sabato 17 novembre 2012

Essen 2012 per i più piccoli (parte II)

scritto da Carlo Rossi

Prosegue e termina oggi la carrellata di titoli visionati dal nostro amico Carlo, appassionato estimatore di titoli per i più piccoli !!!

Haba

Nacht der magischen Schatten
È la novità per Essen lanciata da Haba in pompa magna con tanto di riproduzione gigante; effettivamente, un gioco di ombre cinesi con tanto di costruzione del teatrino non s’era mai visto.

Comunque sia, al di là dell’effetto scenico, anche qui si ricade su un gioco di memoria.

Il giocatore di turno deve inserire 9 animali dentro il teatrino, lasciandone fuori alcuni. Poi posiziona una pila in modo che la loro ombra venga proiettata sullo schermo e fa ruotare la piattaforma su cui poggiano. Dopo un giro completo in cui sono state proiettate le ombre dei 9 animali i giocatori-spettatori devono indovinare quali animali sono rimasti fuori. Cosa non facile perché oltre all’aspetto “memoria” si aggiunge l’aspetto “riconoscimento” visto che alcune figure sono un po’ simili tra loro.

Giocato in 4 forse dà il suo meglio, in quanto si ha lo stesso effetto che si ha in “Flossen hoch”: se sarò l’ultimo a indicare una figura c’è una discreta probabilità che magari l’unica che mi ero tenuto in mente sia già stata presa da uno dei giocatori che mi precedevano.

Al di là del fatto che il gioco è parecchio inusuale, ho però dei dubbi sulla rigiocabilità; e forse gli stessi dubbi li ha avuti l’editore, che ha aggiunto un paio di varianti nel regolamento. Queste consistono nel giocare con tutti gli animali (13) oppure nella scelta simultanea della figura anziché a turno.

Ultima nota sulla cover che, stranamente, ho trovato più inquietante che accattivante, con un satiro (o druido?) al centro che vi guarda in modo… strano…

Voto: 6,5


Monster torte
Gioco di destrezza e velocità dove occorre raccogliere più velocemente degli altri gli ingredienti che servono di volta in volta per realizzare delle torte.

Gli ingredienti sono rappresentati da sfere colorate e devono essere raccolti, dal centro della scatola, con uno speciale cucchiaio di legno.

Si gioca tutti quanti simultaneamente e si parte non appena si rivela la carta che indica gli ingredienti richiesti; il primo che ci riesce deve gridare “la torta è pronta!!!” e si aggiudica la carta

Il primo che ne completa 5 vince.

Il gioco è molto simpatico e caotico; può all’inizio sembrare molto frustrante, ma non appena si capisce come usare il cucchiaio di legno inizia il divertimento.

Anche qui però ho dei dubbi sulla rigiocabilità (fatte due o tre partite non so quanto venga voglia di riprenderlo in mano); inoltre, un bambino (o un adulto nel mio caso) dispettoso, può giocare a disturbare gli altri e far perdere tempo prezioso.

Voto: 6,5

Zwerg riese
Molto simpatico e originale il tema di questo gioco: i giocatori sono dei nani che devono farsi trasportare sulle spalle di un gigante per andare da un città e l’altra per recuperarne dei tesori.

La plancia è divisa in territori di diverso tipo e, per muovervi il gigante, occorre avere la carta che lo rappresenta.

La raccolta delle carte è un “push your luck”: dopo ogni carta pescata si decide se proseguire o meno tenendo conto che se si pesca una carta uguale si perde tutto, mentre se si pesca il Bandito le carte raccolte vengono ridistribuite tra gli altri giocatori (se però si pesca il Bandito come prima carta allora si ruberanno 2 carte agli altri).

In alternativa al pescare il giocatore può muovere il gigante ed è qui che sta la particolarità del gioco: si colloca il gigante con un piede sul punto di partenza e poi lo si muove girandolo come se fosse un compasso.

Ogni volta che con un piede tocca una regione occorre scartare una carta di quel tipo; occorre quindi pianificare le proprie mosse e cercare di immaginare se con un passo si riesce ad andare nella regione successiva o meno. Se si riesce ad arrivare ad una città allora se ne prende il tesoro; altrimenti si riprendono tutte le carte in mano (quindi, in sintesi, si è solo perso un turno).

