lunedì 12 novembre 2012

Recensione - Suburbia

scritto da Fabio (Pinco11)

Avevo sentito parlare di Suburbia (per 1-4 giocatori, tempo a partita direi da un'oretta in su, lieve dipendenza dalla lingua, per via di scritte sulle tessere) diverso tempo prima di Essen, verificando con un certo sconcerto come il titolo comparisse anche nelle liste dei desideri di diversi appassionati, mentre il titolo, di primo acchito, non è che mi trasmettesse grandi aspettative.
L'autore, Ted Alspach, per quanto abbia su BGG circa 5 paginate di titoli ideati, vede occupate le prime due e mezzo da espansioni di Age of Steam (edite dalla sua Bezier Games) e poi, aldilà di alcuni titoli nella serie Ultimate Werewolf, non è che ci siano poi cose memorabili (beh, non dimentichiamo Beer and pretzel, Tie Breaker e cose simili!). La grafica era, diciamo 'minimalista' ed il tema, della costruzione di città, non è che fosse uno dei più innovativi.

Il fatto però che il titolo fosse stato acquisito dalla Lookout Games era curioso, perchè si tratta di un editore che, dopo il tornado Agricola, ha proposto spesso titoli piuttosto interessanti per gli appassionati e poi ho notato che era anche prevista una edizione italiana da parte di Uplay.it, per cui lentamente il gioco è entrato nell'elenco di quelli da tenere sotto controllo e poi, dopo averlo provato a Lucca, è passato direttamente nel più ristretto novero degli acquisti della fiera.

Di che si tratta, in sintesi, lo avete già potuto dedurre, ossia è un piazzamento tessere a tema costruzione di città, nel quale ognuno degli avversari, partendo da una base identica, sviluppa poi la sua personale cittadina (quartiere), tenendo d'occhio la potenzialità economica e l'attrattiva per l'immigrazione di nuovi abitanti che il piano regolatore adottato stimolerà. Quanto a difficoltà devo dire che si tratta, alla fine, di gioco che si spiega in poco, ma che ragionevolmente può attrarre maggiormente, per il modo in cui gira, giocatori più esperti.

'Ho il piano regolatore' ... diceva Nerone

Quanto a componenti si fa presto a descrivere il tutto, in quanto la scatola contiene principalmente le tessere esagonali che andranno a comporre la città. Ne abbiamo 24 'generiche', ossia le industrie, i parchi e le periferie, nonchè ulteriori 100 (divise in tre gruppi, destinati ad essere utilizzati in fasi successive del gioco) che andranno a popolare progressivamente i nostri quartieri. A loro si aggiungono 50 dischi 'obiettivo', una manata di gettoni / moneta di diverso taglio, tre segnalini marcapunti (e simili) per giocatore, nonchè una scheda di partenza ed un aiuto giocatore per ognuno. Completano la dotazione il segnapunti e tre schede utili per accogliere materiale di gioco.

Le regole, almeno nella loro base, sono semplici semplici (qui comunque trovate il manuale in italiano), perchè ognuno, al suo turno, deve solo ampliare il proprio quartiere, scegliendo per farlo una delle tessere presenti sul mercato (ce ne sono sette: la posizione nel mercato richiede il pagamento di alcuni sovraprezzi rispetto a quanto indicato nel lato sinistro della tessera), oppure una di quelle 'base' (parco, fabbrica pesante o periferia) o, infine, un 'lago' (non costa nulla e si ottiene utilizzando il retro di una tessera sul mercato). C'è anche la possibilità di compiere un 'investimento', riattivando una tessera già in campo, ma lo lascio ai lettori del manuale ;)

Una volta prelevata la tessera la si deve collocare davanti a se, a contatto (almeno un lato condiviso) con almeno una delle tessere già presenti ed è qui che si scatenano gli effetti. La tessera collocata infatti attribuisce prima di tutto il bonus (o malus) indicato in alto a destra su di essa, poi quello in basso (se presente) ed infine attiva eventualmente le tessere a fianco ad essa (solo ove esse siano influenzate da tessere del tipo di quella piazzata). Aggiungo poi che alcune tessere hanno effetti 'permanenti', tipo dei bonus o malus che scattano ogni volta che qualche tessera di un certo tipo è piazzata nel proprio quartiere, indipendentemente dalla posizione e che altre producono effetti anche quando certe tessere sono piazzate in quartieri altrui (avete capito ora perchè dicevo che la semplicità è solo apparente?).

La chiave del gioco è che i bonus e malus incidono normalmente sulla vostra reputazione (la quale, se positiva, attira abitanti - e quindi punti vittoria - alla fine di ogni turno) e profitto (il quale vi riconosce introiti o perditi alla fine di ogni turno). Ogni volta, infine, che si supera una certa barriera di punti / abitanti, si deve consolidare il proprio bilancio, perdendo un punto reputazione ed uno profitto.
La partita termina quando esce l'apposita tessera: a quel punto si sommano ai punti ottenuti quelli corrispondenti agli obiettivi raggiunti e si convertono eventuali denari rimasti in punti (in ragione di 5 a 1).
Non vi dico neanche chi vince ... ;)

Sim City ... Suburbia!

