lunedì 25 marzo 2013

Anteprima - Trains

scritto da Fabio (Pinco11)

Il titolo di cui ci occupiamo oggi è stato oggetto di una certa attenzione ad Essen, in quanto, prodotto (con testo sulle carte in giapponese ed inglese) dalle giapponesi Okazu e Japon Brand, era  disponibile solo in un numero limitato di copie e andò venduto (a prezzi consistenti, se non ricordo male) in un lampo.
Da lì, come la legge del mercato detta (tanta domanda e poca offerta = aumento del prezzo e dell'interesse), il gioco è diventato oggetto di culto, custodito gelosamente e decantato (a breve capiremo se giustamente o solo per darsi delle artie) dai suoi pochi possessori non orientali.
Ora per Trains, ideato da Hisashy Hayasci, è prevista però una nuova edizione, rinnovata e corretta, ad opera della Alderac Entertainment Group (AEG), che già si era cimentata nel passaggio dal Giappone all'occidente di Love Letters.
Tutti potremo ora cimentarci in questo titolo incentrato sul deck building e sulla costruzione di una rete ferroviaria (dipendente dalla lingua per via del testo sulle carte): vedremo se il mito dietro al gioco reggerà alla sua aumentata disponibilità ... ;)

Piccolo manuale per costruttori di ferrovie

Ho già detto che Trains è un gioco di carte? Vabbè, chi non la sappia a priori se ne accorgerà aprendo la scatola, all'interno della quale troverà 500 carte, 70 delle quali rappresentate dai 'rifiuti' (che andranno ad appesantire i vostri mazzi) ed il resto da una quarantina di tipi di carte, disponibili ciascuna in una decina di esemplari (alcune in 20). Ad esse si aggiungono altre 31 carte utili solo per selezionare i mazzi da utilizzare in ogni partita (randomizers).
Abbiamo qui però anche altra roba, non tantissima, ma tale da rendere particolare questo titolo, rispetto ai deck building standard, tipo Dominion, perchè c'è, udite udite, un tabellone di gioco che rappresenta una ipotetica mappa double side con sopra indicate diverse località giapponesi comprese tra Tokio ed Osaka, nonchè una manata di cubetti, bastoncini e prismini di legno, utili a tenere traccia dei percorsi ferroviari che ognuno va a costruire.

Quanto alle regole il discorso è semplice (qui trovate il manuale in inglese) , soprattutto per chi mastichi di Dominion - like. Si predispone il tavolo da gioco, con sopra 16 mazzetti di carte, 8 fissi ed 8 che sono da selezionarsi a caso utilizzando i randomizer e si distribuiscono a ciascuno un tot di carte fisse di partenza (10). Ognuno pesca 5 carte, piazza un proprio segnalino nella stazione che vuole sia la sua di partenza e si parte.
Al proprio turno ogni giocatore può utilizzare liberamente le carte che possiede per svolgere le azioni da esse indicate (su ogni carta ci possono essere diversi effetti scritti -es. 'liberato di tutte le carte rifiuti che hai mano, scartandole- e se si sceglie di eseguire l'azione si devono eseguire tutti - es. costruisci una stazione E prendi una carta rifiuto), oppure semplicemente per ottenere, scartandole (ogni carta ha il suo valore 'di scarto'), un credito di denaro (da consumarsi tassativamente in quel turno) utile ad acquistare una o più carte (ognuna ha il suo prezzo, indicato in rosso sul lato destro della carta) da mettere nel proprio mazzo degli scarti. Quando si è finito si scartano le carte residue in mano e se ne pescano altre 5. Ogni volta che il proprio mazzo finisce, si mescolano tutti gli scarti e si ricrea il mazzo.
Il fulcro del gioco è qui, ovviamente, quello di costruire una rete ferroviaria (quando poggiate un binario deve essere connesso alla vostra rete e dovete giocare la relativa carta e pagare il costo, variabile a seconda di DOVE costruite e di QUANTI altri giocatori occupino già quella casella), perchè a fine partita (che ha luogo quando si esauriscono almeno 4 mazzetti, le stazioni, o i binari di un giocatore) i punti si ottengono principalmente grazie alle città con stazioni occupate (oltre al possesso di certe carte).

