lunedì 11 febbraio 2013

Anteprima - Bora Bora

scritto da Fabio (Pinco11)

Bora Bora era sino ad oggi noto per essere un arcipelago di isole situato nell'Oceano Pacifico, a circa 250 km da Tahiti, nonchè piuttosto nota meta turistica. 
Ora lo sarà anche per aver dato il nome al nuovo gioco (indipendente dalla lingua, salvo il manuale) ideato da Stefan Feld ed edito da Alea, nel quale da 2 a 4 giocatori sono chiamati (in partite da un'ora e mezzo) a ricoprire il ruolo di altrettanti (ehm..) imprenditori in competizione tra loro nella misteriosa Bora Bora cercando di sfruttare le migliori occasioni che la natura, l'aiuto dei locali e soprattutto del fato (sotto forma di dadi) e delle divinità gli offriranno nel corso del gioco.
Beh, scherzo, non credo che l'uscita del gioco da tavolo contribuirà in modo decisivo al turismo o alla notorietà del luogo, però è vero che, perlomeno prima che il nome di Feld fosse un attimo inflazionato dalla notizia di ben suoi 4 titoli sugli scaffali nei prossimi mesi, questo era uno dei titoli più attesi, presentato ad Essen in versione demo ma non ancora acquistabile. Non mi risulta che mentre scrivo sia già comprabile, ma dovremmo quasi esserci, visto che diversi negozi online lo danno nei preordini: ciò erò non mi ha impedito di mettermi a studiarne per voi le regole per parlarne un pò insieme ;)

 Ma quante belle tessere ...

Come al solito partiamo dai componenti del gioco, che si potrebbero sintetizzare dicendo che nella scatola ci sono una manciata di trippolini e prismi in legno di vario colore, un tabellone, una dozzina di dadi e, soprattutto, una carrettata di tesserine. A loro si aggiungono poi delle carte (divinità) da usare in accoppiata con alcune tessere.

Siccome è un titolo atteso però mi voglio dilungare un attimo nella descrizione e dico che il tabellone riproduce un arcipelago con cinque isole, ovvero una centrale più grossa, circondata da altre quattro ai lati: l'isola centrale è divisa in quattro sezioni, mentre le laterali in due: a dettare le condizioni di 'espansione' tra territori ci sono poi stampati sui confini (anche via mare) dei dadi numerati.

Ogni giocatore riceve poi un set composto da 12 trippoli a forma di capanna, nonchè 4 sacerdoti,, 3 dadi ed una scheda personale. Quest'ultima, che assomiglia tanto e sinistramente ad un foglio elettronico, è diviso in una trentina di spazi destinati ad accogliere le prove dei vostri miglioramenti ed affari recando inoltre, nella sua parte sinistra, un 'comodo' sommario di un paio di dozzine di cose che si possono fare od ottenere, tutte illustrate a simboli, senza parole.
Finito? Beh, no, mancano le tessere, Ci sono 18 tesserine offerta (per le divinità), 36 conchiglie, 12 pesci, 36 tessere uomo ed altrettante donne (double face, perchè potete abbellire i primi con tatuaggi tribali e le seconde con collane: entrambi servono a farvi compiere azioni supplementari), 60 tessere 'obiettivo', 24 gioielli, 7 tessere azione (indicano cosa potete fare nel vostro turno), 10 divinità, 24 edifici e 4 tessere ordine del turno. Rapido conto ... passiamo le 250 tessere! Consigliatissima una rigida politica di imbustamento differenziato di ogni categoria, se non volete trasformare il setup del gioco in una sorta di gioco nel gioco, tipo puzzle: il solo pensiero che qualcuno possa conservare tutto insieme alla rinfusa e poi pescare una tessera alla volta mi incuriosisce, lo ammetto ;)

Come si usa tutta sta roba?

