domenica 19 maggio 2013

[I classici] Recensione: Nefertiti

Scritto da Bernapapà

Il gioco di cui vi voglio parlare non è nuovissimo, ma può essere ancora interessante: si tratta di Nefertiti, gioco edito nel 2008 dalla MATAGOT, ideato dal trio Bariot - Montiage - Cauet (i primi due si sono cimentati recentemente in Kemet), che per circa 45 minuti trasformerà da 3 a 4 giocatori in notabili egiziani, intenti a comprare regali  nei mercati egiziani, da portare al faraone Akhenaton per la festa organizzata in onore della regina Nefertiti. 

Un gioco di collezione di set di oggetti, quindi, con piazzamento di lavoratori e offerte. Non nuovo come meccaniche, ma ben ambientato e abbastanza ben congegnato. Il gioco non prevede componenti in lingua, ed il suo target (da 10 anni in su) lo annovera decisamente fra i giochi di tipo family.

Le componenti

Il bel tabellone, rappresentante una pianta dell'Egitto (poco influente ma evocativa), è suddiviso in 4 settori che rappresentano i 4 mercati disponibili (Giza, Luxor, Abou-Simbel e Akhet-Aton): ogni mercato presenta lo spazio per 4 carte (una nella prima riga e tre nella seconda) e due settori distinti che ospitano le bancarelle (che assumono forme diverse a seconda della logica che gli è legata): ogni bancarella contiene un numero che rappresenta l'offerta che si è disposti a fare per acquistare gli oggetti di quel mercato. Il tabellone è contornato dal solito percorso punti. Troviamo poi 4 tessere riserva del mercato, che servono in pratica a nascondere uno dei due settori del mercato stesso (ossia è sempre aperto un solo settore per ogni mercato aperto) e fare da "banca" del mercato stesso, e la tessera Mercato chiuso (in ogni istante del gioco sono aperti solo 3 dei 4 mercati). Gli oggetti da collezionare sono rappresentati nelle 46 carte regalo, ognuna delle quali contiene un disegno dell'oggetto (7 oggetti diversi, dalle collane, agli specchi, scranni, monili dorati, senet ecc.): ogni carta riporta inoltre quanti altri esemplari dello stesso tipo sono presenti nel mazzo e, soprattutto, quanti punti si ottengono, in fase di conteggio, a seconda se quell'oggetto è posseduto da 1, 2 o 3/4 giocatori (il suo valore, ovviamente, va calando se posseduto da più).
Fra queste carte è presente anche la carta Akhenaton che sancisce il termine del gioco. Sono poi previste 13 carte personaggio che permettono differenti facilities durante il gioco. Le carte sono tutte di formato piccolo, ma ben disegnate. La moneta, nei due tagli da 1 e 2 Deben, è rappresentata da dischetti di cartone, così come i sigilli reali (rossi) che vengono piazzati in corrispondenza dell'unica carta della prima riga di ogni mercato. Ad ogni giocatore vengono distribuiti 4 omini in legno (i servi) ed un contatore per i punti. Terminano la dotazione un paio di dadi in legno di piccolo formato e il segnalino Ankh per memorizzare il giocatore che ha chiuso il mercato.
Dal punto di vista della qualità dei materiali, siamo nella media, senza eccessi, ma tutto abbastanza carino e funzionale al gioco.

Le regole

Il gioco è abbastanza semplice: scopo del gioco è rimanere alla fine con tanti regali, ma soprattutto cercare di essere gli unici possessori di tipo di regalo. Ad ogni turno ognuno deve mandare uno dei suoi servi in uno dei mercati aperti, posizionandolo su una bancarella libera: se si verifica la condizione di chiusura del mercato, chi ha offerto di più (e può permettersi di pagare: altrimenti perde una carta regalo) può prendere o la carta della prima fila, con sigillo reale annesso, oppure due carte regalo dalla seconda. Seguono gli altri servi (sempre in ordine di offerta) che o comprano una carta (se è ancora disponibile quella della prima fila si prende anche il sigillo), oppure prendono la metà dei soldi (per eccesso) della banca del mercato. Quando tutti i servi sono stati "serviti", il mercato si chiude (trasferendo la tessera Mercato Chiuso) e si apre un nuovo mercato, rimpinguando gli stalli vuoti con le carte regalo mancanti e il sigillo reale. Il meccanismo è tutto qui: la complicazione è dettata dalle differenti condizioni di chiusura dei mercati, nonché dalla possibilità, ad ogni turno, di comprare e giocare immediatamente una carta personaggio.