Ciufff Ciufff .... siiiiiiiii parteeeeeeeeeeeeee!!

Ambientazione? Treeeeeeeeeeenni!
Dai, cosa volete di più, ci sono treni disegnati sulle carte, c'è la classica mappa esagonata, ci sono anche i bastoncini che fanno tanto binario.
Scopo del gioco è costruire una rete ferroviaria: dovreste essere contenti, se cercate un gioco alla Dominion a tema ferrovie! Poi, se siete di quelli pignoli che vogliono capire come ogni giocata si possa collegare ad un evento della vita reale, probabilmente non vi accontenterete della spiegazione che siccome stai giocando una carta 'costruisci binario' allora puoi espandere la ferrovia, ma a questo punto quello che cercate è un gestionale e non un deck building.

Passo ai componenti per dire che, da quello che si vede, sono state sanate alcune delle debolezze di questo gioco, perchè la grafica, che prevedeva nella versione originale semplicemente un set di foto negli appositi spazi quadrati delle carte destinate alla illustrazione, è stata rifatta interamente. A mio avviso l'effetto attuale è molto migliore dell'originale, per cui non mi lamento affatto, anzi! Resta da vedere la qualità di tabellone e carte, ma quello lo dobbiamo rinviare a quando il gioco sarà in giro.
Le carte nell'edizione originale giapponese

Le dinamiche di gioco certo non sono innovative in senso assoluto, ossia se avete già visto titoli di costruzione del mazzo, mi direte che Trains non è che reinventi le regole, però quello che inserisce, ossia il tabellone di gioco lo ritengo davvero una idea intelligente.
In pratica si propone, finalmente, uno sfogo diverso alla furiosa meccanica di pesca, gioca e scarta che il primo Dominion proponeva : si va qui aldilà anche della logica della costruzione di un proprio esercito di creature (tipico per esempio di Nightfall) e si stimola il giocatore anche ad un esercizio di costruzione reti.
Per carità: non è che abbiano propriamente mescolate Dominion con Steam, in quanto si percepisce subito che un poco di controllo territorio c'è (il costo per stendere un binario varia a seconda del numero di binari già presenti, per cui ci si pestano i piedi), ma da qui a dire che si andrà nel bruciacercello ce ne corre.
Quanto al numero di giocatori siamo nel 2-4 e l'interazione, a logica, diventa più forte con l'aumentare dei presenti.

In definitiva Trains era già nella mia lista dei desideri ad Essen, dove non comprai perchè non aveva senso (per me) fare le corse e pagare 8o euro un gioco di carte poi nemmeno tanto bello graficamente. Ora lo propongono in inglese (le scritte in giapponese portavano solo via del posto (visto che ignoro quell'idioma), con la grafica più gradevole e intorno ai 50 dollari o giù di lì, per cui ragionevolmente diverrà per me un acquisto obbligato. Da notare che non sono mai stato un fan di Dominion, che è rientrato nel lunghissimo elenco dei titoli comprati, giocati qualche partita e 'spediti' altrove in scambi vari, per cui questo Trains potrebbe volerlo tenere d'occhio anche chi sinora non sia caduto nella rete dei deck building. Si parla di una sua uscita nell'estate o giù di lì: siete già avvisati! Il tutto sempre che qualche produttore di casa nostra non decida di prenderlo e proporlo nell'idioma di Dante ;)

-- Le immagini sono tratte dal manuale o dal sito della/e casa/e produttrice/i  (AEG) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. Nota: l'immagine delle carte dell'edizione giapponese è stata posta da Ryoko Hayashi su BGG -

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