Vado per estrema sintesi, tanto gli ultra appassionati si andranno comunque a leggere il manuale (linkato in presentazione in inglese), mentre gli altri dovrebbero gradire una certa semplificazione.
Il gioco, come immaginerete, è un gestionale non leggerissimo e l'idea è quella che la partita si svolga su sei turni, ciascuno organizzato in tre fasi.
La prima fase di ogni turno consiste nel tirare i tre simpatici dadi che ciascuno ha in dotazione e poi nello scegliere (alternandosi dopo ogni scelta) uno di essi per eseguire una delle azioni (una quindicina, a braccio) disponibili per la selezione. Il risultato sul dado incide in alcune azioni sulla sua stessa esperibilità (per esempio, se vi volete espandere con una nuova capanna nel terreno vicino, dovrete aver ottenuto un risultato almeno uguale a quello indicato sul dado stampato sul tabellone sul confine tra la regione che avete già colonizzato e quella che volete occupare) o sulla quantità di effetti che otterrete (es. 1 punto vittoria per numero). Tra le numerose azioni le principali sono rappresentate dall'espandersi piazzando capannine, dal collezionare materiali od oggetti, utili per completare i task (tessere obiettivo), nonchè il prendere tessere uomo e donna, le quali sono le protagoniste assolute della seconda fase del turno.
In essa infatti si possono utilizzare una tessera uomo ed una donna per svolgere ulteriori (diverse da quelle della prima fase) azioni, volte ad ottenere tessere, edifici, punti vittoria e via dicendo.
Nella terza fase del turno si procede invece all'incasso dei punti corrispondenti a quanto raggiunto nella scala dello status, grazie ai templi ed alle tessere gioielli. Si procede poi a verificare il completamento delle tessere task, ovvero degli obiettivi.
Alla fine del sesto turno la partita finisce e si raccoglie la classica manata di bonus finali, legati a nove comode categorie di punteggio.

Ma che bella ambientazione!


Secondo me il responsabile della veste grafica di un editore che si trova davanti un gioco di Feld da 'impacchettare' ha due alternative: la prima è di vedere la cosa come una sfida nella quale mettere in campo le sue migliori capacità, la seconda è di strapparsi i capelli.
Bora Bora, così come era accaduto prima, per esempio, per Macao, Burgen von Burgund o Trajan, è infatti un titolo che, lo si capisce intuitivamente, vive sull'equilibrio tra le molteplici scelte e fonti di punteggio che le varie tessere consentono, da sole o giocate in abbinamento tra loro. Nasce ragionevolmente come prototipo a caselle e solo dopo il suo affinamento e completamento (immagino) esso è passato a qualcuno perchè lo rivesta, appiccicandocela sopra, di un'ambientazione.
Il mio parere personale è che questo titolo, come altri Feld, debba essere desiderato e giocato per la sfida che offre: la grafica e la collocazione sono degli optional che qui non sono compresi e che tutto sommato non hanno niente a che fare con le dinamiche di gioco. Punto. Detto questo apprezzo comunque lo sforzo compiuto (così come l'avevo apprezzato in Luna, vero spaccacervello che con le vicende dei frati che lo animavano non aveva nulla a che fare) per rivestire di bei disegni e buoni abbinamenti di colori il tutto, perchè il gioco in esposizione il suo fascino lo ha.  

Quanto ai componenti, visto all'opera ad Essen, direi che la quantità di tessere sta superando il livello di guardia. Intendo dire: se siete fan delle tesserine questo potrebbe essere uno dei vostri piccoli paradisi personali, mentre se siete di quelli che sbuffano quando devono, nel setup iniziale, metterne sul tavolo più di venti, lasciate perdere Bora Bora, perchè sarebbe il vostro incubo. Per il resto ci sono dei trippoli in legno per ricordarci che siamo nel campo dei 'tedeschi' e ci sono poi i simpatici dadi, croce e delizia dei giocatori deterministi. La scheda del giocatore ricorda invece, come accennavo, un bel foglio elettronico tipo excel, con tutte le sue belle caselline, il tutto taaaanto ispirante, quanto ad ambientazione ;) Ah, giusto, quasi dimenticavo! L'arcipelago di Bora Bora non ha affatto la conformazione di cui al tabellone, con un'isola centrale e quattro ai lati ... ;)
Bora Bora su Google ;)

Ah, stavo parlando dei dadi. Bora Bora rappresenta l'ennesima variante sul tema: 'vediamo come posso usare i dadi in un gestionale senza farvi sentire troppo la fortuna'. Già in passato il geniaccio tedesco si era cimentato su questo tema e, direi da suo fan, con successo e non ho motivo di ritenere che stavolta abbia fatto 'cilecca'. Qui comunque i dadi sono solo tre ed il loro risultato incide a volte di più, a volte di meno, a seconda dell'azione che sceglierete, per cui non sempre un certo numero è buono per il fatto di essere alto o viceversa.
La profondità del gioco si avverte già da pagina 1 del manuale, ovvero quando ci si mette a leggere l'elenco dei componenti con la valanga di tessere, visto che ad ognuna di esse corrisponde una funzione specifica, che si dovrà andare ad imparare ed a capire come gestire. Una quindicina (comprendo le diramazioni delle azioni base che sarebbero solo da 5 a 7 a seconda dei giocatori) sono le azioni 'base' per la prima fase, alle quali se ne aggiunge un pari numero per la seconda: in realtà ci sono diverse duplicazioni, ma poi si deve andare a vedere come le tessere uomo/donna funzionano, per cui mi sa che il maxi riepilogo sulle schede personali a qualcosa servirà.

