mercoledì 6 febbraio 2013

Rattus Cartus - Recensione

scritto da polloviparo.

Oggi vorrei spendere due parole su Rattus Cartus, gioco di carte derivato direttamente dal gioco da tavolo “Rattus”.
Il gioco è sempre degli autori Henrik Berg e Åse Berg, illustrato da Alexandre Roche, per 2-5 giocatori.
Non mi dilungherei ulteriormente sulla “scheda tecnica” del gioco, anche perché già illustrata nell’anteprima di Izio, che potete tranquillamente leggere qui.
Allo stesso tempo non mi ripeterò sulla descrizione del gioco con particolare riferimento al regolamento, anche questo già affrontato nell’ambito dell'anteprima.
Resta quindi lo spazio giusto giusto per le mie considerazioni personali, che in parte differiscono da quelle di Izio, così avrete modo di sentire due campane.
Come doverosa premessa, faccio presente che ho giocato molte partite al gioco da tavolo, titolo che ho apprezzato molto e conseguentemente la notizia della pubblicazione di questo gioco di carte ha saputo solleticare la mia curiosità.
E poi diciamoci la verità, avete mai visto un titolo migliore di questo "RATTUS CARTUS"... geniale!!! Secondo me secondo solo a "CARDCASSONNE" gioco di carte di Carcassonne ovviamente... 


Considerazioni personali

Partiamo dalle considerazioni sulla componente grafica del gioco.
I personaggi raffigurati sulle carte, sono gli stessi già apparsi nel gioco da tavolo, non a caso sono state utilizzate le stesse immagini, mentre per gli edifici, componente inedita rispetto al gdt, sono state create delle illustrazioni ad hoc.
Non parliamo di capolavori in senso assoluto, comunque chi ha giocato Rattus, sa cosa aspettarsi.
Ora il fatto del "riciclo" della grafica può avere due chiavi di lettura: una è quella del tirare al risparmio nella produzione del gioco, l’altra è quella di rievocare le atmosfere del gioco da tavolo, con richiami diretti di carattere visivo.
Questo ci porta alla prima vera domanda su questo gioco di carte, ossia ma quanto condivide questo gioco di carte con il gioco da tavolo?
I richiami sono prettamente estetici o anche sotto forma di contenuti?



Scopriamolo insieme

Allora diciamo subito che a mio avviso, a parte il titolo e la componente grafica, pochi altri sono i richiami al gioco da tavolo.
Potremmo citare fra questi il dover contrastare la “peste”, anche se in verità la cosa avviene nei due giochi con modalità totalmente diverse.      
Il gioco da tavolo è un gioco di maggioranze un po' atipico. Si deve cercare di piazzare il più alto numero di cubetti possibile, facendoli sopravvivere alla peste scatenata dallo spostamento del “black pawn”.
In vostro aiuto intervengono le carte personaggio che vi offrono dei vantaggi esclusivi, ma aumentano anche la vostra esposizione alla malattia.
Questo in forma ultra-iper stringata, ma per chi volesse approfondire rimando a quanto già pubblicato sul nostro blog (qui la recensione di Rattus, qui quella di Pied Piper e qui quella di Africanus).


Rattus di per se non costituisce una pietra miliare del genere, anche perché non ha portato sul mercato niente di particolarmente innovativo.
Quello che contraddistingue il gioco è un alto livello di interazione, visto che può essere giocato in modo molto cattivo, la semplicità del regolamento e una durata della partita tutto sommato molto contenuta.
Con il gioco di carte, i due autori hanno a mio avviso cercato di centrare gli stessi obiettivi raggiunti con il gioco da tavolo, partendo proprio da questi punti chiave.

Nel gioco di carte troviamo addirittura un doppio sistema di maggioranze, uno dettato dal numero di carte personaggio giocate su un dato edificio e l’altro dall’attribuzione dei punti a fine partita sulla base dell’influenza nelle varie categorie.
Chi detiene la maggioranza negli edifici ottiene il bonus in versione potenziata offerto dalla carta, mentre nel gioco da tavolo spesso avere più cubetti di altri in una regione può comportare il dover perderne un numero maggiore rispetto agli altri.
L’unico modo per rimpinguare la propria mano di carte è quella di sfruttare i bonus degli edifici, al contempo non si dovrà trascurare la possibilità di mantenere basso il proprio numero di ratti.
Gli effetti della peste nel gioco da tavolo sono più immediati e risolti istantaneamente. Nel gioco di carte alla fine della partita dovrete avere un numero di “topini” (detto così suona più carino) inferiore al valore mostrato dalle carte personaggio, poste coperte sul tavolo in fase di setup.
Carte che ricordo è possibile visionare segretamente, con alcuni bonus offerti sempre dagli edifici.



Questo introduce un elemento di suspance abbastanza interessante.
Inutile accumulare un sacco di punti se poi non avrete mantenuto basso il livello di peste, perché poi sarete tagliati fuori dalla possibilità di vittoria.
Mi ha ricordato molto i tokens corruzione presenti in “Cleopatra e la società degli architetti” della Days of wonder, che funzionano più o meno allo stesso modo.
Il livello di interazione ancora una volta è piuttosto alto. A parte la lotta nell’assicurarsi le maggioranze negli edifici (in questo senso non sottovalutate la carta speciale “passa il turno”) abbiamo alcune carte speciali che permettono di attaccare direttamente gli avversari.
Lo scopo sarà quello di “rubar loro carte”, fargli prendere topi aggiuntivi e così via.
La varietà del gioco è assicurata dalla moltitudine di edifici che escono in diverse combinazioni.
Il gioco è totalmente indipendente, fatta ovviamente eccezione per il regolamento, dalla lingua.
Sulle carte sono riportati dei simboli, che dopo una prima partita di prova avrete già imparato a riconoscere e decifrare (anche perché non sono moltissimi).