Le condizioni di chiusura dei mercati sono tutte diverse e anche molto varie: si va dalle più semplici che controllano che la somma delle offerte abbia raggiunto un dato minimo, alle più strane, tipo verificare che nel mercato ci siano almeno 4 servi che "si toccano", oppure che ce ne sia almeno uno per riga, o a quella "aleatoria", dove si tirano i dadi (unico loro utilizzo) e si verifica che le bancarelle indicate dai numeri dei dadi siano occupate. Alcune bancarelle offrono qualche miglioria o peggioramento, tipo poter prendere una carta in più, prendere una sola carta o prendere un Deben.

I sette personaggi, che si acquistano tramite i sigilli reali, permettono di fare svariate azioni, come il Visir che permette di guadagnare 2 punti per ogni differente tipo di regalo posseduto (che vanno poi scartati); il Gran Sacerdote che permette di inviare un servo ulteriore; il Ladro che permette di prendere una carta dal mercato chiuso; il Tesoriere che consente di prender 4 Deben da un qualche mercato; il Mercante che consente di scambiare un proprio regalo con quello di un avversario, pagando eventualmente la differenza (data dalla differenza di punti); il Servitore Reale che obbliga a scartare e a far scartare a tutti uno stesso tipo di regalo, guadagnando immediatamente il dovuto (questa carta serve soprattutto per permettere di guadagnare molto di più alla fine della partita nel caso in cui si sia gli unici ad avere quel regalo).

Chiude la lista dei personaggi lo Scriba che consente di conteggiare subito i punti per un dato tipo di regalo, come se la partita fosse finita. E la partita finisce proprio nel momento in cui viene pescata la carta Akhenaton quando si rimpinguano gli stalli liberi (tale carta è inserita all'interno delle ultime 5 carte del mazzo): si procede quindi al conteggio dei punti, che altro non è che la somma dei punti della carte regalo di ognuno, valorizzate a seconda che il regalo sia posseduto da 1, 2 o più giocatori. Nel conteggio finale sono anche valutati i Deben (1 punto ogni due), ed i sigilli reali (3 punti ognuno). L'eventuale parità è risolta con i Deben posseduti.

Le considerazioni

La bellezza di questo gioco, a mio avviso, consiste proprio nel poter essere giocato da tutti, con relativa soddisfazione. Si tratta, come avrete capito, di un gioco di aste, il cui rilancio consiste semplicemente nel poter posizionare più servi nello stesso mercato, ma senza bluff: infatti i soldi posseduti, come le carte, sono di dominio pubblico.

L'uso delle carte personaggio reca al gioco più profondità, perché il loro utilizzo, che a prima vista potrebbe sembrare quasi ininfluente, è invece il veicolo per la vittoria: è fondamentale fare in modo di essere gli unici ad avere quel tipo di regalo, per avere un moltiplicatore maggiore, rispetto alla condivisione dei regali: viceversa, è fondamentale non permettere questa opportunità agli avversari.

Ovviamente il posizionamento delle carte regalo risente dei capricci della dea bendata, ma la sua influenza è veramente limitata, in quanto, appunto, grazie alla gestione delle offerte e all'utilizzo delle carte personaggio, sono i giocatori a scegliere quali regali accaparrarsi e quali, eventualmente, scambiare o far scartare agli avversari. L'equilibrio sta quindi nella gestione delle proprie (poche) finanze, con l'azzardo di provare a offrire qualcosa di più sperando o di chiudere più tardi il mercato, oppure di costringere l'avversario a fare un'offerta più alta, permettendoci quindi di arricchirci con i Deben della "banca" del mercato. Come si capirà è quindi un gioco ad altissima interazione, dove ci si trova talvolta ad effettuare azioni più che per se, ma contro un altro.

D'accordo, l'ambientazione è un po' pretestuosa, ma l'aspetto grafico prova a sopperire a questa mancanza. La longevità è data soprattutto dal fatto che i meccanismi di chiusura dei mercati sono tutti diversi, e, unitamente alla pesca casuale delle carte regalo, non ci si troverà mai a ripercorrere gli stessi passi. Esiste una strategia per vincere sempre? Se c'è, a parte quanto già detto, non l'ho trovata.
Anche la durata limitata delle partite lo rende un gioco appetibile anche per i giocatori non assidui: l'altra faccia della medaglia è che i gamers, invece, storceranno un po' il naso, perché in quanto a profondità non si va lontanissimo, ma potrebbe essere,per loro, quasi un filler, fra un brucia cervelli ed un'altro.
Se volgiamo proprio trovarci un difetto è il limitato range di giocatori (3 o 4). So che esiste un'espansione che permette di allargare da 2 a 5, ma non ne conosco i meccanismi, e quindi non posso valutarla.
Tirando le somme, senza strapparsi i capelli, nella mia classifica personale questo gioco si merita un bel 7: se giocato con le persone giuste è possibile divertirsi in meno di un'ora di applicazione.


Se volete potete trovarlo su egyp.it

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