Il titolo non si presenta quindi per nulla adatto all'occasionale, visto che richiederà sicuramente qualche partitina di ambientamento (e se non ci giocherete per un pò una rilettura delle regole), ma indirizzato agli utenti più esperti. I dadi ci sono e quindi anche l'alea legata al loro rollare sul tavolo, ma ci sono anche, come in stile Feld, i correttivi acquistabili per incidere sul valore uscito e l'intera seconda fase dei turni prescinde dall'utilizzo degli amati-odiati cubetti numerati.
La logica di fondo del gioco non differisce poi moltissimo dallo spirito ispiratore degli ultimi Feld, con un gran numero di scelte a disposizione (qui mi sa che ci stiamo espandendo, invece che riducendo, con il tempo), tutte tese a fornire al giocatore diverse strade per la vittoria. Quanto il tutto sia equilibrato, chiaramente, lo potremo dire solo giocandoci, ma non è che l'esperienza dell'autore mi lasci molti dubbi sul fatto che il gioco sarà matematicamente bilanciato.

Il problema, ma qui andiamo nel personale, è che ogni titolo di Feld che esce passa sempre più tempo prima che lo metta nel carrello degli acquisti o, quando comunque mi prende un attimo di shopping compulsivo e lo prendo, mi resta sullo scaffale anche dei mesi prima che abbia voglia di giocarci. Una volta che poi la scatola arrivo a metterla sul tavolo la sua soddisfazione il gioco me la dà sempre, perchè in fondo quel tipo di sfida mentale mi piace, però nel contempo avverto la fatica e la rete di complessità matematica che l'autore costruisce e mi sto iniziando a chiedere se tutto questo fiorire ed abbondare di tessere alla fine non diventi una sorta di schermo di fumo. Voglio dire che un gioco come Die Palaste von Carrara , pur presentando un meccanismo in croce mi ha divertito e propone delle sfide, il tutto senza andare a disturbare 250 tesserine, per cui per certi aspetti forse la linearità a sua volta premia. La sensazione visiva che si ha invece di fronte a Bora Bora è quella di dover decifrare un enigma (o trovare qualcosa di nascosto in un maxi excel) e la cosa può piacere o meno.

Ok, riassumendo: Bora Bora è il nuovo giocone di Feld. Essendo ideato da Feld probabilmente lo comprerò, magari anche presto. Essendo complesso e pieno di tessere come alcuni degli ultimi Feld probabilmente non lo giocherò presto. Essendo un Feld probabilmente lo comprerete anche voi. Ambientazione: zero virgola qualcosa. Meccaniche: solide e complesse da discernere (se volete fare punti e vincere). Divertente ed imperdibile per chi apprezza il genere, ragionevolmente noioso per chi cerchi qualcosa di più, come dire, immediatamente fruibile.

Per chi interessasse segnalo che il gioco è proposto da Egyp.it a 39,89 euro (mentre scrivo in preordine, ma penso a breve sia disponibile).

-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco o dal sito della casa produttrice (Alea/ Ravensburger) alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -

7 commenti:

  1. Grazie!
    Il gioco è già disponibile da oggi nei negozi (l'ho preordinato su uplay e sono arrivati oggi, dunque penso sia così anche per gli altri).
    Buon gioco!

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  2. Quando sarà disponibile la versione italiana?

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    1. Credo non troppo in là, ma devo chiedere una data precisa!

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    2. Mi dicono che il regolamento italiano è in tipografia e dovrebbe arrivare in un paio di settimane ...

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    3. Grazie mille :) Solo le carte sono da localizzare, o anche altri elementi del gioco?

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    4. MArco: le carte non hanno testo, ne lo hanno gli altri elementi del gioco. Solo il regolamento - ovviamente!- contiene i ltesto. Per il resto è completamente indipendente dalla lingua;)

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  3. Io l'ho provato con il regolamento in inglese ed è uno spettacolo !

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