domenica 26 maggio 2013

[Vetust Games] Lo Zio d'America

scritto da MagoCharlie

Quest'oggi parliamo di un gioco veramente veramente Vetust: Lo zio d'America edito da Editrice Giochi nel 1954. Per capire quanto questo gioco sia vecchio, basta guardare  alla fine del regolamento dove vi sono pubblicizzati gli altri titoli della casa editrice milanese: Lascia o Raddoppia, Totopoli, Il giro del mondo in Vespa, Fortunello,  Monopoli.

Il gioco è da 3 a 5 giocatori e un tempo di gioco di circa 45 minuti.

La Storia

Esce in Italia nel ’54, ma in America esce nel 1946 con il nome “Rich Uncle”.
Le varie edizioni non differiscono in grafica o materiale (in alcuni casi i gettoni che sono di legno vengono rimpiazzati da quelli in cartone), l’unica edizione che subisce un refresh grafico è quella del 1965 che si presenta con i medesimi materiali ma una grafica più cartoonesca.

L’autore è Harry O. Todd, questo è il suo primo ed unico gioco. Si narra che dopo il boom del Monopoly del 1933, la Parker Brothers cercò per diverso tempo un nuovo gioco che avesse come protagonista l’uomo con i baffi più famoso del mondo: Mr. Monopoly.
Dopo aver rilasciato l’add-on “Monopoly Stock Exchange” nel 1936, cercarono a lungo un nuovo gioco economico per famiglie con protagonista il simpatico Mr. Monopoly; lo trovarono e dopo 10 anni uscì Rich Uncle.

La dotazione della scatola
La scatola di forma leggermente rettangolare raffigura sul coperchio uno skyline della città tipica americana sormontato da una scritta rossa con il titolo del gioco. Immancabile in basso a destra la dicitura brevettato, come ogni gioco della EG o di un altra casa editrice che pubblicava negli anni 50/60. 
La scatola si presenta pesante e massiccia come i giochi di quel periodo. Aprendola troviamo subito un grosso tabellone di cartone molto spesso con un Porta carte di legno di cui vedremo l'utilità in seguito.
All'interno ordinatamente suddivisi da divisori di cartone troviamo i materiali di gioco: - un mazzetto di banconote in tre tagli,
- 30 carte azione,
- 30 cartoncini quotazioni di borsa,
- 32 gettoni in legno da 5000 e 10.000 Dollari,
- due dadi a sei facce (uno bianco e uno nero),
- 20 foglietti “la Trombetta” (Il quotidiano del gioco).

Prima edizione americana
Lo scopo del gioco
Sul regolamento troviamo una piccola storia che ci introduce al gioco:
“Lo zio d'America, senza quattrini, e il proprietario del giornale la trombetta, la sua volontà e sempre da rispettare e quello che lui dice e legge. Con o senza i suoi consigli, il giocatore più abile riuscirà a trasformare in mezz'ora la sua dotazione iniziale di $ 10.000 in un patrimonio di $ 50.000, e vincerà la partita.”
Semplice, no?

Preparazione e  Gameplay
E’ il momento di preparare la partita…
Il tabellone viene incastrato verticalmente alla scatola così da renderlo visibile a tutti giocatori e la parte inferiore della scatola diventa il porta carte e banconote per tutta la partita.
A questo punto, come in ogni buon gioco anni 70/80, viene nominato un banchiere che dovrà gestire la cassa e i titoli azionari. Per incominciare il banchiere darà $ 10.000 in diverso taglio ad ogni giocatore e quattro azioni a caso. 
Le restanti azioni verranno messe da scatola alla base del tabellone assieme ai foglietti del giornale “la Trombetta”.
I titoli azionari sono di sei colori diversi con un numero diverso: questo numero è inteso come accorpamento dei due risultati del dato: ovvero l' azione 16 si potrà acquisire solo se si lanciano con i dadi 1 e 6.
I due dadi sono di diverso colore proprio per questo: il dato più scuro rappresenta le decine, il dado più chiaro rappresenta le unità.
Il tabellone in verticale rappresenta la tabella di borsa, un riassunto di tutti possibili risultati del lancio dei due dadi.
I cartoncini quotazioni di borsa vengono messi tutti insieme in un mazzetto nel porta carte del tabellone.
Il gioco può incominciare!
Durante proprio turno il giocatore lancia i due dadi ed esegue le azioni che seguono in base se il risultato da un numero DOPPIO o meno.

Se non ci sono dadi doppi e il giocatore possiede già il certificato azionario corrispondente al numero dei dadi, il banchiere deve pagargli l'interesse indicato su questa azione. Se invece il certificato appartiene ad un altro giocatore, la banca paga a quest'ultimo l'interesse indicato, ma ricevendo questa somma, il proprietario dell'azione deve pagare una commissione di $ 500 al giocatore che ha tirato i dadi.

