venerdì 14 dicembre 2012

Recensione - Castles

scritto da Fabio (Pinco11)

Castles. Un titolo non troppo fantasioso, quindi, per questa uscita, proveniente dalla joint venture tra la tedesca Heidelberger e la Post Scriptum italiana e frutto della creatività del boss dell'editore di Germania (Harald Bilz) e di quella del nostrano Marco Pozzi.
Anche la grafica, vista ad Essen, non mi ha impressionato, però, alla fine, il gioco è entrato lo stesso tra le (poche) scatole che, complici le limitazioni tipiche del viaggio in aereo, mi sono concesso in acquisto, per cui questo potrebbe essere un valido motivo per cercare di capirne il perchè :)

Venendo alla nostra classica sintesi d'inizio vi dico che si tratta di un piazzamento tessere molto classico nel quale ci si cala nei panni di altrettanti costruttori impegnati nel compito di mettere in piedi, con i pezzi che si avranno a disposizione, il più bel castello (marcondiro ndiro dello...) tra quelli dei giocatori. 
Semplicissime le regole e le meccaniche, abbordabile il prezzo: logico il riferimento ad un grande pubblico  come target predefinito, come attesta del resto anche il bel 6+ di età che campeggia nella scheda di BGG (mentre capisco meno il 12+ sulla scatola).

... il mio è ancor più bello, marcondirondirondello!!

Dentro la scatola, di formato sul piccolo, sono contenute quattro schede giocatore, ciascuna delle quali consiste semplicemente in una griglia 7x4, destinata ad ospitare le tessere che andranno a comporre il castello di cui al titolo. Abbiamo quindi 128 tessere, ovvero 4 gruppi da 32 tessere (la scheda da defustellare la vedete nell'immagine a lato) ciascuno in una tinta leggermente diversa, utile per la variante 'estetica' del gioco. A completare il tutto ci sono solo le regole, che arrivano per ora in solo tedesco, in attesa dell'edizione  italiana, in uscita.

Le regole le riassumo in due balletti, dicendo che si tratta ad ogni turno di pescare due tessere e piazzarle sulla propria scheda, rispettando naturalmente, nel farlo, i contatti con le tessere già presenti. Aggiungo solo, come regole utili a completare il quadro delle cose da dire, che è possibile anche scegliere di 'parcheggiare' una o più delle tessere pescate nel proprio magazzino (ci sono otto spazi in fondo alla propria scheda, dai quali si può sempre pescare per costruire) e/o metterle definitivamente da parte a lato della scheda (ma in questo caso ogni tessera messa via non potrà più essere utilizzata e darà un punto di penalità a fine partita). Unica alternativa a disposizione è quella, pescate le due tessere, di 'donarle' ad un proprio avversario (che potrà scegliere se tenerle o buttarle via - nella scatola - senza penalità) potendone pescare altre due (stavolta da tenere ed utilizzare in qualche modo).
La partita ha termine quando un giocatore completa un castello composto da almeno 16 tessere contigue collegate al proprio portone di partenza o se finiscono le tessere a disposizione. Per ogni tessera utilmente collocata nel castello (ricordo la connessione col portone) si prende un punto, mentre se ne perde mezzo per ogni tessera rimasta nel magazzino ed uno per ogni tessera 'scartata' a fianco della propria scheda (tre penalità invece ci sono per ogni errore di piazzamento ed uno per ogni sezione del castello lasciata aperta).

... e noi lo distruggeremo, Marcondirondirondello ... Marcondirondirondà ;)

Allora, vediamo un pò, mi chiederete, riprendendo l'accenno fatto in premessa, perchè l'ho comprato?

Parto dall'ambientazione per dire che effettivamente è da considerarsi, diciamo, 'tenue', nel senso che l'idea della costruzione del castello 'più bello' per conquistare il cuore della principessa non è che ispiri un'immersione totale nel tema di fondo.

Quanto alla grafica direi che è 'migliorabile', nel senso che nelle tessere, di per sè gradevoli, fatte da accostamenti di teorici sassi di diversa dimensione, sono state completate nell'edizione tedesca che possiedo da strisce bianche di contorno che fanno tanto arte moderna. A mio avviso esse spezzano un pò la visione d'insieme del castello, ma mi è stato spiegato che nel realizzare questo intervento grafico si è voluto evitare ai giocatori ogni dubbio su dove le tessere debbano combaciare tra loro: il bianco sul lato della tessera (da regolamento sarebbe 'calce') interessato dalla costruzione effettivamente assolve alla necessità di chiarezza, ma un pò meno a quella estetica. In ogni caso c'è la possibilità che in una futura versione ci sia un ritocchino grafico, per sostituire la simpatica striscia bianca con qualcosa di più, diciamo 'coerente' con l'insieme.