Suburbia beneficia grandemente della (relativa) semplicità delle regole, o meglio del fatto che in sostanza al proprio turno si deve solo prendere una tessera e piazzarla, inducendo nel neofita la falsa sensazione si essere di fronte ad una cosa semplice, attraendolo quindi nella rete della partita ed avviluppandolo gradualmente: il bello è che, al contrario di quanto accade normalmente, il neofita alla fine del match probabilmente avrà capito meno che all'inizio, perchè allora la sua mente non era, almeno, affollata da idee confuse. Sto ovviamente scherzando, ma quello che voglio trasmettere è che siamo davanti ad un titolo che dietro ad una disarmante semplicità nasconde diverse riflessioni e strategie, per cui, pur potendo essere proposto per una partita fugace anche a giocatori 'casuali', il meglio lo dà a chi ci si voglia applicare, pur senza essere un titolo riservato solo ai core gamers.

Partendo comunque come al solito dall'ambientazione devo dire che è resa mirabilmente, visto che lo scopo di ricostruire una simulazione di costruzione di una città è raggiunto: abbiamo infatti decine e decine di locazioni disponibili e tutte incidono, più o meno ragionevolmente,  sulla vostra capacità di profitto e/o su quanto grazioso (e quindi attraente per i futuri abitanti) sta diventando la vostra città.
La grafica è invece il punto debole, oggettivo, del titolo. Personalmente non mi risulta, dopo averlo giocato, sgradita, anzi la trovo azzeccata e funzionale, ma ricordo che l'impatto iniziale era quello (a occhio e croce) di un mezzo prototipo, però nel contempo riconosco come le tessere siano della dimensione giusta per non risultare scomode da gestire e tutto sia leggibile.
Quanto ai componenti è tutto funzionale allo scopo e ben fatto (ricordo, sotto il profilo grafico, il discorso sulla essenzialità del tutto): unico suggerimento è l'uso di segnalini (io utilizzo le pietruzze tipo magic, da piazzare sulle tessere che danno bonus / malus per il piazzamento di tessere indipendentemente dalla loro adiacenza, per ricordarsi di applicare i loro effetti.

Le meccaniche sono poi a loro volta ben ideate e devo dire che il gioco, una volta in corso, gira bene. Mano a mano che si costruisce la propria città ci si indirizza infatti verso determinati filoni, agevolati dall'utilizzo di certi tipi di costruzioni (per esempio, se costruisco un parcheggio, che mi dà un bel +1 di profitto per ogni ufficio vicino, probabilmente lo circonderò di uffici, così come la presenza di una zecca, che riconosce bonus di denaro per i servizi pubblici, ne stimola la installazione). Ad ogni turno le scelte a disposizione non sono poi infinite, anzi sono esattamente 11, ovvero le sette tessere sul mercato, oltre alle 4 sempre disponibili, però poi il denaro a disposizione spesso è un fattore limitante, per cui, pur nel limite di quello che si può fare, la riflessione c'è sempre.
Aggiungiamoci poi la riflessione legata al ricordarsi (per gli esperti) le tessere già uscite e ciò che potrebbe ancora arrivare, per capire come, lentamente, dalla apparente immediatezza la profondità si dipani.

L'interazione tra i giocatori è di quelle indirette, nel senso che raramente si hanno a disposizione tessere che si attivano quando gli avversari piazzano cose nella loro città ed il maggior effetto che si produce è di solito quello di rubare all'avversario delle opzioni portandole via dal mercato. Se vi piacciono, quindi, titoli molto interattivi, lasciate perdere.
La scalabilità direi che si presenta come buona ed il gioco propone addirittura due modalità in solitario, che ho provato e che sono nel complesso gradevoli (anche se non ci potrete giocare a lungo quanto ad un free cell), una di esse con solo un punteggio da raggiungere e la seconda con un teorico dummy bot.

Tirando le somme Suburbia è un titolo che dovrebbe attrarre prima di tutto gli amanti del genere di costruzione di città, magari un pò nostalgici del filone Sim City da computer, che è ben ricreato e trasposto nel mondo dei giochi da tavolo. Alla fine quello che si deve raggiungere è una sorta di algoritmo e di equilibrio generale della vostra città e la cosa sarà gradita a chi ami riflettere sulle micro ottimizzazioni.

Tra i meno attratti dal gioco vedrei invece chi pensa che 'anche l'occhio vuole la sua parte', per cui non sarà disponibile a passare sopra alle scelte di stilizzazione compiute qui, e chi desideri una maggiore interazione. Potenzialmente 'a rischio', infine, per chi indulga troppo sulla riflessione, perchè le partite, vista la relativa debolezza della interazione, devono scorrere almeno rapide, per evitare noiose attese. Personalmente l'ho trovato, comunque, gradevole e ben costruito, ma, lo ribadisco, qui si va molto sul soggettivo.