Tiriamo due somme

Le tirerei partendo da una domanda.
Se ho già "Rattus il gioco da tavolo", devo prendere in esame il gioco di carte, o rischio di avere un doppione?
Visto che fino qui abbiamo detto che il gioco di carte condivide poco con il gioco da tavolo, la risposta viene un po’ da se.
Non è la prima trasposizione del genere. Abbiamo molti esempi analoghi
Puerto Rico > San Juan
Caylus > Caylus Magna Carta
Ticket to ride > Ticket to ride the card game.

In tutti questi esempi però, il gioco da tavolo costituisce una versione semplificata del gioco da tavolo o quantomeno una sorta di adattamento alla sua nuova veste.
Rattus Cartus è un caso un po’ a se.
Il feeling che restituisce una partita al gioco di carte differisce molto da quello restituito da una partita al gioco da tavolo.
Si tratta sostanzialmente di due giochi diversi e allora qualcuno potrebbe chiedersi perché chiamarlo "Rattus Cartus" e non "Pinco pallo"?
Le motivazioni probabilmente sono di natura commerciale, avendo avuto il gioco da tavolo un buon riscontro in termini di gradimento, si è deciso di sfruttarne un po’ la scia.
Scelta magari non condivisibile, ma chiaramente comprensibile.
Quello che almeno a me interessa però, non è tanto se si è voluto sfruttare un “nome noto”, quanto capire se dietro c’è un gioco valido.
Per me la risposta è sì.
Il sistema di maggioranze delle carte giocate negli edifici per me è molto interessante. Si può decidere di "spendere" quante carte si vuole, ma per ogni personaggio non appartenente alla categoria dell’edificio, si dovranno pescare dei ratti... ehm scusate avevamo detto di chiamarli "topini"...
Si dovrà quindi trovare il giusto bilanciamento fra lo spingere in alto la propria influenza e i rischi derivanti dall'accumulare troppi roditori.
Interessante sarà anche la scelta del bonus degli edifici, mi riferisco non tanto a quello iniziale di “mantenimento”, quanto a quello offerto dall’edificio stesso.
Quest'ultimo con molta probabilità condizionerà le vostre scelte: meglio scegliere l’edificio che vi offre il bonus più interessante in quel dato momento, o quello che vi offre l’influenza più desiderata?
In vostro aiuto nel trovare la risposta, verranno sicuramente anche le carte presenti nella vostra mano.



Ossia il massimo livello di corrispondenza dei vostri personaggi con un dato edificio piuttosto che con un altro.
Su questo aspetto non possiamo esimerci da qualche considerazione sulla componente aleatoria insita nel gioco.
Il timing di uscita degli edifici, potrebbe non essere ottimale o quantomeno non trovare esatta corrispondenza con i personaggi nella vostra mano di carte.
Questo ad alcuni potrebbe far storcere un po’ il naso, ma ricordo che si tratta di un gioco di "cartus" e quindi difficilmente esente dal fattore fortuna derivante dalla pesca di carte più o meno adatte alle vostre strategie di gioco.
Io trovo comunque che il sistema con cui queste possono essere giocate è piuttosto interessante e restituisce una sensazione di controllo adeguata.
Il gioco è per 2-5 giocatori ed il regolamento adotta degli accorgimenti per favorire la scalabilità, quali ad esempio la variabilità del numero di edifici in gioco.
In due giocatori, pur essendo posti sul tavolo due edifici (come nelle partite a tre) il bonus di maggioranza viene assegnato solamente ad un giocatore.
Ciò nonostante, al pari di tutti gli altri giochi di maggioranze che io conosco, RATTUS CARTUS da il massimo di se con un alto numero di giocatori.
A mio avviso il numero ideale è quattro o cinque giocatori, in due o tre risulta godibile, ma non eccelle.
La durata della partita è piuttosto contenuta, diciamo che siamo nell’ordine di un’oretta.
A me personalmente lascia la voglia di rigiocarlo e quindi pur non considerandolo il capolavoro dell’anno reputo sia un buon gioco di carte.
Non nego che per alcuni aspetti lo trovo anche superiore al gioco da tavolo.
Se quindi non costituisce un doppione per i possessori del gioco da tavolo, a maggior ragione può rivelarsi un buon acquisto per chi si avvicina per la prima volta al mondo di Rattus o per chi comunque è in cerca di un buon gioco di carte.

Il prezzo non è propriamente di quelli più bassi e come dice Izio, forse 5 euro in meno sarebbero stati una cosa gradita.
Se siete interessati a provarlo Egyp lo propone a 31,90 euro.

-- Le immagini sono tratte da BGG, Tutti i diritti sul gioco appartengono all'Autore ed alla Casa editrice. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. -- 

Nessun commento:

Posta un commento