sabato 23 marzo 2013

[nonosolograndi] La torre degli incantesimi (recensione)

scritto da Fabio (Pinco11)

Tempo fa scrissi una recensione su di un titolo per bambini (età 5-99) edito dalla Clementoni ed ideato dall'amico Francesco Berardi (conosciuto ad Essen un paio d'anni fa), ossia Caccia al fantasma: quell'articolo, soprattutto sotto le ultime festività natalizie, è risultato uno dei più letti, per cui con piacere provvedo ora, in anteprima, a recensire il suo seguito ideale, proposto dalla stessa casa editrice ed autore, ossia La Torre degli Incantesimi.
Lo considero un sequel (o meglio una sorta di ideale prequel), in quanto il gioco propone ancora come componente di gioco un castello 3D in cartone spesso da assemblare ponendolo al centro del tabellone, ma per il resto le meccaniche di gioco sono del tutto diverse, con i partecipanti che qui incarnano altrettanti maghi e streghe (da 2 a 4 giocatori, età 5+, tempo a partita da venti minuti in su) impegnati in una allegra caccia ai componenti della loro pozione da bollire nel classico calderone magico!
Le meccaniche di gioco sono quelle del 'tira il dado e muovi', con l'aggiunta di un pizzico di abilità richiesto nel rilascio delle palline nella torre: sono sollecitate quindi le capacità di contare e quelle manuali.

Streghe e maghi in liberta!

Partendo dai componenti al centro del tavolo viene posto il classico tabellone, qui di forma quadrata, con al centro un buco nel quale è destinata ad essere ospitata la torre 3d (da assemblare) che dà il nome al gioco. Per il resto si identificano una trentina circa di caselle nelle quali si articola il percorso che i segnalini dei giocatori (4, in cartoncino, con apposite basette in plastica) devono compiere alla ricerca degli ingredienti, rappresentati da una manata di palline gialle che sono alloggiate in appositi buchetti ricavati in alcune caselle. Ogni partecipante riceve inoltre una scheda personale, raffigurante un pentolone, con otto spazi vuoti destinati ad accogliere altrettante palline a simboleggiare le due code, zampe, ali ed occhi richiesti per la miscela magica. Completano il tutto (salvo altri piccoli elementi minori che sempre dimentico in questi elenchi) un dado a 4 facce (a forma di piramide: il risultato è il numero che si legge sulla punta), un mazzetto di carte, quattro 'pinzette' di cartone a forma di drago ed alcune assi di cartone (con disegno legno) da inserire nella torre per pilotare l'uscita della palline.
Le parti della torre da assemblare

Quanto alle regole vado per sintesi dicendo che al proprio turno ogni giocatore tira il dado e si muove delle caselle indicate: a seconda della casella nella quale capita diverso sarà l'effetto.
La pinzetta di cartone e l'inserimento della pallina
Quelle con il dado fanno ritirare, quelle con il simbolo dei giocatori pescare una carta (che consente di ottenere un ingrediente, muoversi in una casella a piacere o riempire con palline gli spazi vuoti sul tabellone), mentre quelle che contengono una pallina consentono di prelevarla con la pinzetta a forma di drago e di rilasciarla all'interno della torre, facendola passare dal foro sul tetto. La pallina a quel punto rotolerà sulle eventuali assi posizionate nella torre (che si collocano quando si finisce sull'apposita casella) ed uscirà da uno dei quattro ponti laterali, pronte a quel punto per essere prelevate al loro passaggio dai giocatori che finiscono sulle caselle grigie adiacenti ai ponti stessi. Ogni ponte corrisponde ad uno dei quatto tipi di ingrediente e la partita ha termine quando un giocatore avrà completato la pozione, ottenendo gli otto ingredienti richiesti!

Semplice e scenografico

Parto nelle mie valutazioni come sempre dall'ambientazione del gioco per dire che essa è ben resa dalle azzeccate illustrazioni e dai componenti di gioco (per quanto è necessario, chiaramente, in un titolo destinato ai più piccoli come questo).
Quanto alla componentistica devo ammettere che sono rimasto davvero ben impressionato da essa: trattandosi di un titolo che andrà in vendita nella grande distribuzione ad un prezzo basso (penso nella fascia intorno ai venti euro) l'impatto visivo, una volta montato, è davvero bello, soprattutto agli occhi dei bambini. Abbiamo infatti un tabellone colorato, una torre tridimensionale, tante palline gialle, dado, carte e via dicendo, per cui c'è da essere davvero soddisfatti. Uniche piccole pecche che ho notato sono da ricercarsi nel fatto che il castello, nel corso del gioco, se urtato involontariamente dai meno accorti (in fin dei conti giocate con dei bimbi..) può uscire dalla sua sede, aprendosi (però, se ci avete giocato più volte o se semplicemente usate l'accortezza di chiuderlo con un elastichino, il problema si risolve facilmente) e che le 'pinzette' in cartone tendono a sfogliarsi rapidamente (anche qui, però, la loro presenza è più che altro coreografica e nulla cambia se la pallina si pone nel buchetto con le mani). 
Le carte
Dettaglio marginale: anche qui, come accade per la EG, l'editore ha scelto di non rendere noti sulla scatola il nome di autore e disegnatore. Capisco il perchè, ossia la logica da grande distribuzione e da grande casa, che ci sta dietro, ma credo fortemente nella scelta compiuta una trentina d'anni fa in Germania di iniziare a sottolineare il nome dell'autore dei giochi, cosa che li valorizza e crea fidelizzazione (guardate cosa vuol dire oggi, tra mille e più uscite, poter dire: 'quel gioco l'ha ideato Feld o Rosenberg o Bauza'. Significa solo avere decine di migliaia di copie vendute garantite ...), quindi continuo a censurare queste piccole mancanze.

Il calderone (uno per giocatore)
Passando alle meccaniche di gioco la base è quella classica del gioco dell'oca, ovvero il tira il dado, muovi ed esegui l'azione indicata dalla casella di arrivo, però da quell'antenato la distanza è poi lunga, grazie alla varietà delle azioni proposte (che mai consistono in un semplice 'muovi di tot caselle') ed all'impegno manuale ed abilità richiesti e sollecitati nella pesca e rilascio delle palline nella torre. Giocando infatti si impara a capire (per i più piccoli) come il posizionamento delle assi incida sull'uscita delle palline nei vari ponti levatoi e ad incidere sul risultato, sia nel rilasciare la pallina che nel muovere le assi.
E' chiaro che la vittoria continua a dipendere, in buona parte, dalla fortuna, ma l'importante è che qui l'impegno è premiato, sollecitando anche un attimo di ragionamento (sulla fisica della caduta della palla, tutto molto intuitivo).

In definitiva La Torre degli Incantesimi si propone come validissimo gioco per bambini, adatto dai 5 anni (e anche qualcosina prima) in su, che sollecita le capacità di contare (nel muovere le pedine) e l'abilità manuale. Ottima, salvo marginali pecche legate all'usura o ad un uso maldestro, la componentistica, di quelle adatte ad impressionare i più piccoli, nonchè giusta la fascia di prezzo nella quale il gioco si va a collocare (tra i quindici ed i venti euro).

-- Le immagini sono tratte dal manuale del gioco, scattate su di una copia dello stesso messa gentilmente a disposizione da parte della casa editrice o  dal sito della casa (Clementoni), alla quale appartengono tutti i diritti sul gioco. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco e saranno rimosse su semplice richiesta. --

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