L'edizione italiana (Uplay.it) è consigliata perchè propone la traduzione di tutte le tessere, oltre al manuale: il testo è limitato per chi mastichi l'inglese (cose del tipo 'ottieni +1 per ogni tessera verde'), ma qualche parola c'è.
Il prezzo, sul negozio online Egyp.it, è di 43,00 euro, con le tessere espansione omaggio (si tratta delle tessere legate alla fiera di Essen, che ritraggono, appunto, fiera, metropolitana e circondario del centro fieristico).

-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o da BGG o dal sito della casa produttrice (Bezier / Hal Games / Uplay.it) alla quale  appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -

8 commenti:

  1. Ciao,
    vorrei porre una domanda. Mi sembra di quanto complicato è ricordarsi o guardare le tessere nelle città avversarie per capire se l'utilizzo di una tessera da parte tua comporta dei bonus/malus verso i giocatori avversari, o anche solo per capire se quella tessera va levata perché se arriva alla persona sbagliata può fagli fare un sacco di punti?
    Con le varie tessere in gioco mi chiedo se sia poi così semplice analizzare le città avversarie. La cosa mi fa venire in mente Florenza, gioco nel quale era complicato guardare le tessere degli avversari a causa soprattutto del fatto che la grafica era, a mio parere, pessima.

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    1. Le tessere che incidono anche sugli avversari sono poche e quelle che lo fanno in genere sono operative da quel momento in poi, attribuendo bonus (quasi sempre) e a volte malus (ma non diretti ed obbligati) quando qualcuno costruisce un certo tipo di edificio (es. le forniture per uffici ti danno un bonus profitto ogni volta che qualcuno costruisce un ufficio). Gli avversari li guardi più spesso per capire a che punto stanno con gli obiettivi (pubblici o il tuo segreto) ed in genere le cose, grazie alla grafica 'lineare' si vedono abbastanza (pochi colori base e simbolini sui lati).

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  2. Ho fatto diverse partite e avevo le stesse perplessità, cioè quanto fossero semplici da seguire tutte le varie connessioni tra tessere e giocatori. Il risultato è stato che il gioco è stato molto semplice da seguire, grazie anche alla grafica molto lineare. Alla fine tutti collaborano a tenere traccia dei vari edifici e non ci sono poi state troppe cose da seguire. Direi che puoi andare tranquillo.

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  3. Solo la grafica spartana mi fa titubare sull'acquisto. Per il resto se si respira aria di Sim City potrei trovarlo "per caso" sotto l'albero.

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  4. L'idea delle tessere che si attivano a dipendenza della posizione mi sembra bella. Ma, per questo aspetto, non schiaccia l'occhiolino a "Among the stars"?

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  5. Beh, l'idea in se è già diffusa, in quanto legata al concetto stesso di piazzamento tessere. In passato, per esempio, mi ricordo Glen More ;)

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  6. Provato un paio di sere fa in una partita a tre.
    Prima impressione : mi sembra un city building molto fluido e veloce probabilmente anche in 4 si riesce a stare sotto i 60 minuti.
    Confermo che si riesce facilmente a tenere sotto controllo le città degli altri giocatori per quanto riguarda gli obiettivi, però concordo sull'idea di mettere un segnalino sulle tessere che attivano i bonus, è troppo facile dimenticarsene.
    Voto (basato unicamente su una partita quindi da prendere come puramente indicativo di una prima impressione) 7 e 1/2
    Nota : Sempre la stessa sera abbiamo fatto una partita a Ginkgopolis in 5, dopo che avevamo perso la settimana prima un'ora a cercare di sviscerare un regolamento scritto in maniera decisamente ostica. Partita decisamente divertente, moltissima interazione e durata di circa 1h e 30. Voto: 8 1/2

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  7. Complimenti per l'articolo!
    Personalmente, sono entusiasta di Suburbia e della sua espansione Suburbia Inc.
    Ho una certa età, sono tornato ai giochi da tavolo dopo diverso tempo, e sinceramente alle apparenze bado poco....Questo per dire che spesso l'apparenza inganna, per quanto anche l'occhio voglia la sua parte.
    Quando mi è stato presentato non gli avrei dato un soldo di cacio, poi giocandolo me ne sono innamorato. Scorre bene, è bilanciato grazie anche ai punti popolazione "afflitti" dalle linee rosse, relativa interazione con gli altri e possibilità di mettere i "bastoni tra le ruote".
    Ti segnalo che l'illustratore della copertina è lo stesso di Agricola, e hai dimenticato di riportare che Suburbia ha vinto il Mensa Select per il 2013.
    Ciao!

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