Ammetto che includendo questo gioco nella lista ho un po’ barato rispetto ai principi detti all’inizio: l’età consigliata è 6+ ed effettivamente è più facile che sia apprezzato dai grandi più che dai piccini.

Voto: 7-

Eiskalt erwischt!
Dentro la scatola vengono posizionati, su più strati, delle lastre di ghiaccio a formare in iceberg; poi, su ciascuna di queste vengono messi dei pesci e sulla lastra più in alto il pinguino Paul.

I giocatori devono “criccare” un dischetto di legno contro l’iceberg e, sfruttando il terzo principio della dinamica (ovviamente questo non è menzionato nel regolamento ), devono far cadere i pesci e far staccare le lastre; tutto ciò senza far cadere il pinguino che sta in cima.

Il giocatore raccoglie tutti i pezzi che si sono staccati (pesci e lastre). Tuttavia, se il pinguino Paul cade non si prende nulla e si deve restituire un pezzo preso in precedenza; poi lo si riposiziona nel punto più alto.

Infine, il turno passa al giocatore successivo e la partita termina non appena rimane il solo pinguino Paul. Chi ha più pezzi vince.

Nella dotazione c’è anche una barretta di legno che si può usare in alternativa al “cricco”;ci è stata spiegato, infatti, che i bambini trovano più facile usare questo metodo; ah… se solo me l’avessero detto prima della partita!

Il gioco è molto gradevole anche se non aggiunge tanto rispetto ai giochi già presenti nel mercato; e il fatto che anche le lastre di ghiaccio facciano fare i punti (e non solo i pesci) lo trovo un po’… antitematico.

Voto: 6,5

Gary gouda
Si gioca dentro la scatola, divisa in 16 stanze collegate tra porte tra di loro; all’interno vi è un topo, che è comune ai giocatori e un gatto, che serve a bloccare una delle porte di collegamento.

Su ogni stanza viene messo un pezzo di formaggio.

Le 4 stanze agli angoli sono colorate e tirando 2 volte un legnetto che funge da dado a 4 facce si determina la posizione di partenza e quella di arrivo del topo.

Il giocatore sceglie quindi il percorso da fare e, di volta in volta, decide se raccogliere il formaggio che c’è nella stanza, tenendo presente che il formaggio va impilato sotto al topo, aumentandone l’altezza.

Ed è proprio qui che sta l’inghippo, o meglio, l’elemento particolare del gioco: sebbene le porte, apparentemente siano tutte della stessa altezza, in realtà non è così; in ogni parete divisoria viene inserita all’inizio della partita una cornice ad arco ed è la loro altezza che determina l’altezza reale della porta. E quindi scegliere se prendere un pezzo di formaggio o meno combina sia l’aspetto push your luck (più che altro all’inizio della partita) e di memory (ovviamente a partita inoltrata)

Purtroppo faccio fatica a non vedere forti similitudini con “Das Magische Labyrinth” della Drei Magier; se ci si pensa, i meccanismi sono gli stessi seppur con tema e realizzazione diversa. Un’aggravante in Gary Gouda sta nel fatto che per gli adulti muovere il topo tra una stanza e l’altra è molto faticoso a causa delle dita cicciotte.

Rispetto a “Das Magische Labyrinth” però ha un punto di favore: ci si accorge di non passare da una porta solo quando il topo ormai si trova in mezzo. Nel Labirinto, invece, si avverte l’ostacolo non appena si è prossimi al bordo e quindi magari si può fingere di aver cambiato idea. Se anche voi avete una figlia (o nipotina nel mio caso) che non ci sta a perdere e tende a barare allora sapete quale versione prendere 

Voto: 6,5

Drei magier
Der verzauberte Turm
Molto bello il tema di questo gioco, dove un mago cattivo ha a imprigionato una principessa dentro a una torre. Per liberarla occorre trovare la chiave nascosta nel bosco; ma questo non basta: solo una delle 6 serrature della torre è quella giusta!

Il gioco è semi-cooperativo, nel senso che un giocatore fa il cattivo e gli altri, i buoni, cooperano tra di loro, muovendo un pedone comune.

