domenica 16 dicembre 2012

Speciale - Giovani nel tempo

Oggi vi parlo di un progetto ludico interessante segnalatomi dall'amico Federico Latini.

Giovani nel Tempo
Quanto è indicativa l'età o l'intervallo di età indicato sulla scatola? 6+, 10+, 14+ sono indicazioni che spesso ci caricano di aspettative per il gioco in questione, aspettative che non sempre vengono mantenute. Negli anni 80 poi andava di moda indicare intervalli tipo da 6 a 99 per giochi family rivolti al pubblico di massa. Da qui sorgono tutta una serie di domande.
Fino a che età veramente si può continuare a giocare ai giochi da tavolo?
Quali sono le qualità necessarie per poter godere appieno di un gioco da tavolo?
C'è un'età limite entro la quale non si potrà più godere del divertimento dato da un gioco da tavolo?

Provate ad entrare in una bocciofila e sono sicuro che molti degli abitudinari del luogo, di quelli che non chiamano per nome ma solo per soprannomi improbabili, saprebbero darvi gran filo da torcere a Scopone scientifico, Briscola o Tre sette. Non sono forse giochi quelli?


Giovani nel Tempo è un progetto a largo respiro che si prefigge l'obiettivo di far vivere la terza età in modo proattivo attraverso stimoli cognitivi che, tramite l'attività del gioco, permettono alla mente di restare allenata e in forma. A tale scopo psicologhi, collaboratori ed esperti del settore hanno pensato una linea di giochi che, concentrandosi su meccaniche di memoria, elaborazione di pensiero astratto, attenzione e linguaggio, vogliono proporsi come una potenziale palestra per il benessere cognitivo e psicologico degli anziani.

Secondo il paradigma legato alle neuroscienze "use it or lose it" (usalo o lo perdi), Giovani nel tempo propone una linea editoriale che parte con tre giochi pensati su misura per tenere allenata la mente dei senior, senza dimenticare il divertimento e l'interazione con parenti e amici.
Ecco una panoramica dei giochi:

Mentabile di Mirella Cerato per 2-4 giocatori presenta tre varianti che utilizzano lo stesso mazzo di 104 carte (80 carte oggetto e 24 carte ambiente). Gli ambienti sono disegni componibili tipo puzzle (6 carte per ambiente) che messi insieme formano un unico ambiente (cucina, bagno, sala da pranzo o camera da letto), mentre le carte oggetto sono oggetti comuni negli ambienti precedentemente indicati (posate, spazzolino, bottiglia ecc...). Ogni oggetto compare due volte, una volta come sola immagine e una volta come solo testo.

Le 3 varianti proposte sono molto semplici, una variante del memory, una variante del rubamazzetto e un gioco in cui si cerca di completare per primi il proprio ambiente scambiandosi le carte. Alla base del gioco è evidente il tentativo di far lavorare la memoria dell'anziano su due piani, da un lato la memoria per immagini e dall'altro il riconoscimento delle parole.

Non c'è 2 senza 3 di Leo Colovini e Carlo Rossi (questi due li ho già sentiti) è un altro gioco pensato per fare esercitare la memoria. Abbiamo 54 tessere, ogni tessera mostra un immagine che, nell'intero set è ripetuta tre volte. Il gioco procede come il classico memory, i giocatori scopriranno una tessera e cercheranno di trovare una sua gemella per accaparrarsi la coppia, ma come ulteriore scelta (e sforzo mnemonico) potranno dichiarare se quell'immagine (essendo presente in 3 esemplari) si trova nel bottino di uno dei giocatori per accaparrarsi parte del bottino. È richiesta quindi una soglia di attenzione molto alta per tenere d'occhio sia le tessere sul tavolo che quelle già in possesso di altri giocatori.

Verba Volant di Ennio Peres è un gioco che richiede sia memoria che padronanza di vocabolario. Le tessere che rappresentano singole lettere dell'alfabeto vengono poste sul tavolo coperte, il giocatore ne scopre 4 o più e cerca di formare parole che contengano una o più delle lettere scoperte. Se ci riesce ottiene 1 punto per parole di 4 lettere e 1 punto extra per ogni lettera oltre alla quarta. Le lettere usate vengono poi sostituite da altre tessere prese dalla riserva. Quando non ci sono più lettere sufficienti a comporre parole chi ha totalizzato più punti vince.

Trovate maggiori informazioni sul progetto e i giochi al sito: www.giovanineltempo.it

Segue una breve intervista a Fiorella Chiarini e Laura Guidi sostenitrici del progetto:


Grazie Fiorella per l’intervista concessa a “Giochi sul nostro tavolo”.
 Prima di iniziare vuoi presentarti ai nostri lettori?
 Eccomi, sono Fiorella, e mi occupo di formazione per chi si trova ad  assistere anziani sia assistenti familiari, sia operatori e i familiari stessi. Sono Counselor Olistico e in questo ambito ho conosciuto Laura, addentro a travagli emotivi nei confronti della sua mamma. 

 Come nasce il progetto Giovani nel Tempo? Potete presentarcelo brevemente?
Da una promessa fatta alla mia mamma malata, dalla constatazione della mancanza di strumenti di supporto all’attività di “gioco” nella vita degli anziani, dalla presa di coscienza di finanziare la ricerca in tema di invecchiamento delle persone.

