mercoledì 13 febbraio 2013

Prime impressioni/recensione - The cave

scritto da polloviparo e faustoxx.

[Fabio - Diversi approcci per il nuovo gioco di Adam Kaluza da parte dei nostri Polloviparo e Faustoxx, con il primo decisamente più tiepido ed il secondo più contento del suo acquisito. Vi proponiamo quindi insieme, a mò di piccolo dibattito, le loro diverse impressioni]

Ciao a tutti, ieri sera ho avuto modo di provare “The Cave” di Adam Kałuża, già conosciuto, nel mondo dei giocatori, per il buon “K2” (editore Rebel.pl per l'edizione originale e Uplay.it per quella italiana). Partiamo con le solite premesse del caso, quelle che leggerete sono impressioni a caldo frutto di una sola partita.
Quelli che si sentono “offesi” da tali articoli, perché ritengono che una sola partita non sia sufficiente per esprimere un giudizio su un gioco, possono smettere di leggere qui.
Chi è interessato, può invece continuare a leggere, anche perché non ho nessuna voglia di fare una seconda partita per rivedere il mio giudizio.
Le regole del gioco le aveva sommariamente illustrate Iziosbibrizio (dando un parere di massima positivo) qui, mi limiterò quindi ai soli commenti sul gioco.

Volendo essere sintetici potrei dire che non mi è piaciuto, ma essendo doveroso argomentare le proprie affermazioni, vediamo di analizzare qualche punto. Tenete presente anche che avevo trovato K2 un buon titolo, fortemente ambientato e con regole aderenti al tema, certo non un capolavoro, ma comunque un buon titolo.
Questa volta invece di scalare alte vette, dovremo calarci nelle profondità della terra e per rendere l’idea dell’esplorazione l’autore ha ben pensato di utilizzare un sistema con tessere alla “Carcassonne”, senza però raggiungere l’eleganza del suo predecessore (e credetemi se vi dico che Carcassonne non è il mio titolo preferito….).

[Faustoxx] Io ho invece avuto un impatto positivo con il gioco, che ho apprezzato, inserendolo, naturalmente, tra i giochi per un target familiare, e che presenta il pregio di una buona ambientazione e buoni materiali. Comunque, passo la parola a Pollo per la sua introduzione ...

Ogni giocatore nel suo turno ha a disposizione 5 AP (punti azione) che fondamentalmente servono a muovere il proprio esploratore, girare nuove tessere e raccogliere gettoni che assegnano punti.
Le tessere possono rappresentare dei semplici corridoi, oppure possono contenere acqua, mostrare location tanto interessanti “da meritare una foto”, strettoie e dislivelli.
Il fattore alea derivante dalla pesca delle tessere è devastante, tanto da rendere il gioco frustrante.
Pescare una tessera che assegna punti o pescare una strettoia, che pur assegnando punti, ha un costo in AP “pesante”  fa decisamente la differenza. La necessità di equipaggiarsi al campo base, scegliendo cosa mettere nello zaino, non è cosa semplice non sapendo quali tessere si andranno a pescare. Così magari ci si equipaggia per immersioni e non si pescano tessere acqua, oppure si prendono delle gran corde e non si pescano tessere dislivello.

Gli A.P. quindi vengono spesi per girare una tessera e per fare qualche spostamento, resta sempre quel punticino da spendere al quale magari si rinuncia, perché utilizzarlo per girare una tessera, potrebbe avvantaggiare il giocatore che viene dopo di noi (e che casualmente si trova lì nei paraggi). I tokens sono tutti molto simili e non riportano nemmeno il valore in punti (indicato solo sul manuale). Nel corso della partita mi è capitato di sentir più volte domandare: “quanto vale già questo?”.
Alla fine si guadagnano punti anche per il maggior numero di gettoni nelle diverse categorie, sistema di maggioranze ormai utilizzato allo sfinimento…


L’interazione poi è ai minimi termini, in cinque giocatori, ognuno cercava di esplorare il suo sentiero non curandosi di quello che facevano gli altri (le occasioni per dar fastidio sono veramente poche). Il sistema di tridimensionalità studiato con i gettoni dislivello, non risulta chiarissimo e spesso di difficile lettura, capire a che quota sia una tessera piuttosto che un’altra non è sempre immediato. Le scorte (spesso) limitate di cibo, obbligano a non allontanarsi troppo dal campo base generando l’effetto yo-yo: mi allontano un po’… torno indietro… mi allontano un po’… torno indietro. Rimanere senza cibo lontani dal campo base, rischia di far perdere turni, tagliandoti fuori dalla partita, quindi è altamente sconsigliabile.