Se l'azione non appartiene a nessun giocatore, vuol dire che essa e disponibile nella banca. In questo caso, chi tirati dadi è obbligato ad acquistarla al prezzo della quotazione esposta,  ovvero alla quotazione visibile sul cartellino del poggia carte al centro del tabellone verticale.

Se ci sono dadi doppi (per esempio 3 e 3) avvengono immediatamente tre fatti che hanno conseguenze non solo per chi ha tirato i dadi, ma anche per gli altri giocatori:
1- Il banchiere cambia immediatamente la quotazione, mettendo il primo cartellino dietro il pacchetto scoprendo così la nuova quotazione che diventa subito ufficiale e che resterà valida finché non saranno ancora tirati dadi doppi;
2- Chi ha tirato i dadi doppi deve guardare che cosa c'è scritto sulla tabella di borsa, al numero corrispondente e seguire le istruzioni indicate;
3- Chi ha tirato i dadi doppi prende dalla banca un foglio de “la Trombetta”, lo legge ad alta voce e il giocatore o i giocatori interessati devono seguire le istruzioni indicate compreso colui che tirati dadi. Nella maggior parte dei casi le istruzioni date dalla trombetta obbligano tutti giocatori, uno dopo l'altro, a gettare i dadi, sia per determinare quanto ognuno di essi deve pagare alla banca o a un altro giocatore, sia per determinare quanto un giocatore deve incassare degli altri. 
Il numero fatto con dadi deve sempre essere moltiplicato per 100: così 43 equivale a $ 4300, un 15 equivale a 1500 e così via.

L'edizione spagnola
Durante il proprio turno, prima di tirare i dadi, è consentito vendere una sola delle proprie azioni per guadagnare qualche soldo in più. Il prezzo di vendita di ogni azione e determinato dal cartoncino quotazioni di borsa visibile sul tabellone di gioco.

Alla fine del proprio turno il giocatore passa i dadi al giocatore alla sua sinistra, e il gioco prosegue.

Come nel monopoli, anche qui è vantaggioso acquistare parecchi certificati azionari dello stesso colore! 

Se una di queste azioni esce con il tiro dei dadi, il proprietario incassa dalla banca l'interesse moltiplicato per il numero di certificati dello stesso colore posseduto.

Se un giocatore in difficoltà economica può vendere una o più azioni per saldare il proprio debito: il valore delle azioni e sempre determinato dalla carta quotazione sulla tabella di borsa.

Come già detto il primo giocatore che raggiunge la cifra di $ 50.000 e lo dichiara, vince la partita.

Commenti e riflessioni
Questo gioco, come buona parte dei giochi di quell'epoca, non gode di una profonda strategia: l'azione del giocatore si riduce al solo tiro dei dati e a osservare cosa succede.
Il gioco è stato portato in Italia quasi subito dopo il boom del Monopoli e sotto diversi aspetti ne riprende alcune idee. 
Idee quali: il set di colori da collezionare per avere un moltiplicatore più alto durante la fase di guadagno; lo scambio monetario assolutamente aleatorio durante tutta la partita, ed una grafica che strizza l'occhio al caro vecchio tabellone verde.

Questo e un vero e proprio Vetust game che ha molti anni sulle sue spalle, probabilmente in quegli anni era anche divertente da giocare. Ora si può giocare solo per effetto nostalgia perchè non c'è molta competizione in quanto tutto e ridotto al solo tiro di dadi: nel Monopoli potevamo decidere di comprare o meno un determinato terreno qui al tiro di dati si è obbligati a sborsare soldi per l'acquisto di un'azione. 
Alla stessa maniera si è obbligati a spendere soldi se lo dice il Gazzettino de “la Trombetta”  o si continua a incassare soldi solo per diversi lanci di dadi fortunati.

Lo zio d'America è uno dei giochi più ricercati in Italia, ed è raro da trovarlo in buone condizioni vista la sistemazione atipica del tabellone incastrato nella scatola che rendeva la scatola stessa molto più fragile. In Italia non ebbe molto successo e rimase oscurato dal suo predecessore il Monopoli… L'editrice giochi tenterà più avanti di portare in Italia un altro spin off della fortunata serie di Mr. Monopoly: Parco della Vittoria (ne abbiamo parlato qui)

In definitiva posso dire che lo zio d'America è un gioco tanto bello da possedere ma non altrettanto esaltante da giocare.

-- Immagini tratte da una copia del gioco, da BGG (postate da S. Turner, amando surinach e Pete Hall) o dal brevetto originale. Tutti i diritti spettano agli editori, citati nell'articolo (EG e Parker Brothers). Le immagini saranno rimosse su semplice richiesta dei detentori dei diritti --

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