domenica 9 dicembre 2012

Ancora nuove voci da Essen

scritto da Poldeold

[Fabio] E' passato oramai un paio di mesi (quasi) dalla fiera dell'anno, ma gli echi dei ricordi, anche dei nostri appassionati lettori, sembrano non spegnersi. Dopo i report miei, di Bernapapà e quello, dedicato ai più piccoli, di Carlo, ecco ancora qualche riflessione dell'amico lettore che vive nella terra dei cantoni: anche lui ci parla delle sue impressioni ed alla fine trae qualche considerazione sui titoli provati e comprati. Lascio a lui la parola, lieto che il blog stia diventando sempre più luogo nel quale condividere sensazioni ed idee, oltre che strumento di informazione sul mondo del gioco.

Ottobre 2012, periodo in cui, per il secondo anno consecutivo, ci avviamo verso la grande fiera mondiale del gioco da Tavolo.
Siamo in 2 e partiamo alla volta della terra burgunda (sarà per questo che ho acquistato “The Castles of Burgundy”?) un soleggiato venerdì sera che fa seguito ad una settimana lavorativa piuttosto impegnativa.
Essen però è anche questo. Ha quel magico potere di far scomparire qualsiasi pensiero e preoccupazione calandoti in un ambiente quasi irreale che ti lascia dei ricordi anche dopo una settimana dal ritorno. E così sogni ancora ad occhi aperti alcuni stand e i bei momenti passati in compagnia.
Durante il viaggio di andata ero talmente eccitato dall’idea di farmi un weekend intenso di giochi che il tempo della trasferta mi pare volato.
C’è da dire che abbiamo ammortizzato tutto il tempo fattibile per giocare. Infatti all’aeroporto e sul volo ci sono state 2/3 partite a “Race for the Galaxy”, mentre la sera di sabato ci siamo divertiti un mondo con le scommesse di Bookmaker (della Giochi Uniti). Poi di giorno eravamo in fiera, più di così!

Una delle difficoltà maggiori che riscontro è la febbre da acquisto compulsivo. Ad Essen il rischio è che ci si lasci prendere la mano e si torni a casa con un sacco di giochi che non si sapeva nemmeno di aver comprato. Per fortuna che da un lato le finanze sono in parte controllate dal governo domestico e dall’altro la valigia, seppur vuota alla partenza, non può che contenere soltanto un certo numero di scatole.
Cmq, noi siamo stati accompagnati la prima volta da amici che ci hanno resi attenti e ci hanno guidato ad acquisti più “responsabili” e ciò permette di non prendersi delle grosse cantonate (anche a livello di prezzi).

In ogni caso l’emozione che si prova quando si entra per la prima volta nel primo padiglione è impagabile. Agli occhi di qualcuno che non è appassionato potrà sembrare patologico, ma vi garantisco che per me è sempre una grande emozione, in fondo è la mia passione!

La vita in fiera scorre placida se non ci si lascia stressare dalla voglia di provare assolutamente un gioco in particolare (vedi attesa di ½ ora prima di provare Myrmes).
Si cammina tra gli stand alla ricerca dei giochi che nei mesi precedenti sono apparsi sui blog e ai quali è stata dedicata particolare attenzione a tal punto che sono finiti su una lista scritta su un fogliaccio pieno di appunti con numeri di stand, commenti sulla dipendenza dalla lingua e acquisti da fare per amici non pervenuti.
E così per 2 giorni ci si immerge in spiegazioni multilingua, salsicciotti con senape forte, partite con giocatori venuti dalla Danimarca (ehi, ma sono più vicini di noi!) e zaini da montagna pieni di scatoloni che chiedono solo di essere “scelofanati” al più presto.

Essen però non è solo questo. Straordinario è arrivare all’albergo venerdì sera e vedere gruppi di persone intente a leggere spiegazioni e a giocare concentrati a giochi appena acquistati in fiera. Tavoli dell’hotel pieni zeppi dove non c’è nemmeno più un posto per prendere qualcosa da bere.

Essen significa ritrovare 4 amici italiani con cui abbiamo passato momenti divertentissimi sia lo scorso anno sia in quest’edizione (qualcuno ha parlato di Bookmaker?).

Dal punto di vista ludico cosa mi porto a casa?

In tutto 13 giochi di cui 2 espansioni (Revolver 1.2 e Les Dames de Troyes). Più una serie di giochi provati in fiera (compresi quelli acquistati) e apprezzati.

Ecco un paio di osservazioni sul bottino finale:
  • Tzolk’in: uno dei giochi più interessanti che ho provato. Tornato a casa ci ho già giocato 4 volte (che per me è tanto). Interessantissima la meccanica delle rondelle, vari modi per vincere, buona longevità e buona interazione (indiretta o semidiretta).
  • Goblin Inc: uno fillerone travestito. Riprende qualche meccanica “rubata” a Galaxy Trucker ma rende molto anche con compagnie non avvezze ai giochi da tavolo.
  • Archipelago: preso a scatola chiusa. Grandissima cura dei dettagli nella grafica, potenziale giocone (non ancora provato). Preso quindi sulla fiducia.
  • Myrmes: gestionale senza troppe pretese. Il tema mi ha stregato. Fantastico.
  • Tournay: uno dei leader dello scorso anno a 10 euro, si poteva resistere?
  • Castles of Burgundy: uno dei migliori giochi di Stephan Feld a 20 euro, si poteva resistere?
  • 1969: sono un fan della Cranio. Trovo che hanno giochi molto belli. La tematica mi piaceva, le regole sono semplici, preso a scatola chiusa (non ancora provato).
  • Mythic Battle: meccanica di combattimento molto molto interessante. Provato e approvato!
  • Pocket Battle: il più mini gioco di guerra con qualche idea veramente interessante. Un gioco a due da provare.
  • Shadow over Camelot gioco di carte: interessante l’idea del traditore. Si può giocare fino a 7 giocatori (ancora da provare).
  • Arriala: THE LAST BUT NOT THE LEAST!! Provato perché incuriosito dalla grafica, in realtà è un gran gioco. Molto scacchistico e con possibilità di far carognate. Dura 20’-30’ e si spiega in nemmeno 5’. 20 euro molto ben spesi.
  • Revolver: gran gioco di carte molto ben ambientato. Ci voleva una ventata di novità e un’altra storia da implementare.
  • Les dames de Troyes: beh, dal miglior gioco degli ultimi anni un’espansione che lo ringiovanisce!
Che dire. Grande esperienza, stancante (soprattutto per uno come me che mastica poco inglese e tedesco) ma incredibile. La consiglio a tutti. Fateci un salto una volta o l’altra perché rimarrete estasiati.

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