La plancia ha tante buche coperte da dischetti e all’inizio della manche il mago nasconde una chiave magnetizzata dentro una di queste mentre gli altri giocatori tengono gli occhi chiusi.

Sia i buoni che il cattivo devono raggiungere la chiave e il mago, che sa dove si trova, parte con uno svantaggio di diverse caselle, da percorre prima di arrivare in plancia

Poi si tirano due dadi; uno indica chi muove per primo e l’altro indica 2 numeri: i passi che può fare il buono e quelli che può fare il cattivo (sovente i 2 numeri sono diversi); il movimento dei pedoni deve seguire le connessioni tra le varie buche.

Non appena un pedone arriva sulla casella giusta si sente il “ta-clack” della chiave che si attacca al pedone anch’esso magnetizzato.

Chi la trova può provare a liberare la principessa usando la chiave su una delle 6 serrature; se è giusta la principessa salta fuori dalla torre (grazie a un meccanismo a molla). Altrimenti si riparte daccapo facendo una manche esattamente identica alla precedente, con l’unica variante che la stessa buca non può essere usata 2 volte dal cattivo.

Questo gioco mi ha dato sensazioni miste; da un lato la realizzazione è favolosa e il tema, come detto, è originale.

Tuttavia, è tutto molto legato alla fortuna; può accadere che lo stesso giocatore trovi la chiave per diverse volte consecutive senza però mai azzeccare la serratura giusta e poi vedere il proprio avversario trovarla solo una volta e azzeccarla subito (sfruttando il fatto di memorizzare man mano le serrature sbagliate); quando accade dà una sensazione di ingiustizia.

Inolte si potrebbero avere partite che durano 5 o (come nel mio caso) 6 manche, dando un senso di ripetitività alla partita.

Mi chiedo infine quanto sia divertente fare il cattivo… e in più di 2 giocatori mi chiedo quanto possa impattare il bambino “alpha” che decide tutto lui senza curarsi degli altri compagni.

voto: 6,5

Ravensburger

Dragi drache
Dragi Drache fa parte della linea giochi della Ravensburger con componenti elettronici.

La plancia è divisa in 6 sezioni da divisori in cartone; e su ciascuno di questi si mettono diversi token da raccogliere; al centro c’è un vulcano su cui si posiziona una pallina. Sotto al vulcano c’è un macchinario che, una volta attivato, soffia aria innalzandola.

Al proprio turno il giocatore deve semplicemente soffiare la pallina in modo che cada in una sezione in cui c’è un token; se vi riesce lo raccoglie. Poi il giocatore che segue riposiziona la pallina e fa uguale.

Per variare il gioco si hanno un paio di sezioni più difficili di altre (in una occorre superare un coccodrillo sulla base che fa da barriera, in un’altra occorre far passare la pallina attraverso una porta. Tuttavia, anche questo espediente non salva il gioco che ho trovato essere di una pochezza imbarazzante e veramente poco longevo.

Voto: 5-

Nota: i diritti sui titoli citati spettano alle rispettive case produttrici, sempre indicate nel parlare dei vari giochi. Le immagini sono state tratte dai siti delle case in questione e/o dal Boardgamegeek  : ai proprietari dei giochi e delle immagini spettano tutti i diritti su di esse: vi è piena disponibilità a rimuovere ogni notizia od immagine su semplice richiesta o ad aggiungere specificazioni o chiarimenti --

2 commenti:

  1. Articolo interessante come il precedente :) Molti giochi li ho provati anch'io, altri li ho visti giocare o ne ho letto il regolamento.
    Alla mia lista personale, aggiungo questi 3:
    http://boardgamegeek.com/boardgame/126159/mausgetrixt
    http://boardgamegeek.com/boardgame/131684/chop-chop
    http://boardgamegeek.com/boardgame/118051/spinnengift-und-krotenschleim
    Ciao

    PS: in "Nacht der magischen Schatten" gli animali da disporre sono 7, non 9, e in tutto ce ne sono 11, non 13.

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  2. grazie!
    btw, su "Nacht der magischen Schatten" hai pienamente ragione a metà :-)

    è vero che le figure da disporre sono 7 (e non 9), ma le figure, in totale, sono davvero 13 (se ne hai 11 allora qualche folletto dispettoso te le ha rubate! ;-)

    un abbraccio,
    carlo

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