leggibili e quella delle carte 'prosperità', le quali vogliono spingere a non eliminare gli avversari, attribuendo bonus 'per averli risparmiati' (e quindi un elemento di scommessa sul contenuto della carta: alcune sono davvero potenti se usate al momento giusto!).
Su internet già sono comparsi alcuni pareri di massima, con un chiaro riferimento all'aver ben letto i commentatori la paternità del gioco, ossia il pensiero Colovini, con dinamiche asciutte e lineari le quali, come tali, possono piacere, come no, a seconda dei gusti.

Spendendo qualche parola sulla grafica e componenti direi che appaiono del tutto funzionali allo scopo, con belle illustrazioni (affidate al duo Baker - Gifford) alle quali è attribuito il compito di richiamare il tema sullo sfondo, che è ancora ricordato grazie alle carte bonus prosperità, ancora ben disegnate. Chiaramente si percepisce come l'ambientazione avrebbe potuto tranquillamente essere diversa, ma si è fatto ciò che era necessario per legarla almeno il necessario allo sviluppo del gioco. Personalmente non gradisco mai troppo i componenti in plastica, ma il complesso del tabellone in corso di partita si presenta comunque come gradevole, anche se (e qui siamo ancora sul soggettivo, per cui valutate voi sulla base delle immagini) fin troppo multicolore.

Le dinamiche, come dicevo, sono semplici da spiegare, ma non altrettanto da dominare e gli elementi di rigidità matematica dovrebbero tendere a mescolarsi grazie alla forte interazione, anche diretta, che tende a far allontanare un attimo il gioco, come principi, da quelli tipici della famosa 'germanità' che ho più volte citato (anche se, per esempio, un Kramer non ha mai disdegnato un pò di cattiveria nel flusso del gioco).
Se dovessi richiamare qualche titolo affine (per far capire se è o meno il vostro genere) vi menzionerei, per la mappa e per la semplicità di base, uno Small World , ma poi dalla partenza quasi comune direi che il flusso del gioco si differenzia molto, con una maggiore profondità in Aztlan sulla costruzione di catene di territori, sostituita nel titolo della Days of Wonders dall'idea della nascita e declino di più civiltà. In entrambi però compare un elemento di confronto diretto, con qui presente l'idea della 'coesistenza' pacifica che regala potenziali bonus.

In sintesi Aztlàn si propone come titolo di ispirazione classica, basato su dinamiche semplici da spiegare, ma con una potenziale profondità di gioco. Le meccaniche sono quelle di controllo territorio e forte è l'interazione, anche diretta, con battaglie (senza dadi e 'basiche') tra i giocatori. Il pubblico di riferimento è potenzialmente ampio, quanto a difficoltà delle regole (che è limitata), ma poi il tipo di gioco stesso si indirizza ad una fetta più identificata di potenziali fan. Un Must, comunque, per gli amanti di Colovini, uno dei primi autori italiani a sbarcare all'estero negli esordi dei giochi allora alla 'tedesca' (ora eurogames a tutti gli effetti) e per chi gradisca un pò di astrazione, unita a meccaniche decisamente lineari ma nel contempo terreno fertile per diverse strategie.

Il gioco è disponibile (versione inglese) nel negozio online Egyp.it a 44,90 euro. La casa mi informa inoltre che è in distribuzione pure la versione italiana del gioco, distribuita da Red Glove.

Sfrutto poi la gentile disponibilità offerta da Roberto di Meglio, della Ares Games, per rivolgergli alcune domande su Aztlan e più in generale sulla loro futura linea produttiva.


1. La Ares Games sta facendo, a poca distanza dalla sua nascita, veloci passi verso la costruzione di una linea produttiva che sembra voler riprendere il filo momentaneamente sospeso a causa della chiusura della Nexus/NG. Prima di tutto infatti la linea dei combattimenti aerei, poi il Signore degli Anelli ed ora anche un nuovo gioco che segue idealmente Ad Astra, primo titolo della serie Nexus Designer. E' conclusa così la rinascita, come fenice, della casa della grande N?
R: Ares ha buoni rapporti con molti degli autori che hanno in passato pubblicato con Nexus, e questo ci ha effettivamente consentito di avviare l'azienda con un eccellente programma di pubblicazione. Alcuni dei giochi già editi da Nexus sono definitivamente passati ad altri editori, come ad esempio "Lettere da Whitechapel", che verrà edito da Giochi Uniti. Al momento, non abbiamo in programma di ristampare nuove edizioni di altri giochi in passato editi da Nexus, ma non escludiamo che in futuro qualcuno di essi possa entrare a far parte del nostro programma editoriale.