I giochi  realizzati  sono frutto di uno sforzo  di realizzazione collettivo o  nascono dall’idea di qualcuno in particolare?
Lo sforzo per creare i giochi è stato collettivo, una folta squadra, composta dagli autori, (grandi professionisti nel campo, Ennio Peres, Leo Colovini, Mirella Cerato) ai quali si sono aggiunti psicologi (in primis il prof. Rabit Chattat docente del dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna), geriatri e operatori qualificati per indicare formati scelti appositamente, colori, descrizione, figure, immagini) e all’interno delle istruzioni sono indicati in aggiunta agli autori. Anche i familiari hanno attivamente partecipato.

 Che caratteristiche comuni hanno i giochi che proponete?
La letteratura  mostra che i quattro capisaldi di questo processo sono l’attività cognitiva, quella fisica, la socializzazione e una corretta alimentazione.
I giochi di G n T si propongono come strumenti per favorire due di questi quattro punti: l’allenamento cognitivo e la socializzazione.
 Possono essere adottati con profitto anche con persone con lieve disabilità psichica.
Sono giochi per tutti dai 120 anni in giù.
 Quanto tempo avete lavorato ai giochi proposti ? Come si è svolto il playtesting?
Il progetto è nato quattro anni fa e se ci riferiamo alla messa a punto e alla validazione dei giochi direi dodici/quindici mesi.

 Dove si possono reperire i vostri giochi? Avete contatto con qualche distributore italiano?
Direttamente spediti da Bologna tramite una logistica. Nelle cartolerie associate Thinkcreative. Stiamo verificando con il settore Farmacie ed il settore librerie.

I giochi sono indipendenti dalla lingua. Avete contatti con eventuali partner esteri interessati al progetto? Sono scritti in italiano,  ad es : lampada, pantofole, leone, ma…
Al momento li ha richiesti un’associazione Alzheimer tedesca che è collegata all’Associazione ASDAM di Mirandola (Modena).

Qui in Germania abbiamo alcuni editori  (ad es. Haba) che si specializzano in giochi da tavolo per bambini. Secondo te perché ancora non esiste un editore specializzato in giochi da tavolo per anziani?
Credo che non esista al momento, ma il settore è più che mai aperto visto l’elevarsi dell’età. I giochi da tavolo sono  strumenti per  consolidare e mantenere il dato cognitivo, incrementano le relazioni tra generazioni e il piacere di stare insieme.

Avete in mente di proseguire la linea giochi “Giovani nel Tempo” con nuovi titoli in futuro?
 Potete anticiparci eventualmente qualcosa?
Si, i progetti sono tanti, sia Ennio Peres che Leo Colovini  sono all’opera per fare una proposta da sottoporre agli psicologi e ai geriatri, poi ci sono tante proposte degli animatori e degli operatori stessi.

Tra i nostri lettori sicuramente qualcuno appassionato di game design avrà magari nel cassetto un progetto che fa al caso vostro.  Come possono contattarvi?
  Volentieri, ci potete contattare  per email scrivendo a info@giovanineltempo.it


-- Le immagini sono tratte dal sito della casa produttrice (Giovani nel tempo) alla quale  appartengono tutti i diritti sui giochi. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione. -

2 commenti:

  1. Francamente questa è una domanda che mi ha già sfiorato la mente. Mi fa piacere che qualcuno stia affrontando di petto la questione.
    Io noto la fatica con la quale riesco a proporre giochi da tavolo ai miei genitori; capisco quindi come sia faticoso conquistare il mondo della terza età.
    Credo che i giochi di carte che giocano spesso gli anziani alla bocciofila siano però un po' fuorvianti. Mi spiego: i nostri nonni, genitori, sono abituati da una vita a meccaniche che hanno interiorizzato legate a certi giochi di carte. Per loro tale attività non richiede più uno sforzo cognitivo importante. È l'approccio ad un nuovo sistema di gioco che è difficile da proporre. Faccio l'esempio con la mia famiglia: se a Natale proponessi Taboo o Pictionary non ci sarebbero problemi ma se decidessi di proporre Carcassonne o Ticket to Ride apriti o cielo! Riconosco che sono giochi di tipo diverso ma i 2 ultimi non si possono che annoverare nella categoria degli iperintroduttivi (almeno come meccaniche), eppure mio padre è un gran giocatore di Jass (gioco di carte molto diffuso in Svizzera tedesca).
    Ora io sto parlando di una fascia d'età che sta entrando nella "terza età" immaginiamoci quando la vecchiaia avanzerà.

    Quindi sono felice che qualcuno stia sviluppando giochi con un occhio particolare a questa categoria di persone.

    D'altronde spero che il giocare tutta la vita mi permetta di arrivare alla pensione e potermi incontrare con la mia solita vecchia compagnia e, che so, approcciare ancora una bella GUERRA DELL'ANELLO!! Il grande sogno dellâppassionato di GdT!

    Ciau

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  2. Grazie dell'articolo, è molto interessante, ma penso che ai 60-70enni si possano ancora proporre giochi, sfruttando un po' i nipoti. Mi spiego: ho regalato ai miei nipotini di 11 anni Carcassonne e se ne sono subito innamorati. Abbiamo iniziato a giocarci subito insieme in famiglia, coinvolgendo anche i nonni (70+ anni), che si sono molto divertiti. A Natale ho deciso di regalare un gioco a famiglia per cercare di farli giocare tutti un po' di più, partendo dagli introduttivi "classici", ma anche qualcosa di più particolare per i "nonni", che potrebbero giocare in due ma anche con qualche amico che va a trovarli (pensavo a un Ticket to ride o qualcosa di meno impegnativo, sto valutando varie opzioni). Ecco, se avete consigli su cosa si potrebbe regalare o far provare a una coppia di "nonni" ben disposti, che giocano in due, ma anche con amici, sarebbe un bell'aiuto.

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