Chi sia arrivato sin qui forse, mentalmente, si starà ancora aspettando la risposta, visto che per ora quello che ho detto non è che sia incoraggiante all'acquisto ... ;)
Direi che la motivazione la posso dare nella parte dedicata all'esame delle dinamiche di gioco, dicendo, in sintesi, che il titolo, da prendersi naturalmente nella logica di divertimento basico, senza troppe pretese, una volta provato semplicemente mi è risultato divertente e questo è un aspetto che, da solo, può bastare. Se poi ci aggiungiamo che il prezzo viaggerà sotto ai 25 euro o giù di lì capirete come possa facilmente rimanere 'attaccato alle mani' quando lo si prende per guardarlo.
Io il gioco lo avevo visto in prototipo diverso tempo fa, mostratomi da un entusiasta Mario Sacchi, il quale già un anno fa mi diceva esserci sopra a lavorare da un annetto, vedendo in questo titolo un potenziale blockbuster. Di questo suo sogno produttivo ne ha nel frattempo reso partecipe un grossissimo editore e distributore tedesco, la Heidelberger, appunto, tanto da indurre lo stesso capo della casa a metterci sopra il suo nome, dopo aver integrato e modificato l'idea originaria.

Una scansione di una fustella con uno dei 4 colori delle tessere.
Il risultato, come dicevo, è un giochillo leggero leggero, adatto davvero a tutti, che richiede di base solo di pescare tessere e di metterle in campo in modo tale che esse combacino tra di loro: da questa base semplicissima poi si parte per qualche articolazione, che non è poi niente di esageratamente complesso (non è lo spirito del gioco), ma che implica un po' di interazione. Si parte infatti dal poter passare ai vicini le due tessere pescate, per arrivare alle eventuali varianti 'cromatico - estetiche' che premiano con bonus l'uso di sezioni più grandi di pezzi contigui dello stesso colore e/o di bandiere. Come esperienza di gioco ricorda alla fine un Mondo, solo ancora più lineare, con un pizzico di alea legata alla pesca, ma con qualche variante. La sensazione è quindi che il titolo sia stato forse, nel suo confezionamento finale, leggermente penalizzato dall'urgenza di uscire per Essen, come dimostra sia la scelta grafica della 'banda bianca', che mi dicevano sarà forse eliminata nella stampa in arrivo della versione multilingua, sia piccoli particolari come quello sull'età consigliata, che è fissata in un 6+ su BGG, in un 12+ sul retro della scatola ed in un 13+ sul fronte della stessa. Nonostante tutto mi è risultato divertente,visto che i castelli finiti sembrano una roba decisamente alla Escher e simpatica da farci quattro risate, nonchè adatta anche ai più piccoli (hanno chiesto più volte di rigiocarci!!), per cui non fatevi scoraggiare, ma concedetegli una chance ;)

-- Le immagini sono tratte dal manuale, da boardgamegeek.com  o dal sito della/e casa/e produttrice/i  (Heidelberger/Post Scriptum) alle quali appartengono tutti i diritti sul gioco di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -- 

6 commenti:

  1. grazie mille della recensione :-)
    il gioco originario era tutta un altra cosa, ma non si sa mai che non possa prima o poi vedere la luce anch'esso
    ciao, Marco

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    1. Ciao Marco, la mia sensazione e' che sia un buon titolo che ha sofferto per una realizzazione pratica un poco affrettata: con un po' più di cura ai particolari poteva anche diventare un piccolo classico. Comunque, come mi dici anche tu, non si sa mai ;)

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    2. come diceva anche Mario, con l'anno nuovo dovrebbero risistemare in parte il comparto grafico. Visto che non è ancora uscita l'edizione internazionale c'e' margine per ottenere un buon successo :-) Complimenti per il blog ... è il primo che visto al mattino tra quelli a carattere ludico!

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  2. Non ho mai giocato a Castles, ma ho giocato a Mondo e mi sembra che Mondo sia sicuramente un gioco ben fatto che tra l'altro premia chi ha migliori capacità di gestire le tessere. Qui mi sembra invece che l'alea sia importante e la grafica è davvero deludente. Forse era meglio posticipare l'uscita e magari curare un po' di più il gioco? Insomma è un peccato...

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    1. Onestamente Mondo è una spanna sopra, senza dubbio ... Nella versione originale di Castles l'alea era zero, ma l'edizione finale è virata verso qualcosa di davvero molto diverso. Però credo che ci siano possibilità di migliorarlo, magari con una espansione che corregge un pò il tiro ... devo sentire che ne pensa l'editore :-)

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    2. E' un gioco molto divertente!! Anche mia figlia di 9 anni si è subito appassionata e ci batte tutti nell'originalità delle sue costruzioni! Aspettiamo in trepida attesa un nuovo gioco!

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