2. A che punto siamo con i progetti a lungo termine della Ares ? Quali titoli ci dobbiamo attendere ?
R: Per 2013, oltre a molte interessanti nuove uscite nelle linee Wings of Glory WW1 e WW2, avremmo la nuova edizione di Inkognito, di Leo Colovini, e il lancio di Sails of Glory. Nella linea di giochi della Guerra dell’Anello, stiamo già lavorando a una nuova espansione, ma anche a un nuovo gioco autonomo, di cui annunceremo presto i dettagli. Vogliamo anche espandere il nostro catalogo con giochi "fuori serie" per diverse tipologie di pubblico, ma è ancora presto per parlarne.

3. Passiamo ora ad Aztlan. Nella mia presentazione l'ho definito un 'classico', ritenendolo un titolo lineare ed asciutto, che si può idealmente concepire come inserito nel filone dei titoli 'alla tedesca' che hanno aperto il filone degli attuali eurogames. Su questa base poi sono inserite varianti atte a vivacizzare il gioco, ovvero le carte e le scelte di coesistenza. Cosa mi dici sulla vostra concezione del gioco ? Coincide con quello che ho sintetizzato o invece l'idea si discosta da questo ?
R: Sicuramente la valutazione è centrata, anche se il merito delle scelte va all'autore, Leo Colovini, più che a noi! Sicuramente ci è piaciuto perché unisce alla semplicità delle regole e alla profondità della strategia dei momenti di emozione, legati alle decisioni dei giocatori nella fase di conflitto, che lo rendono più vicino allo stile complessivo dei nostri prodotti.4. Quali sono i temi 'tattici' principali del gioco (per altro in parte accennati nei suggerimenti in fondo al manuale)?
R. Sostanzialmente è un gioco di controllo di aree, ma si incrociano due importanti livelli di strategia, uno legato alla sequenza delle carte potere (che deve anche cercare di tener conto delle scelte degli avversari), e l'altro legato alla decisione tra coesistenza ed eliminazione degli avversari. Uniti al livello base di strategia, quello derivante dal piazzamento e movimento dei pezzi, questi ulteriori livelli rendono il gioco davvero molto profondo, con una ottima rigiocabilità, e il gioco cambia molto anche secondo lo stile dei giocatori al tavolo.

5. Ho accostato il gioco, per presentarlo, a Small World. Avete riferimenti più appropriati da proporre ? Ha forse un pó risentito il titolo del rinvio nella produzione? R. Sicuramente il gioco si può anche riportare ad altri giochi disegnati da Colovini, ma ha secondo noi sicuramente un "twist" e un divertimento in più. Non so che cosa intendi per "risentito del rinvio"... come si diceva prima, Aztlan ha le caratteristiche di un "classico" e quindi è godibilissimo oggi come tra 10 anni!6. Quali sono le sfide produttive alle quali si va incontro per arrivare all'edizione di un titolo come Aztlán? Perché la plaaaaaastica ;)  e non il legno ? Puoi svelarci qualche dettaglio su come si arriva da un'idea iniziale al prodotto finito ?
R. E' molto semplice: siamo allergici ai cubetti, e quasi tutte le nostre scelte editoriali discendono da questo nostro problema. :-)7. Ad Essen ho notato che del titolo in qualche modo si parlava, però è poi rimasto un pò lontano dal clamore delle classifiche (per altro statisticamente poco affidabili) della fiera: come sono andate le cose ? Che riscontri state ricevendo dalla fieristica dalle vendite e da internet?
R. E' presto per giudicare. Sicuramente Ares, come azienda nuova, e con un catalogo un po' distante dal tipo di titoli che normalmente suscitano hype a Essen, ha un po' più difficoltà di altri a farsi notare. Ma il gioco è molto bello, e mano a mano che la voce si diffonde, sta iniziando a ricevere l'attenzione che merita, e ha ottime recensioni.8. Tiratura, distribuzione e prezzo ufficiale?
R. Non siamo soliti rivelare i dati della nostre tirature. Attualmente il gioco è distribuito da Ares direttamente sul mercato di lingua Inglese, da Heidelberger in Germania e Red Glove in Italia. Il prezzo consigliato negli USA è $ 49,90. Il prezzo in Europa dovrebbe essere sui 40-45 euro.

-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (Area Games) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -



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