[Faustoxx] Ci sono giochi che si contraddistinguono per una feroce interazione tra i giocatori e questo non è il caso di The Cave, ma ci sono anche occasioni dove l'interazione è meglio lasciarla da parte se non vogliamo minare seriamente il nostro menage familiare. Ve la sentite di voler infierire sui vostri figli e far sì che non giochino più con voi ad un gioco da tavolo? In occasioni come queste ecco che un gioco come The Cave può venir bene. Penso, insomma, che la interazione debole sia una 'caratteristica' del gioco e non necessariamente un difetto: dipende da quello che si cerca in un titolo. Quindi: se volete un titolo con forte interazione non prendete The Cave, mentre se vi sta bene che essa non sia troppo invadente, The Cave va benissimo ;)

Ho trovato il gioco molto noiso con un certo downtime anche fra un turno e l’altro.
Giocando in cinque, con 5 A.P. a testa, prima che torni il vostro turno occorre un po’ di tempo.
Anche in presenza di giocatori non particolarmente “proni all’analisi da paralisi”, pescare le tessere e iniziare ad orientarle nei vari modi per valutare come e dove “stanno meglio” un po’ di tempo lo richiede.
Per completare la partita ci sono volute circa due ore e mezza, veramente tante per un gioco di questo tipo.
Non saprei cosa altro aggiungere.
Secondo la filosofia di chi reputa che una partita non sia sufficiente per esprimere un giudizio, dovrei rigiocare per “limare” il mio giudizio… Io ho fatto fatica a portare a termine la partita di ieri, figuratevi se posso pensare di giocare una seconda volta… Non so forse pecco in carenza di spirito masochista… ma lascio a voi il piacere. Pensare che non ero partito prevenuto, anche perché come ho scritto in premessa K2 mi era piaciuto. Questo titolo però, ahimè, è lontano anni luce dall’originalità di K2 …

[Faustoxx] Sicuramente alcuni obbietteranno che il gioco è fortemente dipendente dalla pesca delle tessere e che è molto difficile se non impossibile pianificare una strategia. Tutto questo è in parte vero ed è innegabile che certe volte la dea bendata ce l'ha su con voi, ma la bellezza di The Cave sta nascosta altrove e cioè nella gestione dello zaino e dei propri componenti.
E' innegabile che una pianificazione degli oggetti indispensabili alla vostra esplorazione è necessaria, avere abbastanza rifornimenti è altresì vitale. Un opportuno piazzamento della tenda può fare la differenza tra la vittoria o la sconfitta.
Quanta corda dovrò portare con me per proseguire nell'esplorazione ? E quante razioni di cibo? Potrei forse piazzare la tenda e ritornare indietro a riempirla di oggetti? La gestione di tutto ciò è uno degli aspetti migliori del gioco

Per quanto riguarda la qualità dei materiali direi che le tessere sono paragonabili a quelle di Carcassonne, mentre i tokens sono un po’ piccolini.
L’amico che me l’ha fatto provare, ha detto che il regolamento non era chiarissimo e che lasciava molti punti alla libera interpretazione.
Su questo non mi esprimo, non avendo letto io personalmente il regolamento, mi limito a riportarvi quanto scritto. Devo ammettere però che leggendo su bgg, ho trovato molti commenti analoghi. Ha anche aggiunto che nella scatola mancavano gli esploratori e che pur avendo segnalato la cosa già da un paio di settimane, non gli erano ancora stati spediti i pezzi.

[Faustoxx] Io non ho molto da lamentarmi sulla componentistica, che anzi nel complesso mi è piaciuta. Un aspetto di The Cave che spesso viene dimenticato è l'originalità della ambientazione e l'aderenza del gioco alla attività che stiamo simulando, l'esplorazione di una grotta. Ci si può calare tranquillamente nella atmosfera misteriosa di una grotta da esplorare e questa è una bella cosa.
Se poi consideriamo la ricchezza della dotazione del gioco e la bellezza e solidità dei materiali unito ad un prezzo accessibile fanno di The Cave un gioco ideale per famiglie che vogliono vestire i panni di intrepidi speleologi per un'oretta e mezza in un piovoso pomeriggio d'Inverno.

Fortunatamente essendo anche possessore di K2, abbiamo preso i “puzzilli” (o tripolini) da quel gioco. A questo punto dovrei scrivere che su Egyp potete trovare il gioco (nel momento in cui scrivo a 37,99 euro.
“Perché mai dovrei comprare questo gioco dopo tutto quello che hai scritto?" Direte voi.
Potrei cavarmela con un semplice e banale “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”… ma mi sembra talmente pacchiano, che non me la sento… Facciamo così, se avete voglia di dargli una possibilità, fosse anche solo per smentirmi, fate riferimento all’indirizzo sopra, altrimenti, se vi fidate di un mio parere a caldo, il settore ludico offre titoli ben più interessanti.

[Faustoxx] Pur senza ritenere The Cave un assoluto capolavoro, penso che sia un titolo valido per un pubblico familiare ed adeguatamente ambientato. Mi viene in mente che potevano forse, visto anche il tema, elaborarne nelle regole magari anche una versione cooperativa (dobbiamo tutti entrare ed uscire dalle cave): lancio l'idea per chi volesse applicarcisi!

-- Le immagini sono tratte da Boardgamegek. Tutti i  diritti sul gioco appartengono all'Autore ed alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -


2 commenti:

  1. Ho giocato la partita di prova con Pollo, definirei il suo commento "Magnanimo". Gioco di una noiosità mortale ed ambientazione penosa (lo ammetto, questo dovuto ad esperienze fatte in prima persona); comunque piaciuto poco a tutto il gruppo a parte il possessore del gioco stesso.

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  2. Invece a me è piaciuto molto e soprattutto è piaciuto ai vari amici a cui l'ho fatto provare. Trovo l'ambientazione ben riuscita. Lo ritengo particolarmente adatto, almeno per l'esperienza personale, a far giocare persone che non conoscono questo tipo di intrattenimento: soprattutto in questi casi il gioco è stato un enorme successo e ogni volta mi chiedono di rigiocarlo.

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